<?xml version="1.0" encoding="ISO-8859-1"?>
<rss version="2.0">
	<channel>
		<title>LA NOBILE VIA DEL GUERRIERO</title>
		<link>http://www.nonsoloanima.tv/sassone/index.php</link>
		<description><![CDATA[www.nonsoloanima.tv]]></description>
		<copyright>Copyright 2010, NonSoloAnima.TV</copyright>
		<managingEditor>NonSoloAnima.TV</managingEditor>
		<language>it-IT</language>
		<generator>SPHPBLOG 0.5.1</generator>
		<item>
			<title>123. IL GUERRIERO E&#039; STANCO</title>
			<link>http://www.nonsoloanima.tv/sassone/index.php?entry=entry100630-112759</link>
			<description><![CDATA[<img src="images/203_g.gif" width="253" height="260" border="0" alt="" id="img_float_left" /><br />Carissimi amici che mi avete seguito in questi viaggi e che avete condiviso con me le mie avventure che sono anche le vostre, è giunto il momento per me di prendere una pausa.<br /><br />Davvero quest’anno è stato intensissimo perché un guerriero che non mente a se stesso è sempre vigile e mette in discussione ogni certezza. Vi ho sentiti particolarmente vicini e vi ringrazio per i vostri interventi, ma soprattutto per l’affetto che mi avete manifestato.<br /><br />Un guerriero ha bisogno d’amore come qualsiasi essere umano, anche se non dipende da esso. Ho visto che siete in molti ad avere una forte aspirazione e vi abbraccio tutti, sentendovi compagni di via.<br /><br />Ci ritroveremo a settembre, ma nel frattempo continuate con entusiasmo questa avventura della Coscienza.<br /><br />Arrivederci...<br />]]></description>
			<category></category>
			<guid isPermaLink="true">http://www.nonsoloanima.tv/sassone/index.php?entry=entry100630-112759</guid>
			<author>NonSoloAnima.TV</author>
			<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 09:27:59 GMT</pubDate>
			<comments>http://www.nonsoloanima.tv/sassone/comments.php?y=10&amp;m=06&amp;entry=entry100630-112759</comments>
		</item>
		<item>
			<title>122. IL GUERRIERO E GLI SGUARDI</title>
			<link>http://www.nonsoloanima.tv/sassone/index.php?entry=entry100623-115706</link>
			<description><![CDATA[<img src="images/202_Y.gif" width="202" height="186" border="0" alt="" id="img_float_right" />Accadono improvvisamente degli incontri che lasciano un segno nell’animo del guerriero. I guerrieri si riconoscono dallo sguardo.<br />Ci sono alcune persone che hanno lo sguardo luminoso, ma quieto e profondo, con una dolcezza che <b>nel fondo ha invece una forza </b>che traspare ancora più evidente per contrasto con questa dolcezza più in superficie.<br />Questo sguardo mostra che la persona ha veramente toccato la sua essenza; la sua anima si manifesta. Ciò indica che siamo di fronte ad un guerriero.<br /><br />Chi ti guarda così non ha tempo da perdere, mira all’essenziale, non gira a vuoto cercando sensazioni frettolose di trascendenza.<br />Quando ci si incontra con questo sguardo ci si riconosce e c’è un’immediata familiarità; si ha la sensazione di essere tra fratelli, di condividere la Via, di essere a Casa.<br /><br />Ci sono invece altri sguardi che a prima vista vorrebbero comunicare “intensità spirituale”. Ma il guerriero riconosce subito in essi <b>una luce artificiale</b>, con un atteggiamento rapace dissimulato dal sorriso. Sono sguardi che vogliono catturare come quelli di un predatore.<br />Queste persone si presentano con un’aria inequivocabile di mistero. Sembra che dicano implicitamente: “Io sono a conoscenza di cose che tu non immagini; io so”. Oppure hanno lo sguardo “buono” che sprizza amore ed accoglienza.<br /><br />Attenti! Sono dei vampiri energetici.<br />La vera fratellanza si riconosce dalla naturalezza dell’incontro e da quel senso di Pace che attiva il Cuore.<br /><br />]]></description>
			<category></category>
			<guid isPermaLink="true">http://www.nonsoloanima.tv/sassone/index.php?entry=entry100623-115706</guid>
			<author>NonSoloAnima.TV</author>
			<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 09:57:06 GMT</pubDate>
			<comments>http://www.nonsoloanima.tv/sassone/comments.php?y=10&amp;m=06&amp;entry=entry100623-115706</comments>
		</item>
		<item>
			<title>121. IL GUERRIERO E LE DIFFICOLTA&#039; SUL SENTIERO</title>
			<link>http://www.nonsoloanima.tv/sassone/index.php?entry=entry100616-094617</link>
			<description><![CDATA[<img src="images/122_SENT.jpg" width="194" height="332" border="0" alt="" id="img_float_right" />Chi decide veramente d’intraprendere una ricerca spirituale deve sapere che incontrerà numerosi ostacoli che metteranno alla prova la sua sincerità. Molti ricercatori invece affrontano a cuor leggero il cammino, illudendosi di raggiungere facili traguardi di serenità, di pienezza, e di coscienza. Se così dovesse essere, questo è il segnale che nella sostanza stanno giocando a fare i ricercatori e stanno modellando il loro ego in funzione delle loro aspettative.<br /><br />Dice Sri Aurobindo: “<i>Tutti coloro che abbracciano il sentiero spirituale devono affrontare le difficoltà e le prove proprie di tale sentiero, sia quelle che sorgono dalla propria natura, sia quelle che arrivano dall’esterno. Le difficoltà della propria natura si sollevano <b>ancora e ancora </b>finché non vengono superate; dovete affrontarle con forza e con pazienza insieme</i>”.<br /><br />Un ostacolo tenace fra i tanti è l’attaccamento alle proprie idee, ai pregiudizi, alle opinioni e alle razionalizzazioni. Essi sono i nemici più insidiosi perché si ammantano di buone intenzioni, di nobili ideali e quant’altro. <br />Il ricercatore cade mille volte, ha momenti di estrema oscurità, vive delusioni e scoraggiamenti. Tutto questo bisogna metterlo in conto.<br /><br />Non crediate a quelli che hanno atteggiamenti serafici, ieratici, e perennemente quieti. Il conflitto è il pane del ricercatore sincero con se stesso.<br />Ma, continua Sri Aurobindo: “<i>Tutti coloro che rimangono saldamente fedeli al sentiero sono certi di raggiungere il loro destino spirituale. Se alcuni non vi riescono può essere solo per una di queste due ragioni: o perché <b>lasciano il sentiero </b>o perché, per qualche ambizione, vanità o desiderio, <b>si allontanano dal sincero affidamento al Divino</b></i>”.<br /><br />]]></description>
			<category></category>
			<guid isPermaLink="true">http://www.nonsoloanima.tv/sassone/index.php?entry=entry100616-094617</guid>
			<author>NonSoloAnima.TV</author>
			<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 07:46:17 GMT</pubDate>
			<comments>http://www.nonsoloanima.tv/sassone/comments.php?y=10&amp;m=06&amp;entry=entry100616-094617</comments>
		</item>
		<item>
			<title>120. IL GUERRIERO E L&#039;ILLUMINAZIONE</title>
			<link>http://www.nonsoloanima.tv/sassone/index.php?entry=entry100610-154623</link>
			<description><![CDATA[<img src="images/121_illum.jpg" width="224" height="282" border="0" alt="" id="img_float_right" />Sono stanco di sentire parlare d’illuminazione. Per molti è diventato un prodotto desiderabile da ottenere attraverso un certo numero di corsi “spirituali”. Ho l’impressione di essere in un discount in cui si consegna una tessera su cui applicare dei bollini: più corsi si fanno, più aumentano i bollini. Il premio finale è l’illuminazione!<br /><br /><b>Il guerriero non cerca nessuna illuminazione</b>. La sua aspirazione è <i>essere vero </i>ogni momento possibile della sua vita, e questa verità comprende soprattutto le sue contraddizioni e le sue incoerenze.<br /><br />E’ inutile fare cento corsi differenti, mescolando sufismo, con lo zen, gli angeli ed il tantra. La ricerca spirituale è l’intento più serio ed impegnativo che un essere umano possa perseguire. Non concede sconti, dilazioni ed annacquamenti. E’ uno sforzo continuo che occupa tutta la vita.<br /><br />Si deve scegliere una Via e percorrerla senza deviazioni. Sono consentite solo le deviazioni inevitabili causate dalla propria ignoranza e dalle trappole dell’ego.<br /><br /><i>Aspirazione del cuore, surrender, respiro consapevole, presenza e osservatore</i>: sono gli ingredienti fondamentali che permeano la ricerca del guerriero. Il terreno della ricerca è il quotidiano più banale in cui è più facile perdersi: le relazioni, il lavoro, gli affetti, gli attaccamenti, come parliamo, che cosa diciamo, come guidiamo, come facciamo l’amore, come occupiamo il tempo libero, che amici abbiamo...<br /><br />Siamo davvero piccoli di fronte al mistero della Natura e del Divino ed è ridicolo atteggiarsi a “grandi iniziati”!<br /><br />]]></description>
			<category></category>
			<guid isPermaLink="true">http://www.nonsoloanima.tv/sassone/index.php?entry=entry100610-154623</guid>
			<author>NonSoloAnima.TV</author>
			<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 13:46:23 GMT</pubDate>
			<comments>http://www.nonsoloanima.tv/sassone/comments.php?y=10&amp;m=06&amp;entry=entry100610-154623</comments>
		</item>
		<item>
			<title>119. IL GUERRIERO E LA DONNA INTERIORE</title>
			<link>http://www.nonsoloanima.tv/sassone/index.php?entry=entry100604-092222</link>
			<description><![CDATA[Ciò che dovremmo sempre tenere presente, anche se per la nostra mente separatrice risulta molto arduo da comprendere, è che la distinzione tra dentro e fuori è convenzionale sul piano della materia. Mi spiego meglio: tutto ciò che percepiamo fuori di noi è in realtà l’estensione di ciò che è dentro.<br /><br /><img src="images/120.jpg" width="234" height="229" border="0" alt="" id="img_float_left" /><b>L’uomo</b> nella sua natura intima reca dentro di sé <b>il maschile ed il femminile</b>; la grande scoperta per l’uomo è incontrare in sé la propria Donna interiore, così come la donna deve incontrare il suo uomo interiore. <br />Carl Gustav Jung chiamava <i>Animus </i>ed <i>Anima </i>questi due principi.<br /><br />Questo è un argomento importantissimo, se si vuole comprendere il senso del rapporto tra i due generi femminile e maschile. <br /><br />Ecco perché la relazione con la Donna è così sostanziale per l’Uomo. In questa ricerca d’integrazione della Donna interiore, l’Uomo attraverso la Donna può essere aiutato a conoscere il suo principio femminile. Quindi il percorso di unificazione deve avvenire <b>all’interno di ognuno di noi</b>, ma contemporaneamente <b>la Donna</b> che è la manifestazione del principio femminile, <i>pur contenendo anch’essa il principio maschile</i>, diventa un <b>catalizzatore del processo</b>. Ecco perché l’unione tra uomo e donna rappresenta una <i>possibilità sacra </i>che pochissimi sanno cogliere.<br /><br />Affinché avvenga un tale incontro è necessario un lavoro preliminare molto accurato in ogni individuo, soprattutto volto a riconoscere ed a sciogliere i suoi bisogni e le sue proiezioni sull’altro sesso. <br /><br />Possiamo enunciare una piccola formula: <i>ciò che è fuori aiuta a risvegliare il dentro, ciò che è dentro aiuta ad incontrare il fuori</i>. Il dentro ed il fuori sono ognuno lo specchio dell’altro.<br />Ciò che non bisogna assolutamente fare è inventare l’altro secondo le proprie esigenze ed i propri sogni perché così non è possibile la minima relazione e si va incontro solo alla sofferenza.<br /><br />]]></description>
			<category></category>
			<guid isPermaLink="true">http://www.nonsoloanima.tv/sassone/index.php?entry=entry100604-092222</guid>
			<author>NonSoloAnima.TV</author>
			<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 07:22:22 GMT</pubDate>
			<comments>http://www.nonsoloanima.tv/sassone/comments.php?y=10&amp;m=06&amp;entry=entry100604-092222</comments>
		</item>
		<item>
			<title>118. IL GUERRIERO E LA DONNA</title>
			<link>http://www.nonsoloanima.tv/sassone/index.php?entry=entry100525-134749</link>
			<description><![CDATA[<img src="images/119_wom.jpg" width="213" height="264" border="0" alt="" id="img_float_right" />Il terreno in cui il guerriero deve misurarsi continuamente è la relazione con la Donna e con il suo femminile. Questa è la relazione più compromessa nella nostra epoca in cui impera la <b>paura della vera intimità</b>, della sessualità naturale e gioiosa e della caduta del ruolo. Premetto che io non ho soluzioni perché sto cercando faticosamente di spogliarmi della mia corazza e quindi non posso essere altro che uno stimolo.<br /><br />La Donna ha un Potere immenso da riconquistare, ha il potere della Terra e della Forma. Essa consente che ogni creazione diventi reale. La sua dignità ferita deve essere rivalutata.<br /><br />L’Uomo attraverso la Donna ritrova realmente il <b>contatto con la sua Anima</b>: questo lo terrorizza, perché lo obbliga a vedere la sua miseria, nascosta con abilità dal falso senso del potere, dalla prevaricazione fallica che gli dà l’illusione di una potenza che è invece <i>impotenza</i>!<br /><br />Il guerriero deve assolutamente uscire dalla dipendenza con la madre, dall’identificazione con un padre impotente e rassegnato, oppure orgoglioso conquistatore di fragili fanciulle, con il segreto intento di punire attraverso di esse la madre che lo ha rifiutato o lo ha totalmente posseduto.<br />L’uomo teme la donna autenticamente indipendente che ancora rivendica la <b>sacralità del suo grembo accogliente</b>, custode del sacro fuoco come una vestale, la donna che ancora riconosce la magia della Terra e ne è sacerdotessa.<br /><br />L’espressione più alta dell’unione tra Donna e Uomo è il <b>Tantra</b>, da cui siamo ben lontani. Però possiamo accostarci ai rudimenti di esso, raffinando i sensi nella celebrazione della Vita, liberando il cuore che, collegandosi all’energia delle radici e della sessualità, dà consistenza all’esperienza sacra della materia.<br /><br />Il guerriero, spogliandosi dell’identità del guerriero, diventa un guerriero completo, ovvero recupera la sua umanità.<br /><br />Vorrei tanto poter fare questo discorso al femminile, ma solo una Donna lo può fare, ed io a stento sto facendo i primi passi per essere degno di chiamarmi UOMO.<br /><br /><br />]]></description>
			<category></category>
			<guid isPermaLink="true">http://www.nonsoloanima.tv/sassone/index.php?entry=entry100525-134749</guid>
			<author>NonSoloAnima.TV</author>
			<pubDate>Tue, 25 May 2010 11:47:49 GMT</pubDate>
			<comments>http://www.nonsoloanima.tv/sassone/comments.php?y=10&amp;m=05&amp;entry=entry100525-134749</comments>
		</item>
		<item>
			<title>117. IL GUERRIERO E LA CRISI INTERIORE</title>
			<link>http://www.nonsoloanima.tv/sassone/index.php?entry=entry100518-141802</link>
			<description><![CDATA[Il guerriero è tale perché la sua natura più profonda lo spinge, talvolta malgrado se stesso, a ricercare continuamente dentro di sé la verità. Non c’è niente di più difficile da ricercare perché la verità su se stessi è sempre velata dall’ego che impara ad essere sempre più raffinato.<img src="images/118_ang.jpg" width="200" height="282" border="0" alt="" id="img_float_left" /><br /><br /><b>Più aumenta la consapevolezza del guerriero, più aumenta l’astuzia dell’ego</b>.<br /><br />Per tale motivo il guerriero si trova periodicamente ad affrontare nuove crisi perché dalla vita gli giungono forti stimoli alla riflessione. La vita lo mette di fronte a situazioni e a persone che lo scuotono e lo obbligano a guardarsi dentro in maniera ancora più inesorabile. E siccome ormai egli sa che <b>la vita è lo specchio di se stesso</b>, questi incontri e le parole che gli vengono dette li raccoglie con attenzione. <b>Non c’è mai un punto di arrivo</b>, ma tutto scorre continuamente in una progressiva trasformazione.<br /><br />Chi è in una profonda crisi ha maggiore facilità a trovare nuovi punti di svolta; ma chi, attraverso numerose crisi di crescita già attraversate, ha comunque realizzato una sua stabilità, una sua chiarezza ed un certo contatto con la sua essenza, trova più difficile rimettere in crisi per l’ennesima volta il suo sistema.<br /><br />Ma chi ha intrapreso la via del guerriero non si può sottrarre a questa sfida, e anche se lo facesse, la vita stessa lo obbligherebbe ad aprire gli occhi mettendolo di fronte a degli eventi speciali che lo schiaffeggiano.<br /><br />Il guerriero non ha la pace duratura del saggio, ammesso che il saggio c’è l’abbia veramente. Persino Cristo era tormentato dando credito a ciò che ci dicono i Vangeli. Anche Buddha, prima di illuminarsi fu travolto da una crisi totale.<br /><br />Ma il guerriero non è un saggio illuminato; è solo un essere umano che si è risvegliato dal sonno perpetuo in cui vivono molti altri uomini. <b>Ha molta strada da fare</b> e niente gli viene regalato, se non mette nella sua ricerca il suo intento costante.<br /><br />]]></description>
			<category></category>
			<guid isPermaLink="true">http://www.nonsoloanima.tv/sassone/index.php?entry=entry100518-141802</guid>
			<author>NonSoloAnima.TV</author>
			<pubDate>Tue, 18 May 2010 12:18:02 GMT</pubDate>
			<comments>http://www.nonsoloanima.tv/sassone/comments.php?y=10&amp;m=05&amp;entry=entry100518-141802</comments>
		</item>
		<item>
			<title>116. IL GUERRIERO E IL DESTINO</title>
			<link>http://www.nonsoloanima.tv/sassone/index.php?entry=entry100513-120453</link>
			<description><![CDATA[<img src="images/116_D.jpg" width="182" height="233" border="0" alt="" id="img_float_right" />E’ impotente l’uomo che percepisce la vita come una specie di entità autonoma, uno spazio separato in cui accadono le cose. Un siffatto individuo si pone come spettatore degli eventi.<br />Molti pensano che la vita sia un COSA. Invece la vita è ciò che noi costruiamo. <b>Siamo noi a creare la nostra vita giorno per giorno</b>.<br /><br />Gli avvenimenti che ci accadono sono lo <i>specchio </i>di ciò che siamo veramente, non di ciò che raccontiamo a noi stessi di essere. Perciò il destino ha molto a che fare con le nostre scelte e le nostre azioni. <br /><br />Naturalmente ci sono eventi che non possiamo controllare, determinati dall’ambiente, dalla nazione, dalla società, ma anche questi eventi li possiamo <b>affrontare in maniera completamente diversa </b>in base alla nostra libertà interiore, e possiamo anche cambiare i loro effetti.<br /><br />Il destino è tanto più duttile, quanto più aumenta lo spazio di coscienza dell’individuo.<br /><b>La libertà cresce con la consapevolezza che conquistiamo</b>, con la leggerezza con cui ci muoviamo, con l’entusiasmo con cui agiamo, con l’allegria con cui giochiamo.<br /><br />Il guerriero tende a realizzare l’archetipo del vecchio saggio e del fanciullo insieme.<br /><br /><br /><br /><br />]]></description>
			<category></category>
			<guid isPermaLink="true">http://www.nonsoloanima.tv/sassone/index.php?entry=entry100513-120453</guid>
			<author>NonSoloAnima.TV</author>
			<pubDate>Thu, 13 May 2010 10:04:53 GMT</pubDate>
			<comments>http://www.nonsoloanima.tv/sassone/comments.php?y=10&amp;m=05&amp;entry=entry100513-120453</comments>
		</item>
		<item>
			<title>115. IL GUERRIERO E LA SALVEZZA DELLA TERRA</title>
			<link>http://www.nonsoloanima.tv/sassone/index.php?entry=entry100505-111548</link>
			<description><![CDATA[<img src="images/115_rs.jpg" width="197" height="286" border="0" alt="" id="img_float_right" />Esprimo la mia rabbia e il mio dolore per lo scempio criminale, causato dalla macchia di petrolio nel Golfo del Messico.<br />La vera pandemia della Terra si chiama UOMO…<br />Eppure abbiamo la pretesa di definirci Homo Sapiens!<br /><br /><b>Uniamoci nella protesta in ogni modo possibile e lecito</b><br /><br />Come più volte ho detto, il guerriero si sente profondamente figlio della Terra. La ama e la rispetta. Ma l’amore sul piano della materia si deve <b>concretizzare nell’azione</b>, non può restare ideale. Altrimenti non stiamo parlando di amore, ma di quel sentimentalismo sdolcinato di cui si nutrono moltissime persone.<br /><br />A questo punto ogni persona consapevole ha il <b>dovere di intervenire</b>. Persino la parola <i>dovere </i>non è appropriata perché si tratta in effetti di <i>un’esigenza intima ed essenziale del guerriero</i>. <br /><br />Si può intervenire attivamente in moltissimi modi, proporzionati alle reali possibilità di ognuno e relativi all’ambito in cui si vive: con lettere, articoli, sensibilizzazioni sociali, nelle scuole, nelle conferenze, in politica, etc. L’importante è che ogni intervento sia svolto in <b>maniera etica </b>e non ricorrendo a violenze e distruzioni.<br /><br />Gli individui devono capire che l’unione fa la forza e crea movimenti sociali che hanno presa sui governi. I cosiddetti <i>creativi culturali </i>sono molto numerosi sulla terra. Sono coloro che hanno una coscienza ecologica ed olistica.<br />Ormai si è dimostrato scientificamente che le menti si possono <b>sincronizzare </b>creando un campo di forza che può essere anche chiamato <b>formazione mentale</b>. Più menti aderiscono ad un progetto, più intensa è la loro capacità d’influire sulla coscienza collettiva.<br /><br />Non sottraiamoci quindi alla nostra responsabilità. Siamo ormai immersi in un cambiamento epocale in cui il nuovo fattore determinante è la <b>Coscienza</b>.<br /><br />]]></description>
			<category></category>
			<guid isPermaLink="true">http://www.nonsoloanima.tv/sassone/index.php?entry=entry100505-111548</guid>
			<author>NonSoloAnima.TV</author>
			<pubDate>Wed, 05 May 2010 09:15:48 GMT</pubDate>
			<comments>http://www.nonsoloanima.tv/sassone/comments.php?y=10&amp;m=05&amp;entry=entry100505-111548</comments>
		</item>
		<item>
			<title>114. IL GUERRIERO E LA SUA IMPERFEZIONE</title>
			<link>http://www.nonsoloanima.tv/sassone/index.php?entry=entry100429-095611</link>
			<description><![CDATA[<img src="images/114_RS.jpg" width="236" height="203" border="0" alt="" id="img_float_right" />Sento l’esigenza di ribadire un concetto fondamentale che riguarda il modo in cui deve essere inteso il Guerriero. <i>C’è la tendenza a considerare il guerriero un uomo eccezionale</i>; qualcuno addirittura vorrebbe vedere il lui una specie d’illuminato:<b> niente di più lontano da tutto ciò</b>!<br /><br />Il guerriero non ha risolto completamente la sua vita, ma vive ogni suo conflitto ed ogni sua contraddizione in modo del tutto consapevole. Egli non combatte la sua ombra, ma l’affronta ogni volta sempre più lucidamente e <b>s’impegna a trasformarla</b>, a trarne la luce che in essa è nascosta. In questo processo di crescita cade numerose volte, ma <b>non si scoraggia</b>, e continua a procedere nella vita fin dove gli è possibile.<br /><br />Chi si proclama guerriero, sentendosi una specie di essere superiore, <b>sta prendendosi in giro</b> e sta alimentando il suo narcisismo. Il guerriero ha delle miserie, <i>le vede tutte</i>, ma non le giudica. <br /><br />L’unica cosa che lo rende speciale rispetto ai profani è che, malgrado le sue fragilità, è determinato a crescere e <b>non abbandona la via</b>. Non si nasconde; <i>si fa vedere per quello che è</i>. Sa che perdere una battaglia non vuol dire perdere la guerra. <br />E’ capace di discriminare ciò che per lui è sostenibile in ogni fase della sua vita. Cerca di non compiere imprese superiori alle sue forze. Questa è la sua umanità.<br /><br /><b>Sa chiedere aiuto</b>.<br /><br />]]></description>
			<category></category>
			<guid isPermaLink="true">http://www.nonsoloanima.tv/sassone/index.php?entry=entry100429-095611</guid>
			<author>NonSoloAnima.TV</author>
			<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 07:56:11 GMT</pubDate>
			<comments>http://www.nonsoloanima.tv/sassone/comments.php?y=10&amp;m=04&amp;entry=entry100429-095611</comments>
		</item>
		<item>
			<title>113. IL GUERRIERO E IL MISTICISMO CRISTIANO</title>
			<link>http://www.nonsoloanima.tv/sassone/index.php?entry=entry100421-154914</link>
			<description><![CDATA[Una fonte di grande conoscenza è la lettura di testi che si rifanno alla ricerca interiore di grandi anime, come <b>Santa Teresa d’Avila</b>. Il ricercatore sincero sarà capace di riconoscere, in un linguaggio che deve tener conto dell’epoca storica e dell’impostazione religiosa, le tappe attraverso cui debba passare chiunque si incammini nella pratica della meditazione. <br /><br />La prima importante osservazione che ella fa è affermare che non tutti sono adatti ad intraprendere la via spirituale. Chi invece inizia deve impegnarsi con fatica, deve essere determinato, malgrado le continue cadute. Quindi anche Teresa sostiene <b>l’importanza <img src="images/113_st.jpg" width="237" height="319" border="0" alt="" id="img_float_left" />dello sforzo personale</b>. Ma l’aspirazione viene ripagata da doni preziosi. Uno di essi è la <b>quiete </b>che inizia a discendere nel cuore.<br /><br />L’ostacolo più grande è proprio la mente con il suo vagabondare. Teresa usa il termine <i>fantasia</i>: “<i>(La Fantasia)... scatena una guerra incredibile, cercando di mettere tutto a soqquadro. (Le fantasie) vanno di qua e là, a guisa di farfallette notturne importune e irrequiete</i>.”<br />Essa poi, pur ritenendo fondamentale la guida di un maestro competente,<b> mette in guardia dai maestri mediocri</b> perché creano più danni che se si procede da soli. Ma il Signore (il Divino) veglia ed elargisce la Grazia, se l’anelito del ricercatore è sincero.<br /><br />Teresa ha anche l’accortezza di mettere in guardia i neofiti dagli errori più comuni, come volere che tutti facciano meditazione (<b>la chiama <i>orazione</i></b>); è la tendenza a fare proseliti. Quando il ricercatore progredisce, la pienezza ed il contatto col Divino inizia a mantenersi anche nell’azione, rendendo possibile l’operare nel mondo. Questo è un aspetto fondamentale perché una spiritualità che allontana dal mondo non è a mio avviso un cammino proficuo.<br /><br />Teresa descrive anche stati più avanzati di coscienza, connotati dall’estasi dovuta alla fusione col Divino. E’ il <i>samadhi</i>. <br />La pratica dell’orazione, per certi versi collegabile al japa (ripetizione di un mantra) dovrebbe essere un patrimonio fondamentale della Chiesa. Invece questa tradizione si è persa o viene svalutata. <br />Ecco come Santa Teresa descrive la pratica dell’orazione. “<i>Appena vi comunicate chiudete gli occhi del corpo e aprite quelli dell’anima per fissarli <b>in fondo al vostro cuore</b>, dove il Signore è disceso</i>”.<br /><br />Come sempre il cuore è il crogiolo di ogni cammino.<br /><br />]]></description>
			<category></category>
			<guid isPermaLink="true">http://www.nonsoloanima.tv/sassone/index.php?entry=entry100421-154914</guid>
			<author>NonSoloAnima.TV</author>
			<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 13:49:14 GMT</pubDate>
			<comments>http://www.nonsoloanima.tv/sassone/comments.php?y=10&amp;m=04&amp;entry=entry100421-154914</comments>
		</item>
		<item>
			<title>112. IL GUERRIERO E LA NOBILE VIA</title>
			<link>http://www.nonsoloanima.tv/sassone/index.php?entry=entry100414-085105</link>
			<description><![CDATA[La Nobile Via del Guerriero è un percorso di ricerca di sé e di trasformazione che si ispira allo Yoga Integrale di Sri Aurobindo e Mère. Chiunque senta che dentro di sé si stia aprendo uno spazio di <b>aspirazione </b>e di <b>bellezza </b>ed è consapevole della <b>responsabilità individuale </b>nei confronti della Terra non può restare a guardare. E’ finito il tempo in cui si possa essere spettatori. Bisogna riprendersi la propria Vita, <img src="images/112_coo.jpg" width="252" height="253" border="0" alt="" id="img_float_right" />ridando Vita e Consapevolezza al nostro Corpo, così ricco di saggezza e di energia, recuperando il contatto con le emozioni più essenziali e naturali, cambiando il punto di osservazione. Ritrovare la dignità perduta ci consente di essere uomini; metterci <b>al servizio della Terra </b>restituisce nobiltà alla nostra esistenza.<br /><br />Il guerriero conosce il valore dell’azione senza bisogno di riconoscimenti, quando la sua azione nasce dalla sua natura più autentica. <br />Il guerriero è capace di umiltà, quando per umiltà intende la reale conoscenza di sé, anche dei suoi bassifondi.<br />Il guerriero è capace di umorismo, perché non si prende sul serio, pur agendo con serietà.<br />Il guerriero esprime umanità perché, accogliendo la sua fragilità, la comprende anche negli altri.<br />Il guerriero è equanime, perché pur avendo la sua visione della vita e del mondo, sa ascoltare gli altri e sa cogliere altri punti di vista.<br />Il guerriero sente il Divino dentro e fuori di sé con estrema semplicità, senza volerlo definire ed ingabbiare con elaborate ideologie.<br /><b>Il guerriero ama</b>.<br /><br /><br />]]></description>
			<category></category>
			<guid isPermaLink="true">http://www.nonsoloanima.tv/sassone/index.php?entry=entry100414-085105</guid>
			<author>NonSoloAnima.TV</author>
			<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 06:51:05 GMT</pubDate>
			<comments>http://www.nonsoloanima.tv/sassone/comments.php?y=10&amp;m=04&amp;entry=entry100414-085105</comments>
		</item>
		<item>
			<title>111. IL GUERRIERO E LA &quot;SPIRITUALITA&#039; DAL BASSO&quot;</title>
			<link>http://www.nonsoloanima.tv/sassone/index.php?entry=entry100406-131442</link>
			<description><![CDATA[“<b>Spiritualità dal Basso</b>” è il titolo di un libricino della casa editrice Queriniana scritto da due monaci benedettini, Anselm Grun e Meinrad Dufner, che esprimono una visione della spiritualità in grande sintonia con la visione del guerriero interiore.<br /><br />Essi affermano che la spiritualità deve partire dalla conoscenza dei propri sotterranei, dei lati oscuri, della nostra debolezza. Solo così si evita di cadere in un ideale narcisistico di perfezione che ci rende inadatti ad incontrare davvero il Divino, arrendendosi a Lui.<br /><br /><img src="images/111_s.jpg" width="231" height="193" border="0" alt="" id="img_float_right" />“<i>Non possiamo raggiungere Dio attraverso la virtù e l’ascesi, ma soltanto riconoscendo la nostra impotenza”. “I giusti invece nel loro sforzo di perfezionamento spirituale <b>ruotano spesso intorno a se stessi</b>, (...) non si accorgono che il perno di tutto il loro zelo (...) non è Dio ma se stessi”. “Dobbiamo prima sporcarci le mani scavando nella terra, se vogliamo trovare il tesoro nascosto in noi”. “<b>Troviamo dunque il tesoro in noi quando veniamo in contatto con le nostre ferite</b>”.</i><br /><br />Grun e Dufner rivalutano anche la psicologia in quanto strumento di conoscenza di quelle parti rimosse, che tendiamo ad ignorare per illuderci di essere migliori, coltivando un’immagine ideale di noi stessi; essi scrivono: <i>”Proprio i giovani si trovano nel pericolo di perseguire grandi ideali, di meditare moltissimo per diventare spirituali <b>il più presto possibile</b>(...) Noi abbiamo bisogno di poggiare bene per terra per poter riuscire nel rimbalzo verso Dio”. “La spiritualità dal basso esige che nel mio cammino spirituale mi confronti prima con la mia realtà, <b>accettando anche la mia vitalità e sessualità</b>”.</i><br /><br />E’ rimarchevole che due monaci cattolici facciano affermazioni di tale portata. Forse questo libro segna una tendenza nuova nella Chiesa verso un ritorno ad un autentico messaggio cristiano. Tale tendenza ridarebbe una vera dignità al messaggio di Cristo, restituendoGli la sua grandezza tra gli illustri Maestri dell’umanità.<br /><br />Anche lo scottante tema della sessualità viene trattato con una visione evoluta e naturale, al di fuori della colpa. Naturalmente parliamo di una sessualità libera da ombre e violenze, vissuta come inno alla vita, senza però trascurare le ferite che l’hanno svilita e deturpata. Riporto questo passo, a mio avviso, meraviglioso: <i>“Ma si può anche sperimentare che l’eccitamento sessuale porta sempre con sé energia spirituale, che la sessualità ci ricorda ripetutamente la nostra nostalgia di fonderci in Dio con passionalità e amore, sperimentando in Lui l’appagamento pieno delle nostre nostalgie”.</i><br /><br />I due monaci in questo libro parlano anche del tantrismo, come possibilità di ascesi, concludendo che <i>“La sessualità è ritenuta qui una forza spirituale che ci spinge verso Dio”</i>.<br /><br />]]></description>
			<category></category>
			<guid isPermaLink="true">http://www.nonsoloanima.tv/sassone/index.php?entry=entry100406-131442</guid>
			<author>NonSoloAnima.TV</author>
			<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 11:14:42 GMT</pubDate>
			<comments>http://www.nonsoloanima.tv/sassone/comments.php?y=10&amp;m=04&amp;entry=entry100406-131442</comments>
		</item>
		<item>
			<title>110. IL GUERRIERO E LO YOGA INTEGRALE - PARTE III</title>
			<link>http://www.nonsoloanima.tv/sassone/index.php?entry=entry100330-132445</link>
			<description><![CDATA[<img src="images/110_y.jpg" width="237" height="239" border="0" alt="" id="img_float_left" />I requisiti fondamentali per intraprendere la Via dello Yoga Integrale, che chiamo “La Nobile Via del Guerriero”, sono tre: la <b>tapasya</b> (<i>concentrazione della volontà, determinazione, buona volontà</i>), l’<b>aradhana</b> (<i>l’amore, l’aspirazione al Divino, l’invocazione del nome</i>), il <b>dhyana</b> (<i>meditazione, concentrazione interiore della coscienza</i>). Queste sono parole di Sri Aurobindo.<br /><br />Non deve sfuggire che Sri Aurobindo, parlando dell’aradhana, usa la frase “invocazione del nome” che apre alla possibilità di praticare il <b>japa</b>, ovvero la recitazione di un mantra. Successivamente infatti Mère darà un mantra specifico, il <i>mantra delle cellule </i>, per portare avanti in maniera più diretta ed efficace il processo di trasformazione della coscienza corporea.<br /><br />Un altro aspetto importante dello yoga integrale è il lavoro di <b>trasformazione della struttura dell’ego</b>, ovvero la trasformazione della nostra mente, delle nostre emozioni e delle nostre sensazioni. Infatti il lavoro sul nostro carattere, ovvero il lavoro psicologico, consente di allentare le maglie che soffocano il contatto con la nostra essenza, che Sri Aurobindo chiama lo <i>psichico</i>.<br /><br />Ma gli impedimenti del carattere non impediscono di iniziare la nostra ricerca spirituale, bensì diventano parte integrante di essa.<br /><br />Voglio riportare un brano bellissimo che Sri Aurobindo scrive nelle <i>Lettere sullo Yoga</i>: “<i>In coloro che hanno dentro di sé un sincero richiamo per il Divino, nonostante le difficoltà che la mente o il vitale possano presentare, gli assalti che possano venire, anche se il progresso è lento e difficoltoso, anche se ricadono indietro o abbandonano temporaneamente il sentiero, lo psichico finisce sempre col prevalere e l’Aiuto divino si mostra efficace. Abbiate fiducia in questo e perseverate: <b>allora il traguardo è certo</b></i>”.<br /><br /><br />]]></description>
			<category></category>
			<guid isPermaLink="true">http://www.nonsoloanima.tv/sassone/index.php?entry=entry100330-132445</guid>
			<author>NonSoloAnima.TV</author>
			<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 11:24:45 GMT</pubDate>
			<comments>http://www.nonsoloanima.tv/sassone/comments.php?y=10&amp;m=03&amp;entry=entry100330-132445</comments>
		</item>
		<item>
			<title>109. IL GUERRIERO E LO YOGA INTEGRALE - PARTE II</title>
			<link>http://www.nonsoloanima.tv/sassone/index.php?entry=entry100325-110253</link>
			<description><![CDATA[<img src="images/109_p.jpg" width="194" height="239" border="0" alt="" id="img_float_right" />Il guerriero ha ben presente il concetto di Forza e di Grazia, che nella sua pratica quotidiana inizierà a diventare anche un’esperienza tangibile vissuta nel corpo. La Forza discende dalla sommità del capo e già questa azione definisce la specificità di questo yoga che non privilegia il risveglio della Kundalini, l’energia cosciente che giace addormentata alla base della colonna vertebrale. C’è quindi un’azione dall’alto, una vera discesa, un Diksha.<br /><br />Riporto le autorevoli parole di Sri Aurobindo: “<i>Nel Tantra i centri vengono aperti e la kundalini risvegliata con un processo speciale: l’azione della sua ascesa viene percepita attraverso la spina dorsale. Qui invece è una pressione della Forza dall’alto...”<br />“<b>Nel nostro yoga non c’è un’apertura voluta dei chakra; essi si aprono spontaneamente con la discesa della Forza</b></i>”.<br /><br />Per attivare la <i>discesa della Forza</i>, Mère ha donato uno strumento potente, efficace e progressivo: il mantra delle cellule. La ripetizione di questo mantra impregna le cellule di coscienza e collega direttamente al piano della Coscienza sovramentale. <b>Il mantra va recitato col Cuore</b>, in un’aspirazione consapevole, senza nessuna aspettativa, nel dono di sé, nella fiducia, nel <i>surrender</i>. La risposta è consequenziale, se il ricercatore è innocente. L’innocenza è la conseguenza di un perseverante lavoro di osservazione e trasformazione dell’ego.<br /><br />Dice Sri Aurobindo, parlando ad un suo allievo: “<i>Certo che potete praticare lo yoga (integrale) senza essere un grande uomo. Non c’è alcun bisogno di esserlo. Al contrario l’umiltà è la prima cosa necessaria perché chi ha ego ed orgoglio non può realizzare il Supremo</i>”.<br /><br />]]></description>
			<category></category>
			<guid isPermaLink="true">http://www.nonsoloanima.tv/sassone/index.php?entry=entry100325-110253</guid>
			<author>NonSoloAnima.TV</author>
			<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 10:02:53 GMT</pubDate>
			<comments>http://www.nonsoloanima.tv/sassone/comments.php?y=10&amp;m=03&amp;entry=entry100325-110253</comments>
		</item>
		<item>
			<title>108. IL GUERRIERO E LO YOGA INTEGRALE - PARTE I</title>
			<link>http://www.nonsoloanima.tv/sassone/index.php?entry=entry100316-094916</link>
			<description><![CDATA[Il guerriero, come più volte ho detto, combatte la sua battaglia all’interno di se stesso, ma ciò <b>non vuol dire che assume un atteggiamento di opposizione </b>rispetto a ciò che considera un ostacolo nel suo modo di essere. I suoi limiti, i suoi vizi, i suoi condizionamenti, le sue paure, non sono nemici da abbattere e da distruggere. Tutto ciò che <img src="images/108_p.jpg" width="264" height="166" border="0" alt="" id="img_float_right" />nella struttura della sua personalità impedisce la libera espressione di sé deve essere <b>accolto, compreso e trasformato</b>. Ogni blocco contiene in sé delle energie imprigionate, una risorsa da recuperare.<br /><br />Rendere l’ego funzionale alla vita è la sua azione costante ed amorevole. Tutto può essere trasformato sul piano fisico, istintuale, emotivo e mentale. Sri Aurobindo nelle “Lettere sullo Yoga” scrive che “<i>Lo yoga (integrale) mira in primo luogo ad entrare nella coscienza divina, dissolvendo in essa l’ego separatore (...) e in secondo luogo a far discendere la coscienza sovramentale sulla terra perché trasformi la mente, la vita ed il corpo</i>”.<br /><br />Queste parole possono spaventare e far rivolgere ad altre vie apparentemente più semplici, ma il guerriero procede per piccoli passi e non si perde d’animo. Continua Sri Aurobindo: “<i>Si tratta di uno yoga difficile. A molti, ai più, sembrerà impossibile (...) La sadhana di questo yoga non avviene per insegnamenti mentali prestabiliti, né per forme prescritte di meditazione, ma per aspirazione, per una concentrazione rivolta all’interno di noi stessi o verso l’altro, aprendoci al Potere divino sopra di noi e alla sua azione, alla <b>Presenza divina nel cuore</b></i>”.<br /><br />Nello yoga integrale la concentrazione nel cuore è fondamentale perché con essa “<i>si diventa coscienti dell’anima o essere psichico</i>.” La concentrazione sul cuore è più sicura della concentrazione sulla testa (sulla corona). Sri Aurobindo dice chiaramente: “E’ preferibile cominciare, se ci si riesce, con il centro del cuore”.<br /><br />Il guerriero rende l’offerta del cuore anche nelle azioni della sua vita. Offre il suo camminare, lavorare, mangiare, giocare. Questa offerta riceve una risposta dai piani del Divino.<br /><br />Continua<br />]]></description>
			<category></category>
			<guid isPermaLink="true">http://www.nonsoloanima.tv/sassone/index.php?entry=entry100316-094916</guid>
			<author>NonSoloAnima.TV</author>
			<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 08:49:16 GMT</pubDate>
			<comments>http://www.nonsoloanima.tv/sassone/comments.php?y=10&amp;m=03&amp;entry=entry100316-094916</comments>
		</item>
		<item>
			<title>107. IL GUERRIERO E LA PRESENZA</title>
			<link>http://www.nonsoloanima.tv/sassone/index.php?entry=entry100310-091450</link>
			<description><![CDATA[L&#039;altra sera, dopo l’incontro di meditazione, ho fatto vedere un filmato di Eckhart Tolle, autore che apprezzo profondamente perché ha raggiunto una vera semplice essenzialità nell’insegnare. I suoi discorsi sulla presenza, sull’esserci negli istanti di non mente, attraverso la percezione del flusso vitale del corpo, sono perfettamente coincidenti con la mia esperienza. Il cammino di trasformazione deve essere scarno e si riduce a pochissime operazioni, saltando le complicazioni ed i contorcimenti mentali che spesso caratterizzano la ricerca di se stessi.<br /><br />Ogni momento della nostra giornata può essere occasione di coscienza, anche per pochi secondi, se decidiamo di <i>ascoltare la sensazione corporea ed il flusso del respiro</i>. Bisogna solo spostare l’attenzione dal flusso ininterrotto dei pensieri alla sensazione del respiro. In quei pochi secondi ESISTIAMO davvero. Poi la mente con le sue inutili proiezioni <img src="images/107_now.jpg" width="232" height="183" border="0" alt="" id="img_float_left" />La concentrazione sulla SENSAZIONE di sé può avvenire dovunque ed in qualsiasi frangente. su ciò che dovremo fare nell’immediato futuro riprenderà rapidamente il suo potere, ma quei pochi istanti di presenza si accumulano sempre più nel tempo. Ci accorgeremo che durano di più.<br /><br />Si ha il preconcetto per cui non pensare vuol dire non esistere. E’ il contrario. Senza il flusso della mente ogni esperienza, camminare, guardare un fiore od un volto, persino stare in una vettura nel traffico, diventa una sensazione di INTENSITA’. Tutti i corsi di yoga non ci servono a niente se non riportiamo nella vita la <b>disciplina dell’esserci</b>, del ricordo di sé, del fermarci ad ascoltare.<br /><br />Non mi stancherò mai di ripeterlo: fermatevi tutte le volte che potete, fermatevi dentro anche mentre agite, ascoltate la vostra pulsazione vitale indotta dal respiro. E’ come svegliarsi da un sogno e accorgersi che esistete. Tutto diventa vivido ed intenso. La meraviglia non è nelle cose che avvengono, <i>ma nel vostro esserci mentre avvengono</i>. Esercitatevi giorno dopo giorno, con umiltà e semplicità, alla presenza nel respiro e vi accorgerete che inizierete a sentirvi vivi e la vita stessa inizierà a rispondervi.<br /><br /><br />Continua]]></description>
			<category></category>
			<guid isPermaLink="true">http://www.nonsoloanima.tv/sassone/index.php?entry=entry100310-091450</guid>
			<author>NonSoloAnima.TV</author>
			<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 08:14:50 GMT</pubDate>
			<comments>http://www.nonsoloanima.tv/sassone/comments.php?y=10&amp;m=03&amp;entry=entry100310-091450</comments>
		</item>
		<item>
			<title>106. IL GUERRIERO E LA RELIGIONE</title>
			<link>http://www.nonsoloanima.tv/sassone/index.php?entry=entry100302-125418</link>
			<description><![CDATA[<img src="images/106_path.jpg" width="183" height="251" border="0" alt="" id="img_float_right" />Riporto due passi di una grandissima ricercatrice spirituale, Mirra Alfassa, conosciuta come la Madre, che ha condiviso a fianco di Sri Aurobindo la più eccelsa avventura della coscienza del secolo passato e dell’attuale:<br /><br />“<i>La religione e lo yoga non si situano sullo stesso piano dell’essere. La vita spirituale può esistere in tutta la sua purezza se è libera da ogni dogma mentale.” “Non si deve confondere l’insegnamento religioso con quello spirituale. L’insegnamento spirituale è l’insegnamento del futuro, illumina la coscienza e la prepara alla realizzazione futura. L’insegnamento spirituale sta al di sopra delle religioni e mira alla verità globale: <b>insegna ad entrare in relazione diretta col Divino</b></i>”.<br /><br />Il guerriero impara attraverso la sua esperienza diretta la verità di queste parole perché la strada che ha scelto passa attraverso la trasformazione del suo sentire, lo scioglimento dell’ego e la meditazione: questo percorso gli consente di entrare in contatto con l’Unità della Coscienza, risvegliando in sé la sua essenza luminosa che lo rende già divino, anche se non se ne rendeva conto quando era offuscato dai veli delle sovrastrutture mentali. <br /><br />La mente è uno strumento prezioso in quanto capace di dare forma ai contenuti interiori, ma diventa una pessima alleata quando è talmente impregnata da dogmi ed idee precostituite da distorcere completamente la “visione”.<br /><br />I ricercatori spirituali, i Maestri ed i mistici di ogni epoca e cultura non a caso, trascendendo la mente, si sono ritrovati in esperienze universali della Coscienza perfettamente condivise. Per tale motivo si può leggere Santa Teresa d’Avila ed un mistico sufi e ritrovare i semi di una stessa verità sperimentata.<br /><br />Dice Sri Aurobindo: “<i>Il fanatismo religioso appartiene ad una psicologia di tipo basso ed ignorante ed il suo stile d’azione è di solito feroce, crudele e vile”. “La spiritualità non è un’alta intellettualità né idealismo, non è un orientamento etico della mente o una purezza e austerità morali, non è religiosità o un esaltato fervore emotivo...La spiritualità nella sua essenza è un risvegliarsi alla realtà interiore del nostro essere(…)</i>”.<br /><br /><br />Continua]]></description>
			<category></category>
			<guid isPermaLink="true">http://www.nonsoloanima.tv/sassone/index.php?entry=entry100302-125418</guid>
			<author>NonSoloAnima.TV</author>
			<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 11:54:18 GMT</pubDate>
			<comments>http://www.nonsoloanima.tv/sassone/comments.php?y=10&amp;m=03&amp;entry=entry100302-125418</comments>
		</item>
		<item>
			<title>105. IL GUERRIERO MEDITA CON IL CORPO</title>
			<link>http://www.nonsoloanima.tv/sassone/index.php?entry=entry100223-114550</link>
			<description><![CDATA[La meditazione non è un processo mentale, come comunemente si crede. Non bisogna operare con delle formazioni di pensiero, non bisogna sforzarsi di avere un risultato tangibile, non si devono usare delle idee che abbiano lo scopo di pilotare la concentrazione. In poche parole <b>meditare non è pensare</b>.<br /><br />La coscienza non è la mente, ma semmai la mente è una delle funzioni attraverso le quali la coscienza si manifesta. “<i>(La coscienza) è la nostra condizione originaria, la nostra fiamma vitale nel centro dell’essere, all’interno del corpo</i>” scrive Maruscha Magyarosy ne “I Cinque Tibetani” – Ed Mediterranee.<img src="images/105_brea.jpg" width="240" height="246" border="0" alt="" id="img_float_left" /><br />Deepak Chopra dice che <b>il corpo è la manifestazione visibile e concreta dell’intelligenza creativa</b>, della saggezza di ogni forma di vita. La Magyarosy continua dicendo che “<i>…bisogna fare direttamente l’esperienza che non si tratta solamente di avere un corpo, quanto piuttosto che siamo corpo, che siamo corpo animato e vivente, amore incarnato</i>.”<br /><br />Si può comprendere più facilmente da queste osservazioni il motivo per cui la forma più essenziale di meditazione avviene attraverso l’ascolto del respiro (la vipassana) che è la funzione vitale e corporea per eccellenza. Ogni forma di pensiero invece impedisce lo stato di presenza senza scopo, né intenzione, che qualifica il puro stato di coscienza nell’esserci.<br /><br />Tutte le volte che siamo nella percezione corporea, non filtrata dalla mente, mentre camminiamo o facciamo un esercizio di hatha Yoga o un mudra con le mani, siamo in meditazione. Per meditare quindi non bisogna necessariamente sedersi ad occhi chiusi e stare in sé nel silenzio di una stanza, ma <b>ogni azione della nostra vita può essere occasione di meditazione </b>a condizione di stare  nel respiro consapevole e nella percezione della pulsazione vitale del corpo.<br /><br />I Tibetani considerano il corpo un “gioiello prezioso” perché in esso prende forma lo spirito.<br /><br />Continua<br />]]></description>
			<category></category>
			<guid isPermaLink="true">http://www.nonsoloanima.tv/sassone/index.php?entry=entry100223-114550</guid>
			<author>NonSoloAnima.TV</author>
			<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 10:45:50 GMT</pubDate>
			<comments>http://www.nonsoloanima.tv/sassone/comments.php?y=10&amp;m=02&amp;entry=entry100223-114550</comments>
		</item>
		<item>
			<title>104. IL GUERRIERO E IL SENSO DI SEPARAZIONE</title>
			<link>http://www.nonsoloanima.tv/sassone/index.php?entry=entry100215-153150</link>
			<description><![CDATA[<img src="images/104_ts.jpg" width="243" height="316" border="0" alt="" id="img_float_right" />L’attuale funzionamento dell’essere umano ha una disfunzione di base che considero il limite di ogni limite, la base della sua infelicità e di tutte le conseguenze possibili. Questa disfunzione è la <b>percezione di essere separato dal tutto</b>.<br />La separazione crea una frattura continua tra sé e gli altri, tra sé e la vita. La conseguenza è l’impellente bisogno di superare questa separazione per mezzo dell’appropriamento. L’uomo è un predatore emotivo, mai sazio, perché non riesce mai a colmare il suo bisogno di unità con i metodi della conquista, della violenza, della costrizione, dell’accumulo.<br /><br />Più cerca di prendere, più diventa lancinante il suo bisogno ed il suo vuoto. La strada del possesso non funziona mai, ma lo rende sempre più insaziabile e solo. In ciò che chiamiamo amore, questo fenomeno è evidente, quando l’altro si allontana. L’abbandono procura una grande sofferenza perché evidenzia la solitudine della separazione. L’oggetto amato diventa l’illusorio depositario della nostra completezza. <br />Per il guerriero invece il senso dell’abbandono offre una possibilità immensa di trasformazione perché egli <b>lo adopera per spostare l’attenzione sul suo spazio interiore</b> alla ricerca di quell’unità e di quel contatto con la vita che è l’unico a poter vanificare il senso di separazione.<br /><br />La via della soddisfazione dei bisogni non può risolvere il problema della mancanza di comunione con sé e con la Terra. Ecco perché ogni abbandono consente al guerriero di<b> lasciar cadere un po’ del suo bisogno</b>. Bussando con maggior intensità alla porta della propria anima, si schiude l’esperienza dell’unione, anche se per pochi istanti. Tale esperienza inizia a vanificare l’illusione della separazione e quindi dell’abbandono.<br /><b>Nella sua essenza nessuno è mai solo</b>, nessuno è mai abbandonato. Ma questa consapevolezza non può essere solo mentale. Deve trasformarsi in esperienza vissuta. Questa è una delle sfide del guerriero.<br /><br />Continua]]></description>
			<category></category>
			<guid isPermaLink="true">http://www.nonsoloanima.tv/sassone/index.php?entry=entry100215-153150</guid>
			<author>NonSoloAnima.TV</author>
			<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 14:31:50 GMT</pubDate>
			<comments>http://www.nonsoloanima.tv/sassone/comments.php?y=10&amp;m=02&amp;entry=entry100215-153150</comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
