LA NOBILE VIA DEL GUERRIERO
Il Guerriero è il simbolo dell’uomo nobile e coraggioso che cerca con autentica sincerità la sua essenza, non solo per se stesso, ma per risvegliare nuova coscienza nella Terra.
Ognuno di voi può fare questa scelta ed iniziare a VIVERE.
Roberto Maria Sassone

Carissimi amici che mi avete seguito in questi viaggi e che avete condiviso con me le mie avventure che sono anche le vostre, è giunto il momento per me di prendere una pausa.
Davvero quest’anno è stato intensissimo perché un guerriero che non mente a se stesso è sempre vigile e mette in discussione ogni certezza. Vi ho sentiti particolarmente vicini e vi ringrazio per i vostri interventi, ma soprattutto per l’affetto che mi avete manifestato.
Un guerriero ha bisogno d’amore come qualsiasi essere umano, anche se non dipende da esso. Ho visto che siete in molti ad avere una forte aspirazione e vi abbraccio tutti, sentendovi compagni di via.
Ci ritroveremo a settembre, ma nel frattempo continuate con entusiasmo questa avventura della Coscienza.
Arrivederci...
[ 7 commenti ] ( 71 letture ) | permalink |




( 3 / 4 )
Accadono improvvisamente degli incontri che lasciano un segno nell’animo del guerriero. I guerrieri si riconoscono dallo sguardo.Ci sono alcune persone che hanno lo sguardo luminoso, ma quieto e profondo, con una dolcezza che nel fondo ha invece una forza che traspare ancora più evidente per contrasto con questa dolcezza più in superficie.
Questo sguardo mostra che la persona ha veramente toccato la sua essenza; la sua anima si manifesta. Ciò indica che siamo di fronte ad un guerriero.
Chi ti guarda così non ha tempo da perdere, mira all’essenziale, non gira a vuoto cercando sensazioni frettolose di trascendenza.
Quando ci si incontra con questo sguardo ci si riconosce e c’è un’immediata familiarità; si ha la sensazione di essere tra fratelli, di condividere la Via, di essere a Casa.
Ci sono invece altri sguardi che a prima vista vorrebbero comunicare “intensità spirituale”. Ma il guerriero riconosce subito in essi una luce artificiale, con un atteggiamento rapace dissimulato dal sorriso. Sono sguardi che vogliono catturare come quelli di un predatore.
Queste persone si presentano con un’aria inequivocabile di mistero. Sembra che dicano implicitamente: “Io sono a conoscenza di cose che tu non immagini; io so”. Oppure hanno lo sguardo “buono” che sprizza amore ed accoglienza.
Attenti! Sono dei vampiri energetici.
La vera fratellanza si riconosce dalla naturalezza dell’incontro e da quel senso di Pace che attiva il Cuore.
[ 4 commenti ] ( 80 letture ) | permalink |




( 5 / 1 )
Chi decide veramente d’intraprendere una ricerca spirituale deve sapere che incontrerà numerosi ostacoli che metteranno alla prova la sua sincerità. Molti ricercatori invece affrontano a cuor leggero il cammino, illudendosi di raggiungere facili traguardi di serenità, di pienezza, e di coscienza. Se così dovesse essere, questo è il segnale che nella sostanza stanno giocando a fare i ricercatori e stanno modellando il loro ego in funzione delle loro aspettative.Dice Sri Aurobindo: “Tutti coloro che abbracciano il sentiero spirituale devono affrontare le difficoltà e le prove proprie di tale sentiero, sia quelle che sorgono dalla propria natura, sia quelle che arrivano dall’esterno. Le difficoltà della propria natura si sollevano ancora e ancora finché non vengono superate; dovete affrontarle con forza e con pazienza insieme”.
Un ostacolo tenace fra i tanti è l’attaccamento alle proprie idee, ai pregiudizi, alle opinioni e alle razionalizzazioni. Essi sono i nemici più insidiosi perché si ammantano di buone intenzioni, di nobili ideali e quant’altro.
Il ricercatore cade mille volte, ha momenti di estrema oscurità, vive delusioni e scoraggiamenti. Tutto questo bisogna metterlo in conto.
Non crediate a quelli che hanno atteggiamenti serafici, ieratici, e perennemente quieti. Il conflitto è il pane del ricercatore sincero con se stesso.
Ma, continua Sri Aurobindo: “Tutti coloro che rimangono saldamente fedeli al sentiero sono certi di raggiungere il loro destino spirituale. Se alcuni non vi riescono può essere solo per una di queste due ragioni: o perché lasciano il sentiero o perché, per qualche ambizione, vanità o desiderio, si allontanano dal sincero affidamento al Divino”.
[ 5 commenti ] ( 65 letture ) | permalink |




( 3.3 / 3 )
Sono stanco di sentire parlare d’illuminazione. Per molti è diventato un prodotto desiderabile da ottenere attraverso un certo numero di corsi “spirituali”. Ho l’impressione di essere in un discount in cui si consegna una tessera su cui applicare dei bollini: più corsi si fanno, più aumentano i bollini. Il premio finale è l’illuminazione!Il guerriero non cerca nessuna illuminazione. La sua aspirazione è essere vero ogni momento possibile della sua vita, e questa verità comprende soprattutto le sue contraddizioni e le sue incoerenze.
E’ inutile fare cento corsi differenti, mescolando sufismo, con lo zen, gli angeli ed il tantra. La ricerca spirituale è l’intento più serio ed impegnativo che un essere umano possa perseguire. Non concede sconti, dilazioni ed annacquamenti. E’ uno sforzo continuo che occupa tutta la vita.
Si deve scegliere una Via e percorrerla senza deviazioni. Sono consentite solo le deviazioni inevitabili causate dalla propria ignoranza e dalle trappole dell’ego.
Aspirazione del cuore, surrender, respiro consapevole, presenza e osservatore: sono gli ingredienti fondamentali che permeano la ricerca del guerriero. Il terreno della ricerca è il quotidiano più banale in cui è più facile perdersi: le relazioni, il lavoro, gli affetti, gli attaccamenti, come parliamo, che cosa diciamo, come guidiamo, come facciamo l’amore, come occupiamo il tempo libero, che amici abbiamo...
Siamo davvero piccoli di fronte al mistero della Natura e del Divino ed è ridicolo atteggiarsi a “grandi iniziati”!
[ 3 commenti ] ( 62 letture ) | permalink |




( 3.4 / 5 )Ciò che dovremmo sempre tenere presente, anche se per la nostra mente separatrice risulta molto arduo da comprendere, è che la distinzione tra dentro e fuori è convenzionale sul piano della materia. Mi spiego meglio: tutto ciò che percepiamo fuori di noi è in realtà l’estensione di ciò che è dentro.
L’uomo nella sua natura intima reca dentro di sé il maschile ed il femminile; la grande scoperta per l’uomo è incontrare in sé la propria Donna interiore, così come la donna deve incontrare il suo uomo interiore. Carl Gustav Jung chiamava Animus ed Anima questi due principi.
Questo è un argomento importantissimo, se si vuole comprendere il senso del rapporto tra i due generi femminile e maschile.
Ecco perché la relazione con la Donna è così sostanziale per l’Uomo. In questa ricerca d’integrazione della Donna interiore, l’Uomo attraverso la Donna può essere aiutato a conoscere il suo principio femminile. Quindi il percorso di unificazione deve avvenire all’interno di ognuno di noi, ma contemporaneamente la Donna che è la manifestazione del principio femminile, pur contenendo anch’essa il principio maschile, diventa un catalizzatore del processo. Ecco perché l’unione tra uomo e donna rappresenta una possibilità sacra che pochissimi sanno cogliere.
Affinché avvenga un tale incontro è necessario un lavoro preliminare molto accurato in ogni individuo, soprattutto volto a riconoscere ed a sciogliere i suoi bisogni e le sue proiezioni sull’altro sesso.
Possiamo enunciare una piccola formula: ciò che è fuori aiuta a risvegliare il dentro, ciò che è dentro aiuta ad incontrare il fuori. Il dentro ed il fuori sono ognuno lo specchio dell’altro.
Ciò che non bisogna assolutamente fare è inventare l’altro secondo le proprie esigenze ed i propri sogni perché così non è possibile la minima relazione e si va incontro solo alla sofferenza.
[ 3 commenti ] ( 67 letture ) | permalink |




( 3 / 8 )
Il terreno in cui il guerriero deve misurarsi continuamente è la relazione con la Donna e con il suo femminile. Questa è la relazione più compromessa nella nostra epoca in cui impera la paura della vera intimità, della sessualità naturale e gioiosa e della caduta del ruolo. Premetto che io non ho soluzioni perché sto cercando faticosamente di spogliarmi della mia corazza e quindi non posso essere altro che uno stimolo.La Donna ha un Potere immenso da riconquistare, ha il potere della Terra e della Forma. Essa consente che ogni creazione diventi reale. La sua dignità ferita deve essere rivalutata.
L’Uomo attraverso la Donna ritrova realmente il contatto con la sua Anima: questo lo terrorizza, perché lo obbliga a vedere la sua miseria, nascosta con abilità dal falso senso del potere, dalla prevaricazione fallica che gli dà l’illusione di una potenza che è invece impotenza!
Il guerriero deve assolutamente uscire dalla dipendenza con la madre, dall’identificazione con un padre impotente e rassegnato, oppure orgoglioso conquistatore di fragili fanciulle, con il segreto intento di punire attraverso di esse la madre che lo ha rifiutato o lo ha totalmente posseduto.
L’uomo teme la donna autenticamente indipendente che ancora rivendica la sacralità del suo grembo accogliente, custode del sacro fuoco come una vestale, la donna che ancora riconosce la magia della Terra e ne è sacerdotessa.
L’espressione più alta dell’unione tra Donna e Uomo è il Tantra, da cui siamo ben lontani. Però possiamo accostarci ai rudimenti di esso, raffinando i sensi nella celebrazione della Vita, liberando il cuore che, collegandosi all’energia delle radici e della sessualità, dà consistenza all’esperienza sacra della materia.
Il guerriero, spogliandosi dell’identità del guerriero, diventa un guerriero completo, ovvero recupera la sua umanità.
Vorrei tanto poter fare questo discorso al femminile, ma solo una Donna lo può fare, ed io a stento sto facendo i primi passi per essere degno di chiamarmi UOMO.
[ 6 commenti ] ( 137 letture ) | permalink |




( 3 / 11 )Il guerriero è tale perché la sua natura più profonda lo spinge, talvolta malgrado se stesso, a ricercare continuamente dentro di sé la verità. Non c’è niente di più difficile da ricercare perché la verità su se stessi è sempre velata dall’ego che impara ad essere sempre più raffinato.

Più aumenta la consapevolezza del guerriero, più aumenta l’astuzia dell’ego.
Per tale motivo il guerriero si trova periodicamente ad affrontare nuove crisi perché dalla vita gli giungono forti stimoli alla riflessione. La vita lo mette di fronte a situazioni e a persone che lo scuotono e lo obbligano a guardarsi dentro in maniera ancora più inesorabile. E siccome ormai egli sa che la vita è lo specchio di se stesso, questi incontri e le parole che gli vengono dette li raccoglie con attenzione. Non c’è mai un punto di arrivo, ma tutto scorre continuamente in una progressiva trasformazione.
Chi è in una profonda crisi ha maggiore facilità a trovare nuovi punti di svolta; ma chi, attraverso numerose crisi di crescita già attraversate, ha comunque realizzato una sua stabilità, una sua chiarezza ed un certo contatto con la sua essenza, trova più difficile rimettere in crisi per l’ennesima volta il suo sistema.
Ma chi ha intrapreso la via del guerriero non si può sottrarre a questa sfida, e anche se lo facesse, la vita stessa lo obbligherebbe ad aprire gli occhi mettendolo di fronte a degli eventi speciali che lo schiaffeggiano.
Il guerriero non ha la pace duratura del saggio, ammesso che il saggio c’è l’abbia veramente. Persino Cristo era tormentato dando credito a ciò che ci dicono i Vangeli. Anche Buddha, prima di illuminarsi fu travolto da una crisi totale.
Ma il guerriero non è un saggio illuminato; è solo un essere umano che si è risvegliato dal sonno perpetuo in cui vivono molti altri uomini. Ha molta strada da fare e niente gli viene regalato, se non mette nella sua ricerca il suo intento costante.
[ 3 commenti ] ( 89 letture ) | permalink |




( 3 / 10 )
E’ impotente l’uomo che percepisce la vita come una specie di entità autonoma, uno spazio separato in cui accadono le cose. Un siffatto individuo si pone come spettatore degli eventi.Molti pensano che la vita sia un COSA. Invece la vita è ciò che noi costruiamo. Siamo noi a creare la nostra vita giorno per giorno.
Gli avvenimenti che ci accadono sono lo specchio di ciò che siamo veramente, non di ciò che raccontiamo a noi stessi di essere. Perciò il destino ha molto a che fare con le nostre scelte e le nostre azioni.
Naturalmente ci sono eventi che non possiamo controllare, determinati dall’ambiente, dalla nazione, dalla società, ma anche questi eventi li possiamo affrontare in maniera completamente diversa in base alla nostra libertà interiore, e possiamo anche cambiare i loro effetti.
Il destino è tanto più duttile, quanto più aumenta lo spazio di coscienza dell’individuo.
La libertà cresce con la consapevolezza che conquistiamo, con la leggerezza con cui ci muoviamo, con l’entusiasmo con cui agiamo, con l’allegria con cui giochiamo.
Il guerriero tende a realizzare l’archetipo del vecchio saggio e del fanciullo insieme.
[ commenta ] ( 21 letture ) | permalink |




( 3.9 / 11 )
Esprimo la mia rabbia e il mio dolore per lo scempio criminale, causato dalla macchia di petrolio nel Golfo del Messico.La vera pandemia della Terra si chiama UOMO…
Eppure abbiamo la pretesa di definirci Homo Sapiens!
Uniamoci nella protesta in ogni modo possibile e lecito
Come più volte ho detto, il guerriero si sente profondamente figlio della Terra. La ama e la rispetta. Ma l’amore sul piano della materia si deve concretizzare nell’azione, non può restare ideale. Altrimenti non stiamo parlando di amore, ma di quel sentimentalismo sdolcinato di cui si nutrono moltissime persone.
A questo punto ogni persona consapevole ha il dovere di intervenire. Persino la parola dovere non è appropriata perché si tratta in effetti di un’esigenza intima ed essenziale del guerriero.
Si può intervenire attivamente in moltissimi modi, proporzionati alle reali possibilità di ognuno e relativi all’ambito in cui si vive: con lettere, articoli, sensibilizzazioni sociali, nelle scuole, nelle conferenze, in politica, etc. L’importante è che ogni intervento sia svolto in maniera etica e non ricorrendo a violenze e distruzioni.
Gli individui devono capire che l’unione fa la forza e crea movimenti sociali che hanno presa sui governi. I cosiddetti creativi culturali sono molto numerosi sulla terra. Sono coloro che hanno una coscienza ecologica ed olistica.
Ormai si è dimostrato scientificamente che le menti si possono sincronizzare creando un campo di forza che può essere anche chiamato formazione mentale. Più menti aderiscono ad un progetto, più intensa è la loro capacità d’influire sulla coscienza collettiva.
Non sottraiamoci quindi alla nostra responsabilità. Siamo ormai immersi in un cambiamento epocale in cui il nuovo fattore determinante è la Coscienza.
[ commenta ] ( 20 letture ) | permalink |




( 3 / 14 )
Sento l’esigenza di ribadire un concetto fondamentale che riguarda il modo in cui deve essere inteso il Guerriero. C’è la tendenza a considerare il guerriero un uomo eccezionale; qualcuno addirittura vorrebbe vedere il lui una specie d’illuminato: niente di più lontano da tutto ciò!Il guerriero non ha risolto completamente la sua vita, ma vive ogni suo conflitto ed ogni sua contraddizione in modo del tutto consapevole. Egli non combatte la sua ombra, ma l’affronta ogni volta sempre più lucidamente e s’impegna a trasformarla, a trarne la luce che in essa è nascosta. In questo processo di crescita cade numerose volte, ma non si scoraggia, e continua a procedere nella vita fin dove gli è possibile.
Chi si proclama guerriero, sentendosi una specie di essere superiore, sta prendendosi in giro e sta alimentando il suo narcisismo. Il guerriero ha delle miserie, le vede tutte, ma non le giudica.
L’unica cosa che lo rende speciale rispetto ai profani è che, malgrado le sue fragilità, è determinato a crescere e non abbandona la via. Non si nasconde; si fa vedere per quello che è. Sa che perdere una battaglia non vuol dire perdere la guerra.
E’ capace di discriminare ciò che per lui è sostenibile in ogni fase della sua vita. Cerca di non compiere imprese superiori alle sue forze. Questa è la sua umanità.
Sa chiedere aiuto.
[ 7 commenti ] ( 145 letture ) | permalink |




( 3.2 / 13 )
Archivio



