ALIMENTAZIONE ENERGETICA http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/index.php Copyright 2010, www.nonsoloanima.tv www.nonsoloanima.tv it-IT SPHPBLOG 0.5.1 18. SALUTI http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/index.php?entry=entry081121-164904 Cari amici,

eccoci arrivati alla fine di questo spazio speciale dedicato alla Alimentazione Energetica.

Spero in queste settimane di essere riuscito a trasmettervi la passione che “nutro” (appunto) per questo argomento, convinto che prima di tutto “siamo ciò che mangiamo”, che prima di tutto è importante cosa usiamo come benzina per il nostro corpo... che diventerà carburante per i nostri pensieri e per la nostra anima. La qualità della vita che vogliamo avere dipende innanzitutto dalla qualità del cibo che mangiamo, e se questo è in sintonia con la Natura e Madre Terra, di rimando avremo certamente e facilmente salute e vitalità per noi e per le persone care.

Vi ringrazio di cuore per ciò che avete scritto, per la simpatia, l’arguzia delle domande, l’energia che mi avete regalato: questo blog è stata una esperienza importante anche per me!

Se vi va, potete trovarmi sempre sul mio sito www.enjoyitalia.org, a cui continuerò, con passione e piacere, a rispondere alle vostre domande.



Ricordate, i grandi cambiamenti sono fatti di piccoli passi quotidiani, non di stravolgimenti. Piccole e giuste scelte giornaliere vi porteranno molto più lontano di quanto immaginate e un giorno, voltandovi indietro, vi stupirete di quanto sia stato semplice e di quanta strada avrete fatto.



Con affetto,



Golia Vincenzo Pezzulla

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http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/index.php?entry=entry081121-164904 www.nonsoloanima.tv Fri, 21 Nov 2008 15:49:04 GMT http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/comments.php?y=08&m=11&entry=entry081121-164904
17. DISINTOSSICHIAMOCI! http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/index.php?entry=entry081117-113510 giuste abitudini alimentari, riducendo in maniera significativa tutti quegli alimenti acidificanti come la carne, il latte, lo zucchero e i dolciumi, sigarette, alcool, prodotti fast-food; e/o evitare le abitudini che comportano troppo stress fisico, ad esempio attraverso un’attività fisica esagerata. Tenere sotto controllo anche lo stress mentale ed emozionale, con della meditazione o training autogeno.



Si può partire in modo semplice con una cura disintossicante, che elimini efficacemente acidi e tossine con l’aiuto degli organi “emuntori”, e ripristini l’equilibrio acido-basico. Disintossicarsi significa ripulire la pelle, le mucose, le cellule, i tessuti, le ghiandole e gli organi dal corpo dai depositi di scorie.



Per il nostro metabolismo, questa disintossicazione dalle scorie significa, in tre fasi, che:

1. Le scorie accumulate si sciolgono liberando i loro componenti

2. Gli acidi e le tossine diluiti vengono metabolizzati

3. Gli acidi e le tossine vengono espulsi attraverso l’intestino, i reni, la pelle e le mucose



Seguendo questi tre punti, durante lo scioglimento delle tossine accumulate negli anni, si evita che l’organismo sia magari inizialmente sottoposto ad uno sforzo eccessivo, evitando che compaia altrimenti il fenomeno del peggioramento dei sintomi, detta “crisi di guarigione”. Questi sono segnali che forse qualcuno avrà accusato ad esempio digiunando o facendo una cura depurativa. Quanto più il corpo è intossicato, scorificato o delicato, tanto più questi tre punti vanno seguiti con cura.



Il potenziale di neutralizzazione e di metabolizzazione dell’organismo viene ottimizzato con cibi biologici e integrali, con molta verdura, con dei centrifugati di frutta e verdura come spuntino o a colazione (ad esempio, centrifugato di carote, o finocchio e mela, o carote e cetrioli, ecc.), frutta secca e semi oleaginosi (semi di sesamo, di girasole, ecc.), tisane alle erbe depurative. Questi alimenti aiutano l’intestino a rimanere in uno stato alcalino.



Una regolare attività fisica (ma non intensa) con una respirazione profonda aiuta i polmoni, stimolando l’apporto di sostanze vitali e di ossigeno attraverso una migliore irrorazione sanguigna del corpo e, attraverso un migliore flusso linfatico, stimolando l’eliminazione delle sostanze nocive.



Poiché le capacità di questi organi non sono però state fino a questo momento in grado di eliminare tutti gli acidi e le tossine accumulatesi negli anni, bisogna ricorrere all’aiuto della pelle e delle mucose. Bisogna quindi intervenire con la “cura del corpo basica” con un valore di ph 8-8,5, che possiamo facilmente preparare con acqua e bicarbonato di sodio. La depurazione basica del corpo libera la pelle da acidi e tossine nocive, previene le irritazioni cutanee ed ottimizza il naturale equilibrio lipidico della pelle, che viene inoltre tonificata e purificata.



Per la pulizia basica esiste un gran numero di possibilità di applicazioni come i pediluvi, bagni, maniluvi, bendaggi o impacchi. Il sistema più efficace consiste nel fare un bagno completo in vasca, poiché attiva la massima superficie cutanea a disposizione per il drenaggio.



Quindi riempite la vasca con acqua (calda in inverno e fresca d’estate) con tre o quattro cucchiai di bicarbonato di sodio, e immergetevi per un’ora o più. Durante questo bagno, bisogna massaggiarsi la pelle ogni dieci minuti, con una spazzola in fibre naturali, o semplicemente un panno, nella direzione del drenaggio. In questo modo viene stimolata l’irrorazione cutanea, i pori si dilatano e la capacità drenante della pelle aumenta. Il movimento della spazzola va verso la punta dei piedi, delle mani, verso gli incavi delle ascelle e verso la zona genitale. In caso di vene varicose, consiglio, oltre ai bagni, anche l’applicazione di calze di cotone (meglio se lunghe) imbevute in acqua e bicarbonato, poi strizzate e indossate per tutta la notte. Per evitare di avere freddo, applicate sulle calze umide un altro paio di calze di lana asciutte.



Per chi, invece, non ha tempo di fare il bagno, può fare dei pediluvi. I piedi sono considerati dalla medicina naturale i “reni ausiliari”, perché attraverso la pianta dei piedi, molto ricca di pori, vengono espulsi numerosi prodotti finali del metabolismo, acidi e tossine. Sfruttate quindi il tempo in cui vi guardate un film, o leggete un libro, o davanti al PC, per farvi un fantastico pediluvio con acqua e bicarbonato. Riempite una bacinella con dell’acqua tiepida, sciogliete un paio di cucchiai di bicarbonato di sodio e mettete i piedi a bagno.



Proverete da subito gli effetti di questo “alleggerimento”, sia a livello fisico, sentendovi più freschi e leggeri, sia a livello mentale, con una maggior chiarezza di pensiero e di emozioni.



Continua





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http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/index.php?entry=entry081117-113510 www.nonsoloanima.tv Mon, 17 Nov 2008 10:35:10 GMT http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/comments.php?y=08&m=11&entry=entry081117-113510
16.QUESTIONE DI PH http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/index.php?entry=entry081113-112845
Soltanto in questa fascia di valori basici, il sangue può scorrere in modo ottimale, nutrire le cellule e mantenere pulito l’organismo.

Attraverso le nostre abitudini alimentari scorrette e lo stress, accumuliamo acidi e tossine in quantità nocive. Vediamo alcuni dei tipici alimenti eccessivamente acidi nella tabella:



Naturalmente a questi acidi, che assumiamo in forma diretta, dobbiamo sommare ciò che assimiliamo in forma indiretta, come i pesticidi e fertilizzanti chimici usati nell’agricoltura, conservanti e coloranti, metalli pesanti (come mercurio, alluminio, ecc.).

Quando introduciamo questi alimenti e/o siamo stressati, nel corpo si verifica un innalzamento degli acidi.











I nostri organi “emuntori” come i reni, l’intestino, polmoni, pelle e mucose, provvedono ad eliminare gli acidi, al fine di mantenersi “pulito”, ed evitare così, un pericoloso sovraccarico tossinico.

Gli acidi che non sono eliminabili attraverso i nostri organi “emuntori” (a causa, ad esempio, di un eccesso di tossine), vengono neutralizzati dall’organismo con i minerali che vanno a formare sali neutri.

Ma, se a causa di una cattiva alimentazione, non abbiamo minerali a sufficienza, il nostro corpo è costretto a ricorrere alle sue riserve, e cioè: pelle, cuoio capelluto, denti, articolazioni e ossa.

Naturalmente, è facile immaginare le conseguenze dell’impoverimento di sali minerali: se ad esempio, avviene a carico del cuoio capelluto, causiamo la caduta dei capelli; se invece a carico dei denti, le carie; se a carico delle ossa, l’osteoporosi, e così via.

I nostri organi, sono tuttavia in grado di espellere solo una quantità limitata di acidi, tossine e sali neutri, poiché hanno una capacità di eliminazione ben definita. In virtù di un meccanismo di difesa intrinseco, questi limiti non possono essere superati, perché ciò comporterebbe l’erosione, l’intossicazione e la salinizzazione degli organi. Per evitarli il corpo rafforza il suo processo di eliminazione delle tossine attraverso la pelle. Ma, se il grado di concentrazione e aggressività degli acidi e tossine è elevata, la pelle viene irritata in misura eccessiva. I sintomi sono: cattivi odori emanati dal corpo, sudorazione, pustole, acne, eczemi, foruncoli, neurodermite, psoriasi, allergie o ulcere.

Con un ambiente della pelle così acido, si sviluppano le condizioni ideali per la proliferazione di funghi non solo a carico della pelle, ma anche alle unghie, intestinali e vaginali. Questi funghi trovano il loro ambiente adatto con un grado di acidità compreso tra ph 3,5 e ph 5,5. Le infezioni da funghi sono conseguenze e sintomi di un corpo iperacidificato e intossicato.

Ma, se tutti i sistemi di eliminazione sono stati insufficienti a “pulire” l’organismo, per elevata quantità di acidi o in presenza di forte stress, il corpo mette in atto l’ennesimo tentativo: li deposita come scorie.

Le scorie sono l’evoluzione finale delle tossine, che vengono stoccati e parcheggiati, ad esempio sotto forma di cellulite (tossine legate a grassi e acqua). Oppure è il caso della “gotta”, cioè un deposito di calcio urico a seguito di un consumo eccessivo e protratto negli anni di proteine animali. Altri tipi di depositi si possono manifestare come reumatismi, calcoli biliari, renali e vescicali, lipomi, fibromi, ecc.

E seguendo una gerarchia di priorità vitali, il fenomeno dei depositi si verifica dapprima nei tessuti adiposi, poi nei tessuti connettivi e nella muscolatura, in seguito si passa ad ulteriori depositi nelle articolazioni, nelle capsule e nei nervi. Ed infine gli organi, nella vescica, nella cistifellea concludendo nel cuore e cervello.



continua



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http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/index.php?entry=entry081113-112845 www.nonsoloanima.tv Thu, 13 Nov 2008 10:28:45 GMT http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/comments.php?y=08&m=11&entry=entry081113-112845
15. ANCORA LATTE! http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/index.php?entry=entry081107-162836 ciò che arriva sulle nostre tavole in realtà ha poco a che fare con il latte naturale. Oggi alle mucche da latte si danno ormoni, tranquillanti, antiparassitari, antimuffe, antibiotici e penicillina. I loro prodotti sono omogeneizzati, irradiati, conservati, colorati e integrati con vitamine. Ora, se già è innaturale sottrarre il latte ai vitelli per darlo da bere a noi umani, figuriamoci un latte così trattato! Ma come mai continuiamo a bere latte anche dopo lo svezzamento anche se circa il 70% della popolazione mondiale è intollerante al lattosio?



Probabilmente è frutto di una campagna mediatica martellante sulle virtù del latte (virtù per le aziende, s’intende), a cui si aggiungono i consigli dei medici non ancora aggiornati sull’argomento (ormai pochi, per fortuna) con un pizzico dei consigli della nonna (ad esempio, bere latte per fare latte) e qualche luogo comune... ed il cocktail ipnotico è fatto. Proprio così: siamo in uno stato di ipnosi tale per cui non ci rendiamo conto che il latte vaccino (cioè appunto per il “vitellino”) non è adatto alla nostra specie, né ci poniamo delle domande a riguardo.



Credo che la ragione principale sia da ricercare in ciò che rappresenta il latte. Ossia l’attaccamento, il legame madre-bambino. Infatti l’allattamento è un momento di attaccamento e di dipendenza molto stretta tra la madre e il bambino. Attraverso l’intimità e il contatto di questo legame, il bambino riceve nutrimento fisico e psichico. Alle mammelle si imparano le basi della fiducia e della socievolezza. Se da adulti siamo attratti dal latte e ne assumiamo in abbondanza, in realtà non siamo cresciuti completamente, ossia non ci sentiamo in grado di essere completamente “indipendenti”. Molti trovano conforto nei latticini, come ad esempio un bicchiere di latte caldo prima di andare a letto, e questo li fa sentire bene e sicuri di dormire tutta la notte. E’ quasi come “farsi rimboccare la coperte”.



Un maestro orientale aveva notato che una civiltà che dà importanza ai latticini manifesta una visione della vita e una mitologia infantili. Infatti, se ci facciamo caso, nelle civiltà occidentali in cui si mangiano molti latticini, la religione si basa su una relazione con Dio come se fosse tra bambino e genitore: Dio è il padre e noi siamo i figli.

Al suo opposto invece, chi ha una forte reazione di intolleranza al latte, dovrebbe chiedersi se ha qualcosa da risolvere con sua mamma, se c’è stato o è ancora presente qualche conflitto irrisolto.



Da un punto di vista energetico, il latte è espansivo e rilassante, quindi indugiare troppo nell’uso di latticini provoca lentezza sia nelle funzioni fisiche che mentali. In effetti i neonati dopo la poppata si addormentano, e questo si manifesta in modo più moderato anche in noi adulti. E’ un controsenso quindi berlo al mattino. Tuttavia molti sostengono che bere un bel bicchiere di latte al mattino li fa sentire sazi fino all’ora di pranzo. Ma questo purtroppo ha a che fare con la difficoltà di digestione, che causa un leggero gonfiore di pancia (ma tanto siamo abituati e quindi non ci facciamo più caso), che noi confondiamo con senso di sazietà!



Un modo per rendersi conto di questi effetti, è quello di eliminare completamente i latticini dalla dieta per un paio di settimane. Osservate come vi sentite, come pensate e come agite, poi riprendete a mangiare latticini e notate se ci sono dei cambiamenti.



Chi ha deciso si sostituire il latte vaccino non abbia paura perché ci sono dei validi sostituti, come ad esempio tutti i “latti” vegetali: latte di riso, di soia, di mandorla, di avena, di kamut, ecc. In commercio si trovano biologici e di buona qualità anche con combinazioni più gustose come latte riso con malto, mandorla, nocciola, ecc. Usate un po’ di fantasia. Sperimentate anche qualche frullato a colazione, per esempio latte vegetale a scelta frullato con un frutto di stagione, magari con un cucchiaino di malto per dolcificare e volendo potete aggiungerci anche un po’ d’uvetta.



Per chi non sa proprio cosa spalmare sul pane al posto del formaggio, può usare del burro di sesamo (Tahin, tra l’altro ricchissimo di calcio), burro d’arachidi, tofu, un frutto appena frullato (confettura mai stata così fresca!), ecc.



Continua



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http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/index.php?entry=entry081107-162836 www.nonsoloanima.tv Fri, 07 Nov 2008 15:28:36 GMT http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/comments.php?y=08&m=11&entry=entry081107-162836
14.BERE LATTE FA BENE? http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/index.php?entry=entry081104-115404 parto) è l'alimento previsto per la crescita dei cuccioli dei Mammiferi, ed il latte di ogni specie va ad esclusivo beneficio di quella specie; questo è evidente dalla diversa composizione dei vari tipi di latte.

Tra tutti i mammiferi, solo l’uomo (e tra l’altro solo una parte della minoranza bianca) continua ad assumere latte e latticini dopo lo svezzamento. Il latte della mucca serve per alimentare il vitello e non l’essere umano. Infatti un vitello raddoppia il suo peso in sole sei settimane. Per sostenere questa crescita rapida, l’evoluzione ha privilegiato un tipo di latte (quello della mucca, appunto) che contiene circa tre volte le proteine del latte umano. Il “cucciolo d’uomo” invece ha bisogno di un latte completamente diverso. Infatti nei primi sei mesi, nel neonato si sviluppa prevalentemente il sistema che l’aumento di peso. E per nutrire il sistema nervoso occorrono i carboidrati, ed è proprio per questo che in natura si è sviluppato un latte umano con una quantità di carboidrati doppia rispetto al latte vaccino.

Nutrire un bambino con il latte di mucca , di capra o cavalla, non è in armonia con i modelli evolutivi naturali. E’ innaturale tanto quanto vedere un vitello che allatta da una donna!!

Inoltre la proteina del latte, la caseina, è insolubile e di difficile digestione, soprattutto per i neonati. Quindi una buona percentuale del latte assunto viene sprecato. La proteina del latte umano invece è la lattoalbumina, solubile e facilmente digeribile, quindi utilizzabile al 100%. La quantità di grassi nel latte vaccino è uguale al latte umano, ma nel primo si tratta di grassi saturi e di acidi grassi, mentre nel secondo è presente un grasso più emulsionabile.

Ogni tipo di latte produce una reazione diversa di PH che a sua volta influisce sulla digeribilità e sulla qualità del sangue prodotto nel corpo. Il latte vaccino è acido, mentre quello umano è alcalino.



Sappiamo che gli acidi nel nostro corpo vengono neutralizzati attraverso il calcio, quindi, più latte assumiamo più calcio perdiamo. E’ un luogo comune dire che il latte fa bene alle ossa, d’altronde se fosse vero, le signore anziane che bevono tanto latte dovrebbero guarire dall’osteoporosi o per lo meno arrestare il processo di decalcificazione del tessuto osseo, mentre così non accade. Consideriamo ancora un fatto contraddittorio, secondo studi epidemiologici, l’incidenza di osteoporosi è più alta proprio tra le popolazioni che consumano più latte e latticini!

Chiediamoci, ma da dove prendono tutto quel calcio le mucche per avere delle ossa così grandi e forti? Semplicemente mangiando l’erba, proprio come dovremmo fare noi assumendo regolarmente verdure di colore verde scuro.

Tengo a sottolineare, che non è assolutamente dannoso permettersi occasionalmente di bere un po’ di latte o di yogurt o mangiare dei latticini o formaggi, dopo tutto sono prodotti deliziosi. Il problema sorge quando questi prodotti vengono consumati in eccesso, in tal modo possono dar luogo a molteplici disturbi, che vanno dalle reazioni allergiche (il latte vaccino è uno tra gli alimenti che provocano più reazioni allergiche nei bambini), all’arteriosclerosi ed alcuni disturbi vascolari (proprio per la presenza dei grassi saturi nel latte vaccino), o all’artrite (messa inoltre in relazione con lo zucchero e la carne), problemi di accumulo di muco soprattutto nei seni nasali e paranasali, malattie degenerative, come il diabete o alcuni tipi di tumore, (alcuni studi hanno messo in relazione l’abuso di latticini con il tumore al seno). L’elenco continua, ma ho preferito citare solo i disturbi più strettamente legati all’abuso dei latticini, poiché gli altri sono in relazione ad altri eccessi, come la carne, lo zucchero, il fumo, ecc.



continua…

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http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/index.php?entry=entry081104-115404 www.nonsoloanima.tv Tue, 04 Nov 2008 10:54:04 GMT http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/comments.php?y=08&m=11&entry=entry081104-115404
13.DALLA CARNE AI LEGUMI http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/index.php?entry=entry081031-132136 Dalle proteine animali a quelle vegetali



Coloro che in passato si sono nutriti prevalentemente di carne potranno incontrare qualche difficoltà non appena inizieranno una dieta a base di cereali integrali, legumi e verdure. E questo perché il loro sistema digerente è disabituato a compiere il lavoro cui è destinato, cioè tramutare il nutrimento vegetale in sangue e carne. L’assunzione abbondante di carne ha abituato il corpo a compiere le sue funzioni senza cibi vegetali, e quindi ha perso la sua innata abilità a compiere il processo di trasmutazione. Quindi, queste persone è necessario che riducano gradualmente le proteine animali introducendo progressivamente quelle vegetali, per poi arrivare ad assumere solo proteine vegetali, usando invece quelle animali solo in occasioni particolari (Natale, Pasqua, festa particolare, ecc...).



Vediamo quindi quali sono le migliori fonti di proteine vegetali.

Intanto precisiamo subito che non abbiamo bisogno di grandi quantità di proteine. Se l’assunzione di cibi vegetali è variata e congrua con il fabbisogno energetico individuale, le proteine vegetali sono in grado di soddisfare il fabbisogno proteico giornaliero, fornendo da sole quantità adeguate di aminoacidi essenziali. Nell’alimentazione a base di cibi vegetali, inoltre, non è necessaria la simultanea assunzione di proteine complementari, perché il consumo di diverse fonti di aminoacidi nel corso della giornata è in grado di assicurare l’assunzione di tutti gli aminoacidi essenziali in misura adeguata per le persone sane.



I legumi sono una straordinaria fonte di proteine, ancora meglio se assunte insieme ai cereali integrali o alla pasta integrale. Possono anche essere utilizzati in zuppe, in stufati, come purea, crudi germogliati, oppure in forma di farina per preparare ad esempio delle gustose frittate.



I Semi oleaginosi e la frutta secca, sono un’ ottima fonte di proteine vegetali, grassi polinsaturi, minerali e vitamine, come le mandorle, nocciole, noci, noci brasiliane, anacardi, arachidi, pinoli, ma soprattutto semi di sesamo, di girasole, di lino, di zucca, assicurano un consistente apporto di Sali minerali (Calcio e Ferro) alla dieta quotidiana. Ottime sia per colazione che come spuntino, nel muesli o da sole, tritate nelle insalate e nei dolci, sulla pasta, oppure in creme da spalmare.



Il Tofu anche se viene definito”formaggio di soia” non ha niente a che vedere né coi latticini, né come sapore. Ne esistono moltissime varietà, con sapori e consistenze anche molto diversi tra loro. Pochissime varietà sono buone mangiate “al naturale” con semplice olio e sale, ma tutte sono ottime da usarsi in torte salate, stufati, o sformati, perché assumono il gusto degli altri ingredienti della pietanza. Si ottengono ottimi risultati anche con la marinatura, con la frittura e in genere nella preparazione con verdure o legumi. Anche il tofu è un alimento ricco di Proteine.



Il Seitan è un alimento a base di glutine di frumento, iperproteico. Viene venduto in vari formati: affettato per panini, aromatizzato con vari sapori; affumicato; a fette da mettere in padella; “informe” per spezzatini e stufati. Al contrario del tofu, è molto buono anche mangiato al naturale. Il suo aspetto ben si presta a creare delle “imitazioni” della carne, quindi lo troviamo anche in forma di wurstel, di arrosto, di mortadella, ecc.



Insomma avete una grandissima varietà per sostituire le proteine animali in modo sano e gustoso, riservandoli per i momenti di festa (nessun integralismo: ogni tanto ci va – ma solo per una questione di gusto più che di “necessità” per il nostro corpo). Si tratta solo di iniziare, di riorganizzare la lista della spesa, di leggere qualche ricetta diversa dal solito (per qualche indicazione visitate la pagina in alto con “la ricetta della settimana” e quelle che potete trovare nel mio sito) e vedrete che i benefici a livello di salute, di energia, di “pulizia” mentale, di pensiero, e di sensazione di leggerezza non tarderanno ad arrivare!





I prossimi seminari di ALIMENTAZIONE ENERGETICA in Italia



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http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/index.php?entry=entry081031-132136 www.nonsoloanima.tv Fri, 31 Oct 2008 12:21:36 GMT http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/comments.php?y=08&m=10&entry=entry081031-132136
12.LA CARNE http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/index.php?entry=entry081024-135548 costituzione non è adatta a consumarne in modo regolare, come suggeriscono sia la particolare forma della nostra dentatura (4 canini contro 8 incisivi, 8 premolari e 12 molari) sia la lunghezza del tubo digerente. Con l’età, inoltre diminuisce ulteriormente la capacità di digerire la carne, con conseguenze assai poco piacevoli sul nostro organismo, se si insiste ad assumerne in quantità troppo elevate. Gli effetti sono, infatti, putrefazioni intestinali, incrostazioni di grassi e residui azotati sia nelle arterie che nelle articolazioni, un’elevata pressione arteriosa e un aumento della frequenza cardiaca, con conseguente calo graduale della nostra energia fisica. Inoltre la carne acidifica fortemente l’organismo, costringendo le ossa a cedere sali di calcio per ripristinare l’alcalinità originaria. In questo modo il corpo si impoverisce di calcio provocando osteoporosi e carie (malesseri tipici di un'alimentazione in culture industrializzate, dove l’uso della carne non è più riservato al momento di festa del villaggio, ma a un’abitudine giornaliera).

Va preso inoltre atto che attualmente sono poste sul mercato carni “accresciute” con ormoni sintetici, con presenza di antibiotici, coloranti e conservanti, oltre ai pesticidi assorbiti dal bestiame. E’ facile intuire, quindi, che un’alimentazione fondata sul consumo di carne aumenta il rischio di tumore, al punto che un individuo che non fuma ma che consuma carne, riduce solo del 50% tale rischio, anche a causa dell’alta percentuale di grassi saturi presenti nella carne.



Vediamo cosa accade dal punto di vista energetico.



Quando assumiamo cereali, legumi e verdure, il corpo scompone questi elementi per trasformarli prima in sangue e poi muscoli (quindi carne). Quando mangiamo carne invece il processo si inverte, cioè i muscoli diventano sangue… e dato che questo scambio è molto rapido, riceviamo in cambio energie “esplosive”.

Tuttavia queste energie rappresentano un processo di decomposizione anziché di costruzione. Infatti la carne, per essere assimilata, deve essere “decomposta”; poiché questo processo di “decomposizione” è molto rapido, crea un forte stress nell’organismo che ha quindi una necessità impellente di eliminare le scorie (bisogna ricordare sempre che quando si mangia carne, si mangia tutto sommato un cadavere in decomposizione: il corpo quindi cerca di “bruciare” in fretta la materia “morta”). Abbiamo quindi sì energia, ma non si produce sangue di buona qualità. Il processo è troppo rapido.

La carne inoltre ha un forte potere energetico contrattivo, il che provoca una tensione e un irrigidimento nel corpo, che si traduce quindi in un atteggiamento chiuso, teso, “abbottonato”. Le persone che esprimono questa energia contratta hanno paura di perdere il controllo, cercano sempre di controllare tutto e tutti: se stesse, gli altri, le situazioni. Tendono ad essere inflessibili e materialiste.

Naturalmente quanta più carne si assume, tanto più accentuato sarà l’atteggiamento che ho esposto, soprattutto se non si tenta di bilanciare la carne con abbondanti quantità di verdura.



Se si vuole quindi essere sicuri di ingerire la giusta quantità di proteine “nobili” e si vogliono eliminare tutti gli spiacevoli effetti collaterali sopra esposti, è perfetto mangiare legumi associati a cereali. In questo modo saranno presenti tutti gli amminoacidi necessari per considerare la proteina del legume una proteina “nobile”, riservando carne e pesce non più alla quotidianità ma ad eventi di festa od occasioni importanti.



continua

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http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/index.php?entry=entry081024-135548 www.nonsoloanima.tv Fri, 24 Oct 2008 11:55:48 GMT http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/comments.php?y=08&m=10&entry=entry081024-135548
11. IL MITO DELLO ZUCCHERO - PARTE II http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/index.php?entry=entry081016-152755 forma di dipendenza, come avviene con la droga.



Ciò è causato dal rapido e violento assorbimento dello zucchero nel sangue che fa salire la glicemia. Di fronte a tale improvvisa salita, il pancreas risponde immettendo insulina nel sangue e ciò provoca una brusca discesa del tasso glicemico detta "crisi ipoglicemica", caratterizzata da uno stato di malessere e bisogno di mangiare altro zucchero per sentirsi di nuovo “su di tono”... Come accade ad esempio dopo aver fatto una colazione con cornetto e cappuccino: ci ritroviamo dopo un’ora o poco più con un “buco nello stomaco”.



Se quindi si riprende un dolce per tirarsi su, si produce ancora più insulina e, dopo un aumento iniziale, il livello di zucchero scende a livelli ancora più bassi: in questa situazione, si avverte maggiormente un senso di stress e di fame. E il ciclo si ripete, instaurando così il circolo vizioso dello stress da zucchero, con tutte le sue caratteristiche di assuefazione. Insomma, vale il detto famoso “un dolce tira l’altro”... La conseguenza di questa caduta degli zuccheri è l'immissione in circolo, da parte dell'organismo, di altri ormoni atti a far risalire la glicemia, tra cui l'adrenalina (che è l'ormone dell'aggressività, della difesa, della tensione). Si può ben comprendere come questi continui "stress" ormonali, con i loro risvolti psicofisici, determinano un esaurimento delle energie vitali con l'indebolimento nel lungo termine di tutto l'organismo.



Lo zucchero inoltre, è energeticamente molto espansivo, e quindi tende a portare l’energia verso l’alto, creando disorientamento e scarsa concentrazione, oltre a provocare stati altalenanti d’umore... questo lo sanno molto bene le donne che mangiano troppo zucchero, con i loro cambi repentini emotivi!



E’ stato stimato che in media consumiamo più di 60 chili di zucchero all'anno. Lo zucchero si trova in quasi tutti i cibi industriali, perfino in quelli non dolci, come le zuppe, i cereali per la prima colazione, il pane bianco, la maionese, la salsa per l'insalata, tutti i cibi in scatola (verdure, legumi, ecc.), molti "cibi per la salute", le sigarette, certi formaggi, la birra, alimenti per bambini, in moltissime medicine e perfino in alcuni dentifrici! Si è calcolato che circa il 70% dello zucchero consumato non viene preso in forma diretta, ma nascosto nei cibi e nelle bevande industriali e innaturali che fanno parte della nostra alimentazione. Anche se pensiamo di non mangiare molto zucchero, in realtà non ci rendiamo conto che ne mangiano una grande quantità senza accorgercene, contenuta dentro a tanti alimenti che usiamo tutti i giorni... Provate a dare uno sguardo agli ingredienti di tutti i cibi in scatola nei supermercati: ne rimarrete stupiti!



Come facciamo allora a trovare un sostituto dello zucchero? Aspartame e sostituti chimici sono peggio dello zucchero... meglio evitare! Meglio usare il malto di cereali. Ce ne sono di diversi tipi: malto di grano, di riso, d’orzo, di mais oppure lo sciroppo d’acero, la melassa, il miele e più occasionalmente la pasta di zucchero grezzo.



Si deve anche considerare che un uso occasionale di zucchero raffinato non ha mai ucciso nessuno! Ma notate il termine “occasionale” però, perché se una piccola quantità oggi mi fa desiderare (e assumere) una piccola quantità domani, si rientra presto nel circolo vizioso della dipendenza descritto sopra. Lo zucchero diventa pericoloso quando lo si assume quotidianamente, per esempio prendendo un dessert o un cioccolatino dopo mangiato... si dovrebbe pertanto cercare innanzitutto di ridurne il consumo, in modo lento e graduale (poiché l’eliminazione improvvisa potrebbe creare crisi d’astinenza) fino a non ingerirne praticamente mai. Ricordate che il semplice gesto di eliminare lo zucchero migliorerà la qualità della vita, proteggerà la vostra salute e quella dei vostri figli.



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http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/index.php?entry=entry081016-152755 www.nonsoloanima.tv Thu, 16 Oct 2008 13:27:55 GMT http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/comments.php?y=08&m=10&entry=entry081016-152755
10.IL MITO DELLO ZUCCHERO - PARTE I http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/index.php?entry=entry081014-165955 Gli zuccheri o carboidrati sono alimenti fondamentali della nostra dieta, poiché rappresentano la fonte primaria per la produzione di energia che serve a far funzionare il nostro organismo.



Attenzione però a non confondere gli zuccheri con lo “zucchero”, perché è vero che si tratta di carboidrati, ma energeticamente hanno effetti opposti.

Il termine “CARBOIDRATO” indica una vasta varietà di cibi che però non producono tutti gli stessi effetti: per esempio quando mangiamo cereali interi. Essi vengono scissi in zuccheri semplici ad una velocità che permette facilmente al corpo di assorbirli e metabolizzarli. La frutta invece viene scissa più velocemente e il suo zucchero è pronto prima.



Grandi quantità di frutta e di succhi di frutta possono causare eccessi e squilibri nel livello di zucchero, insieme a fluttuazioni di umore e instabilità emotiva.




II carboidrato che sconvolge di più il nostro corpo e il comportamento è lo zucchero. Quando si mangia zucchero (bianco o anche scuro), c'è un effetto di immediata disorganizzazione in tutto il corpo. Infatti il livello di zucchero nel sangue sale rapidamente e poi si abbassa velocemente di molto, provocando come è facile intuire effetti diretti e immediati nel sistema nervoso, nel sistema ormonale, endocrino e nel comportamento. Se poi si mangia zucchero spesso e/o per lungo tempo, tutti e tre questi sistemi si ammalano cronicamente.



Ma come si produce lo zucchero? Lo zucchero è il risultato di un complesso processo di depurazione che parte dall’immersione della barbabietola (o della canna) in un solvente e acqua a 70°C per ottenere un sugo zuccherino ricco però di sostanze dannose (sali organici, basi azotate, composti fosforati ecc.). Si procede poi con l’utilizzo della calce viva per assorbire le sostanze dannose, e si manda una corrente di anidride carbonica per rendere questo sugo facilmente filtrabile. Successivamente viene aggiunta anidride solforosa, ed infine si sottopone questo sugo ad una cottura a 80° C; una volta cristallizzato si centrifuga e si raffina aggiungendo carbone attivo.



Ora, anche se i produttori di zucchero giurano che nel prodotto finale non rimarrà alcuna traccia di queste sostanze altamente dannose usate per la depurazione, purtroppo di tutte le sostanze vitali, vitamine, sali minerali presenti nella barbabietola o nella canna da zucchero che sono state il punto di partenza, non è rimasto assolutamente nulla.



Purtroppo questo carboidrato, ormai diventato “vuoto”, per poter essere assimilato e digerito (non avendo più nulla di naturale), sottrae al nostro corpo vitamine e sali minerali (in particolare il Calcio e il Cromo) per ricostituire almeno in parte quell'armonia di elementi distrutta dalla raffinazione. Inoltre sappiamo che lo zucchero acidifica fortemente il nostro organismo, il che costringe le nostre ossa a cedere ulteriori sali di calcio per ristabilire l’alcalinità tipica del nostro sistema.



Le conseguenze più evidenti di tale processo sono la PERDITA DI CALCIO, nei denti e nelle ossa, con l'indebolimento dello scheletro e della dentatura, favorendo una conseguente comparsa di malattie ossee (artrite, artrosi, osteoporosi, ecc.) e di carie dentarie che affliggono gran parte della civiltà occidentale.



A livello intestinale, invece, provoca processi fermentativi con produzione di gas, tensione addominale e l'alterazione della flora batterica con tutte le conseguenze che ciò comporta (candida, coliti, stipsi, diarree, formazione e assorbimento di sostanze tossiche, ecc...) ... Avrete certamente notato il fastidioso senso di gonfiore e pesantezza che si avverte dopo aver mangiato dolci elaborati, ricchi di zucchero!



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http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/index.php?entry=entry081014-165955 www.nonsoloanima.tv Tue, 14 Oct 2008 14:59:55 GMT http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/comments.php?y=08&m=10&entry=entry081014-165955
9.PRINCIPI PER UNA SANA ALIMENTAZIONE - PARTE II http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/index.php?entry=entry081009-155503 Alimenti Proteici Vegetali

Alimenti come il Tofu (caglio di fagioli di soia), il Seitan (a base di glutine di grano), il Tempeh (a base di soia fermentata), tipici della tradizione orientale rappresentano un modo efficiente e pratico di assumere proteine ad alto valore biologico non legate a grassi saturi. Questi alimenti non sono fondamentali, ma per dare varietà al menù si possono usare 1-2 volte la settimana, in sostituzione delle proteine animali, e possono essere cucinati sia da soli che in combinazione con verdure o zuppe, per la preparazione di sughi per pasta o come ripieni, ecc.



Cibo di origine animale

Privilegiate il pesce rispetto agli altri alimenti di origine animale. Pesci a carne magra (merluzzo, sogliola e simili) possono essere alternati a quelli a carne più grassa (salmone, tonno) ed ai molluschi, fornendo un’integrazione alle proteine da fonti vegetali. Pesce, e soprattutto molluschi, sono anche ottime fonti di vit. B12, altrimenti rara negli alimenti vegetali, perciò il loro consumo non deve essere trascurato, specialmente da parte di bambini e donne in gravidanza. Secondo le necessità individuali, carni bianche (pollo, tacchino, coniglio) o uova possono essere occasionalmente consumate, così come lo yogurt.

Ma, il loro uso non deve superare una o al massimo due volte a settimana.



Alghe Marine

Le alghe marine non appartengono alla nostra cultura, ma sono fonte eccellente di sali minerali (Calcio, Ferro, Iodio) ed oligoelementi, e anche proteine e vitamine (compreso vit. B12). Se ne può usare una piccola quantità aggiunta in cottura ai legumi (ne rendono più veloce la cottura e ne facilitano la digestione) o nelle minestre, oppure come ingrediente per la preparazione di insalate, apportano enormi benefici nutrizionali.



Semi Oleaginosi e Frutta Secca

Le mandorle, nocciole, noci, semi di sesamo e girasole, ecc., sono un’ottima fonte di proteine vegetali e grassi polinsaturi, assicurano anche un consistente apporto di sali minerali (Calcio e Ferro) alla dieta quotidiana. Da usare come spuntino, anche quotidianamente, oppure nella preparazione di insalate o dessert.



Frutta di Stagione

Tutta la frutta di stagione ed originaria del nostro clima può essere consumata, ma con moderazione e preferibilmente lontano dai pasti per non interferire con il normale processo della digestione, oppure insieme a dolcificanti naturali, per preparare dessert. Per quanto riguarda la frutta di origine tropicale (banane, avocado, ananas, ecc.), è meglio consumarla solo occasionalmente per il loro alto potere espansivo.



Dolcificanti naturali

I dolcificanti più indicati per l’uso quotidiano sono il Malto di Grano, di Riso, di Mais, d’Orzo, la Melassa. In aggiunta si possono usare il Miele e lo sciroppo d’Acero, ma in modo più occasionale. Da evitare lo zucchero e tutti gli alimenti ed i prodotti che lo contengono: dolci, gelati, caramelle, bibite zuccherate, ecc.



Alimenti Fermentati

Rinforzano la flora batterica intestinale, migliorando l’assimilazione degli alimenti e la risposta immunitaria a livello dell’intestino. Il più importante è il Miso, un condimento a base di soia fermentata che si utilizza principalmente al posto del dado da brodo per preparare zuppe. Altri alimenti fermentati: Salsa di Soia tradizionale (Shoyu e Tamari), crauti, insalatini (verdure fermentate).



Condimenti

L’olio d’Oliva, spremuto a freddo per conservare tutte le proprietà nutrizionali, è il principale condimento grasso da utilizzare. Più occasionalmente invece si possono usare oli di semi (Girasole, Sesamo). Per quanto riguarda il sale, si preferisce il sale marino integrale, che, a differenza di quello raffinato, fornisce all’organismo una vasta gamma di oligoelementi. Aceto di Riso o talvolta di Mele sono da preferire a quello di vino, per il loro minore grado di acidità.







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http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/index.php?entry=entry081009-155503 www.nonsoloanima.tv Thu, 09 Oct 2008 13:55:03 GMT http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/comments.php?y=08&m=10&entry=entry081009-155503
8.PRINCIPI PER UNA SANA ALIMENTAZIONE http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/index.php?entry=entry081006-162004 flessibile e completo. E’ simile all’alimentazione mediterranea tradizionale, dalla quale si differenzia comunque solo per l’aggiunta di alcuni alimenti provenienti da altre culture che sono particolarmente adatti ai bisogni nutrizionali delle persone che vivono una vita moderna in una società industrializzata, e per la speciale attenzione portata agli adattamenti alimentari in funzione dell’integrazione dell’individuo con il suo ambiente (clima, attività svolta, variazioni stagionali, età, costituzione e condizione fisica dei soggetti).

Questo tipo di alimentazione privilegia alimenti in larga prevalenza di origine vegetale, di stagione e adatti al nostro clima, integrati da piccole quantità di cibo animale povero di grassi saturi. Carni rosse, latticini, cibi sintetici e raffinati, zucchero, sono generalmente evitati, salvo condizioni di effettiva necessità, ma lo schema generale può essere adattato ai fabbisogni di persone molto diverse tra loro per costituzione, condizione ed attività.



Cereali integrali

In linea generale, tutti i cereali integrali vanno bene. Naturalmente tra questi sono da preferire il riso integrale e la pasta integrale, ma altri cereali particolarmente consigliabili sono il Miglio, l’Orzo perlato, il Cous Cous, oppure altri cereali meno comuni quali l’Avena, o la Quinoa, il Grano Saraceno e molti altri. Tendenzialmente bisognerebbe mangiarli almeno una volta al giorno, da solo o meglio insieme al legume o verdura nel piatto unico. L’ ideale sarebbe preparare a pranzo, il cereale preferito condito con verdure (es. riso con cipolle e carote, pasta con broccoli, ecc.); e a cena, cereale con legumi (es. Pasta e ceci, Pasta e fagioli, Riso e lenticchie, Riso e piselli, Polenta e fagioli, ecc..). Usando tutte le combinazioni possibili.

Ai tradizionali legumi (ceci, fagioli, lenticchie, piselli, fave) vanno aggiunti i fagioli di soia e i fagioli Azuki.

Bisogna consumare in minore quantità i prodotti da forno quali il pane, i biscotti e le pizze anche se integrali, e limitare il consumo dei cereali raffinati.



Verdure di stagione

Ogni stagione produce le verdure che più sono adatte ad equilibrare l’organismo con l’ambiente circostante. Perciò, in linea generale, tutte le verdure di stagione possono essere consumate.

Le solanacee (patate, pomodori, melanzane, peperoni) che contengono sostanze potenzialmente controindicate (es. acido ossalico, amidi a forte effetto iperglicemizzante, ecc.) andrebbero tuttavia consumate in modo più occasionale. Verdure specialmente consigliate sono quelle a foglia verde consistente (broccoli, cime di rapa, cavolo riccio, ecc.) particolarmente ricche di Calcio e Ferro, e tutte le verdure di uso tradizionale quali carote, cipolle, cavolo, rape, ravanelli, porri, fagiolini, ecc., compreso le insalate.

Consigliabili anche i germogli (di cereali, legumi o verdure), ricchissimi in vitamine, enzimi ed antiossidanti naturali. Durante l’inverno le verdure saranno consumate prevalentemente cotte, durante l’estate si consumeranno più insalate, in accordo con le naturali richieste dell’organismo.



Legumi

Sono la più importante fonte di proteine per i popoli che vivono in climi temperati e possono essere consumati cotti in combinazione con i cereali, o in piatti di contorno. Quantità anche modeste di ceci, lenticchie, fagioli, fagioli di soia, completano il profilo nutrizionale delle proteine dei cereali, riducendo in modo netto il fabbisogno di cibo animale.



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http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/index.php?entry=entry081006-162004 www.nonsoloanima.tv Mon, 06 Oct 2008 14:20:04 GMT http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/comments.php?y=08&m=10&entry=entry081006-162004
7.L'ENERGIA DEI CIBI - PARTE II http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/index.php?entry=entry081003-113437 clorofilla, mentre quello che caratterizza gli animali è il rosso, colore dell’emoglobina. Le strutture chimiche della clorofilla e dell’emoglobina sono simili, però nella clorofilla è presente il magnesio e nell’emoglobina il ferro.



Sebbene le specie vegetali siano più espansive di quelle animali e le specie animali siano più contrattive di quelle vegetali, nell’ambito della stessa specie le caratteristiche espansive e contrattive presentano vari gradi. Comunque come orientamento generale vale quanto segue: nelle stagioni e nelle regioni calde è bene consumare più vegetali che in quelle fredde, e possibilmente vegetali più marcatamente espansivi; viceversa nelle stagioni e nelle regioni fredde è bene consumare vegetali di qualità prevalentemente contrattiva. I vegetali prevalentemente espansivi espandono la mente e il corpo, rallentano il metabolismo e abbassano la temperatura corporea, mentre i vegetali prevalentemente contrattivi restringono la mente e il corpo, attivano il metabolismo e alzano la temperatura corporea. Tuttavia i cibi fortemente espansivi o fortemente contrattivi possono provocare effetti opposti. Per esempio alcuni cibi marcatamente espansivi - come spezie, alcune piante, bevande aromatiche o alcoliche - attivano transitoriamente il metabolismo e alzano la temperatura corporea, mentre alcune radici marcatamente contrattive, in particolare quelle cotte con molto sale o altri aromatizzanti, possono transitoriamente rallentare il metabolismo e abbassare la temperatura corporea.



In sostanza fra i cibi animali è bene dare la preferenza a quelli meno contrattivi - come pesce, molluschi e crostacei - ed è più sicuro consumarli insieme a vegetali per creare una maggiore armonia.



Chi conosce l’ordine naturale può classificare i cibi sia in base all’energia espansiva o contrattiva, sia raggruppandoli in categorie (vedi fig. a lato). Il sedano - poiché si sviluppa nelle stagioni e nei climi caldi, cresce rapidamente, è fragile e ricco di acqua, ha odore e sapore forti, cuoce rapidamente ed è verde chiaro - ha molte caratteristiche espansive. Mentre la carota - poiché è più dura e compatta, cresce più lentamente e continua a crescere nella stagione fredda, è di colore arancione, ha sapore e odore delicati, è meno ricca di acqua e cuoce più lentamente – è una delle più contrattive tra il regno vegetale.



Il frumento, così come tutti gli altri cereali - poiché i loro chicchi sono molto piccoli e molto compatti - può svilupparsi anche nelle regioni a clima molto freddo, matura lentamente, è duro e poco succoso, è brunastro, ha odore e sapore molto delicati, potremmo definirli cibi intermedi o equilibrati.



Fra i crostacei: il gamberetto - poiché è piccolo, rosso o rosa, si muove rapidamente e contiene molti minerali e pochi grassi - può essere associato ai crostacei relati¬vamente più contrattivi. Invece la carpa - poiché è grande, morbida, grassa, si muove lentamente e vive nelle correnti calde - è relativamente più espansiva. La trota - poiché vive nei torrenti di montagna, nelle acque fredde, si muove più rapidamente, è dura e compatta e poco grassa - è più contrattiva della carpa. Con gli stessi criteri possiamo noi stessi valutare le qualità espansive o contrattive di tutti i cibi.



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http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/index.php?entry=entry081003-113437 www.nonsoloanima.tv Fri, 03 Oct 2008 09:34:37 GMT http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/comments.php?y=08&m=10&entry=entry081003-113437
6.L'ENERGIA DEI CIBI - PARTE I http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/index.php?entry=entry081001-172126 Alimentarsi significa evolvere. Le varie specie si trasformano l’una nell’altra attraverso l’alimentazione. Mangiare significa fare proprio l’ambiente nella sua totalità: assorbire la luce del sole, il suolo, l’acqua, l’aria. Per mettere a punto una dieta equilibrata è essenziale classificare i cibi in espansivi (yin) e contrattivi (yang). Possiamo capire se un dato cibo è prevalentemente espansivo o prevalentemente contrattivo attraverso la loro struttura o vari fattori concernenti la crescita.



Naturalmente prenderemo in considerazione solo le caratteristiche prevalenti, poiché tutti i cibi possiedono qualità sia contrattive che espansive. E’ soprattutto l’osservazione del ciclo stagionale della crescita dei vegetali commestibili a consentire di ordinare correttamente i cibi. Durante l’inverno l’aria è fredda e l’energia atmosferica insieme a quella della pianta scende nell’apparato radicale. La linfa si condensa nelle ra¬dici e le foglie perdono il loro colore e muoiono. Le piante commestibili che crescono nel tardo autunno e d’inverno sono meno succose e avvizziscono meno rapidamente di quelle che crescono in primavera. Sono la carota, la pastinaca, il cavolo, ecc. Durante la primavera e all’inizio dell’estate l’energia della pianta insieme a quella atmosferica sale, e a mano a mano che l’aria si riscalda spuntano le foglie. Queste piante hanno una natura prevalentemente espansiva. Sono più succose, appassiscono più rapidamente ed esercitano un effetto rinfrescante, necessario nei mesi caldi. Nella tarda estate l’energia della pianta raggiunge la parte della pianta più lontana dalle radici, e maturano i frut¬ti, che sono particolarmente succosi e molto distanti dal suolo.



Il ciclo delle stagioni evidenzia il parallelismo fra l’alternarsi delle energie di espansione e contrazione e quello che caratterizza le varie parti del mondo. Gli alimenti originari delle zone calde e tropicali, sono prevalentemente espansivi; mentre quelli originari delle zone fredde sono prevalentemente contrattivi. In effetti, in estate, siamo naturalmente attratti da frutta e verdura, proprio perché ne ricerchiamo la loro natura di espansione e di dispersione del calore.



La natura non lascia nulla al caso, durante l’estate il nostro corpo è sottoposto continuamente sotto l’influsso del calore, che è un’energia contrattiva, il modo più semplice per equilibrarsi sarà quella di mangiare cibi che contengono la polarità opposta, quindi frutta dolce e succosa e verdura, proprio quel tipo di cibo che abbonda nella stagione estiva.



Nella pratica quotidiana è necessario saper distinguere le caratteristiche e le qualità dei cibi sia animali che vegetali e sapere in quali quantità essi vanno consumati. Salvo qualche eccezione di poco conto, la maggior parte dei vegetali sono più espansivi della maggior parte dei cibi animali per i seguenti motivi: mentre le specie vegetali hanno una forma espansa, una struttura nella quale la parte più voluminosa va dal suolo verso il cielo oppure si estende in larghezza a livello del suolo, le specie animali presentano generalmente unità compatte e separate. Mentre i vegetali hanno rami e foglie che crescono verso l’esterno, i corpi animali si sviluppano prevalentemente verso l’interno, sotto forma di cellule e organi compatti.



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http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/index.php?entry=entry081001-172126 www.nonsoloanima.tv Wed, 01 Oct 2008 15:21:26 GMT http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/comments.php?y=08&m=10&entry=entry081001-172126
5.ENERGIA DEL CIBO DA ORIENTE A OCCIDENTE - PARTE II http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/index.php?entry=entry080929-123108 L’uomo può dirsi in perfetta salute quando nel suo organismo i vari elementi si combinano in maniera equilibrata e bilanciata, se uno di essi prevale sull’altro, o per uno stato occasionale di malattia, o per l’età (gli anziani sono più “freddi e secchi” e quindi yang mentre i giovani sono più “caldi e umidi” cioè yin) o per il clima e l’ambiente in cui si trova a vivere, o per l’attività che svolge, è indispensabile ripristinare l’equilibrio con opportuni accorgimenti, primo fra tutti il controllo dell’alimentazione. Per esempio chi è affetto da una malattia che lo rende troppo “umido” deve preferire alimenti di natura “secca”, e viceversa.



L’individuo in salute, invece, deve consumare cibi equilibrati o come Galeno li definisce, “temperati”. Proprio qui entra in campo la cucina, intesa come arte della manipolazione e della combinazione, dato che in natura non esistono alimenti perfettamente equilibrati. Si rende pertanto necessario un intervento per correggere le qualità naturali del prodotto (classificate secondo una tavola di intensità). Se un certo alimento è sbilanciato dalla parte del “caldo” (cioè è troppo yang o contrattivo) bisognerà modificarlo nel senso del “freddo” (Yin o espansivo), oppure accompagnarlo con alimenti “freddi”, secondo due linee di intervento: tecnica di cottura o modalità di abbinamento fra i cibi.



In questa ottica si spiegano le indicazioni su come cuocere gli alimenti, ad esempio, se le carni sono troppo "umide", bisognerà prosciugarle o arrostirle. Se invece sono troppo secche sarà preferibile accompagnarle con tanta verdura o ancora meglio aggiungendo dell’acqua, ossia bollirle. Consuetudini divenute poi proverbiali: "gallina vecchia fa buon brodo".

Secondo Galeno la frutta era da considerarsi pericolosamente "fredda", meglio mangiarla in estate per rinfrescarsi. Ma volendo mangiarla in inverno, si poteva bilanciare l’eccesso di freddo della frutta con qualche cibo secco o ancora meglio salato. Da dove derivano secondo voi le ricette, il formaggio con le pere o il prosciutto con il melone?!…..



Queste indicazioni alimentari sono rimaste vive fino a tutto il XVII secolo. Dall’inizio del XVIII secolo, la scienza dietetica comincia a parlare un linguaggio diverso, fondato sull’analisi chimica piuttosto che sull’osservazione fisica. La nuova dietetica ha introdotto concetti, formule, calcoli matematici distaccandosi totalmente dall’antica sapienza senza purtroppo tentarne un’integrazione.



Quindi la radice ultima del discorso shintoista e taoista e quindi delle intuizioni eraclitee, hegeliane e successivamente di Ippocrate e Galeno, hanno radici estremamente lontane ma la loro coincidenza è assolutamente straordinaria.



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http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/index.php?entry=entry080929-123108 www.nonsoloanima.tv Mon, 29 Sep 2008 10:31:08 GMT http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/comments.php?y=08&m=09&entry=entry080929-123108
4. ENERGIA DEL CIBO DA ORIENTE A OCCIDENTE - PARTE 1 http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/index.php?entry=entry080926-162808 Facendo riferimento agli articoli precedenti, è facile pensare che il concetto di Yin e Yang faccia parte solo della cultura orientale, quindi troppo lontana dal nostro modo di pensare. In più siamo influenzati dalle mode recenti per tutto ciò che è cinese, giapponese, indiano... insomma più lontano è... meglio è!



Sì, è vero i livelli di intuizione dei popoli orientali hanno sicuramente anticipato i tempi rispetto ai nostri. Ma nella storia della filosofia occidentale, dobbiamo sottolineare la presenza di molti filosofi che per la prima volta parlano della presenza di energia e di dualità. Come Eraclito, il filosofo dell’eterno divenire, con i suoi scritti sul mutamento universale: “Le cose fredde si riscaldano, il caldo si raffredda, l’umido si secca, ciò che è arido si inumidisce... La stessa cosa sono il vivente e il morto, lo sveglio e il dormiente, il giovane e il vecchio: questi, infatti, mutando sono quelli e quelli di nuovo mutando sono questi...”



E’ molto interessante notare che quello che si attribuisce a Eraclito lo ritroviamo esattamente nel pensiero orientale. In Europa hanno continuato ad incrementare la concezione dell’Universo altri pensatori, come Friedrich Hegel, il quale sosteneva che gli eventi umani mostrano un’evoluzione che inizia da una fase di unità o aggregazione, yang, definita thesis, e si conclude con una fase di separazione o disunione, Yin, chiamata antithesis, e continua su un piano superiore con la reintegrazione o synthesis.



Anche nella psicoanalisi, secondo Freud, le due energie di base sono libido e thanatos, l’istinto di vita e l’istinto di morte. Freud distingue inoltre la personalità dell’uomo in id, ego e superego. Thanatos e id possiamo farli corrispondere all’energia di espansione o yin, libido e superego all’energia di contrazione o yang, l’ego invece rappresenta l’equilibrio fra le due.



La testimonianza più importante ci arriva dal medico-filosofo romano Galeno vissuto nel I secolo d.C., poiché introduce il concetto di energia collegata al cibo. La medicina premoderna viene spesso definita “Galenica”, proprio in suo omaggio. Galeno riprende e sviluppa gli insegnamenti di Ippocrate, che si fonda sul principio fondamentale, da cui deriva la maggior parte delle cure del corpo: ogni essere vivente – uomini, animali, piante – possiede una sua particolare “natura” dovuta alla combinazione di quattro fattori, abbinati a due a due, caldo-freddo, secco-umido. A loro volta, questi derivano dalla combinazione dei quattro elementi che costituiscono l’Universo, che sono, il fuoco, l’aria, la terra, l’acqua.



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http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/index.php?entry=entry080926-162808 www.nonsoloanima.tv Fri, 26 Sep 2008 14:28:08 GMT http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/comments.php?y=08&m=09&entry=entry080926-162808
3. LA LEGGE DELL'UNIVERSO - PARTE III http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/index.php?entry=entry080925-125118 ALTERNANZA DI YIN E YANG



Queste due tendenze non sono distinte l’una dall’altra, coesistendo sotto forme diverse. L’interscambio continuo fra yin e yang anima tutto l’universo e rappresenta il pulsare della vita; in questa danza infinita dell’energia e della materia sono stati riscontrati alcuni movimenti ricorrenti e perciò prevedibili. Lo studio di tali «modelli del divenire» è alla base del testo cinese "I Ching" e di tutta la filosofia dell’Estremo Oriente.



L’attività è yang, la passività è yin. Questo principio è ben esemplificato dal calore in opposizione al freddo ed alla passività della luna. Il sole, il giorno, il caldo, l’estate, sono detti yang, mentre la luna, la notte, il freddo e l’inverno sono detti yin. L’attività di yin e yang condiziona l’uomo nella sua essenza più profonda. Quando fa freddo (attività yin), l’uomo accende il fuoco (attività yang) per scaldarsi. Quando il caldo (yang) aumenta, va in cerca d’acqua (yin) per rinfrescarsi.



Questo alternarsi può essere dimostrato in tanti modi: ad esempio mangiando una fetta di melone, ci accorgiamo subito dell’energia prodotta: dato che il melone è un frutto molto yin, non appena ingerito comincerà a manifestare la sua energia di espansione, creando così il gonfiore di pancia. Ma se abbiniamo al melone una fetta di prosciutto, che è yang, non avremo più quella sensazione, poiché avremo ricreato l’equilibrio.



I cibi e le bevande, a seconda delle loro capacità di produrre l’una o l’altra delle funzioni di espansione (yin) o contrazione (yang) e attraverso la stimolazione di alcuni organi del corpo o la facilitazione di alcune funzioni, possono essere classificati secondo yin o yang.



Un cibo o una bevanda di qualità yin produce delle funzioni e delle strutture fisiche yin; mentre un cibo o una bevanda di qualità Yang produce delle funzioni e delle strutture fisiche yang. Applicando questa filosofia riusciamo a capire che la salute della mente e quella del corpo non sono altro che delle funzioni complementari di un unico processo.

La funzione yang garantisce il mantenimento della nostra integrità biologica, mentre la funzione yin il mantenimento delle capacità psichiche.



La salute vera consiste proprio nell’equilibrio dinamico di entrambe funzioni.



Quando corpo e mente interagiscono armoniosamente, le energie yin e yang (e di conseguenza noi), siamo in equilibrio permettendoci di ammirare la nostra consapevolezza spirituale e le nostre capacità intuitive.



Attenzione però a non considerare Yin e Yang come elementi separati e distinti. Non è possibile capire l’ordine della natura soltanto attraverso l’analisi e la separazione dei fenomeni. Si può soltanto sperimentare direttamente, mettendo la nostra vita quotidiana al ritmo dei cicli naturali, adattandoci cioè ai mutamenti ambientali e imparando dalle nostre semplici azioni.

In seguito, per comodità e facilità di comprensione, userò il termine “espansivo” per riferirmi all’energia yin, “contrattivo” per l’energia yang.



continua



LA LEGGE DELL'UNIVERSO



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http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/index.php?entry=entry080925-125118 www.nonsoloanima.tv Thu, 25 Sep 2008 10:51:18 GMT http://www.nonsoloanima.tv/pezzulla-cuoghi/comments.php?y=08&m=09&entry=entry080925-125118