LA NOBILE VIA DEL GUERRIERO
Il Guerriero è il simbolo dell’uomo nobile e coraggioso che cerca con autentica sincerità la sua essenza, non solo per se stesso, ma per risvegliare nuova coscienza nella Terra.
Ognuno di voi può fare questa scelta ed iniziare a VIVERE.
Roberto Maria Sassone
La Vita non è mai statica. Anche un cosidddetto corpo morto è un laboratorio incessante di trasformazioni chimiche. Tale fenomeno è ancora più evidente nell’essere umano che, attraverso la capacità di scegliere e di modificare le sue azioni, è ancora più soggetto al mutamento.Eppure la maggior parte degli uomini si aggrappano disperatamente all’idea della sicurezza, alla possibilità di mantenere lo statu quo e di organizzare una vita stabile. Niente di più illusorio! La caratteristica della Vita è l’impermanenza; tutto si può perdere, tutto si può acquistare, tutto evolve o degrada.
Il guerriero è ben consapevole di questo processo e ne fa il suo punto di forza. Periodicamente fa il consuntivo della sua vita e, sulla base di ciò che ha appreso e consolidato, è pronto ad una nuova rinascita fatta di una rivoluzione interiore, di un nuovo assetto della sua personalità, di nuovi progetti, scoperte ed avventure. Risorgere per il guerriero non è lasciare il vecchio, ma integrarlo con il nuovo, riorganizzare la complessità del suo sistema-uomo e spostarsi su un’ottava superiore; è un nuovo inizio nella spirale ascendente della sua evoluzione.
Questa capacità di navigare nei flutti della continua trasformazione è resa possibile dall’aver consolidato il suo centro di coscienza, il centro del cuore, che come un asse permette alla ruota di girare senza sosta. Il suo risorgere è quindi inclusivo di ogni parte di sé. Anche i lati oscuri sono accolti e trasformati, anche gli errori, le perdite e le miserie.
Questo è il significato profondo che il guerriero dà alla Pasqua.
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La terra trema; a volte sussulta con violenza, come è accaduto in Abruzzo. Con piacere vedo che numerose sono le manifestazioni di solidarietà. Molti giovani spontaneamente sono accorsi a dare aiuto, dimostrando di possedere la qualità della compassione. Ma a me preme far notare che eventi di questo genere dimostrano quello che dimentichiamo, ovvero che gli uomini sono microbi della terra. La terra in qualsiasi momento può manifestare una forza incredibile. Se paragoniamo la crosta terrestre alla pelle e se concepiamo la Terra come un essere vivente, i terremoti sono come delle increspature di questa pelle, come un tic nervoso che contrae i muscoli.
Perché questo avvenga non riesco ad immaginarlo, ma questa manifestazione di potenza distruttiva mi incute rispetto, come ho la stessa riverenza per la forza dell’oceano, con le sue onde alte come palazzi, con i suoi tzunami e con i suoi vortici.
La Terra è viva. Gli animali sentono nell’aria l’imminenza di un terremoto; anche alcuni esseri umani qualche giorno prima avvertono un nervosismo, un’inquietudine. Ciò non mi meraviglia perché ogni essere vivente è in contatto con tutti gli altri, Terra compresa.
Ma spesso gli uomini sottovalutano questa forza della Terra o per incoscienza o per interesse. Basti fare un’osservazione: sono crollati tutti gli edifici moderni... Non erano stati costruiti con strutture antisismiche, anche se si sapeva che quella è una zona sismica!!!
Non c’è bisogno di aggiungere altro.
Auguro a tutti una Pasqua consapevole. Anche io vado in vacanza e ci ritroveremo mercoledì prossimo.
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Prudenza... prudenza... prudenza...La maggior parte di persone che sono attratte dalla ricerca spirituale vengono affascinate dalla possibilità di avere contatti con altri esseri di altri piani e con un'estrema faciloneria tentano esperimenti di channeling, di medianità e di esperienze affini.
Non si rendono conto della pericolosità di questi fenomeni perché evidentemente non sanno due cose fondamentali: nei piani eterici, astrali e mentali c’è un pullulare di forze e di esseri che spesso non sono realmente luminosi; molti di questi esseri sono di basso livello, si nutrono dell'energia vitale, si attaccano all'aura della persona a cui si collegano, cercano di fare attraverso di essa delle esperienze nella materia. Altri esseri sono ancora più pericolosi perché hanno una grande conoscenza (si chiamano asura) e si spacciano per esseri di luce, ingannando e condizionando gli individui. Poi ci sono le così dette larve, gusci eterici o astrali appartenuti a persone morte da poco che, per non disgregarsi, hanno bisogno di collegarsi agli esseri viventi.
Le parti oscure del nostro vitale e del nostro mentale fanno da ponte al collegamento con frequenze analoghe, attirando quindi energie ed entità che sono attratte da queste basse vibrazioni.
Ciò detto, esistono naturalmente esseri di luce che possono darci la loro ricchezza attraverso insegnamenti evolutivi che nutrono la nostra essenza, ma ci vuole una estrema purezza, una grande capacità di discriminazione ed una guida autentica, come è simbolizzato nella Divina Commedia di Dante.
Bisogna domandarci quali sono le finalità per cui vogliamo creare un collegamento; se sono finalità dell’ego, è meglio desistere. Dice Pino Landi: "Se invece di cercare all'esterno di noi, diamo voce al Maestro interiore, se ci centriamo sull'essere psichico (l'essenza), non sarà necessario alcun tipo di channelling, e potremo avere un contatto "non mediato" con le energie dei piani superiori".
In nessuna mia posizione sono mai fondamentalista, quindi queste osservazioni che vi sto proponendo non sono contro il channeling in assoluto, ma contro l'ignoranza e la superficialità di molti ricercatori inesperti ed avventati che non si rendono conto di scherzare con il fuoco.
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( 3 / 44 )Nello yoga Integrale di Sri Aurobindo e Mère, un'importanza fondamentale nel processo di trasformazione individuale è attribuita al centro psichico. E' il nome che essi danno all'anima individuale che si forma e si sviluppa nel susseguirsi delle incarnazioni. Il centro psichico è collegato al centro del cuore ed è il catalizzatore ed il trasmutatore della Coscienza-Forza del Divino.
E' veramente difficile trovare parole per esprimere processi così avanzati che presuppongono un minimo di esperienza diretta del fenomeno che ho descritto. Ma ciò che ci interessa in questa sede è che il Cuore è il motore dell'Aspirazione, senza il quale non ci si collega con i piani dell'Essere. Il Cuore o centro psichico chiama la Coscienza di Verità dai piani più alti; la coscienza di verità è una qualità dell'Essere che riattiva la verità là dove c'è la menzogna, l'ignoranza, la disarmonia, che altro non sono che coscienza involuta.
Non dobbiamo dimenticare mai che tutto è coscienza, compresa la materia ed anche ciò che chiamiamo "male". La nuova fase evolutiva dell'umanità contempla l'apertura del cuore che consente contemporaneamente di passare dall'identificazione con l'ego al'identità dell'essenza e di ricollegarsi con l'oceano dell'Essere.
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Un aspetto fondamentale del Cuore è il fuoco. L’Amore è una forza che arde, che trasforma, che purifica. L’azione del cuore ha quindi una capacità di convertire l’Oscuro in Luminoso, di bruciare le scorie della menzogna, di fondere gli opposti, di distillare il nettare dalle esperienze della vita.Agni in sanscrito è il fuoco, come in latino ignis. Significativa è la similitudine con agnus (Agnus dei, una delle definizioni di Cristo). Cristo è venuto sulla terra per purificare i peccati del mondo.
Agni è una divinità vedica ed è un mediatore tra gli dei e gli uomini, come Mercurio. Anche il centro (chakra) del cuore è un mediatore che unisce le energie della terra con le energie del cielo.
Il cuore quindi è un crogiolo alchemico che consente ogni processo di trasformazione. La meditazione sul centro del cuore è un aspetto fondamentale di ogni sadhana, ovvero di ogni disciplina spirituale. Ma non bisogna interpretare questo discorso in maniera simbolica o come una metafora. Il centro del cuore deve realmente iniziare a schiudersi con una pratica attenta e continua. Uno dei primi segnali di apertura è sentire nel petto una commozione intima e profonda, una quiete calda, una sensazione di apertura di uno spazio interno, un calore, a volte persino delle fitte al centro del torace.Naturalmente sconsiglio vivamente di improvvisare queste pratiche senza nessuna guida e senza fare contemporaneamente un lavoro sull’ego. In noi ci sono forze potenti che non devono essere risvegliate con superficialità, altrimenti possono diventare dannose.
L’apertura del centro del cuore dà una viva presenza, una intensa sensazione di essere immersi nella realtà che ci circonda e tutto diventa più vero e sacro.
Essere nel centro del cuore consente di trasformare il dolore, la paura e la rabbia. Anche il corpo diventa più vivo e pulsante.
Respirare nel cuore collega la nostra vera identità a tutte le manifestazioni della vita.
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Nella via del guerriero il Cuore assume una importanza fondamentale perché senza di Esso niente può realmente accadere sul piano della trasformazione individuale. Ma la parola cuore ha assunto nella nostra cultura un significato talmente banale e superficiale da rendere necessaria una chiarificazione.Cuore non è uno stato romantico, affettivo e tantomeno passionale. Il cuore è il centro del nostro essere, è il centro della coscienza individuale, della nostra essenza, comunemente chiamata anima.
Correlato al nostro corpo, il cuore corrisponde allo strato più profondo del quarto chakra. Il quarto chakra ha due livelli: quello più superficiale corrisponde al centro emotivo dell’amore e siamo ancora sul piano vitale; quello più profondo corrisponde al seme interiore che contiene in potenza tutto l’Essere Divino: è il Sacro Cuore Cristico, il centro dell’individualità integrale, l’Atma che quando è incarnato diventa jivatma (anima vivente).
Nel vangelo di Matteo è detto: “Il regno dei cieli è simile ad un granello di senapa che un uomo prende e semina nel suo campo; esso è il più piccolo di tutti i semi, ma quando è cresciuto, è maggiore di tutti gli altri legumi e diviene albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a riposarsi sui suoi rami.” Il granello di senapa è il centro del cuore e gli uccelli del cielo sono gli alti stati di coscienza che si manifestano attraverso l’essenza del cuore.
Corrisponde a quanto è scritto nella Chandogya Upanishad: “Questo atma che sta nel cuore è più piccolo di un chicco di riso, più piccolo di un chicco d’orzo, più piccolo di un chicco di miglio (...) Questo atma che sta nel cuore è anche più grande della terra, più grande dell’atmosfera, più grande del cielo, più grande di tutti questi mondi insieme.”
Nella Bhagavad Gita si legge:” Questo Purusha, della grandezza di un pollice è di una luminosità chiara come un fuoco senza fumo...” Il purusha è la piena coscienza che dà origine alla soggettività, al senso del sé; vedremo quanta importanza ha il collegamento con il fuoco.
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Il senso di colpa nella maggior parte dei casi è un a trappola che avvelena il corpo energetico (l’aura). Mantenere intatto dentro di sé il senso di colpa contribuisce a rinsaldare il legame con la persona a o la situazione che lo ha provocato. L’ego se ne serve per mantenere un potere, continuando a svilire il valore personale.Il senso di colpa mina l’identità dell’individuo, gli impedisce di riconoscersi, di attribuirsi un valore, di sentirsi degno. Crea una cappa scura che si va a collegare con tutte le altre energie che hanno la stessa frequenza.
Fondamentalmente il senso di colpa ha matrici nell’infanzia e nasce da suggestioni sbagliate avute da un genitore che il più delle volte non è nemmeno consapevole che con le sue parole possa creare tanto danno al figlio. Naturalmente quando la persona diventa adulta non può continuare a nascondersi dietro i genitori, ma si deve assumere la responsabilità di ciò che non funziona in se stessa.
Il senso di colpa persiste perché c’è in noi un giudice per niente amorevole che condanna la parte bambina che continua ad essere presente in noi. Solo il perdono amorevole verso se stessi, la mancanza di giudizio, e il crogiuolo potente dell’Amore può sciogliere il senso di colpa e far crescere quel bambino rintanato dentro di noi.
E’ ovvio che esiste anche un senso di colpa reale, nel caso in cui abbiamo compiuto un’azione che abbia veramente danneggiato qualcuno. Ma anche in questo caso, riconosciuto il torto, deve intervenire il perdono che ci restituisce le nostre energie vitali che possono essere messe al servizio di azioni evolutive a favore degli altri.
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( 2.9 / 52 )La prima consapevolezza del guerriero è che ogni essere umano è perennemente collegato a tutti gli altri e che l’intera umanità è connessa con il campo energetico-vitale della Terra.
La seconda consapevolezza è che i pensieri sono delle energie capaci di produrre effetti concreti sulla realtà e quindi è fondamentale che il guerriero conosca i suoi pensieri più ricorrenti ed automatici.
La terza consapevolezza è che le nostre forme-pensiero si collegano a tutte le altre forme-pensiero che hanno frequenze analoghe.

La portata di quanto dico è che tutto ciò che accade nella vita individuale non è casuale, ma ci indica che in noi c’è un qualche collegamento significativo con gli eventi. Dice Anne Givaudan nel libro Forme-Pensiero che “...tutte le esperienze che viviamo sono iniziazioni che la nostra anima attira a noi per poter crescere (...) Più lottiamo contro quello che la vita ci propone, più nutriamo le nostre forme pensiero, più ci indeboliamo (...) Quando la nostra anima chiede un’iniziazione, nulla può fermarla: ma perché questo accada, c’è un passaggio di cui non possiamo fare a meno, quello di morire rispetto a ciò che crediamo di essere.”
Le forme-pensiero nascono da tutto ciò che abbiamo rimosso, rabbia, paura, dolore, etc e crescono col tempo, se non ne diventiamo consapevoli, diventando come delle condensazioni di energia che hanno una loro azione indipendente dalla nostra consapevolezza e sono come ferite energetiche che sottraggono vita.
Ecco perché è così importante conoscere la nostra Ombra ed osservarla senza giudizio.
La trasmutazione di queste formazioni mentali avviene attraverso il centro del Cuore: il fuoco dell’Amore è l’unico crogiolo capace di dissolverle e di recuperare la loro energia.
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Molte persone dicono: “Io sono fatto così” e con questa frase liquidano qualsiasi problema. E’ la frase emblematica di chi ratifica la sua prigione e fa testimonianza del proprio orgoglio.Ogni essere umano dovrebbe invece domandarsi: “Perché sono fatto così?”. Sarebbe il punto di partenza di un lungo viaggio alla scoperta di se stessi e sarebbe anche l’inizio di una svolta che conduce a lasciare un atteggiamento passivo per iniziare ad essere protagonisti consapevoli della propria vita.
Questo è il punto in cui l’uomo profano e dormiente, svegliandosi, si trasforma in un aspirante guerriero.
Il secondo punto è domandarsi: “Qual è il mio drago?”, ovvero indagare su quella parte di noi che più condiziona la nostra vita. In altre parole si può dire che ogni individuo ha il suo punto debole fondamentale che ricorre continuamente nella sua vita e che lo conduce a compiere sempre gli stessi errori. Questo è il drago che deve affrontare!
Per poterlo affrontare deve prima riconoscerlo e poi osservarlo senza giudizio e condanna. Tale atteggiamento compassionevole verso se stesso naturalmente non vuol dire confermarlo, ma è necessario che ci sia lo sguardo che nasce dal Cuore, ovvero dall’Essenza, da quello spazio di Luce che c’è all’interno di noi stessi.
Ciò conduce naturalmente al terzo punto in cui si cerca il contatto con la nostra Goccia Divina che costituisce il centro del nostro essere.
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Il guerriero impara a conoscersi profondamente in occasione delle prove che la vita gli mette di fronte. Tanto più grandi sono le prove, tanto più grande è la lezione da imparare. Nella prova è anche insita la possibilità di una grande vittoria interiore e di una crescita spirituale. La prova ha il potere di far emergere le paure del guerriero e le altre parti dell’ombra che devono essere ulteriormente trasformate.
L’atteggiamento del guerriero deve essere di estrema nitidezza con se stesso, deve affrontare la sua fragilità e sapersi anche affidare al Divino, offrendogli tutto se stesso.
Il guerriero deve restare lucido, osservare le sue emozioni, ma non farsi travolgere da esse. Inoltre la prova rende al guerriero ancora più chiaro ciò che nella vita è essenziale, scarnificando ulteriormente il superfluo.
Ci sono sempre zavorre di cui disfarsi e siamo pieni di cose inutili. I valori essenziali della vita sono invece pochi.
Il guerriero combatte e prega.
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