I SOGNI E L'INFINITO http://www.nonsoloanima.tv/urech/index.php Copyright 2012, www.nonsoloanima.tv www.nonsoloanima.tv it-IT SPHPBLOG 0.5.1 IL MIO MESSAGGIO DI SALUTO http://www.nonsoloanima.tv/urech/index.php?entry=entry090126-163341


Questo è il mio messaggio di saluto, anche se spero di avere in futuro l’opportunità di ancora stuzzicarVi l’anima e il pensiero. Voglio ringraziarVi per avere accolto con curiosità e apertura le mie riflessioni sui Sogni e sull’esperienza interiore. Ringrazio anche la Redazione per avermi ospitato, per il coraggio e la lungimiranza del progetto NonSoloAnimaTV. Vorrei lasciarvi come viatico, alcune raccomandazioni. Viviamo in una cultura che oggi ci offre dei punti estremi e anche degli estremismi tramite una enorme quantità di informazioni di ogni tipo. Non è facile navigare in acque tanto profonde mantenendo la rotta. Ma ricordate questo: seguite ciò che vi fa stare bene, che dà gioia e significato alla vostra vita, tutto il resto è letteratura, per dirla come il poeta Paul Verlaine. Sperimentare e praticare sono stati per me il percorso Maestro. Vi invito a prendere la responsabilità della gioia e del significato della vostra vita piuttosto che ubriacarvi di nozioni e conoscenze. La conoscenza può diventare una droga, un vortice senza fondo dove smarrirsi, senza mai osare prendere la propria vita in mano ed effettuare cambiamenti pratici. La vera Spiritualità non è sapere tutti i nomi di Dio, ma risolvere i nostri conflitti e crescere nella compassione e nel non-giudizio. E questo è il lavoro da compiere ogni giorno, qui e ora.



Vi aspetto al seminario esperienziale sui sogni il 27-28-29 Marzo, organizzato dal Gruppo Anima a Milano



Con Amore,



Marie Noelle Urech

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http://www.nonsoloanima.tv/urech/index.php?entry=entry090126-163341 www.nonsoloanima.tv Mon, 26 Jan 2009 15:33:41 GMT http://www.nonsoloanima.tv/urech/comments.php?y=09&m=01&entry=entry090126-163341
28. IL CORPO DEL SOGNO http://www.nonsoloanima.tv/urech/index.php?entry=entry090123-083216 ...Che cos'è il "corpo del sogno" se non quello che viene chiamato dalle grandi tradizioni esoteriche corpo sottile, corpo eterico o anche corpo astrale...?



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IL CORPO DEL SOGNO




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http://www.nonsoloanima.tv/urech/index.php?entry=entry090123-083216 www.nonsoloanima.tv Fri, 23 Jan 2009 07:32:16 GMT http://www.nonsoloanima.tv/urech/comments.php?y=09&m=01&entry=entry090123-083216
27. I SOGNI LUCIDI http://www.nonsoloanima.tv/urech/index.php?entry=entry090121-084151




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I SOGNI LUCIDI









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http://www.nonsoloanima.tv/urech/index.php?entry=entry090121-084151 www.nonsoloanima.tv Wed, 21 Jan 2009 07:41:51 GMT http://www.nonsoloanima.tv/urech/comments.php?y=09&m=01&entry=entry090121-084151
26. RICORDARSI I SOGNI http://www.nonsoloanima.tv/urech/index.php?entry=entry090119-151109


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RICORDARSI I SOGNI



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http://www.nonsoloanima.tv/urech/index.php?entry=entry090119-151109 www.nonsoloanima.tv Mon, 19 Jan 2009 14:11:09 GMT http://www.nonsoloanima.tv/urech/comments.php?y=09&m=01&entry=entry090119-151109
25. LA RETE DI PERLE http://www.nonsoloanima.tv/urech/index.php?entry=entry090114-111719 "Si dice che nel cielo di Indra esista una rete di perle disposta in modo tale che, osservandone una, si vedono tutte le altre riflesse in essa. Nello stesso modo, ogni oggetto nel mondo non è semplicemente se stesso ma contiene ogni altro oggetto e, in effetti, è ogni altra cosa."



Nell'universo di relazioni che la Scienza ci rivela, come possiamo sperimentare l’UNO nel molteplice, se non attraverso le nostre relazioni? Le nostre relazioni, che sia con i nostri simili o con la Natura, sono la meravigliosa officina dove l'Anima può espandersi oltre i confini personali e trascendere le illusorie separazioni create dalla mente. Sul piano dell'Anima, quando incontro l'Altro, incontro me stesso, incontro l'universo dentro di me. Il filo che unisce le perle tra di loro rappresenta metaforicamente la

connessione implicita tra ogni essere vivente che dimentichiamo nella realtà quotidiana. Alcuni mistici hanno potuto testimoniare questa connessione tramite le loro visioni, altre culture lo hanno fatto attraverso stati di coscienza modificata.



Senza dovere diventare santi o sciamani, possiamo vivere spontaneamente il collegamento tra ogni atomo, tra ogni individuo ed essere vivente nella vita di tutti i giorni. Questa esperienza è l'Amore.



Senza relazionarci con gli altri non potremmo mai comprendere chi siamo, quanto siamo vivi e importanti. Il bambino sa di esistere perché sua madre lo vede e lo ama. Anche la Luna esiste perché sta in relazione con il Sole e, dal momento che la guardiamo, entriamo in relazione con essa e sperimentiamo il nostro aspetto lunare. Nell’Altro possiamo vedere ciò che esiste dentro di noi e di cui non abbiamo coscienza. Attraverso le nostre relazioni possiamo completare i vuoti del nostro puzzle e quello degli altri. Continuamente la trama dell'universo si riversa nelle nostre piccole vite. Attraverso la connessione amorevole non facciamo altro che replicare sul piano umano un qualcosa che esiste da sempre e che le varie tradizioni religiose, da oriente a occidente hanno puntualizzato (relazione e religione non provengono entrambi da religere?). Se Scienza e Religione concordano su ciò, possiamo veramente credere che ogni nostra azione e pensiero volti all’Amore avranno una ripercussione sull’intera rete. A tale consapevolezza tutti siamo chiamati per operare un salto qualitativo nella nostra evoluzione umana e per costruire sulla Terra la rete di perle nel cielo di Indra.

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http://www.nonsoloanima.tv/urech/index.php?entry=entry090114-111719 www.nonsoloanima.tv Wed, 14 Jan 2009 10:17:19 GMT http://www.nonsoloanima.tv/urech/comments.php?y=09&m=01&entry=entry090114-111719
24.VITE PARALLELE http://www.nonsoloanima.tv/urech/index.php?entry=entry090109-161721 Provate ad immaginare: vi trovate di fronte a una scelta da compiere e qualcosa, magari una telefonata o un ingorgo stradale, interviene a farvi intraprendere una strada piuttosto che un’altra. Immaginate che in quel preciso momento il vostro mondo si divida in due : uno stesso presente e due futuri, forse anche molto diversi. Immaginate che questo si ripeta molte volte e che una miriade di mondi si aprano all'interno della vostra vita. Tali scenari, abilmente resi nel film Sliding doors, sono la conseguenza esperienziale di una rigorosa teoria matematica, la Teoria de Multiversi (Multiple Universes), elaborata nel 1957 dal fisico Hugh Everett III. L’idea alla base è quella dell’esistenza di miriadi di mondi nell’Universo in aggiunta al mondo che percepiamo fisicamente. I molti mondi prendono inizio ogni volta che avviene un evento quantistico, che sia in un laboratorio di fisica o nella vita di tutti i giorni. Per ogni evento possibile esiste una realtà quantica alternativa, ossia un universo parallelo. In parole povere, se lanciando per aria una moneta in questo universo, questa ricade per terra dal lato della croce, esiste una realtà parallela in cui la moneta mostra invece la testa, e persino un'altra in cui la stessa moneta rimane di taglio. Tutti gli esiti possibili, di tutti i possibili eventi, possono potenzialmente verificarsi in un infinito numero di universi multipli. Maggiore è la portata dei cambiamenti avvenuti, più aumenta la differenza fra gli universi; in una realtà alternativa potrebbe cambiare solo la posizione di un singolo atomo, mentre in un'altra potrebbe essere mutato il destino dell'intera galassia.



Senza addentrami in spiegazioni scientifiche, vorrei soffermarmi invece sull'incredibile supporto che la teoria dei Multiversi dà alle nostre esperienze oniriche. Nella dimensione quantistica dei sogni, mi posso trovare a compiere scelte opposte o a vivere esperienze totalmente diverse da quelle dello stato di veglia. Questi sogni sono i molti mondi che si sviluppano all'interno del mio universo. Ritornato allo stato di veglia, potrei scegliere o meno di dare seguito alle indicazioni dei miei sogni. Se fosse il caso creerei istantaneamente un evento: dove l'osservatore porta la sua attenzione e intenzione, si crea una nuova storia e un nuovo mondo. Gli universi paralleli sono uno "specchio" della nostra dimensione e provano che la nostra non è l'unica "realtà". Questi mondi alternativi mostrano i diversi svolgimenti che la storia avrebbe potuto prendere. I sogni sono quindi universi paralleli che offrono la possibilità di vedere "concretamente" le versioni alternative della nostra realtà su piani dimensionali di esistenza simultanei, ma separati. Questa prospettiva quantistica dei sogni rimette in discussione il paradigma causale della psicoanalisi e apre dibattiti affascinanti. Non ci dovremmo più meravigliare forse delle vite sotto copertura delle spie oppure della doppia vita di molte persone che, senza saperlo, vivono in multiversi.



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UNIVERSI PARALLELI



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http://www.nonsoloanima.tv/urech/index.php?entry=entry090109-161721 www.nonsoloanima.tv Fri, 09 Jan 2009 15:17:21 GMT http://www.nonsoloanima.tv/urech/comments.php?y=09&m=01&entry=entry090109-161721
23.UN TOCCO DI FOLLIA http://www.nonsoloanima.tv/urech/index.php?entry=entry090107-162116 Nessun ingegno grande fu mai senza mistura di pazzia.

Seneca



Dibattuto la prima volta in Grecia oltre venticinque secoli fa, il sottile confine tra genio e follia non ha perso nulla del suo fascino e della sua urgenza. Nella nostra società che tende ad omologare e quindi a “normalizzare” le persone, c'è una forte insorgenza di malattie e di depressioni. Da piccola sentivo spesso dire di persone che a me risultavano alquanto affascinanti e straordinarie: ”non sono normali”. Quarant'anni dopo, non ho ancora capito cosa è essere “normali” e chi è “normale”. Mi sembra che per normali si alluda ad alieni di un pianeta grigio e uniforme, mentre sul pianeta Terra posso osservare una umanità variopinta, capace di grande opere e di grande ispirazione. Ma anche la Terra ha le sue zone grigie con i manicomi e le prigioni...

La normalizzazione è forse il processo più pericoloso al quale siamo esposti quando accettiamo i modelli che ci vengono propinati. L'individualità, l'unicità degli esseri umani è pericolosa per il collettivo nel momento in cui essa sconvolge certi parametri di normalizzazione imposti dal Potere. Nell'antichità molti folli sono stati tacciati di essere corruttori della gioventù; nel medioevo si chiamavano eretici quelli che osavano fare girare la terra attorno al sole o che contestavano i dogmi di fede. Oggi li chiamiamo Geni ...



Nemesi storica!



E i geni di oggi, come vengono etichettati? Si è instaurata una situazione curiosa: i geni vengono semplicemente ignorati finché non vanno all'Estero ad offrire le loro idee e talenti... dove, invece, vengono puntualmente accettati. In tale caso, parliamo pacatamente di fuga di cervelli....

Un genio è folle per gli altri quando gli altri non arrivano a vedere quello che lui vede. Il genio non si preoccupa di quello che è, non nasconde e non si nasconde. Solitamente è deriso, sbeffeggiato e offeso perché è anticonformista, a-normale. Sfiora con un dito Dio e questo è insopportabile per l'establishment. Ma tutti i folli sono dei geni? Non vorrei prendere il rischio di una tale affermazione. Penso comunque che tutti i folli sono funzionali alla crescita collettiva e hanno un senso - mi si passi il gioco di parole-che non è quello comune. Il Folle non si preoccupa di quello che non è, vede cose che gli altri non vedono, nasconde, ma non si nasconde. Ha qualcosa da insegnarci sui confini che ci imponiamo e che ci allontanano dalla luce. Genio e Follia sono i buchi bianchi e neri della coscienza. Entrambi disturbano l'ordine stabilito, ma portano arricchimento e audacia attraverso la diversità. Possiamo solo augurarci che sia un tocco di follia-genio a farci fare un salto di qualità nel 2012.



continua

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http://www.nonsoloanima.tv/urech/index.php?entry=entry090107-162116 www.nonsoloanima.tv Wed, 07 Jan 2009 15:21:16 GMT http://www.nonsoloanima.tv/urech/comments.php?y=09&m=01&entry=entry090107-162116
22. IL RITUALE DELLA LUCE http://www.nonsoloanima.tv/urech/index.php?entry=entry081223-093623 L’osservazione della Natura è sempre una grande scuola di Vita. I suoi misteri, le sue epifanie ci raccontano in chiave metaforica l’intreccio costante della vita con la morte, le resurrezioni e le metamorfosi della materia. I Pitagorici chiamavano “porte” i due solstizi: una Porta conduce alla manifestazione fisica della Vita e alla sua esternazione (Estate-Cancro), l’altra agevola la fuoriuscita dal mondo per entrare negli stati superiori della coscienza (Inverno -Capricorno). Antiche culture credevano che queste porte aprissero una comunicazione diretta fra visibile e invisibile. Fra pochi giorni milioni di esseri umani nel mondo apriranno la porta Invernale per consentire alla Luce di riversarsi sulla Terra e sull'Umanità. Questo è il senso profondo di Natale che, dal sanscrito, significa appunto, rinascita. Non a caso, è stato scelta la nascita di un bambino straordinario e luminoso a rappresentare l'illuminazione della Materia. A Natale, quindi, abbiamo una opportunità unica per illuminarci, per ri-aprire una connessione con stati superiori della coscienza. Un significato che si è diluito nella febbre consumistica e nei formalismi sociali.

Vorrei solo invitarvi ad eseguire un piccolo rituale, più profondo del cenone della vigilia e dello scambio dei regali. A mezzanotte del 24 dicembre, accendete una candela dorata, simbolo della Luce che ritorna, e chiedete che arrivi nella vostra vita qualcosa che vi renda infinitamente felice. Chiedete anche cosa dovete fare per attirarla nella vostra vita e poi ascoltate la risposta nell'intimità del vostro essere. Può darsi che essa arriverà subito, può darsi che arriverà un po' dopo, tramite un sogno o una sincronicità. La nostra felicità è fondamentale per potere contagiare gli altri. Non possiamo immaginare di rendere felici gli altri se prima non abbiamo assaporato l'abbondanza della Vita e dell'Amore. Poi, lasciate che la candela si consumi tutta. Dopo abbracciate con calore e affetto tutte le persone, conosciute e sconosciute, che incontrerete da quel momento.



Ci ri-vediamo il 7 Gennaio!



continua

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http://www.nonsoloanima.tv/urech/index.php?entry=entry081223-093623 www.nonsoloanima.tv Tue, 23 Dec 2008 08:36:23 GMT http://www.nonsoloanima.tv/urech/comments.php?y=08&m=12&entry=entry081223-093623
21. RITORNO ALLA SEMPLICITA' http://www.nonsoloanima.tv/urech/index.php?entry=entry081222-111218 sine plico” ovvero “senza piega”, etimologicamente parlando, esteso a “puro”, “senza commistione”, “senza artificio”. Gli ultimi trascorsi mondiali sono per noi un potente invito ad interrogarci sullo stile di vita che conduciamo, sugli sprechi estremi caratterizzanti una civiltà basata sui consumi e il profitto, ma che non appaga i bisogni più profondi degli esseri umani. Ritornare alla semplicità e farne una scelta di vita consiste nell'adottare un modo di vita meno dipendente dal denaro, ma che mira a soddisfare i bisogni umani oltre quelli legati alla sopravvivenza. La semplicità volontaria fu praticata da Socrate e Epicuro 2500 anni fa, ma anche dalle comunità monastiche, le prime organizzazioni di vita a scegliere volontariamente la semplicità e a praticare l'autosufficienza. San Francesco d'Assisi viene considerato come un modello di semplicità volontaria così come la vita di Gandhi ne è un altro.

Semplificare la nostra vita per migliorare la sua qualità. I problemi mondiali ci dimostrano in quale circolo vizioso siamo caduti: trascorriamo il nostro tempo a guadagnare sempre di più per soddisfare dei bisogni prevalentemente materiali. E il tempo non basta mai per fare altre cose. Questo comportamento, diventato ormai compulsivo, ha conseguenze disastrose non solo sulla nostra salute, ma anche su quella del nostro pianeta. Semplicità di vita non significa povertà né sacrificio. È una scelta cosciente di vita che ci aiuta a liberarci da ciò che è superfluo e a tornare a ciò che è essenziale. Vivere meglio con meno, ma con la consapevolezza delle cose che contano davvero. Essa si applica quindi anche a domini meno materiali come le attività e le relazioni umane. Molti formalismi sono una forma di controllo inutile e comportano un notevole spreco di energia. In qualche modo, il ritorno alla semplicità accompagna una ricerca di autenticità. Ci mette in contatto con l'amore degli altri, con le meraviglie della Natura, con la chiarezza e la serenità che nascono dal silenzio e dalla contemplazione.

Il ritorno alla semplicità non ha l'ambizione di cambiare il mondo, ma di favorire la riflessione necessaria a cambiare il proprio stile di vita per aumentare il nostro benessere fisico, mentale e spirituale che deleghiamo, spendendo molto, alle palestre, ai medici e ai guru. Inoltre, ci permette di agire immediatamente e autonomamente senza dover attendere che i governi cessino di tergiversare!



continua



Intanto prosegue il video - viaggio tra Sogno e Realtà...



CONSAPEVOLEZZA E SOGNO





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http://www.nonsoloanima.tv/urech/index.php?entry=entry081222-111218 www.nonsoloanima.tv Mon, 22 Dec 2008 10:12:18 GMT http://www.nonsoloanima.tv/urech/comments.php?y=08&m=12&entry=entry081222-111218
20. GLI ANIMALI DI POTERE E IL POTERE DEGLI ANIMALI http://www.nonsoloanima.tv/urech/index.php?entry=entry081219-113851 Succede spesso che nei nostri sogni, incontriamo animali familiari o sconosciuti, fiere oppure creature mitologiche che sommano varie componenti animali nella loro raffigurazione. Sono protagonisti importanti del sogno in quanto rappresentano energie vitali profonde che guidano la nostra vita inconscia. Nell'ambito della psicanalisi, gli animali onirici sono stati definiti come la parte istintuale/sessuale del nostro essere che irrompe e viene poi interpretata e “addomesticata” secondo i canoni morali della nostra cultura occidentale. Curiosando invece nelle tradizioni sciamaniche, vediamo che la connessione tra gli esseri umani e il mondo animale è fondamentale. In queste culture, non solo la carne dell'animale rinvigorisce il corpo, ma il suo spirito è anche necessario per ridare energia allo spirito umano malato o indebolito. Perciò mentre i cacciatori andavano in cerca di prede nella realtà ordinaria, gli sciamani andavano a caccia di un animale di potere nel mondo degli spiriti per riportarlo a chi ne avesse bisogno. Lo spirito dell'animale infonde nel corpo un potere che gli permette di resistere all’intrusione di forze nocive esterne (conosciute nella realtà ordinaria come malattie). Non solo, essi trasferiscono anche qualità intrinseche come astuzia, coraggio, saggezza, prudenza ecc. Pertanto vengono solitamente chiamati animali di Potere. Una delle modalità più diffuse per la ricerca e recupero del proprio animale di potere è il viaggio sciamanico. Il viaggio sciamanico è una esplorazione in uno stato di coscienza modificata che non si discosta dal sogno, anzi, è un sogno indotto e guidato. Gli animali di Potere che si presentano sono energie di cui ci siamo dimenticati o che abbiamo abbandonato in un percorso di vita in binari ristretti. L'uomo moderno viene deprivato dalla sua forza, dagli istinti e dall'intuizione per diventare “sociale”e per essere governato. La politica, la scienza e la religione obbligandoci a rientrare in modelli artificiali per essere socialmente accettati, ci ha tolto i nostri poteri naturali.

Perciò, quando sognate, accogliete con gioia e curiosità leopardi, lupi, aquile, orsi, coccodrilli, lontre ed altri animali perché essi vengono per ricordarvi che siete Natura e, quindi, infinitamente potenti!



continua

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http://www.nonsoloanima.tv/urech/index.php?entry=entry081219-113851 www.nonsoloanima.tv Fri, 19 Dec 2008 10:38:51 GMT http://www.nonsoloanima.tv/urech/comments.php?y=08&m=12&entry=entry081219-113851
19. LA SOTTILE PERMANENZA DELL'ESSERE http://www.nonsoloanima.tv/urech/index.php?entry=entry081215-153234 Premonizioni e messaggi dell'aldilà erano il tema costante sul quale mi venivano richieste delucidazioni. Nei giorni successivi, una serie di coincidenze straordinarie riportarono la mia attenzione ai sogni sulla continuità della vita dopo la morte. Nel mio post “nella casa del Padre ci sono numerose dimore”, ho già condiviso alcune riflessioni su questo tipo di esperienza onirica. Ma oggi, sento il bisogno di approfondire questo argomento a cuore di tantissime persone.

Come già sviluppato nel mio libro “I Sogni e l'Infinito” (Anima Edizioni), i sogni sono una specie di portale verso altre dimensioni. Durante il sonno, il nostro corpo sottile o quantico, replica energetica del corpo fisico, vibra ad una frequenza più rapida e può, quindi, espandersi e spostarsi in altri spazi di natura quantistica. Dunque mentre sogniamo, il nostro corpo sottile vaga e visita con facilità altre dimensioni dove può incontrarsi con i corpi energetici dei cari defunti. Antiche tradizioni spirituali e filosofiche, dagli Egizi ai buddhisti tibetani, dalla Gnosi al cristianesimo primitivo, concordano sull'esistenza di questo corpo energetico che, al decadimento del corpo fisico, mantiene una vita propria in una dimensione impercettibile dai sensi. Ma anche la scienza comincia ad esplorare il mistero della continuità della coscienza. Il fisico gnostico francese Jean Charon, nel suo libro “Morte, ecco la tua sconfitta”, risponde proponendo un'immagine dell'universo che tiene conto sia degli aspetti materiali, sia di quelli spirituali, individuando nell'elettrone l'elemento materiale portatore dello "Spirito". Gli elettroni, che entrano nella costituzione fisica del corpo umano, sono infatti simili a minuscoli buchi neri, e contengono un tempo e uno spazio diversi ma complementari rispetto a quelli normalmente noti. Questo spazio-tempo ha, in particolare, la facoltà di memorizzare, meditare e ragionare, dimostrando quindi che nell'elettrone esistono qualità e caratteristiche di tipo spirituale e permanente. Dal momento, dunque, che siamo composti di elettroni ciò significa che una parte di noi è eterna.

Quindi quando sogniamo i nostri defunti, non vi è alcun dubbio che avviene un incontro a livello coscienziale tramite i corpi sottili. Ed è facile ricordarsi quei sogni che ci lasciano un senso di sgomento oppure di gioia profonda. Possiamo ricevere da loro messaggi, indicazioni o richieste che, una volta allo stato di veglia, tendiamo ad accantonare perché li giudichiamo irreali. Ma se provassimo ad immaginarci come esseri multidimensionali, potremmo forse riconoscere la nostra natura eterna. Forse è questo il messaggio profondo che i nostri defunti vogliono comunicarci tramite i sogni.



continua



VIAGGIO NELLO SPAZIO - TEMPO



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http://www.nonsoloanima.tv/urech/index.php?entry=entry081215-153234 www.nonsoloanima.tv Mon, 15 Dec 2008 14:32:34 GMT http://www.nonsoloanima.tv/urech/comments.php?y=08&m=12&entry=entry081215-153234
18. CASO O CAOS http://www.nonsoloanima.tv/urech/index.php?entry=entry081208-104435 Gli anagrammi mi hanno sempre affascinata. Le infinite combinazioni delle stesse lettere nel formare parole sensate è secondo me una forma d'arte, ma anche qualcosa di più. Prendiamo il nostro esempio: caso e caos. Abbiamo due parole con un valore semantico diverso ma che provengono dalla stessa matrice alfabetica. Divagando un po' - avrete capito che è uno dei miei passatempi favoriti - mi piace vedere tra queste due parole un collegamento di ordine metafisico.



Un giorno lessi una frase sconvolgente: “il caso è la modalità che Dio usa per rimanere anonimo” (scritta da... un anonimo, ovviamente!). Caso e caos sono sempre stati al centro di dibattiti e teorie matematiche e fisiche (frattali – entropia e neghentropia) e filosofici (determinismo e libero arbitrio).

Ma esaminiamo i fatti di una vita ordinaria: quante volte i nostri programmi di lavoro o d'impiego del tempo libero sono andati in fumo o felicemente riusciti, non per merito o demerito della nostra mente che li aveva progettati ma per l'intervento di un folletto imprevedibile e bizzarro nelle sue improvvise e inattese manifestazioni: il Caso. Può prendere forma in un blocco di scioperanti sull'autostrada non segnalato per tempo, che vi impedisce di arrivare a un appuntamento di vitale importanza, o in una conoscenza del tutto fortuita che si trasforma poi in un rapporto decisivo.



La conseguenza del primo impatto con il Caso è proprio il Caos: la sorpresa davanti all'imprevedibile che scompiglia per un attimo l'ordine prestabilito e che ci costringe a ricomporre gli elementi coinvolti in un nuovo ordine. Dal Caos nasce la Vita. Esattamente come avviene per l'anagramma! Il Caso è il fattore “esterno” che ripropone un nuovo ordine o cosmo, sfuggendo a ogni logica o calcolo umano. E' lo “zampino” del divino che irrompe anonimamente nella nostra Vita. Quando siamo in grado di ricollegare lo zampino al suo proprietario, allora possiamo parlare di Destino, ciò che li Arabi chiamano Mektub: “era scritto”.



Continua

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http://www.nonsoloanima.tv/urech/index.php?entry=entry081208-104435 www.nonsoloanima.tv Mon, 08 Dec 2008 09:44:35 GMT http://www.nonsoloanima.tv/urech/comments.php?y=08&m=12&entry=entry081208-104435
17. L'INSOSTENIBILE GIOIA DELL'ESSERE http://www.nonsoloanima.tv/urech/index.php?entry=entry081205-120622 La gioia è la grande assente dell'occidente. Paradossalmente, è più facile trovarla nei popoli più sfavoriti da un punto di vista materiale: negli slums, bidonville, favelas. Ma anche lì, si tratta solo di sprazzi che aiutano a sopravvivere in condizioni disumane. E' la droga dei popoli del terzo mondo.



Le persone che si ammalano sono quelle che meno conoscono la gioia oppure che hanno smesso di frequentarla perché era insostenibile. Insostenibile anche per la Chiesa, l'idea di un Cristo gioioso e spiritoso. I Grandi Maestri Spirituali ci hanno sempre lasciato un segno di grandissima gioia. La Gioia è una qualità spirituale, è la connessione alla nostra essenza, a quella luce che si accende quando siamo toccati dalla Bellezza e dall'Amore. Per comprendere l'essenza della Gioia, osservate i bambini, prima ancora che i drammi familiari abbiano oscurato la loro luce, prima che crescano troppo in fretta per essere come gli adulti vogliono; contemplate la Natura per ritornare agli albori del vostro essere quando eravate stella, minerale, pianta, animale, angelo forse... amate e ricevete l'amore delle persone che vi accompagnano nel Viaggio.

Ogni volta che nella nostra vita siamo gioiosi, l’energia della gioia espande il nostro campo vitale e la possiamo irradiare sugli altri.



Per questo motivo le persone che hanno gioia di vivere sono magnetiche, ci attraggono irresistibilmente e ci sentiamo meglio accanto a loro. Nell'antico Egitto, quando l'anima del defunto compariva dinnanzi alla Dea Maat per essere pesata, gli venivano rivolto due domande: Hai conosciuto la Gioia? Sei stato fonte di gioia per gli altri? Domande che ci dovremmo rivolgere tutti i giorni senza aspettare l'ultima ora di vita.



Un Sutra indù canta :

Dalla pura gioia scaturisce tutto il Creato,

Dalla Gioia è sostenuto,

Verso la Gioia procede,

E alla Gioia ritorna




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http://www.nonsoloanima.tv/urech/index.php?entry=entry081205-120622 www.nonsoloanima.tv Fri, 05 Dec 2008 11:06:22 GMT http://www.nonsoloanima.tv/urech/comments.php?y=08&m=12&entry=entry081205-120622
16. AVETE MAI SENTITO RIDERE QUELLI CHE GIOCANO I SOLITARI? http://www.nonsoloanima.tv/urech/index.php?entry=entry081201-084332 capacità di giocare. Il gioco è qualcosa che pervade ogni campo della nostra e dell'altrui cultura, sin dai tempi più remoti. L'homo ludens ludens sembra, in effetti, una specie più evoluta rispetto all'homo faber o all'homo sapiens. Il gioco è senz'altro un fattore di crescita umana ma è altrettanto una dimensione culturale. Gioco è sinonimo di piacere, di gioia e di divertimento nell'usare la creatività. E' possibile giocare con qualsiasi cosa, giocare imparando, giocare con le parole, con il pensiero, con i fatti della scienza, con l'arte. In alcuni giochi si possono interpretare le parti le più gloriose o quelle più diaboliche della mitologia umana. E' un sognare lucido che coinvolge più persone, il cui scopo principale è il divertimento, l'evasione in un mondo fantasioso in cui i limiti del reale possono essere sconfinati, le regole sovvertite. Proprio per il suo essere irrazionale, l'attività ludica ha la capacità di svelare lo spirito e la libertà di ognuno di noi. Mi ricordo i giochi preferiti della mia infanzia. I computer erano allora confinati nelle stanze segrete degli eserciti delle grande Potenze e non erano ancora entrati negli ambienti domestici.



Ricordo con piacere uno dei miei giochi preferiti: costruire un Tepee nel giardino e giocare con i miei amichetti agli Indiani. Ognuno elaborava il proprio nome Indiano, c'erano esplorazioni nella Natura, rituali, consigli di guerra e di pace, gare di tiro all'arco, costruzione di scudi magici... Fogliami, rami, sassi, insetti mummificati dal caldo, semi, i nostri corpi agili, le nostre voci concitate... tutta la Natura si prestava al gioco. La sera mi addormentavo, appagata, pronta ad inventare nuove avventure il giorno dopo...



Allora giocare significava stare insieme, divertirsi insieme, creare insieme. La fantasia, la comunanza, la creatività sono il motore di ogni gioco. Oggi, la dimensione culturale del giocare è stata trasformata da internet. Guardo i bambini della nuova generazione che giocano per ore e da soli con i loro gameboy o play-station, astratti e non curanti del mondo attorno! Noto che questi bambini sono molto svegli da una parte, ma dall'altra hanno poca dimestichezza nell'essere nel mondo e con gli altri. Ogni tanto vivono sindromi inquietanti, crisi epilettoidi... Talvolta sono anche gli adulti ad essere incollati allo schermo del loro PC, giocando da soli o con altri giocatori virtuali. Allora sento che qualcosa di caldo e di vitale è andato perso. Questo non è un anatema ai nuovi giochi on-line di cui trovo alcuni formativi ed affascinanti, specie quelli “collaborativi “ che si estendono a centinaia di giocatori nel mondo. Sono una grande apprezzatrice di internet, benedico questa meravigliosa tecnologia che mi permette di divertirvi mentre mi diverto nello scrivere questi blogs. Ma sono meno incline ad utilizzare internet per giocare in quanto il gioco per me ha un senso profondo e vitale, è una forma elevata di comunicazione e di contatto sociale. Per questo motivo non ho mai apprezzato l'idea dell'orgasmo virtuale attraverso il casco e il guanto elettronico. Concedetemelo, è davvero meglio dal vivo! Altrimenti diventerebbe uno di quei giochi da solitario per trascorrere il tempo, chiamati in francese “patience”, ma non fanno ridere.



Se perdiamo totalmente il contatto con gli altri, con il proprio corpo ed emozioni per giocare rischiamo di diventare delle macchine più o meno pensanti che giocano con altre macchine più o meno pensanti, attraverso una macchina. Per fortuna, ridere è ancora proprio dell'uomo, ma per quanto tempo ancora rimarremo umani?



Continua

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http://www.nonsoloanima.tv/urech/index.php?entry=entry081201-084332 www.nonsoloanima.tv Mon, 01 Dec 2008 07:43:32 GMT http://www.nonsoloanima.tv/urech/comments.php?y=08&m=12&entry=entry081201-084332
15.IL TEMPO PERSO E RITROVATO http://www.nonsoloanima.tv/urech/index.php?entry=entry081126-105632 leit-motiv ricorrente che sento dai miei pazienti, dagli amici o da sconosciuti è : non ho mai tempo; non ho abbastanza tempo; non c'è più tempo. Mi ricordo anche che è stata una mia risposta automatica per anni. Finché un bel giorno ho capito la relatività del tempo! C'è un tempo psicologico, un tempo orario, un tempo ciclico... che difficilmente si sincronizzano. La Bibbia ci ricorda che per “ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il sole (Qo 3,1) c'è un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per demolire e un tempo per costruire, un tempo per parlare, un tempo per tacere” e così via. Il problema maggiore della gestione del tempo scaturisce dalla scarsa consapevolezza che abbiamo di noi stessi, dall'identificazione con oggetti esterni: persone, situazioni, eventi. L'accelerazione forte che l'umanità sta subendo, la velocizzazione dell'acquisizione delle conoscenze, delle telecomunicazioni e degli spostamenti, tutto concorre a trasformarci in vere e proprie trottoline. Tendiamo a farci invadere da tante cose che non sono “indispensabili”, sia nella vita professionale che personale. Inoltre la nostra cultura ci porta ad accumulare sempre più cose e impegni a livello mentale, emotivo e materiale. Un posto d'onore è occupato dalle nostre preoccupazioni, dalle nostre paure, i ladri professionisti del Tempo. Uno studio ha dimostrato che il 90% delle nostre paure e delle nostre ansie non si realizza mai. Varrebbe a dire che 90 % del nostro tempo impiegato a preoccuparci è tempo perso. Sarebbe più produttivo impegnare la nostra attività mentale, e quindi, il nostro tempo, in progetti e in scopi. Il tempo perso diventa un tempo creativo, e cioè “ritrovato”.

Per uscire da questo cerchio vizioso che fagocita il nostro tempo, diventa urgente ritornare all'essenziale e semplificare la propria vita. Il motto “tutto ciò che non è indispensabile è inutile” potrebbe aiutarci in ciò e a volgere la nostra attenzione all'essenziale. Un modo utile in questo caso è fare delle pause. Siamo così impegnati nel fare, nell'avere o nello stress che non riusciamo più a godere l'attimo presente. I ricordi belli del passato sono sempre scaturiti dai momenti in cui si è vissuto nell'attimo presente, in uno stato di ricettività, di ammirazione e in cui ci sentivamo appagati e felici. Scalare la montagna è importante, ma ricordiamo di fermarci ogni tanto per guardare al paesaggio, per apprezzare il percorso compiuto.



continua

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http://www.nonsoloanima.tv/urech/index.php?entry=entry081126-105632 www.nonsoloanima.tv Wed, 26 Nov 2008 09:56:32 GMT http://www.nonsoloanima.tv/urech/comments.php?y=08&m=11&entry=entry081126-105632
14. LA PACE? QUESTIONE DI COERENZA http://www.nonsoloanima.tv/urech/index.php?entry=entry081125-141922 Essere coerente (lat. Cum “con” e haerēre: “essere attaccato”) significa essere unito, avere connessione e, nel senso figurato, essere privo di contraddizioni, essere in fase. Nel nostro viaggio incerto nell'esistenza, sperimentiamo quotidianamente lo stato di incoerenza poiché in preda di tutte le contraddizioni propinate dalla nostra mente irrequieta. Il dibattito interiore tra l'essere o l'avere, la ragione e il sentimento, il giusto o il falso, il buono o il cattivo, è responsabile dei tanti squilibri che si riscontrano nelle coppie, nelle famiglie, nei nuclei sociali e infine nelle nazioni. Come immaginare l'utopia della pace finché saremo presi nel vortice della separazione, scandita dai “o me o te”, “ho ragione io”? Questo non significa implicitamente che l'altro deve annullarsi davanti a me o che lo devo annullare per garantire la mia sopravvivenza? Ecco le premesse ordinarie di tutti i conflitti, che avvengano tra due persone, tra gruppi, comunità, o stati....

La Natura, la Biologia e la fisica ci offrono spunti interessanti per risolvere un dilemma molto intricato sul piano umano esistenziale. Prendiamo la Luce come esempio. La luce "normale" - del Sole o di una lampadina - è costituita da onde di frequenza diversa (non monocromatica), non in fase tra loro. Perciò ogni onda si comporta diversamente da tutte le altre. E' incoerente. Nella luce di un laser, invece, i fronti d'onda sono in fase tra di loro, e la luce emessa ha un'unica frequenza. Per queste ragioni la luce prodotta è di un solo colore puro, non si disperde con l'aumentare della distanza dalla sorgente, e viaggia in un’unica direzione. Si dice che tale luce è monocromatica e coerente. Anche l'acqua ordinaria, si trova solitamente in uno stato incoerente in cui le molecole di H2O oscillano ognuna per conto suo, in maniera disordinata. Bisogna abbassare la temperatura affinché le molecole acquistino uno stato ordinato, una configurazione geometrica di tipo cristallino (si vedano i lavori di Masaru Emoto).

La medicina insiste oggi sulla coerenza cardiaca. Cuore e cervello sono interdipendenti perché connessi neuronalmente. E' ormai accertato che gli stati di stress, ansia o depressione alterano la variabilità del ritmo cardiaco che diventa irregolare, caotico. Le emozioni negative generano incoerenza. La coerenza cardiaca invece è favorita dalle emozioni positive: gioia, gratitudine e..... Amore! Quindi coerenza è sinonimo di: sincronia, ordine, unità, armonia, collaborazione, equilibrio. Come sempre, la Natura ci indica una via per diventare coerenti e cioè “uniti” e in “armonia”. “Amor che muove il sole e l'altre stelle” possiede questa rara proprietà di portarci verso la coerenza, verso la Pace.



continua



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http://www.nonsoloanima.tv/urech/index.php?entry=entry081125-141922 www.nonsoloanima.tv Tue, 25 Nov 2008 13:19:22 GMT http://www.nonsoloanima.tv/urech/comments.php?y=08&m=11&entry=entry081125-141922
13.SI APRE UN'ALTRA PORTA... http://www.nonsoloanima.tv/urech/index.php?entry=entry081124-155032 Cari Entronauti,



Ora che avete sopportato con benevolenza le mie divagazioni sui sogni e sul sognare, potete fare ancora un piccolo sforzo e aprire un'altra porta. Dal macrocosmo svelato dai sogni e dai viaggi astrali, vi porterò, nei prossimi giorni, nel microcosmo/Uomo. Una dimensione sempre sfuggente poiché in costante evoluzione......Qui m'aime me suive!





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http://www.nonsoloanima.tv/urech/index.php?entry=entry081124-155032 www.nonsoloanima.tv Mon, 24 Nov 2008 14:50:32 GMT http://www.nonsoloanima.tv/urech/comments.php?y=08&m=11&entry=entry081124-155032
12. IL SOGNO DI DIO http://www.nonsoloanima.tv/urech/index.php?entry=entry081121-094145 30 anni fa, in Belgio, ebbi il grande privilegio di potere studiare l'astrologia evolutiva in relazione alle più recenti teorie della fisica quantistica. La visione olografica dell'universo era l'ossessione della mia Maestra, Anna Albert, che aveva aperto la sua “Scuola per lo studio dell'Evoluzione della Coscienza” a noti fisici belgi, francesi e stranieri che vi tenevano conferenze e lezioni. Non potevo immaginare allora l'impatto che tale formazione avrebbe avuto nella strutturazione della mia personalità e visione della vita.



Successivamente, quando cominciai a lavorare con i sogni, mi accorsi di quanto tutte queste conoscenze acquisite in giovane età formassero una “griglia” di riferimento universale, valida per spiegare anche il sognare e la dimensione del sogno. L'universo olografico di David Bohm, da conoscenza teorica divenne per me una esperienza che ho descritto poi nel mio libro I Sogni e l'Infinito. E così per le altre teorie come gli universi paralleli, la non-località della mente ecc.

Tornando all'ologramma, argomento oggi molto dibattuto, vorrei solo soffermarmi su alcuni aspetti di ordine più metafisico che fisico. Il paradigma olografico, l'informazione dalla parte al Tutto, pervade ogni ambito della manifestazione della Vita. Se prendiamo una poesia, ad esempio, troviamo espresso in una sola parola un concetto chiave della Vita e, entrando nel contesto della poesia, facciamo anche esperienza del poeta che agisce da tramite fra noi e un qualche aspetto dell'esperienza universale. Attraverso questa parola entriamo in una relazione olografica con una cultura, un'epoca, una dinamica energetica, un aspetto della vita. Osservando un albero, possiamo percepire le calde o fredde stagioni in cui l'albero è vissuto sin dalla nascita; le sue cellule ci informano sulla gravità e sul nucleo della Terra, le foglie parlano del cielo e del rinnovamento.



Utilizzando questi esempi, vediamo che i vari aspetti delle nostre vite non esistono soltanto in sé ma sono anche in interrelazione con altri contesti olografici. Anche nella forma umana, vive una informazione ampia ed esauriente che descrive la natura complessa e l'identità del pianeta, dell'atomo, di una sola unità di tempo...



Davanti alla straordinaria complessità del fenomeno umano, alla sua capacità di creare e di amare, non sarebbe azzardato pensare che siamo in presenza di un ologramma di Dio. Attraverso l'Uomo si sfiora il “Sogno” di Dio mentre Dio si sperimenta sognando l'uomo. La consapevolezza di ciò potrebbe portare l'umanità a fare il salto decisivo cui il profetizzato 2012 ci prepara.



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I SOGNI PREMONITORI



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http://www.nonsoloanima.tv/urech/index.php?entry=entry081121-094145 www.nonsoloanima.tv Fri, 21 Nov 2008 08:41:45 GMT http://www.nonsoloanima.tv/urech/comments.php?y=08&m=11&entry=entry081121-094145
11. INCONTRANDO WILLIAM http://www.nonsoloanima.tv/urech/index.php?entry=entry081119-150548 Noi siamo della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni, e la nostra breve vita è circondata da un sonno, diceva l' uomo che più di tutti vorrei incontrare nei miei sogni: William Shakespeare. Questo grande Tessitore di trame umane ci ha lasciato capolavori ricchi di richiami alla magia e all'onirismo. Il Sogno di una notte di mezz'estate è una perfetta rappresentazione di ciò che avviene mentre si sogna: tre mondi si incastrano come nelle scatole cinesi: quello di veglia, quello magico/onirico, quello dei teatranti. Nella Tempesta, Prospero/Shakespeare usa la magia e l'illusione per muovere i suoi personaggi su un palcoscenico teatrale, metafora della Vita.



Quando sogniamo siamo contemporaneamente regista, attore, oggetto e il luogo dove la nostra coscienza crea e trama nuove storie. Infatti, mi sono inspirata proprio a William, per elaborare alcune tecniche di interpretazione di sogni. Il sogno segue un copione, ha pause, si divide in atti, ha un inizio, il prologo, e una fine, l' epilogo. Gli attori del dramma o della commedia onirica sono tutte emanazioni del nostro essere. Essi hanno anche la facoltà di cambiare creativamente alcune parti del copione, trasformandole in improvvisazione (il sogno lucido).



La cosa più divertente è quando in scena compaiono animali e oggetti che parlano di noi. Nell'antica Grecia, annesso al tempio dove venivano incubati sogni guaritori, vi era il teatro. Il teatro aveva allora una funzione catartica e trascendentale. Un qualsiasi conflitto o tormento dell'anima umana era mitologizzato, trasportato nel regno degli dei.

Gli dei vivevano le stesse passioni dei mortali: la seduzione di Afrodite, la Gelosia di Era, l'ira di Zeus si incarnavano nella gelosia di Menelao, la seduzione di Elena e l'ira di Achille.... Nel Seicento, l'immortale William metteva in scena le grandi passioni dell'uomo: Amleto, Macbeth, Otello, Enrico V, Giulio Cesare e tanti altri. Nulla di nuovo sotto al sole! Lo stesso accade nel nostro teatro onirico, dove insceniamo il gioco perpetuo tra odio e amore, guerra e pace, luce e ombra, permettendo alla nostra Anima di sperimentarsi in tutti i ruoli possibili e di volare in spazi senza confini.



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http://www.nonsoloanima.tv/urech/index.php?entry=entry081119-150548 www.nonsoloanima.tv Wed, 19 Nov 2008 14:05:48 GMT http://www.nonsoloanima.tv/urech/comments.php?y=08&m=11&entry=entry081119-150548
10. STREGATI DALLA LUNA http://www.nonsoloanima.tv/urech/index.php?entry=entry081117-122822 I popoli aborigeni, per descrivere il sogno, alludono alla faccia nascosta della luna. Quando la luna è crescente, si distingue facilmente il suo lato illuminato. Tuttavia, mentre osserva il suo lato luminoso, la maggior parte delle persone si dimentica della parte invisibile della luna, e tende quindi a pensare che essa non esista. Nel cuore di una notte limpida, se fissiamo attentamente la Luna Crescente, possiamo scorgerne il lato oscuro che sottolinea quello illuminato. La parte illuminata è solo una parte dell'intera stella e corrisponde alla realtà di Veglia mentre la faccia nascosta della Luna è la realtà del Sogno.



Questo piccolo inganno ottico si ripete costantemente nella nostra vita quotidiana. Se ci focalizziamo solo sulla realtà di veglia (la faccia luminosa della Luna) trascuriamo la realtà dei sogni. Gli aborigeni credono che il sognare sia il progetto virtuale del mondo fenomenico. Secondo la loro prospettiva, la realtà quotidiana è il lato illuminato della luna che emerge dal potere creativo del sogno, il lato nascosto della Luna.



Come gli aborigeni, gli artisti hanno questa capacità di vedere i loro sogni come la matrice energetica di ogni forma fisica, che essa appartenga alla realtà del giorno o della notte. Essi sanno che, dietro all'atto creativo, c'è un sogno che si espliciterà poi nel marmo, sulla tela o sulla carta.



Se abbracciassimo la visione degli Aborigeni o degli Artisti, ci renderemmo conto che dietro agli eventi, agli incontri, alle creazioni della nostra vita, c'è stato un qualcosa di intangibile che è stato sognato a occhi aperti o a occhi chiusi. Chi di voi non ha sognato di vivere o di fare qualcosa di particolare e poi si è trovato a farlo nella realtà? Ovviamente, c'è un pericolo: la qualità dei nostri sogni dipende dalla qualità della nostra coscienza. Anche un Hitler aveva i suoi sogni di conquista e di espansione! Troppo spesso ci imbattiamo nell'espressione fisica della megalomania di alcuni potenti.



Ma siamo anche i testimoni di opere d'arte, di scoperte scientifiche, di cambiamenti sociali sognati da esseri molto evoluti. Ci dimentichiamo che tali artisti, scienziati e maestri di saggezza hanno sognato le rivoluzioni copernicane che hanno portato ad una svolta epoche e uomini. Apollo 11, per esempio, è stato sognato nell'ottocento da uno dei più grandi sognatori di tutti i tempi, Jules Vernes. Prima ancora, il viaggio dell'uomo sulla luna è stato sognato dal barone di Munchausen e da Cyrano de Bergerac. Il viaggio aereo è stato sognato da Leonardo da Vinci, poi dai fratelli Mongolfier, poi realizzato dai Fratelli Wright nonostante l'incredulità generale. Penso anche ad uno dei più grandi Geni misconosciuti, Nikolas Tesla, un autentico visionario le cui invenzioni, destinate al progresso dell'umanità, sono diventate materiale segretissimo presso i vari eserciti del mondo.



Per concludere, voglio invitarvi a sognare i vostri sogni più belli e più folli mentre guardate la Luna. Se si sente guardata e onorata, potrebbe stregarvi e farvi un dono speciale. Io la corteggio da anni e la Luna è sempre stata molto generosa con me.



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http://www.nonsoloanima.tv/urech/index.php?entry=entry081117-122822 www.nonsoloanima.tv Mon, 17 Nov 2008 11:28:22 GMT http://www.nonsoloanima.tv/urech/comments.php?y=08&m=11&entry=entry081117-122822