REINTEGRAZIONE COSMICA
Con 12 anni di attività, il gruppo Atlan è stato sin dal suo inizio prescelto per diffondere lo scenario che l’umanità di oggi sta per conoscere, quello del passato più remoto e soprattutto quello del futuro prossimo, ossia della "Reintegrazione Cosmica". Si definisce in questo modo l’epilogo di un processo iniziato in tempi immemorabili e che ha visto l’isolamento energetico e vibratorio del nostro pianeta e di alcuni altri facenti parte della nostra galassia, la Via Lattea. Allo stesso modo in cui tutti questi altri pianeti sono stati a suo tempo riammessi alla convivenza con le altre civiltà del cosmo, riunendosi nuovamente al grande circuito universale, lo stesso sta ora per accadere alla nostra Terra.
IL DRAMMA COSMICO DI JAVEH
Quella che segue è una conversazione tra la medium brasiliana Jeane Miranda e gli esseri cosmici Aya Fa Yel e Aya Gra Yel, da noi conosciuti come gli arcangeli Raffaele e Gabriele, avvenuta nel 2010, all’interno dei lavori “investigativi” del gruppo Atlan alla scoperta delle ragioni che attendono all’atteso momento della “reintegrazione cosmica”. E’ il modo più semplice che abbiamo trovato per divulgare una realtà, quella del contesto extraterreno che da anni ci viene presentato, che invece trattiamo in modo più dettagliato nel libro “Il dramma cosmico di Javeh”, di Jan Val Ellam (pseudonimo del medium e contattista Rogerio Almeida de Freitas), disponibile per il download gratuito dei primi capitoli nel sito robertonuma.blogspot.com
Roberto Numa
Incontriamo Jan Val Ellam dal vivo: l'autore ci presenta il libro Il Dramma Cosmico di Javeh nel quale sono raccolte le rivelazioni e le vicessitudini del Signore Javeh, le origini del nostro pianeta, e le indicazioni per accogliere l'imminente Reintegrazione Cosmica...
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( 2.9 / 49 )Cari amici,
vi segnalo i prossimi appuntamenti per la presentazione del libro Il Dramma Cosmico di Javeh di Jan Val Ellam. Spero di incontravi dal vivo, a presto!

MILANO – 3 dicembre 2011
Presentazione libro, ore 17:30
presso Libreria Esoterica, Galleria Unione 1
(Ingresso gratuito)
MILANO – 19 febbraio 2012
Intervento al convegno "Contatti e Medianità"
presso Libreria Esoterica, Galleria Unione 1
(il mio intervento è dalle 16 alle 17)
Info per entrambi gli eventi:
www.animaeventi.com
segreteria@gruppoanima.it
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( 3.1 / 55 )Nel mio percorso di studioso spiritualista c’è stato un momento – cinque anni fa circa – in cui avevo messo seriamente in dubbio ciò che stavo facendo. Era l’autunno del 2006 (estate in Brasile, dove vivevo) quando Rogerio, seguito dagli altri medium e contattisti del gruppo Atlan, cominciò a condividere i messaggi spiritual-cosmici che presentavano, per la prima volta, il vero ruolo di quello che noi conoscevamo come Javeh, l’entità extraterrena che aveva avuto il compito di “ripulire” la Terra dalle razze extraplanetarie che per differenti motivi – tutti legati alla ricchezza energetica, minerale e biologica del nostro globo – da tempi immemorabili la frequentavano assiduamente. L’obbiettivo finale era preparare l’arrivo del Maestro Gesù, prima, e quindi del suo popolo stellare.
Si sapeva, allora, che il compito era stato ben eseguito, e che Javeh aveva – anche se con molta fatica – assolto ai suoi doveri… e se n’era quindi andato. Questo era ciò che da anni avevamo appreso, e studiavamo con minuziosità. Immaginatevi la sorpresa quando udimmo la “novità del Signore Javeh” per la prima volta. Fu un misto di felicità e sconforto: un metodo cognitivo finalmente diventava perfettamente “rotondo”, chiuso in se stesso, ma… che sconvolgimento! Nostro compito, da più di un decennio, era infatti quello di
diffondere le comunicazioni multi-dimensionali di cui eravamo portatori, ma questa ci aveva lasciato ammutoliti! Ci rendemmo tutti subito conto del peso di questa nuova responsabilità, del prezzo personale che avremmo dovuto pagare quando avremmo cominciato ad esporre le “nostre” teorie: derisioni, ammiccamenti di compassione, pacche sulle spalle… e fummo avvolti da una sorta di sconforto emozionale.Io, poi,che sull’argomento avrei dovuto scrivere e pubblicare libri, ero particolarmente attento ai miei pensieri, e ai segnali che chiedevo “al cielo” di inviarmi, per capire. Da quel momento iniziò una serie infinita di prove e controprove, proporzionalmente crescenti conforme l’intensità delle rivelazioni, ma fu un continuum così meraviglioso e devastante da non lasciare più dubbi. Cominciai il mio lavoro: scrissi un primo libro, un secondo, un terzo e un quarto, ed ora mi sto preparando a lanciare il prossimo autunno il mio quinto, “Il dramma cosmico di Javeh”, l’inizio delle incredibili rivelazioni pervenuteci dai fratelli cosmici che da migliaia di anni ci accompagnano in questa avventura esistenziale. Seguirà poi “Il dramma spirituale di Javeh”, già in fase di traduzione e in breve pronto per la stampa. Sono i primi due volumi di una collana che ho chiamato “Rivelazione cosmica”, e che vede – ad oggi – centocinquanta testi, già scritti, da pubblicare in sequenza… lavoro per il resto della mia vita!
In questi libri vengono analizzate le questioni che, a livello molto superficiale ma facilmente comprensibile, i fratelli cosmici ci hanno presentato attraverso Jeane Miranda, e che io ho riprodotto nel blog di queste ultime settimane. Il livello di complessità, però, è salito con prepotenza, abbinando storie del nostro passato remoto alla fisica quantistica, rigorosi studi di spiritualismo applicato a sconcertanti rivelazioni ad opera di “arcangeli”… insomma, niente di semplice e a volte neppure gradevole!
Eppure, per chi è pronto ad attivare certi centri memoriali della mente fisica, la “rotondità” dei concetti espressi, delle situazioni descritte, della verosimiglianza con le nostre stesse sensazioni innate, sarà motivo di un lungo e meraviglioso viaggio nella realtà multi-dimensionale di uomini, ET e Dei, angeli/cloni, “diavoli”, atlanti e profeti, tutti intenti ad accompagnare il processo cosmico in atto: il riscatto dell’Universo e del suo Creatore.
L’imminenza dell’inizio di questo processo, che abbiamo chiamato “reintegrazione cosmica”, è sempre più prossima: a ogni istante può cominciare. È per questo, conscio della responsabilità di cui mi faccio portatore scrivendo e parlando di questioni così complesse e stupefacenti, che mi metto al servizio di me stesso, di coloro che intenderanno approfondire gli argomenti esposti, degli spiriti e degli “angeli” che ci richiedono assiduità e impegno, di nostro Padre il Signore Javeh e del nostro più amato fratello, il Maestro Gesù.
Ma soprattutto è mio desiderio rendere omaggio a Lui/Lei, l’Inconoscibile, il Padre Amatissimo, a cui tutti noi tendiamo con amore e devozione, nelle diverse forme in cui ognuno lo percepisce: un abbraccio fra amici, una carezza a un bambino, un gesto di solidarietà, … la pagina di un libro.
Roberto Numa
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( 2.9 / 69 )
Al momento attuale la situazione è rimasta così: Gesù si sarebbe occupato del giudizio degli esseri già disincarnati, e questi sarebbero stati trasportati nei mondi dove avrebbero ricominciato le loro esperienze evolutive; Javeh avrebbe invece comandato e amministrato questi mondi, che sarebbero anch’essi evoluti in un futuro ancora da svolgersi.Sappiamo quanto sia complicata per voi questa faccenda, peraltro non possiamo ancora dirvi tutto, il vostro grado di comprensione ne sarebbe travolto senza capire. Non spetta a noi interferire nello svolgimento di quanto è stato programmato in merito alla rivelazione a questa razza umana, ma desideriamo almeno contribuire ad accelerare la comprensione della figura di Javeh e della sua creazione, soprattutto in relazione alla presenza di Gesù nell’ambito del processo della reintegrazione cosmica.
Gesù verrà e Javeh continuerà a fare ciò che ha sempre fatto, cioè occuparsi del suo Universo e degli esseri che non saranno stati capaci di migliorarsi abbastanza per poter partecipare al ritorno del Maestro su questo pianeta.
Non pensiate che tutto sia già definito, non lo è affatto! Stiamo ancora cercando di capire fin dove possa arrivare la capacità umana di ricevere certe informazioni senza alterare la propria struttura vibratoria, passando così a uno stato psico-emotivo che potrebbe squilibrare l’assetto generale del pianeta e dei suoi abitanti. Stiamo ancora valutando e studiando le varie possibilità. Ma ogni cosa avverrà a suo tempo e, ricordatevi, con il Maestro niente succede in maniera brusca, né per imposizione. Tutto ciò che da Lui proviene è dolce e soave.
Fratelli, non vogliamo che vi sentiate obbligati a fare una cosa piuttosto che un’altra, ma solo che cerchiate di arrivare a un livello di comprensione quanto più prossimo possibile alla realtà non manifesta. Vogliamo solo che pensiate, e riflettiate su alcuni fatti che sono di enorme importanza per tutta l’umanità. È in questo senso che stiamo utilizzando Jeane: per facilitare la comprensione di ciò che successe in questo Universo, e principalmente per permettervi di capire, almeno un po’, le caratteristiche della personalità di Javeh, dei suoi quasi sempre incomprensibili comportamenti nei confronti della razza umana.
Non pretendiamo che qualcuno cambi opinione sul nostro Padre Creatore Javeh, ma vogliamo mostrare un panorama differente per chiarire perché lui agisce con voi in questo modo, perché lui si sente padrone della terra, e dell’Universo. La sua personalità, che qua si è costituita, non riesce a liberarsi dalla condizione di prigioniera della sua stessa creazione, ne è profondamente legata e riuscirà a uscirne solo se la razza umana saprà evolvere a tal punto da poter ricevere la visita di altre famiglie cosmiche, rivelando in questo modo a nostro Padre l’esistenza di altre realtà al di fuori di quelle che lui ha creato. Non possiamo semplicemente mostrare a Javeh cosa c’è al di fuori del suo Universo: lui non comprenderebbe, né ci crederebbe. Egli crede solo in quello che lui stesso ha creato, e nient’altro.
Il Maestro ci ha però sempre invitato ad essere pazienti. Con il tempo, la convivenza con altre civiltà siderali, la razza umana evolverà e Javeh perderà ogni dubbio nell’identificare ciò che di fatto è importante: riconoscere di essere soltanto una parte della grande creazione del Padre Amatissimo, il vero artefice dell’intero cosmo.
Javeh, o meglio la sua seconda parte, avrà bisogno di altro tempo. Ma quando tutto ciò avverrà, quando la sua coscienza sarà più ricettiva verso il nuovo, la sua prima parte, che ancora non ce la fa a mettersi in comunicazione con lui, finalmente riuscirà a creare un primo contatto permettendogli un accesso alle conoscenze che attualmente gli sono precluse, perché esterne al suo Universo. Quando ciò succederà, le due parti si fonderanno allora in una sola coscienza e potranno, ora insieme come unica individualità, amministrare quest’Universo, rendendolo finalmente un vero omaggio al Padre Inconoscibile.
Fratelli terrestri, vi auguriamo di stare bene cercando di comprendere e analizzare con ponderatezza le informazioni che vi abbiamo trasmesso. Al momento giusto Val Ellam dettaglierà meglio, nei libri che presto pubblicherà, le questioni da noi così succintamente riassunte. Sarà compito dei libri di Jan Val Ellam approfondire questi temi, traendo nuovi elementi utili alla riflessione della popolazione di questo globo.
Fratelli, la convivenza con i vostri familiari abitanti dei paraggi siderali farà sì che questa umanità e tutto ciò che le gravita attorno, cresca ed evolva secondo il metodo mostrato da Gesù dell’ “amarsi l’un l’altro come Lui ci ha amato”.
Vi invitiamo a restare in pace e ad aspettare con serenità il ritorno di Colui che sarà la luce dell’evoluzione attraverso la quale il pianeta Terra passerà.
Un abbraccio a ognuno di voi.
Aya Fa Yel e Aya Gra Yel
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Gesù tentò di far comprendere a Javeh di non essere propriamente dotato di quei requisiti necessari per poter distinguere spiritualmente l’energia vibratoria di ogni individuo presente sul pianeta, ai fini della valutazione finale, quella che sulla Terra viene identificata con il nome di “giudizio universale”.Il Maestro gli riconosceva certamente di essere il Signore di tutto ciò che era fisico e materiale, ma Javeh, dal canto suo, doveva intendere che, pur avendo seguito l’evoluzione di ogni essere fisico nelle tante reincarnazioni materiali, questi possedeva anche uno spirito che veniva da molto prima, e da molto più lontano, spirito di cui Javeh non aveva la percezione, e che quindi era impossibilitato a giudicare per il suo percorso evoluzionistico.
Gesù ricordò a Javeh di essere stato proprio lui ad avere dettato a Giovanni, nell’Apocalisse, che l’agnello di Dio sarebbe venuto a separare il grano dalla zizzania, e che quell’agnello era Lui, Gesù.
Javeh riconobbe allora la sua incapacità di giudicare le vibrazioni spirituali degli esseri, mentre sentì di essere adeguato per valutare i loro atti, per quello che avevano fatto sulla Terra, nelle varie incarnazioni che qui avevano avuto. Divenne quindi consapevole che non avrebbe potuto dire con certezza chi meritava di restare sulla Terra, e chi no.
Javeh era giusto nei suoi comportamenti. Poteva anche non comprendere alcune azioni delle sue creature, ma non aveva mai fatto niente per malvagità: agiva con fermezza solo perché voleva raggiungere i risultati che si era prefissato. In verità non era molto paziente, ma i terracquei umani erano una razza piuttosto complicata, che sempre soccombeva ai propri desideri e ambizioni. Javeh aveva poca fiducia in loro, troppe volte era già rimasto deluso.
Gesù allora chiese a Javeh di lasciargli quest’incombenza di giudicare “i vivi e i morti”. Gli domandò quindi il permesso per poter tornare sulla Terra e capire, guardando nell’intimo di ogni essere umano, quali avessero ancora una qualche possibilità di miglioramento nella strada del bene. Promise a Javeh che poi avrebbe assunto il comando del nuovo esilio di quelli che non avessero raggiunto il livello minimo di evoluzione, ma solo Lui, Gesù, avrebbe potuto giudicarli.
Javeh accettò la proposta. Gesù avrebbe accompagnato questi esseri, comandati dallo stesso Javeh, nell’esilio in quei nuovi mondi dove avrebbero abitato dopo la reintegrazione cosmica della Terra.
Noi, figli di Javeh, fummo contenti della decisione. Sapevamo che la cosa migliore era stata fatta.
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