ALIMENTAZIONE ENERGETICA

“L’Alimentazione Energetica” considera l’individuo nella sua totalità insieme all’ambiente in cui vive, poiché quello che conta è la sintesi, non l’analisi.

Qui, l’alimentazione è intesa come reciproco scambio fra l’uomo e gli elementi vitali di cui si nutre, considera la dieta come una potente “medicina” preventiva e mira al duraturo ristabilimento dell’equilibrio globale.

Golia Vincenzo Pezzulla







15. ANCORA LATTE! 
Ciò che ho esposto nell’articolo precedente riguarda il latte vaccino appena munto, idealmente da mucche che pascolano liberamente in armonia con le leggi della natura. Abbiamo detto che non è un alimento ideale per l’essere umano. Non abbiamo ancora visto, invece, che ciò che arriva sulle nostre tavole in realtà ha poco a che fare con il latte naturale. Oggi alle mucche da latte si danno ormoni, tranquillanti, antiparassitari, antimuffe, antibiotici e penicillina. I loro prodotti sono omogeneizzati, irradiati, conservati, colorati e integrati con vitamine. Ora, se già è innaturale sottrarre il latte ai vitelli per darlo da bere a noi umani, figuriamoci un latte così trattato! Ma come mai continuiamo a bere latte anche dopo lo svezzamento anche se circa il 70% della popolazione mondiale è intollerante al lattosio?



Probabilmente è frutto di una campagna mediatica martellante sulle virtù del latte (virtù per le aziende, s’intende), a cui si aggiungono i consigli dei medici non ancora aggiornati sull’argomento (ormai pochi, per fortuna) con un pizzico dei consigli della nonna (ad esempio, bere latte per fare latte) e qualche luogo comune... ed il cocktail ipnotico è fatto. Proprio così: siamo in uno stato di ipnosi tale per cui non ci rendiamo conto che il latte vaccino (cioè appunto per il “vitellino”) non è adatto alla nostra specie, né ci poniamo delle domande a riguardo.



Credo che la ragione principale sia da ricercare in ciò che rappresenta il latte. Ossia l’attaccamento, il legame madre-bambino. Infatti l’allattamento è un momento di attaccamento e di dipendenza molto stretta tra la madre e il bambino. Attraverso l’intimità e il contatto di questo legame, il bambino riceve nutrimento fisico e psichico. Alle mammelle si imparano le basi della fiducia e della socievolezza. Se da adulti siamo attratti dal latte e ne assumiamo in abbondanza, in realtà non siamo cresciuti completamente, ossia non ci sentiamo in grado di essere completamente “indipendenti”. Molti trovano conforto nei latticini, come ad esempio un bicchiere di latte caldo prima di andare a letto, e questo li fa sentire bene e sicuri di dormire tutta la notte. E’ quasi come “farsi rimboccare la coperte”.



Un maestro orientale aveva notato che una civiltà che dà importanza ai latticini manifesta una visione della vita e una mitologia infantili. Infatti, se ci facciamo caso, nelle civiltà occidentali in cui si mangiano molti latticini, la religione si basa su una relazione con Dio come se fosse tra bambino e genitore: Dio è il padre e noi siamo i figli.

Al suo opposto invece, chi ha una forte reazione di intolleranza al latte, dovrebbe chiedersi se ha qualcosa da risolvere con sua mamma, se c’è stato o è ancora presente qualche conflitto irrisolto.



Da un punto di vista energetico, il latte è espansivo e rilassante, quindi indugiare troppo nell’uso di latticini provoca lentezza sia nelle funzioni fisiche che mentali. In effetti i neonati dopo la poppata si addormentano, e questo si manifesta in modo più moderato anche in noi adulti. E’ un controsenso quindi berlo al mattino. Tuttavia molti sostengono che bere un bel bicchiere di latte al mattino li fa sentire sazi fino all’ora di pranzo. Ma questo purtroppo ha a che fare con la difficoltà di digestione, che causa un leggero gonfiore di pancia (ma tanto siamo abituati e quindi non ci facciamo più caso), che noi confondiamo con senso di sazietà!



Un modo per rendersi conto di questi effetti, è quello di eliminare completamente i latticini dalla dieta per un paio di settimane. Osservate come vi sentite, come pensate e come agite, poi riprendete a mangiare latticini e notate se ci sono dei cambiamenti.



Chi ha deciso si sostituire il latte vaccino non abbia paura perché ci sono dei validi sostituti, come ad esempio tutti i “latti” vegetali: latte di riso, di soia, di mandorla, di avena, di kamut, ecc. In commercio si trovano biologici e di buona qualità anche con combinazioni più gustose come latte riso con malto, mandorla, nocciola, ecc. Usate un po’ di fantasia. Sperimentate anche qualche frullato a colazione, per esempio latte vegetale a scelta frullato con un frutto di stagione, magari con un cucchiaino di malto per dolcificare e volendo potete aggiungerci anche un po’ d’uvetta.



Per chi non sa proprio cosa spalmare sul pane al posto del formaggio, può usare del burro di sesamo (Tahin, tra l’altro ricchissimo di calcio), burro d’arachidi, tofu, un frutto appena frullato (confettura mai stata così fresca!), ecc.



Continua





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14.BERE LATTE FA BENE? 
In natura, il latte (prodotto di secrezione delle ghiandole mammarie dei Mammiferi dopo il parto) è l'alimento previsto per la crescita dei cuccioli dei Mammiferi, ed il latte di ogni specie va ad esclusivo beneficio di quella specie; questo è evidente dalla diversa composizione dei vari tipi di latte.

Tra tutti i mammiferi, solo l’uomo (e tra l’altro solo una parte della minoranza bianca) continua ad assumere latte e latticini dopo lo svezzamento. Il latte della mucca serve per alimentare il vitello e non l’essere umano. Infatti un vitello raddoppia il suo peso in sole sei settimane. Per sostenere questa crescita rapida, l’evoluzione ha privilegiato un tipo di latte (quello della mucca, appunto) che contiene circa tre volte le proteine del latte umano. Il “cucciolo d’uomo” invece ha bisogno di un latte completamente diverso. Infatti nei primi sei mesi, nel neonato si sviluppa prevalentemente il sistema che l’aumento di peso. E per nutrire il sistema nervoso occorrono i carboidrati, ed è proprio per questo che in natura si è sviluppato un latte umano con una quantità di carboidrati doppia rispetto al latte vaccino.

Nutrire un bambino con il latte di mucca , di capra o cavalla, non è in armonia con i modelli evolutivi naturali. E’ innaturale tanto quanto vedere un vitello che allatta da una donna!!

Inoltre la proteina del latte, la caseina, è insolubile e di difficile digestione, soprattutto per i neonati. Quindi una buona percentuale del latte assunto viene sprecato. La proteina del latte umano invece è la lattoalbumina, solubile e facilmente digeribile, quindi utilizzabile al 100%. La quantità di grassi nel latte vaccino è uguale al latte umano, ma nel primo si tratta di grassi saturi e di acidi grassi, mentre nel secondo è presente un grasso più emulsionabile.

Ogni tipo di latte produce una reazione diversa di PH che a sua volta influisce sulla digeribilità e sulla qualità del sangue prodotto nel corpo. Il latte vaccino è acido, mentre quello umano è alcalino.



Sappiamo che gli acidi nel nostro corpo vengono neutralizzati attraverso il calcio, quindi, più latte assumiamo più calcio perdiamo. E’ un luogo comune dire che il latte fa bene alle ossa, d’altronde se fosse vero, le signore anziane che bevono tanto latte dovrebbero guarire dall’osteoporosi o per lo meno arrestare il processo di decalcificazione del tessuto osseo, mentre così non accade. Consideriamo ancora un fatto contraddittorio, secondo studi epidemiologici, l’incidenza di osteoporosi è più alta proprio tra le popolazioni che consumano più latte e latticini!

Chiediamoci, ma da dove prendono tutto quel calcio le mucche per avere delle ossa così grandi e forti? Semplicemente mangiando l’erba, proprio come dovremmo fare noi assumendo regolarmente verdure di colore verde scuro.

Tengo a sottolineare, che non è assolutamente dannoso permettersi occasionalmente di bere un po’ di latte o di yogurt o mangiare dei latticini o formaggi, dopo tutto sono prodotti deliziosi. Il problema sorge quando questi prodotti vengono consumati in eccesso, in tal modo possono dar luogo a molteplici disturbi, che vanno dalle reazioni allergiche (il latte vaccino è uno tra gli alimenti che provocano più reazioni allergiche nei bambini), all’arteriosclerosi ed alcuni disturbi vascolari (proprio per la presenza dei grassi saturi nel latte vaccino), o all’artrite (messa inoltre in relazione con lo zucchero e la carne), problemi di accumulo di muco soprattutto nei seni nasali e paranasali, malattie degenerative, come il diabete o alcuni tipi di tumore, (alcuni studi hanno messo in relazione l’abuso di latticini con il tumore al seno). L’elenco continua, ma ho preferito citare solo i disturbi più strettamente legati all’abuso dei latticini, poiché gli altri sono in relazione ad altri eccessi, come la carne, lo zucchero, il fumo, ecc.



continua…



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13.DALLA CARNE AI LEGUMI 
Dalle proteine animali a quelle vegetali



Coloro che in passato si sono nutriti prevalentemente di carne potranno incontrare qualche difficoltà non appena inizieranno una dieta a base di cereali integrali, legumi e verdure. E questo perché il loro sistema digerente è disabituato a compiere il lavoro cui è destinato, cioè tramutare il nutrimento vegetale in sangue e carne. L’assunzione abbondante di carne ha abituato il corpo a compiere le sue funzioni senza cibi vegetali, e quindi ha perso la sua innata abilità a compiere il processo di trasmutazione. Quindi, queste persone è necessario che riducano gradualmente le proteine animali introducendo progressivamente quelle vegetali, per poi arrivare ad assumere solo proteine vegetali, usando invece quelle animali solo in occasioni particolari (Natale, Pasqua, festa particolare, ecc...).



Vediamo quindi quali sono le migliori fonti di proteine vegetali.

Intanto precisiamo subito che non abbiamo bisogno di grandi quantità di proteine. Se l’assunzione di cibi vegetali è variata e congrua con il fabbisogno energetico individuale, le proteine vegetali sono in grado di soddisfare il fabbisogno proteico giornaliero, fornendo da sole quantità adeguate di aminoacidi essenziali. Nell’alimentazione a base di cibi vegetali, inoltre, non è necessaria la simultanea assunzione di proteine complementari, perché il consumo di diverse fonti di aminoacidi nel corso della giornata è in grado di assicurare l’assunzione di tutti gli aminoacidi essenziali in misura adeguata per le persone sane.



I legumi sono una straordinaria fonte di proteine, ancora meglio se assunte insieme ai cereali integrali o alla pasta integrale. Possono anche essere utilizzati in zuppe, in stufati, come purea, crudi germogliati, oppure in forma di farina per preparare ad esempio delle gustose frittate.



I Semi oleaginosi e la frutta secca, sono un’ ottima fonte di proteine vegetali, grassi polinsaturi, minerali e vitamine, come le mandorle, nocciole, noci, noci brasiliane, anacardi, arachidi, pinoli, ma soprattutto semi di sesamo, di girasole, di lino, di zucca, assicurano un consistente apporto di Sali minerali (Calcio e Ferro) alla dieta quotidiana. Ottime sia per colazione che come spuntino, nel muesli o da sole, tritate nelle insalate e nei dolci, sulla pasta, oppure in creme da spalmare.



Il Tofu anche se viene definito”formaggio di soia” non ha niente a che vedere né coi latticini, né come sapore. Ne esistono moltissime varietà, con sapori e consistenze anche molto diversi tra loro. Pochissime varietà sono buone mangiate “al naturale” con semplice olio e sale, ma tutte sono ottime da usarsi in torte salate, stufati, o sformati, perché assumono il gusto degli altri ingredienti della pietanza. Si ottengono ottimi risultati anche con la marinatura, con la frittura e in genere nella preparazione con verdure o legumi. Anche il tofu è un alimento ricco di Proteine.



Il Seitan è un alimento a base di glutine di frumento, iperproteico. Viene venduto in vari formati: affettato per panini, aromatizzato con vari sapori; affumicato; a fette da mettere in padella; “informe” per spezzatini e stufati. Al contrario del tofu, è molto buono anche mangiato al naturale. Il suo aspetto ben si presta a creare delle “imitazioni” della carne, quindi lo troviamo anche in forma di wurstel, di arrosto, di mortadella, ecc.



Insomma avete una grandissima varietà per sostituire le proteine animali in modo sano e gustoso, riservandoli per i momenti di festa (nessun integralismo: ogni tanto ci va – ma solo per una questione di gusto più che di “necessità” per il nostro corpo). Si tratta solo di iniziare, di riorganizzare la lista della spesa, di leggere qualche ricetta diversa dal solito (per qualche indicazione visitate la pagina in alto con “la ricetta della settimana” e quelle che potete trovare nel mio sito) e vedrete che i benefici a livello di salute, di energia, di “pulizia” mentale, di pensiero, e di sensazione di leggerezza non tarderanno ad arrivare!





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12.LA CARNE 
Nonostante la carne costituisca uno dei punti cardine dell’alimentazione umana, la nostra costituzione non è adatta a consumarne in modo regolare, come suggeriscono sia la particolare forma della nostra dentatura (4 canini contro 8 incisivi, 8 premolari e 12 molari) sia la lunghezza del tubo digerente. Con l’età, inoltre diminuisce ulteriormente la capacità di digerire la carne, con conseguenze assai poco piacevoli sul nostro organismo, se si insiste ad assumerne in quantità troppo elevate. Gli effetti sono, infatti, putrefazioni intestinali, incrostazioni di grassi e residui azotati sia nelle arterie che nelle articolazioni, un’elevata pressione arteriosa e un aumento della frequenza cardiaca, con conseguente calo graduale della nostra energia fisica. Inoltre la carne acidifica fortemente l’organismo, costringendo le ossa a cedere sali di calcio per ripristinare l’alcalinità originaria. In questo modo il corpo si impoverisce di calcio provocando osteoporosi e carie (malesseri tipici di un'alimentazione in culture industrializzate, dove l’uso della carne non è più riservato al momento di festa del villaggio, ma a un’abitudine giornaliera).

Va preso inoltre atto che attualmente sono poste sul mercato carni “accresciute” con ormoni sintetici, con presenza di antibiotici, coloranti e conservanti, oltre ai pesticidi assorbiti dal bestiame. E’ facile intuire, quindi, che un’alimentazione fondata sul consumo di carne aumenta il rischio di tumore, al punto che un individuo che non fuma ma che consuma carne, riduce solo del 50% tale rischio, anche a causa dell’alta percentuale di grassi saturi presenti nella carne.



Vediamo cosa accade dal punto di vista energetico.



Quando assumiamo cereali, legumi e verdure, il corpo scompone questi elementi per trasformarli prima in sangue e poi muscoli (quindi carne). Quando mangiamo carne invece il processo si inverte, cioè i muscoli diventano sangue… e dato che questo scambio è molto rapido, riceviamo in cambio energie “esplosive”.

Tuttavia queste energie rappresentano un processo di decomposizione anziché di costruzione. Infatti la carne, per essere assimilata, deve essere “decomposta”; poiché questo processo di “decomposizione” è molto rapido, crea un forte stress nell’organismo che ha quindi una necessità impellente di eliminare le scorie (bisogna ricordare sempre che quando si mangia carne, si mangia tutto sommato un cadavere in decomposizione: il corpo quindi cerca di “bruciare” in fretta la materia “morta”). Abbiamo quindi sì energia, ma non si produce sangue di buona qualità. Il processo è troppo rapido.

La carne inoltre ha un forte potere energetico contrattivo, il che provoca una tensione e un irrigidimento nel corpo, che si traduce quindi in un atteggiamento chiuso, teso, “abbottonato”. Le persone che esprimono questa energia contratta hanno paura di perdere il controllo, cercano sempre di controllare tutto e tutti: se stesse, gli altri, le situazioni. Tendono ad essere inflessibili e materialiste.

Naturalmente quanta più carne si assume, tanto più accentuato sarà l’atteggiamento che ho esposto, soprattutto se non si tenta di bilanciare la carne con abbondanti quantità di verdura.



Se si vuole quindi essere sicuri di ingerire la giusta quantità di proteine “nobili” e si vogliono eliminare tutti gli spiacevoli effetti collaterali sopra esposti, è perfetto mangiare legumi associati a cereali. In questo modo saranno presenti tutti gli amminoacidi necessari per considerare la proteina del legume una proteina “nobile”, riservando carne e pesce non più alla quotidianità ma ad eventi di festa od occasioni importanti.



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11. IL MITO DELLO ZUCCHERO - PARTE II 
Il temibile zucchero bianco ha una grossa influenza anche sul sistema nervoso nonché sul metabolismo, creando prima un’eccitazione poi una depressione con conseguenti stati di irritabilità, falsa euforia, bisogno di prendere altro zucchero, ecc. In realtà si crea una vera forma di dipendenza, come avviene con la droga.



Ciò è causato dal rapido e violento assorbimento dello zucchero nel sangue che fa salire la glicemia. Di fronte a tale improvvisa salita, il pancreas risponde immettendo insulina nel sangue e ciò provoca una brusca discesa del tasso glicemico detta "crisi ipoglicemica", caratterizzata da uno stato di malessere e bisogno di mangiare altro zucchero per sentirsi di nuovo “su di tono”... Come accade ad esempio dopo aver fatto una colazione con cornetto e cappuccino: ci ritroviamo dopo un’ora o poco più con un “buco nello stomaco”.



Se quindi si riprende un dolce per tirarsi su, si produce ancora più insulina e, dopo un aumento iniziale, il livello di zucchero scende a livelli ancora più bassi: in questa situazione, si avverte maggiormente un senso di stress e di fame. E il ciclo si ripete, instaurando così il circolo vizioso dello stress da zucchero, con tutte le sue caratteristiche di assuefazione. Insomma, vale il detto famoso “un dolce tira l’altro”... La conseguenza di questa caduta degli zuccheri è l'immissione in circolo, da parte dell'organismo, di altri ormoni atti a far risalire la glicemia, tra cui l'adrenalina (che è l'ormone dell'aggressività, della difesa, della tensione). Si può ben comprendere come questi continui "stress" ormonali, con i loro risvolti psicofisici, determinano un esaurimento delle energie vitali con l'indebolimento nel lungo termine di tutto l'organismo.



Lo zucchero inoltre, è energeticamente molto espansivo, e quindi tende a portare l’energia verso l’alto, creando disorientamento e scarsa concentrazione, oltre a provocare stati altalenanti d’umore... questo lo sanno molto bene le donne che mangiano troppo zucchero, con i loro cambi repentini emotivi!



E’ stato stimato che in media consumiamo più di 60 chili di zucchero all'anno. Lo zucchero si trova in quasi tutti i cibi industriali, perfino in quelli non dolci, come le zuppe, i cereali per la prima colazione, il pane bianco, la maionese, la salsa per l'insalata, tutti i cibi in scatola (verdure, legumi, ecc.), molti "cibi per la salute", le sigarette, certi formaggi, la birra, alimenti per bambini, in moltissime medicine e perfino in alcuni dentifrici! Si è calcolato che circa il 70% dello zucchero consumato non viene preso in forma diretta, ma nascosto nei cibi e nelle bevande industriali e innaturali che fanno parte della nostra alimentazione. Anche se pensiamo di non mangiare molto zucchero, in realtà non ci rendiamo conto che ne mangiano una grande quantità senza accorgercene, contenuta dentro a tanti alimenti che usiamo tutti i giorni... Provate a dare uno sguardo agli ingredienti di tutti i cibi in scatola nei supermercati: ne rimarrete stupiti!



Come facciamo allora a trovare un sostituto dello zucchero? Aspartame e sostituti chimici sono peggio dello zucchero... meglio evitare! Meglio usare il malto di cereali. Ce ne sono di diversi tipi: malto di grano, di riso, d’orzo, di mais oppure lo sciroppo d’acero, la melassa, il miele e più occasionalmente la pasta di zucchero grezzo.



Si deve anche considerare che un uso occasionale di zucchero raffinato non ha mai ucciso nessuno! Ma notate il termine “occasionale” però, perché se una piccola quantità oggi mi fa desiderare (e assumere) una piccola quantità domani, si rientra presto nel circolo vizioso della dipendenza descritto sopra. Lo zucchero diventa pericoloso quando lo si assume quotidianamente, per esempio prendendo un dessert o un cioccolatino dopo mangiato... si dovrebbe pertanto cercare innanzitutto di ridurne il consumo, in modo lento e graduale (poiché l’eliminazione improvvisa potrebbe creare crisi d’astinenza) fino a non ingerirne praticamente mai. Ricordate che il semplice gesto di eliminare lo zucchero migliorerà la qualità della vita, proteggerà la vostra salute e quella dei vostri figli.



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10.IL MITO DELLO ZUCCHERO - PARTE I 
Gli zuccheri o carboidrati sono alimenti fondamentali della nostra dieta, poiché rappresentano la fonte primaria per la produzione di energia che serve a far funzionare il nostro organismo.



Attenzione però a non confondere gli zuccheri con lo “zucchero”, perché è vero che si tratta di carboidrati, ma energeticamente hanno effetti opposti.

Il termine “CARBOIDRATO” indica una vasta varietà di cibi che però non producono tutti gli stessi effetti: per esempio quando mangiamo cereali interi. Essi vengono scissi in zuccheri semplici ad una velocità che permette facilmente al corpo di assorbirli e metabolizzarli. La frutta invece viene scissa più velocemente e il suo zucchero è pronto prima.



Grandi quantità di frutta e di succhi di frutta possono causare eccessi e squilibri nel livello di zucchero, insieme a fluttuazioni di umore e instabilità emotiva.




II carboidrato che sconvolge di più il nostro corpo e il comportamento è lo zucchero. Quando si mangia zucchero (bianco o anche scuro), c'è un effetto di immediata disorganizzazione in tutto il corpo. Infatti il livello di zucchero nel sangue sale rapidamente e poi si abbassa velocemente di molto, provocando come è facile intuire effetti diretti e immediati nel sistema nervoso, nel sistema ormonale, endocrino e nel comportamento. Se poi si mangia zucchero spesso e/o per lungo tempo, tutti e tre questi sistemi si ammalano cronicamente.



Ma come si produce lo zucchero? Lo zucchero è il risultato di un complesso processo di depurazione che parte dall’immersione della barbabietola (o della canna) in un solvente e acqua a 70°C per ottenere un sugo zuccherino ricco però di sostanze dannose (sali organici, basi azotate, composti fosforati ecc.). Si procede poi con l’utilizzo della calce viva per assorbire le sostanze dannose, e si manda una corrente di anidride carbonica per rendere questo sugo facilmente filtrabile. Successivamente viene aggiunta anidride solforosa, ed infine si sottopone questo sugo ad una cottura a 80° C; una volta cristallizzato si centrifuga e si raffina aggiungendo carbone attivo.



Ora, anche se i produttori di zucchero giurano che nel prodotto finale non rimarrà alcuna traccia di queste sostanze altamente dannose usate per la depurazione, purtroppo di tutte le sostanze vitali, vitamine, sali minerali presenti nella barbabietola o nella canna da zucchero che sono state il punto di partenza, non è rimasto assolutamente nulla.



Purtroppo questo carboidrato, ormai diventato “vuoto”, per poter essere assimilato e digerito (non avendo più nulla di naturale), sottrae al nostro corpo vitamine e sali minerali (in particolare il Calcio e il Cromo) per ricostituire almeno in parte quell'armonia di elementi distrutta dalla raffinazione. Inoltre sappiamo che lo zucchero acidifica fortemente il nostro organismo, il che costringe le nostre ossa a cedere ulteriori sali di calcio per ristabilire l’alcalinità tipica del nostro sistema.



Le conseguenze più evidenti di tale processo sono la PERDITA DI CALCIO, nei denti e nelle ossa, con l'indebolimento dello scheletro e della dentatura, favorendo una conseguente comparsa di malattie ossee (artrite, artrosi, osteoporosi, ecc.) e di carie dentarie che affliggono gran parte della civiltà occidentale.



A livello intestinale, invece, provoca processi fermentativi con produzione di gas, tensione addominale e l'alterazione della flora batterica con tutte le conseguenze che ciò comporta (candida, coliti, stipsi, diarree, formazione e assorbimento di sostanze tossiche, ecc...) ... Avrete certamente notato il fastidioso senso di gonfiore e pesantezza che si avverte dopo aver mangiato dolci elaborati, ricchi di zucchero!



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9.PRINCIPI PER UNA SANA ALIMENTAZIONE - PARTE II 
Alimenti Proteici Vegetali

Alimenti come il Tofu (caglio di fagioli di soia), il Seitan (a base di glutine di grano), il Tempeh (a base di soia fermentata), tipici della tradizione orientale rappresentano un modo efficiente e pratico di assumere proteine ad alto valore biologico non legate a grassi saturi. Questi alimenti non sono fondamentali, ma per dare varietà al menù si possono usare 1-2 volte la settimana, in sostituzione delle proteine animali, e possono essere cucinati sia da soli che in combinazione con verdure o zuppe, per la preparazione di sughi per pasta o come ripieni, ecc.



Cibo di origine animale

Privilegiate il pesce rispetto agli altri alimenti di origine animale. Pesci a carne magra (merluzzo, sogliola e simili) possono essere alternati a quelli a carne più grassa (salmone, tonno) ed ai molluschi, fornendo un’integrazione alle proteine da fonti vegetali. Pesce, e soprattutto molluschi, sono anche ottime fonti di vit. B12, altrimenti rara negli alimenti vegetali, perciò il loro consumo non deve essere trascurato, specialmente da parte di bambini e donne in gravidanza. Secondo le necessità individuali, carni bianche (pollo, tacchino, coniglio) o uova possono essere occasionalmente consumate, così come lo yogurt.

Ma, il loro uso non deve superare una o al massimo due volte a settimana.



Alghe Marine

Le alghe marine non appartengono alla nostra cultura, ma sono fonte eccellente di sali minerali (Calcio, Ferro, Iodio) ed oligoelementi, e anche proteine e vitamine (compreso vit. B12). Se ne può usare una piccola quantità aggiunta in cottura ai legumi (ne rendono più veloce la cottura e ne facilitano la digestione) o nelle minestre, oppure come ingrediente per la preparazione di insalate, apportano enormi benefici nutrizionali.



Semi Oleaginosi e Frutta Secca

Le mandorle, nocciole, noci, semi di sesamo e girasole, ecc., sono un’ottima fonte di proteine vegetali e grassi polinsaturi, assicurano anche un consistente apporto di sali minerali (Calcio e Ferro) alla dieta quotidiana. Da usare come spuntino, anche quotidianamente, oppure nella preparazione di insalate o dessert.



Frutta di Stagione

Tutta la frutta di stagione ed originaria del nostro clima può essere consumata, ma con moderazione e preferibilmente lontano dai pasti per non interferire con il normale processo della digestione, oppure insieme a dolcificanti naturali, per preparare dessert. Per quanto riguarda la frutta di origine tropicale (banane, avocado, ananas, ecc.), è meglio consumarla solo occasionalmente per il loro alto potere espansivo.



Dolcificanti naturali

I dolcificanti più indicati per l’uso quotidiano sono il Malto di Grano, di Riso, di Mais, d’Orzo, la Melassa. In aggiunta si possono usare il Miele e lo sciroppo d’Acero, ma in modo più occasionale. Da evitare lo zucchero e tutti gli alimenti ed i prodotti che lo contengono: dolci, gelati, caramelle, bibite zuccherate, ecc.



Alimenti Fermentati

Rinforzano la flora batterica intestinale, migliorando l’assimilazione degli alimenti e la risposta immunitaria a livello dell’intestino. Il più importante è il Miso, un condimento a base di soia fermentata che si utilizza principalmente al posto del dado da brodo per preparare zuppe. Altri alimenti fermentati: Salsa di Soia tradizionale (Shoyu e Tamari), crauti, insalatini (verdure fermentate).



Condimenti

L’olio d’Oliva, spremuto a freddo per conservare tutte le proprietà nutrizionali, è il principale condimento grasso da utilizzare. Più occasionalmente invece si possono usare oli di semi (Girasole, Sesamo). Per quanto riguarda il sale, si preferisce il sale marino integrale, che, a differenza di quello raffinato, fornisce all’organismo una vasta gamma di oligoelementi. Aceto di Riso o talvolta di Mele sono da preferire a quello di vino, per il loro minore grado di acidità.







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8.PRINCIPI PER UNA SANA ALIMENTAZIONE 
L’alimentazione qui proposta è un modello alimentare flessibile e completo. E’ simile all’alimentazione mediterranea tradizionale, dalla quale si differenzia comunque solo per l’aggiunta di alcuni alimenti provenienti da altre culture che sono particolarmente adatti ai bisogni nutrizionali delle persone che vivono una vita moderna in una società industrializzata, e per la speciale attenzione portata agli adattamenti alimentari in funzione dell’integrazione dell’individuo con il suo ambiente (clima, attività svolta, variazioni stagionali, età, costituzione e condizione fisica dei soggetti).

Questo tipo di alimentazione privilegia alimenti in larga prevalenza di origine vegetale, di stagione e adatti al nostro clima, integrati da piccole quantità di cibo animale povero di grassi saturi. Carni rosse, latticini, cibi sintetici e raffinati, zucchero, sono generalmente evitati, salvo condizioni di effettiva necessità, ma lo schema generale può essere adattato ai fabbisogni di persone molto diverse tra loro per costituzione, condizione ed attività.



Cereali integrali

In linea generale, tutti i cereali integrali vanno bene. Naturalmente tra questi sono da preferire il riso integrale e la pasta integrale, ma altri cereali particolarmente consigliabili sono il Miglio, l’Orzo perlato, il Cous Cous, oppure altri cereali meno comuni quali l’Avena, o la Quinoa, il Grano Saraceno e molti altri. Tendenzialmente bisognerebbe mangiarli almeno una volta al giorno, da solo o meglio insieme al legume o verdura nel piatto unico. L’ ideale sarebbe preparare a pranzo, il cereale preferito condito con verdure (es. riso con cipolle e carote, pasta con broccoli, ecc.); e a cena, cereale con legumi (es. Pasta e ceci, Pasta e fagioli, Riso e lenticchie, Riso e piselli, Polenta e fagioli, ecc..). Usando tutte le combinazioni possibili.

Ai tradizionali legumi (ceci, fagioli, lenticchie, piselli, fave) vanno aggiunti i fagioli di soia e i fagioli Azuki.

Bisogna consumare in minore quantità i prodotti da forno quali il pane, i biscotti e le pizze anche se integrali, e limitare il consumo dei cereali raffinati.



Verdure di stagione

Ogni stagione produce le verdure che più sono adatte ad equilibrare l’organismo con l’ambiente circostante. Perciò, in linea generale, tutte le verdure di stagione possono essere consumate.

Le solanacee (patate, pomodori, melanzane, peperoni) che contengono sostanze potenzialmente controindicate (es. acido ossalico, amidi a forte effetto iperglicemizzante, ecc.) andrebbero tuttavia consumate in modo più occasionale. Verdure specialmente consigliate sono quelle a foglia verde consistente (broccoli, cime di rapa, cavolo riccio, ecc.) particolarmente ricche di Calcio e Ferro, e tutte le verdure di uso tradizionale quali carote, cipolle, cavolo, rape, ravanelli, porri, fagiolini, ecc., compreso le insalate.

Consigliabili anche i germogli (di cereali, legumi o verdure), ricchissimi in vitamine, enzimi ed antiossidanti naturali. Durante l’inverno le verdure saranno consumate prevalentemente cotte, durante l’estate si consumeranno più insalate, in accordo con le naturali richieste dell’organismo.



Legumi

Sono la più importante fonte di proteine per i popoli che vivono in climi temperati e possono essere consumati cotti in combinazione con i cereali, o in piatti di contorno. Quantità anche modeste di ceci, lenticchie, fagioli, fagioli di soia, completano il profilo nutrizionale delle proteine dei cereali, riducendo in modo netto il fabbisogno di cibo animale.



continua



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