ALIMENTAZIONE ENERGETICA
Qui, l’alimentazione è intesa come reciproco scambio fra l’uomo e gli elementi vitali di cui si nutre, considera la dieta come una potente “medicina” preventiva e mira al duraturo ristabilimento dell’equilibrio globale.
Golia Vincenzo Pezzulla
Cari amici,eccoci arrivati alla fine di questo spazio speciale dedicato alla Alimentazione Energetica.
Spero in queste settimane di essere riuscito a trasmettervi la passione che “nutro” (appunto) per questo argomento, convinto che prima di tutto “siamo ciò che mangiamo”, che prima di tutto è importante cosa usiamo come benzina per il nostro corpo... che diventerà carburante per i nostri pensieri e per la nostra anima. La qualità della vita che vogliamo avere dipende innanzitutto dalla qualità del cibo che mangiamo, e se questo è in sintonia con la Natura e Madre Terra, di rimando avremo certamente e facilmente salute e vitalità per noi e per le persone care.
Vi ringrazio di cuore per ciò che avete scritto, per la simpatia, l’arguzia delle domande, l’energia che mi avete regalato: questo blog è stata una esperienza importante anche per me!
Se vi va, potete trovarmi sempre sul mio sito www.enjoyitalia.org, a cui continuerò, con passione e piacere, a rispondere alle vostre domande.
Ricordate, i grandi cambiamenti sono fatti di piccoli passi quotidiani, non di stravolgimenti. Piccole e giuste scelte giornaliere vi porteranno molto più lontano di quanto immaginate e un giorno, voltandovi indietro, vi stupirete di quanto sia stato semplice e di quanta strada avrete fatto.
Con affetto,
Golia Vincenzo Pezzulla
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( 3.4 / 87 )Il presupposto fondamentale per una salute ed una bellezza durature è rieducarci alle giuste abitudini alimentari, riducendo in maniera significativa tutti quegli alimenti acidificanti come la carne, il latte, lo zucchero e i dolciumi, sigarette, alcool, prodotti fast-food; e/o evitare le abitudini che comportano troppo stress fisico, ad esempio attraverso un’attività fisica esagerata. Tenere sotto controllo anche lo stress mentale ed emozionale, con della meditazione o training autogeno.
Si può partire in modo semplice con una cura disintossicante, che elimini efficacemente acidi e tossine con l’aiuto degli organi “emuntori”, e ripristini l’equilibrio acido-basico. Disintossicarsi significa ripulire la pelle, le mucose, le cellule, i tessuti, le ghiandole e gli organi dal corpo dai depositi di scorie.
Per il nostro metabolismo, questa disintossicazione dalle scorie significa, in tre fasi, che:
1. Le scorie accumulate si sciolgono liberando i loro componenti
2. Gli acidi e le tossine diluiti vengono metabolizzati
3. Gli acidi e le tossine vengono espulsi attraverso l’intestino, i reni, la pelle e le mucose
Seguendo questi tre punti, durante lo scioglimento delle tossine accumulate negli anni, si evita che l’organismo sia magari inizialmente sottoposto ad uno sforzo eccessivo, evitando che compaia altrimenti il fenomeno del peggioramento dei sintomi, detta “crisi di
guarigione”. Questi sono segnali che forse qualcuno avrà accusato ad esempio digiunando o facendo una cura depurativa. Quanto più il corpo è intossicato, scorificato o delicato, tanto più questi tre punti vanno seguiti con cura.Il potenziale di neutralizzazione e di metabolizzazione dell’organismo viene ottimizzato con cibi biologici e integrali, con molta verdura, con dei centrifugati di frutta e verdura come spuntino o a colazione (ad esempio, centrifugato di carote, o finocchio e mela, o carote e cetrioli, ecc.), frutta secca e semi oleaginosi (semi di sesamo, di girasole, ecc.), tisane alle erbe depurative. Questi alimenti aiutano l’intestino a rimanere in uno stato alcalino.
Una regolare attività fisica (ma non intensa) con una respirazione profonda aiuta i polmoni, stimolando l’apporto di sostanze vitali e di ossigeno attraverso una migliore irrorazione sanguigna del corpo e, attraverso un migliore flusso linfatico, stimolando l’eliminazione delle sostanze nocive.
Poiché le capacità di questi organi non sono però state fino a questo momento in grado di eliminare tutti gli acidi e le tossine accumulatesi negli anni, bisogna ricorrere all’aiuto della pelle e delle mucose. Bisogna quindi intervenire con la “cura del corpo basica” con un valore di ph 8-8,5, che possiamo facilmente preparare con acqua e bicarbonato di sodio. La depurazione basica del corpo libera la pelle da acidi e tossine nocive, previene le irritazioni cutanee ed ottimizza il naturale equilibrio lipidico della pelle, che viene inoltre tonificata e purificata.
Per la pulizia basica esiste un gran numero di possibilità di applicazioni come i pediluvi, bagni, maniluvi, bendaggi o impacchi. Il sistema più efficace consiste nel fare un bagno completo in vasca, poiché attiva la massima superficie cutanea a disposizione per il drenaggio.

Quindi riempite la vasca con acqua (calda in inverno e fresca d’estate) con tre o quattro cucchiai di bicarbonato di sodio, e immergetevi per un’ora o più. Durante questo bagno, bisogna massaggiarsi la pelle ogni dieci minuti, con una spazzola in fibre naturali, o semplicemente un panno, nella direzione del drenaggio. In questo modo viene stimolata l’irrorazione cutanea, i pori si dilatano e la capacità drenante della pelle aumenta. Il movimento della spazzola va verso la punta dei piedi, delle mani, verso gli incavi delle ascelle e verso la zona genitale. In caso di vene varicose, consiglio, oltre ai bagni, anche l’applicazione di calze di cotone (meglio se lunghe) imbevute in acqua e bicarbonato, poi strizzate e indossate per tutta la notte. Per evitare di avere freddo, applicate sulle calze umide un altro paio di calze di lana asciutte.
Per chi, invece, non ha tempo di fare il bagno, può fare dei pediluvi. I piedi sono considerati dalla medicina naturale i “reni ausiliari”, perché attraverso la pianta dei piedi, molto ricca di pori, vengono espulsi numerosi prodotti finali del metabolismo, acidi e tossine. Sfruttate quindi il tempo in cui vi guardate un film, o leggete un libro, o davanti al PC, per farvi un fantastico pediluvio con acqua e bicarbonato. Riempite una bacinella con dell’acqua tiepida, sciogliete un paio di cucchiai di bicarbonato di sodio e mettete i piedi a bagno.
Proverete da subito gli effetti di questo “alleggerimento”, sia a livello fisico, sentendovi più freschi e leggeri, sia a livello mentale, con una maggior chiarezza di pensiero e di emozioni.
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( 2.5 / 112 )Nel nostro corpo, il sangue collega 100 milioni di cellule rendendole un unico insieme. L’organismo per svolgere le sue molteplici funzioni, ha bisogno di un valore di PH basico, compreso tra 7,35 e 7,45.
Soltanto in questa fascia di valori basici, il sangue può scorrere in modo ottimale, nutrire le cellule e mantenere pulito l’organismo.
Attraverso le nostre abitudini alimentari scorrette e lo stress, accumuliamo acidi e tossine in quantità nocive. Vediamo alcuni dei tipici alimenti eccessivamente acidi nella tabella:
Naturalmente a questi acidi, che assumiamo in forma diretta, dobbiamo sommare ciò che assimiliamo in forma indiretta, come i pesticidi e fertilizzanti chimici usati nell’agricoltura, conservanti e coloranti, metalli pesanti (come mercurio, alluminio, ecc.).Quando introduciamo questi alimenti e/o siamo stressati, nel corpo si verifica un innalzamento degli acidi.

I nostri organi “emuntori” come i reni, l’intestino, polmoni, pelle e mucose, provvedono ad eliminare gli acidi, al fine di mantenersi “pulito”, ed evitare così, un pericoloso sovraccarico tossinico.
Gli acidi che non sono eliminabili attraverso i nostri organi “emuntori” (a causa, ad esempio, di un eccesso di tossine), vengono neutralizzati dall’organismo con i minerali che vanno a formare sali neutri.
Ma, se a causa di una cattiva alimentazione, non abbiamo minerali a sufficienza, il nostro corpo è costretto a ricorrere alle sue riserve, e cioè: pelle, cuoio capelluto, denti, articolazioni e ossa.
Naturalmente, è facile immaginare le conseguenze dell’impoverimento di sali minerali: se ad esempio, avviene a carico del cuoio capelluto, causiamo la caduta dei capelli; se invece a carico dei denti, le carie; se a carico delle ossa, l’osteoporosi, e così via.
I nostri organi, sono tuttavia in grado di espellere solo una quantità limitata di acidi, tossine e sali neutri, poiché hanno una capacità di eliminazione ben definita. In virtù di un meccanismo di difesa intrinseco, questi limiti non possono essere superati, perché ciò comporterebbe l’erosione, l’intossicazione e la salinizzazione degli organi. Per evitarli il corpo rafforza il suo processo di eliminazione delle tossine attraverso la pelle. Ma, se il grado di concentrazione e aggressività degli acidi e tossine è elevata, la pelle viene irritata in misura eccessiva. I sintomi sono: cattivi odori emanati dal corpo, sudorazione, pustole, acne, eczemi, foruncoli, neurodermite, psoriasi, allergie o ulcere.
Con un ambiente della pelle così acido, si sviluppano le condizioni ideali per la proliferazione di funghi non solo a carico della pelle, ma anche alle unghie, intestinali e vaginali. Questi funghi trovano il loro ambiente adatto con un grado di acidità compreso tra ph 3,5 e ph 5,5. Le infezioni da funghi sono conseguenze e sintomi di un corpo iperacidificato e intossicato.
Ma, se tutti i sistemi di eliminazione sono stati insufficienti a “pulire” l’organismo, per elevata quantità di acidi o in presenza di forte stress, il corpo mette in atto l’ennesimo tentativo: li deposita come scorie.
Le scorie sono l’evoluzione finale delle tossine, che vengono stoccati e parcheggiati, ad esempio sotto forma di cellulite (tossine legate a grassi e acqua). Oppure è il caso della “gotta”, cioè un deposito di calcio urico a seguito di un consumo eccessivo e protratto negli anni di proteine animali. Altri tipi di depositi si possono manifestare come reumatismi, calcoli biliari, renali e vescicali, lipomi, fibromi, ecc.
E seguendo una gerarchia di priorità vitali, il fenomeno dei depositi si verifica dapprima nei tessuti adiposi, poi nei tessuti connettivi e nella muscolatura, in seguito si passa ad ulteriori depositi nelle articolazioni, nelle capsule e nei nervi. Ed infine gli organi, nella vescica, nella cistifellea concludendo nel cuore e cervello.
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( 2.9 / 79 )Ciò che ho esposto nell’articolo precedente riguarda il latte vaccino appena munto, idealmente da mucche che pascolano liberamente in armonia con le leggi della natura. Abbiamo detto che non è un alimento ideale per l’essere umano. Non abbiamo ancora visto, invece, che ciò che arriva sulle nostre tavole in realtà ha poco a che fare con il latte naturale. Oggi alle mucche da latte si danno ormoni, tranquillanti, antiparassitari, antimuffe, antibiotici e penicillina. I loro prodotti sono omogeneizzati, irradiati, conservati, colorati e integrati con vitamine. Ora, se già è innaturale sottrarre il latte ai vitelli per darlo da bere a noi umani, figuriamoci un latte così trattato! Ma come mai continuiamo a bere latte anche dopo lo svezzamento anche se circa il 70% della popolazione mondiale è intollerante al lattosio?
Probabilmente è frutto di una campagna mediatica martellante sulle virtù del latte (virtù per le aziende, s’intende), a cui si aggiungono i consigli dei medici non ancora aggiornati sull’argomento (ormai pochi, per fortuna) con un pizzico dei consigli della nonna (ad esempio, bere latte per fare latte) e qualche luogo comune... ed il cocktail ipnotico è fatto. Proprio così: siamo in uno stato di ipnosi tale per cui non ci rendiamo conto che il latte vaccino (cioè appunto per il “vitellino”) non è adatto alla nostra specie, né ci poniamo delle domande a riguardo.
Credo che la ragione principale sia da ricercare in ciò che rappresenta il latte. Ossia l’attaccamento, il legame madre-bambino. Infatti l’allattamento è un momento di attaccamento e di dipendenza molto stretta tra la madre e il bambino. Attraverso l’intimità e il contatto di questo legame, il bambino riceve nutrimento fisico e psichico. Alle mammelle si imparano le basi della fiducia e della socievolezza. Se da adulti siamo attratti dal latte e ne assumiamo in abbondanza, in realtà non siamo cresciuti completamente, ossia non ci sentiamo in grado di essere completamente “indipendenti”. Molti trovano conforto nei latticini, come ad esempio un bicchiere di latte caldo prima di andare a letto, e questo li fa sentire bene e sicuri di dormire tutta la notte. E’ quasi come “farsi rimboccare la coperte”. Un maestro orientale aveva notato che una civiltà che dà importanza ai latticini manifesta una visione della vita e una mitologia infantili. Infatti, se ci facciamo caso, nelle civiltà occidentali in cui si mangiano molti latticini, la religione si basa su una relazione con Dio come se fosse tra bambino e genitore: Dio è il padre e noi siamo i figli.
Al suo opposto invece, chi ha una forte reazione di intolleranza al latte, dovrebbe chiedersi se ha qualcosa da risolvere con sua mamma, se c’è stato o è ancora presente qualche conflitto irrisolto.
Da un punto di vista energetico, il latte è espansivo e rilassante, quindi indugiare troppo nell’uso di latticini provoca lentezza sia nelle funzioni fisiche che mentali. In effetti i neonati dopo la poppata si addormentano, e questo si manifesta in modo più moderato anche in noi adulti. E’ un controsenso quindi berlo al mattino. Tuttavia molti sostengono che bere un bel bicchiere di latte al mattino li fa sentire sazi fino all’ora di pranzo. Ma questo purtroppo ha a che fare con la difficoltà di digestione, che causa un leggero gonfiore di pancia (ma tanto siamo abituati e quindi non ci facciamo più caso), che noi confondiamo con senso di sazietà!
Un modo per rendersi conto di questi effetti, è quello di eliminare completamente i latticini dalla dieta per un paio di settimane. Osservate come vi sentite, come pensate e come agite, poi riprendete a mangiare latticini e notate se ci sono dei cambiamenti.

Chi ha deciso si sostituire il latte vaccino non abbia paura perché ci sono dei validi sostituti, come ad esempio tutti i “latti” vegetali: latte di riso, di soia, di mandorla, di avena, di kamut, ecc. In commercio si trovano biologici e di buona qualità anche con combinazioni più gustose come latte riso con malto, mandorla, nocciola, ecc. Usate un po’ di fantasia. Sperimentate anche qualche frullato a colazione, per esempio latte vegetale a scelta frullato con un frutto di stagione, magari con un cucchiaino di malto per dolcificare e volendo potete aggiungerci anche un po’ d’uvetta.
Per chi non sa proprio cosa spalmare sul pane al posto del formaggio, può usare del burro di sesamo (Tahin, tra l’altro ricchissimo di calcio), burro d’arachidi, tofu, un frutto appena frullato (confettura mai stata così fresca!), ecc.
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( 2.9 / 71 )In natura, il latte (prodotto di secrezione delle ghiandole mammarie dei Mammiferi dopo il
parto) è l'alimento previsto per la crescita dei cuccioli dei Mammiferi, ed il latte di ogni specie va ad esclusivo beneficio di quella specie; questo è evidente dalla diversa composizione dei vari tipi di latte.Tra tutti i mammiferi, solo l’uomo (e tra l’altro solo una parte della minoranza bianca) continua ad assumere latte e latticini dopo lo svezzamento. Il latte della mucca serve per alimentare il vitello e non l’essere umano. Infatti un vitello raddoppia il suo peso in sole sei settimane. Per sostenere questa crescita rapida, l’evoluzione ha privilegiato un tipo di latte (quello della mucca, appunto) che contiene circa tre volte le proteine del latte umano. Il “cucciolo d’uomo” invece ha bisogno di un latte completamente diverso. Infatti nei primi sei mesi, nel neonato si sviluppa prevalentemente il sistema che l’aumento di peso. E per nutrire il sistema nervoso occorrono i carboidrati, ed è proprio per questo che in natura si è sviluppato un latte umano con una quantità di carboidrati doppia rispetto al latte vaccino.
Nutrire un bambino con il latte di mucca , di capra o cavalla, non è in armonia con i modelli evolutivi naturali. E’ innaturale tanto quanto vedere un vitello che allatta da una donna!!
Inoltre la proteina del latte, la caseina, è insolubile e di difficile digestione, soprattutto per i neonati. Quindi una buona percentuale del latte assunto viene sprecato. La proteina del latte umano invece è la lattoalbumina, solubile e facilmente digeribile, quindi utilizzabile al 100%. La quantità di grassi nel latte vaccino è uguale al latte umano, ma nel primo si tratta di grassi saturi e di acidi grassi, mentre nel secondo è presente un grasso più emulsionabile.
Ogni tipo di latte produce una reazione diversa di PH che a sua volta influisce sulla digeribilità e sulla qualità del sangue prodotto nel corpo. Il latte vaccino è acido, mentre quello umano è alcalino.
Sappiamo che gli acidi nel nostro corpo vengono neutralizzati attraverso il calcio, quindi, più latte assumiamo più calcio perdiamo. E’ un luogo comune dire che il latte fa bene alle ossa, d’altronde se fosse vero, le signore anziane che bevono tanto latte dovrebbero guarire dall’osteoporosi o per lo meno arrestare il processo di decalcificazione del tessuto osseo, mentre così non accade. Consideriamo ancora un fatto contraddittorio, secondo studi epidemiologici, l’incidenza di osteoporosi è più alta proprio tra le popolazioni che consumano più latte e latticini!Chiediamoci, ma da dove prendono tutto quel calcio le mucche per avere delle ossa così grandi e forti? Semplicemente mangiando l’erba, proprio come dovremmo fare noi assumendo regolarmente verdure di colore verde scuro.
Tengo a sottolineare, che non è assolutamente dannoso permettersi occasionalmente di bere un po’ di latte o di yogurt o mangiare dei latticini o formaggi, dopo tutto sono prodotti deliziosi. Il problema sorge quando questi prodotti vengono consumati in eccesso, in tal modo possono dar luogo a molteplici disturbi, che vanno dalle reazioni allergiche (il latte vaccino è uno tra gli alimenti che provocano più reazioni allergiche nei bambini), all’arteriosclerosi ed alcuni disturbi vascolari (proprio per la presenza dei grassi saturi nel latte vaccino), o all’artrite (messa inoltre in relazione con lo zucchero e la carne), problemi di accumulo di muco soprattutto nei seni nasali e paranasali, malattie degenerative, come il diabete o alcuni tipi di tumore, (alcuni studi hanno messo in relazione l’abuso di latticini con il tumore al seno). L’elenco continua, ma ho preferito citare solo i disturbi più strettamente legati all’abuso dei latticini, poiché gli altri sono in relazione ad altri eccessi, come la carne, lo zucchero, il fumo, ecc.
continua…
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( 3 / 67 )Dalle proteine animali a quelle vegetali
Coloro che in passato si sono nutriti prevalentemente di carne potranno incontrare qualche difficoltà non appena inizieranno una dieta a base di cereali integrali, legumi e verdure. E questo perché il loro sistema digerente è disabituato a compiere il lavoro cui è destinato, cioè tramutare il nutrimento vegetale in sangue e carne. L’assunzione abbondante di carne ha abituato il corpo a compiere le sue funzioni senza cibi vegetali, e quindi ha perso la sua innata abilità a compiere il processo di trasmutazione. Quindi, queste persone è necessario che riducano gradualmente le proteine animali introducendo progressivamente quelle vegetali, per poi arrivare ad assumere solo proteine vegetali, usando invece quelle animali solo in occasioni particolari (Natale, Pasqua, festa particolare, ecc...).Vediamo quindi quali sono le migliori fonti di proteine vegetali.
Intanto precisiamo subito che non abbiamo bisogno di grandi quantità di proteine. Se l’assunzione di cibi vegetali è variata e congrua con il fabbisogno energetico individuale, le proteine vegetali sono in grado di soddisfare il fabbisogno proteico giornaliero, fornendo da sole quantità adeguate di aminoacidi essenziali. Nell’alimentazione a base di cibi vegetali, inoltre, non è necessaria la simultanea assunzione di proteine complementari, perché il consumo di diverse fonti di aminoacidi nel corso della giornata è in grado di assicurare l’assunzione di tutti gli aminoacidi essenziali in misura adeguata per le persone sane.
I legumi sono una straordinaria fonte di proteine, ancora meglio se assunte insieme ai cereali integrali o alla pasta integrale. Possono anche essere utilizzati in zuppe, in stufati, come purea, crudi germogliati, oppure in forma di farina per preparare ad esempio delle gustose frittate.I Semi oleaginosi e la frutta secca, sono un’ ottima fonte di proteine vegetali, grassi polinsaturi, minerali e vitamine, come le mandorle, nocciole, noci, noci brasiliane, anacardi, arachidi, pinoli, ma soprattutto semi di sesamo, di girasole, di lino, di zucca, assicurano un consistente apporto di Sali minerali (Calcio e Ferro) alla dieta quotidiana. Ottime sia per colazione che come spuntino, nel muesli o da sole, tritate nelle insalate e nei dolci, sulla pasta, oppure in creme da spalmare.
Il Tofu anche se viene definito”formaggio di soia” non ha niente a che vedere né coi latticini, né come sapore. Ne esistono moltissime varietà, con sapori e consistenze anche molto diversi tra loro. Pochissime varietà sono buone mangiate “al naturale” con semplice olio e sale, ma tutte sono ottime da usarsi in torte salate, stufati, o sformati, perché assumono il gusto degli altri ingredienti della pietanza. Si ottengono ottimi risultati anche con la marinatura, con la frittura e in genere nella preparazione con verdure o legumi. Anche il tofu è un alimento ricco di Proteine.
Il Seitan è un alimento a base di glutine di frumento, iperproteico. Viene venduto in vari formati: affettato per panini, aromatizzato con vari sapori; affumicato; a fette da mettere in padella; “informe” per spezzatini e stufati. Al contrario del tofu, è molto buono anche mangiato al naturale. Il suo aspetto ben si presta a creare delle “imitazioni” della carne, quindi lo troviamo anche in forma di wurstel, di arrosto, di mortadella, ecc.
Insomma avete una grandissima varietà per sostituire le proteine animali in modo sano e gustoso, riservandoli per i momenti di festa (nessun integralismo: ogni tanto ci va – ma solo per una questione di gusto più che di “necessità” per il nostro corpo). Si tratta solo di iniziare, di riorganizzare la lista della spesa, di leggere qualche ricetta diversa dal solito (per qualche indicazione visitate la pagina in alto con “la ricetta della settimana” e quelle che potete trovare nel mio sito) e vedrete che i benefici a livello di salute, di energia, di “pulizia” mentale, di pensiero, e di sensazione di leggerezza non tarderanno ad arrivare!
I prossimi seminari di ALIMENTAZIONE ENERGETICA in Italia
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( 3 / 76 )Nonostante la carne costituisca uno dei punti cardine dell’alimentazione umana, la nostra costituzione non è adatta a consumarne in modo regolare, come suggeriscono sia la particolare forma della nostra dentatura (4 canini contro 8 incisivi, 8 premolari e 12 molari) sia la lunghezza del tubo digerente. Con l’età, inoltre diminuisce ulteriormente la capacità di digerire la carne, con conseguenze assai poco piacevoli sul nostro organismo, se si insiste ad assumerne in quantità troppo elevate.
Gli effetti sono, infatti, putrefazioni intestinali, incrostazioni di grassi e residui azotati sia nelle arterie che nelle articolazioni, un’elevata pressione arteriosa e un aumento della frequenza cardiaca, con conseguente calo graduale della nostra energia fisica. Inoltre la carne acidifica fortemente l’organismo, costringendo le ossa a cedere sali di calcio per ripristinare l’alcalinità originaria. In questo modo il corpo si impoverisce di calcio provocando osteoporosi e carie (malesseri tipici di un'alimentazione in culture industrializzate, dove l’uso della carne non è più riservato al momento di festa del villaggio, ma a un’abitudine giornaliera). Va preso inoltre atto che attualmente sono poste sul mercato carni “accresciute” con ormoni sintetici, con presenza di antibiotici, coloranti e conservanti, oltre ai pesticidi assorbiti dal bestiame. E’ facile intuire, quindi, che un’alimentazione fondata sul consumo di carne aumenta il rischio di tumore, al punto che un individuo che non fuma ma che consuma carne, riduce solo del 50% tale rischio, anche a causa dell’alta percentuale di grassi saturi presenti nella carne.
Vediamo cosa accade dal punto di vista energetico.
Quando assumiamo cereali, legumi e verdure, il corpo scompone questi elementi per trasformarli prima in sangue e poi muscoli (quindi carne). Quando mangiamo carne invece il processo si inverte, cioè i muscoli diventano sangue… e dato che questo scambio è molto rapido, riceviamo in cambio energie “esplosive”.
Tuttavia queste energie rappresentano un processo di decomposizione anziché di costruzione. Infatti la carne, per essere assimilata, deve essere “decomposta”; poiché questo processo di “decomposizione” è molto rapido, crea un forte stress nell’organismo che ha quindi una necessità impellente di eliminare le scorie (bisogna ricordare sempre che quando si mangia carne, si mangia tutto sommato un cadavere in decomposizione: il corpo quindi cerca di “bruciare” in fretta la materia “morta”). Abbiamo quindi sì energia, ma non si produce sangue di buona qualità. Il processo è troppo rapido.
La carne inoltre ha un forte potere energetico contrattivo, il che provoca una tensione e un irrigidimento nel corpo, che si traduce quindi in un atteggiamento chiuso, teso, “abbottonato”. Le persone che esprimono questa energia contratta hanno paura di perdere il controllo, cercano sempre di controllare tutto e tutti: se stesse, gli altri, le situazioni. Tendono ad essere inflessibili e materialiste.
Naturalmente quanta più carne si assume, tanto più accentuato sarà l’atteggiamento che ho esposto, soprattutto se non si tenta di bilanciare la carne con abbondanti quantità di verdura.
Se si vuole quindi essere sicuri di ingerire la giusta quantità di proteine “nobili” e si vogliono eliminare tutti gli spiacevoli effetti collaterali sopra esposti, è perfetto mangiare legumi associati a cereali. In questo modo saranno presenti tutti gli amminoacidi necessari per considerare la proteina del legume una proteina “nobile”, riservando carne e pesce non più alla quotidianità ma ad eventi di festa od occasioni importanti.
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( 3.1 / 78 )Il temibile zucchero bianco ha una grossa influenza anche sul sistema nervoso nonché sul metabolismo, creando prima un’eccitazione poi una depressione con conseguenti stati di irritabilità, falsa euforia, bisogno di prendere altro zucchero, ecc. In realtà si crea una vera forma di dipendenza, come avviene con la droga.

Ciò è causato dal rapido e violento assorbimento dello zucchero nel sangue che fa salire la glicemia. Di fronte a tale improvvisa salita, il pancreas risponde immettendo insulina nel sangue e ciò provoca una brusca discesa del tasso glicemico detta "crisi ipoglicemica", caratterizzata da uno stato di malessere e bisogno di mangiare altro zucchero per sentirsi di nuovo “su di tono”... Come accade ad esempio dopo aver fatto una colazione con cornetto e cappuccino: ci ritroviamo dopo un’ora o poco più con un “buco nello stomaco”.
Se quindi si riprende un dolce per tirarsi su, si produce ancora più insulina e, dopo un aumento iniziale, il livello di zucchero scende a livelli ancora più bassi: in questa situazione, si avverte maggiormente un senso di stress e di fame. E il ciclo si ripete, instaurando così il circolo vizioso dello stress da zucchero, con tutte le sue caratteristiche di assuefazione. Insomma, vale il detto famoso “un dolce tira l’altro”... La conseguenza di questa caduta degli zuccheri è l'immissione in circolo, da parte dell'organismo, di altri ormoni atti a far risalire la glicemia, tra cui l'adrenalina (che è l'ormone dell'aggressività, della difesa, della tensione). Si può ben comprendere come questi continui "stress" ormonali, con i loro risvolti psicofisici, determinano un esaurimento delle energie vitali con l'indebolimento nel lungo termine di tutto l'organismo.
Lo zucchero inoltre, è energeticamente molto espansivo, e quindi tende a portare l’energia verso l’alto, creando disorientamento e scarsa concentrazione, oltre a provocare stati altalenanti d’umore... questo lo sanno molto bene le donne che mangiano troppo zucchero, con i loro cambi repentini emotivi!
E’ stato stimato che in media consumiamo più di 60 chili di zucchero all'anno. Lo zucchero si trova in quasi tutti i cibi industriali, perfino in quelli non dolci, come le zuppe, i cereali per la prima colazione, il pane bianco, la maionese, la salsa per l'insalata, tutti i cibi in scatola (verdure, legumi, ecc.), molti "cibi per la salute", le sigarette, certi formaggi, la birra, alimenti per bambini, in moltissime medicine e perfino in alcuni dentifrici! Si è calcolato che circa il 70% dello zucchero consumato non
viene preso in forma diretta, ma nascosto nei cibi e nelle bevande industriali e innaturali che fanno parte della nostra alimentazione. Anche se pensiamo di non mangiare molto zucchero, in realtà non ci rendiamo conto che ne mangiano una grande quantità senza accorgercene, contenuta dentro a tanti alimenti che usiamo tutti i giorni... Provate a dare uno sguardo agli ingredienti di tutti i cibi in scatola nei supermercati: ne rimarrete stupiti!Come facciamo allora a trovare un sostituto dello zucchero? Aspartame e sostituti chimici sono peggio dello zucchero... meglio evitare! Meglio usare il malto di cereali. Ce ne sono di diversi tipi: malto di grano, di riso, d’orzo, di mais oppure lo sciroppo d’acero, la melassa, il miele e più occasionalmente la pasta di zucchero grezzo.
Si deve anche considerare che un uso occasionale di zucchero raffinato non ha mai ucciso nessuno! Ma notate il termine “occasionale” però, perché se una piccola quantità oggi mi fa desiderare (e assumere) una piccola quantità domani, si rientra presto nel circolo vizioso della dipendenza descritto sopra. Lo zucchero diventa pericoloso quando lo si assume quotidianamente, per esempio prendendo un dessert o un cioccolatino dopo mangiato... si dovrebbe pertanto cercare innanzitutto di ridurne il consumo, in modo lento e graduale (poiché l’eliminazione improvvisa potrebbe creare crisi d’astinenza) fino a non ingerirne praticamente mai. Ricordate che il semplice gesto di eliminare lo zucchero migliorerà la qualità della vita, proteggerà la vostra salute e quella dei vostri figli.
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