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		<title>ALCHIMIA URBANA</title>
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		<description><![CDATA[www.nonsoloanima.tv]]></description>
		<copyright>Copyright 2012, Gruppo Anima</copyright>
		<managingEditor>Gruppo Anima</managingEditor>
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			<title>ARRIVEDERCI</title>
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			<description><![CDATA[Arrivederci<br /><br /><br /><br /><img src="images/OGGI120908.jpg" width="225" height="191" border="0" alt="" id="img_float_left" />È stato molto bello conversare con voi, avere la possibilità di argomentare di Alchimia senza troppi veli. Ringrazio tutti i Mittenti delle numerose mail che mi sono giunte, con il loro calore, la loro intesa e l’implicito ringraziamento. Ringrazio vivamente la Redazione che è stata fantastica, rapida, paziente, efficiente, qualitativa. <br /><br /><br /><br />Ringrazio gli Autori degli altri Blog, che pur non conoscendoli li ho sentiti <i>“vicini di stanza”</i>, in un viaggio di divulgazione comune, su frequenze apparentemente diverse ma, fondamentalmente le stesse, in quella molteplicità di linguaggi necessaria per raggiungere tutti.<br /><br /><br /><br />Per chi volesse continuare questo percorso di Alchimia vi segnalo che questo blog continuerà sul sito <a href="http://www.alchimiaurbana.it" target="_blank" >www.alchimiaurbana.it</a> con cadenza settimanale, e dal vivo con il percorso di Meditazione e Alchimia che da Ottobre a Giugno si terrà presso la sede Milanese.<br /><br /><br /><br />Vi lascio con la frase che dell’Alchimia Amo di più:<br /><br /><br /><br /><i>“FESTINA LENTE”</i><br /><br /><br /><br /><i>*affrettati lentamente</i><br /><br />]]></description>
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			<author>Gruppo Anima</author>
			<pubDate>Fri, 12 Sep 2008 11:09:37 GMT</pubDate>
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			<title>33.IL LABORATORIO DELL&#039;ALCHIMISTA</title>
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			<description><![CDATA[Un tempo, nell’Egitto dell’Antico Regno dell’<i>Era del Toro</i>, quando i Leoni erano domestici e tutta la società Egizia viveva un&#039;intensa Alchimia quotidiana, l’<b>Armonia</b> era tale che i neofiti erano costretti a crearsi situazioni negative, sì da  trasformarle! Poi, la progressiva caduta dell’Uomo ha fatto in modo che non si dovesse più crearle, ma <i>coglierle</i>, semplicemente dal tessuto quotidiano, ormai dalla caduta, di negatività intriso.<br /><br /><br /><br />Il Laboratorio, tuttavia, ieri come oggi, è sempre stato costituito da Tre Stanze o Luoghi: una prima Stanza dedicata all’<b>Alchimia Verde</b>, quella botanica, ovvero la <i>Spagiria</i>; una seconda Stanza dedicata alla Metallurgia e una terza Stanza, la più importante, all’Alchimia Spirituale. Tralasciando per un attimo le prime due Stanze, parliamo della terza, quella inerente alla <i>trasformazione dell’Uomo</i>.<br /><br /><br /><br />È Laboratorio “dell’Uomo” qualsiasi luogo ove si pratichi l’intenzione di elevarsi. <img src="images/LABORATORIOPASCAL.jpg" width="263" height="328" border="0" alt="" id="img_float_right" />Una Cattedrale, una vecchia Chiesa (queste sono particolarmente adatte quando vuote), un Dojo, un prato, l’ombra di un albero, un tappeto, il comodo schienale di un letto, la sedia archetipica che ovunque ci accoglie, specie quelle senza braccioli, ma anche, le piante dei piedi o la maniglia unta del tram e della metropolitana…tutti luoghi adatti, specialmente se inaspettati, non programmati – in ogni programmazione vi è una farsa, una recita, un che di pomposo che spesso rovina tutto. <br /><br /><br /><br />Tutto il problema sta nel comprendere la differenza tra <i>Programmazione</i> e <i>Organizzazione</i>: Programmare è sterile, freddo, simmetrico, asciutto, secco, come un fastidio in gola, un arsura. Organizzare è <i>Organismo</i>, insieme funzionale di cose diverse, senza simmetria, imprevedibile ma regolare, continuo ma senza ossessione, Organico. La tendenza dell’Uomo, se fossimo etnologi venuti da un altro pianeta, la descriveremmo come estrema, sbilanciata, o tutto senza realizzare nulla, o un niente per dissolverci di volta in volta, senza sapere, senza capire, senza uno straccio di ricordo di chi o cosa siamo, o da dove o verso cosa andiamo.<br /><br /><br /><br />Il Prete, il Monaco, lo Yogi, il Santone, l’Eremita, il Sannyasi e tanti altri, si perdono o si addormentano nella programmazione della loro Liberazione, nella trama dei loro Dogmi e questo non urti nessuno, poiché coloro che veramente sono noti per essere Tali, sono poche centinaia per secolo - troppo pochi anche volendo considerare il precetto Paracelsiano del “tutta l’Uva non è il Vino” - tutti gli altri, milioni, cadono nella reti dell’entropia, della contraddizione, del trauma, della vecchiaia ecc. La stragrande maggioranza invece, l’uomo ordinario, vegeta attorno alla fonte erogena del desiderio inappagabile, invisibile, tra miseria e nobiltà, con qualche quarto d’ora di celebrità e sacralità.<br /><br /><br /><br /><i>Pochi si Organizzano</i>, diventando Organismi senzienti, trasgressori di ogni programmazione; eppure il Cristo stesso come anche il Buddha hanno parlato dell’Unicità di ogni Essere indicando che la Via siamo noi e che <i>non ci sono regole</i>, ma solo un Sole da scoprire, irripetibile, che si organizza da se stesso abbandonata l’inerzia a sinistra, i dogmi e le regole a destra.<br /><br /><br /><br />Il Laboratorio è quindi ovunque ed in qualsiasi momento, l’Uomo stesso è il Laboratorio, ogni frangente della vita, ogni scenario o sceneggiatura, ogni clima, ogni istante… l’Alchimista chiede in modo diretto al Divino di palesarsi ad <i>ogni dove</i> per dissetarsi della Presenza, quell’elemento di Gioia che è Materia prima.<br /><br /><br /><br />Bisogna imparare a produrre quel nettare psicotropico, da suggere con tutto il nostro essere, in ogni situazione, luogo o stanza. Ricordo ancora una “Cresta d’Onda” di qualche anno fa, con la chiave nella fessura, sul pianerottolo, come se quella chiave fosse la “Chiave”, un pomeriggio come tanti, tra mille problemi, ma il Laboratorio era “aperto”, e quella sensazione durò forse 10 minuti...in piedi, sotto una luce al neon, senza che il suo squallore potesse raggiungermi; solo la voce e il colpetto sulla spalla della mia vicina mi ridestarono &lt;&lt; si sentirà mica male né?&gt;&gt;<br /><br /><br /><br />Ecco, la Via degli Alchimisti, <i>trasformare il quotidiano in Sacro</i>, cominciando da dove si può e da ciò che si è in grado di intendere, ora e subito, perché anche se il tempo e la distanza sono un illusione, lo sportello chiude alle 12.<br /><br /><br /><br />continua<br /><br />]]></description>
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			<author>Gruppo Anima</author>
			<pubDate>Tue, 09 Sep 2008 08:49:22 GMT</pubDate>
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			<title>32.PROMETEO SUGGERIMENTO OPERATIVO N°12</title>
			<link>http://www.nonsoloanima.tv/patruno/index.php?entry=entry080905-145658</link>
			<description><![CDATA[Se tralasciamo le <em>Vie Secche</em>, quelle del Servizio e della Risolutezza, Vie per altro ben poco accessibili se non vi si nasce, rimane all’Operatore l’indagine accurata della sua natura costitutiva. Questa indagine è possibile solo attraverso lo strumento dell’Astrologia; attraverso la propria <strong>carta natale di nascita </strong>è possibile stabilire quali sono le Forze Elementari che ci caratterizzano e anche la loro relativa qualità. Ma andiamo per gradi: per non incorrere in errori banali bisognerà guardare in quali Segni/Elementi cadono i 7 Pianeti sacri delle Tradizioni Astrologiche, in altre parole i <strong>7 Pianeti </strong>visibili ad occhio nudo, includendo nel computo il Sole, che è una Stella e la Luna che è un satellite. Avremo così:<br /><br /><br /><br />Saturno – Giove – Marte – Sole – Venere – Mercurio – Luna<br /><br /><br /><br />…ovvero i 7 Metalli, le 7 ghiandole Endocrine, i 7 livelli della tavola periodica, i 7 orbitali dell’Atomo, le 7 cristallizzazioni per assi reciproci e non ultime le 7 note, colori, chakra ecc…<br /><br /><br /><br />7! Un numero ossessivo non trovate? Ma non usciamo dal seminato e tornando alla nostra costituzione, dicevamo, dobbiamo guardare in quali Segni si trovano questi Pianeti e quindi <b>in quali Elementi</b>, essendo i Segni aspetti di questi Elementi: il Fuoco per l’Ariete, il Leone, il Sagittario la Terra per il Toro, la Vergine, il Capricorno, e così via. Potrei trovarmi con ben 4 o 5 pianeti in Segni di Acqua e nessuno nel Fuoco o quant’altre combinazioni possibili che mi indicheranno quale “tessuto Elementare” mi informa maggiormente… nel bene e nel male. Vien da sé, infatti, che <strong>ogni eccesso </strong>(che comporterà altrove un difetto), sarà foriero di qualità esaltate ma al contempo appunto eccessive; troppa Aria dona Intelligenza e Filosofia, ma se vi è ben poco Fuoco, Elemento Agente, la parola non sarà mai Atto; oppure troppa Aria e poco o niente di Terra mi darà sempre Intelligenza e Argomentazione ma al momento di Concretizzare i fatti… solo parole, chiacchIere. <br /><br /><br /><br />Oltre agli eccessi si considera anche <b>la qualità </b>di un Elemento, infatti, se mi ritrovassi con 2 pianeti in Terra, dovrò valutare quali Pianeti sono in quella condizione, cioè a dire: come sta quel pianeta in quel Segno, a prescindere dall’Elemento? Per spiegarci meglio e tentare un miracolo di sintesi, possiamo dire che una delle regole fondamentali dell’Astrologia è la <em>Dignità </em>di un Pianeta, ovvero, un Astro può essere molto positivo quindi in Domicilio o Esaltazione oppure Neutro e quindi Peregrino, oppure ancora può essere negativo se in Esilio o Caduta; Marte a titolo di esempio è forte in Ariete, Scorpione e Capricorno così come è debole in Bilancia, Toro e Cancro, nei restanti Segni è mediano e quindi “dipenderà” di volta in volta… <br /><br /><br /><br /><img src="images/32_prom.jpg" width="208" height="324" border="0" alt="" id="img_float_left" /> Torniamo all’argomentazione precedente: se i miei 2 pianeti in segni di Terra erano Marte in Capricorno che è buono e, la Luna in Toro che è altrettanto buona, vorrà dire che i miei Istinti, calcoli, ragionamenti, praticità e concretezze - valori relativi alla Terra - saranno buoni e qualitativi, e ci potrò contare. Diversamente, quando i Pianeti che occupano un Elemento sono a disagio, perché in esilio o in caduta, le <strong>qualità relative a quell’Elemento </strong>saranno negative ovvero poco funzionali, squilibrate e distoniche.<br /><br /><br /><br />Certo in 2 righe sembra complicato, ma non lo è affatto, ci vuole solo un po’ di pazienza e capire che l’Astrologia è lo <b>strumento più trasparente </b>che l’Umanità ha sempre avuto a disposizione per conoscersi, infatti, Essa rappresenta la costituzione Energetica, Eterica e Simbolica di tutta la nostra persona. L’Astrologia non è un Metodo! L’Astrologia è Natura!<br /><br /><br /><br />Il problema è riuscire a coglierla rifuggendo dalle eresie moderne, e per inciso, nel calcolo che vi ho suggerito non contate i <strong>Pianeti Lenti</strong>, non visibili ad occhio nudo: Urano – Nettuno – Plutone.<br /><br /><br /><br />Questi sono sì importanti in un Tema ma solo quando congiunti ai 7 classici, oppure in condizioni di transito; i tre Pianeti tran saturnini sono insomma fuori dal computo naturale dell’Uomo Attuale, volendo dire che non abbiamo Chakra o Ghiandole* che li facciano risuonare dentro di noi, sono, infatti, Pianeti ad azione Esogena, Esterna, influiscono solo da fuori, creano un’atmosfera intorno all’Individuo. Non agiscono dall’interno. Eccezionalmente funzionano molto bene nei Temi di Personaggi di portata pubblica, storica, mondiale, poiché quest’ultimi diventano veicoli dei destini collettivi, ed è appunto il collettivismo o <em>Astrologia Mondiale </em>l’ambito della loro funzione. Plutone impiega 250 anni circa a girare intorno al Sole, non ci circumnaviga, si accosta di poco alla nostra gonna; ci indica solo che nasciamo in un certo periodo e che da questo saremo in qualche modo influenzati. Ma sarebbe un discorso lungo e questa non è la sede. Calcolate i vostri Elementi con 7 Pianeti. <br /><br /><br /><br />Prima di concludere, come da indicazione nel Video relativo a questo argomento, in stato di lavoro meditativo cercate prima un vostro <strong>Istinto</strong>… e lo sentirete salire dal basso. Cercate poi un Emozione… e la sentirete fluttuare intorno a voi in zona toraco-addominale. Poi è la volta del <b>Pensiero</b>… pensate e percepirete il pensare espandersi e prendere lo spazio maggiore intorno alla vostra persona dalle spalle in poi. …ecco, fin qui lo sapevate già e se non lo sapevate vi sarà sembrato comunque logico e normale. L’ultimo Elemento, quello più vicino alla nostra origine, il Fuoco, ce lo hanno portato via, nel senso che ad Esso non siamo stati educati: <strong>il Fuoco</strong>, infatti, non si espande più dell’Aria dei nostri Pensieri, anche in Natura se il Fuoco si espande troppo si disperde perché sempre dalla terra viene generato, e la sua forma a pancia che si risolve acuiforme verso l’alto è preziosa indicazione. Se dallo spazio largo e cieliforme dei Pensieri cercate di salire vi accorgerete che il vostro campo visivo/percettivo tende a verticalizzare e restringersi. Ecco la è il Fuoco, è alla portata di tutti, e quello che sentirete è una forza centripeta, come una Focalizzazione, che vi farà sentire… esatto sentire, proprio sentirsi; si avrà la sensazione di <b>Essere e Volere.</b><br /><br /><br /><br />Quello stato, sradicato dalle chiese e dai poteri, è il Fuoco che Prometeo rubò al Sole e agli Dei per donarlo agli Uomini… ma c’è un errore, Prometeo voleva solo restituirlo, non donarlo, perché quel Fuoco è la nostra Realtà o Natura Originaria.<br /><br /><br /><br />]]></description>
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			<author>Gruppo Anima</author>
			<pubDate>Fri, 05 Sep 2008 12:56:58 GMT</pubDate>
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			<title>31.I 4 ELEMENTI O SOSTANZE</title>
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			<description><![CDATA[Se ne attribuisce ad Empedocle la classificazione, ma in realtà erano già noti, anzi, lo sono sempre stati; diciamo che i Greci sono quelli che ne hanno parlato in un linguaggio dialettico e quindi più vicino al nostro. <br /><br /><br /><br />Solida la Terra, Liquida l’Acqua, Gassosa l’Aria, Igneo il Fuoco. <br /><br />Nessuno di questi elementi tuttavia è allo <strong>stato puro</strong>: la Terra è umida e quando è secca porta in sé comunque microparticelle di umidità, solo il diamante e qualche altra eccezione ne sono quasi del tutto privi. L’Acqua porta in se la Terra, è minerale e quando è distillata ci ha messo le mani qualcuno o qualche strampalata singolarità... e quindi non vale. L’Aria per quanto possa essere secca porta sempre nel suo grembo l’umido, e in un pianeta <b>costituito per il 70% d’Acqua </b>è altamente improbabile trovare un Aria completamente secca. Il Fuoco è invece Singolare per natura, non porta nulla dei suoi fratelli Elementi in se stesso... tuttavia è dalla Terra che viene generato e dall’Aria alimentato, mentre crepitando scaccia l’Acqua di cui la Terra e l’Aria erano intrise.<br /><br /><br /><br /><img src="images/31_4elementi.jpg" width="324" height="263" border="0" alt="" id="img_float_right" /> Per la Cina Antica, ad immagine del nostro Eraclito, <strong>tutto scorre</strong>: il mondo, la Vita Tutta, era percepita come una VIA, la Via, il Tao, e mal sopportavano che qualcosa fosse fisso, sì da dare Movimento agli Elementi circostanti, modificandone inevitabilmente Natura e classificazione. <br /><br /><br /><br />WU XING gli hanno chiamati, 5 Camminamenti! Ovvero Movimenti: l’Acqua scende, il Fuoco Sale, il Legno cresce dal basso, il Metallo o ciò che è prezioso cresce dentro verso l’interno. La Terra è piano e luogo inerziale, la circostanza o evento che permette agli altri di esistere e comportarsi.<br /><br /><br /><br />Tornando alle nostre longitudini, l’Alchimismo ha significato i nostri 4 elementi in molti modi, non ultima la comparazione, più moderna, con le <b>4 forze chimiche fondamentali</b>: Ossigeno, Idrogeno, Azoto, Carbonio. L’Ossigeno è solare, Igneo, vicino al Fuoco e ai suoi processi intimamente legato; l’Idrogeno è Lunare, simile all’Acqua, da esso per la maggiore costituita; l’Azoto è Mercuriale, elemento principe non solo dell’Aria stessa ma anche di ogni processo di scambio e trasformazione. Il Carbonio è Saturnino, centripeto, coagulante, quindi terrestre, e sua è infatti tutta la chimica del Carbonio, chimica della vita e delle cose ponderali, tangibili.<br /><br /><br /><br />La Quadruplicità in Natura è ovunque riscontrabile, basta cimentarsi di poco in una attenta analisi di ciò che ci circonda per vedere il 4 ovunque presente. Si pensi solo alle 4 basi azotate che fanno da perno al DNA, codice genetico.<br /><br /><br /><br />Speciali e centrali sono comunque le analogie che l’Alchimismo ha descritto <strong>tra psichismo ed Elementi</strong>: al Fuoco il Volere, l’Essere e l’Intendere; all’Aria, il Pensiero, l’Argomentare e l’Astrarre; all’Acqua la Percezione, il Sentire, l’Emozione; ed infine alla Terra, il Ragionamento, il Calcolo, la Praticità, gli Istinti.<br /><br /><br /><br />Sol di poco conoscendo, tramite la propria <b>Carta Natale </b>come questi Elementi si disponevano, l’Alchimista aveva già un bel conoscersi. Prerogativa che impediva all’operatore di sforzarsi troppo e perder tempo nelle finezze metafisiche, qualora apprendesse che nel suo tema Natale non vi era Aria sufficiente a consentirli di spaziare tra parole e concetti; magari scopriva di essere determinato dal Fuoco e quindi dall’agire, dalla risolutezza, dall’intendimento al volo, senza fronzoli; oppure vedeva nel suo cielo l’Acqua che Gli suggeriva di sentire, percepire, e cosi via, ecc, ecc.<br /><br /><br /><br />Continua<br /><br /><br /><br /><br /><br /> <object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/-prhRZiX44o&hl=en&fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/-prhRZiX44o&hl=en&fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object> <br /><br /><br /><br />]]></description>
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			<author>Gruppo Anima</author>
			<pubDate>Wed, 03 Sep 2008 07:14:34 GMT</pubDate>
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			<title>30.SULFUR E SPIRITUS - Suggerimento operativo n°11</title>
			<link>http://www.nonsoloanima.tv/patruno/index.php?entry=entry080830-145806</link>
			<description><![CDATA[Zolfo - Spirito – Tuorlo<br /><br />Mercurio - Anima – Albume<br /><br />Sale - Corpo – Guscio Calcareo<br /><br /><br /><br />L’Uomo è Spirito, forza solare e incorruttibile, Spirito che cerca una materia o contesto Salino, quindi corporeo, fisico, tangibile e ponderabile; tuttavia vi è troppa distanza tra l’Uno e l’altra, specie nella nostra circostanza evolutiva, così da dover trovare uno spazio e quindi un tempo tra, diciamo, il Tuorlo e il guscio calcareo, quindi un albume, un albumescenza Mercuriale, un Mercurio appunto, ovvero tutto il complesso Animico. Albume è parola che parla di Alba, di quell’anello costituito dai Pesci e dall’Ariete, dove i Pesci sono le 2 ore circa prima dell’Alba e l’Ariete le prime 2 dopo il sorgere del Sole. <br /><br /><br /><br /><img src="images/30_sulfur1.jpg" width="223" height="200" border="0" alt="" id="img_float_left" /> Tutto lo Zodiaco è compreso tra questi 2 segni, <b>l’inizio e la fine</b>, e lo Zodiaco rappresenta tutte le vicende Animiche dell’Uomo tra Spirito e Materia, ignavo dello Spirito, schiavo della Materia; inconsapevole del Tuorlo, ma ben adeso – dentro l’Uovo- alle asperità calcaree del guscio, è come una sensazione centrifuga, di essere respinti dal centro Tuorlaceo, Solare, lo Spirito.<br /><br /><br /><br />La maggior parte degli Esseri Umani è calcarea. Come in un’opera d’arte che rappresenti un Uovo visto nella sua sezione interna, concava, gli Umani se ne stanno come moscerini spiaccicati sulle pareti, con il viso con-Fuso al calcare; qualcuno si accorge che i sensi non sono solo anteriori e percependo la propria posteriorità sente il fresco e gelatinoso albume e inizia a sospettare l’esistenza di qualcosa di meno denso, scopre lo spazio dell’Anima; certo all’inizio un po’ “credendoci”, per fede, ma poi un arto si stacca dal calcare e galleggia… inizia la fase Mercuriale, che troverà epifania nel momento in cui si farà coraggio e con braccia e mani recuperate, in un solo e risoluto gesto si darà una spinta, come a staccarsi dal bordo della piscina, dapprima di spalle, e poi, con la pratica, volterà le spalle al guscio muovendosi nell’Albume, nuotandoci! È Figlio di Hermes.<br /><br />In questo stato di Nuotatore, voltate le spalle al calcare, nuotando inevitabilmente verso il centro, osserverà con tutti i sensi la luminescenza giallognola, di un Oro aranciato, della Tuorlità, sospettando l’esistenza di qualcosa di ancor più sottile e luminoso, lo Spirito, il Sulfureo, lo Zolfo, come di un passo indietro si sospettava dell’anima o Mercurio.<br /><br /><br /><br />Il Tuorlo Spirituale, ci si accorgerà tuttavia, che a differenza dell’Albume non è nuotabile o navigabile, e che se non fosse per la concavità madre, protettrice, del guscio calcareo, il Tuorlo evaporerebbe uscendo di “scena”. Occorrerà un <b>nuovo Uovo</b>.<br /><br /><br /><br /><img src="images/30_sulfur2.jpg" width="340" height="260" border="0" alt="" id="img_float_right" />Il nostro Alchimista Albuminoso, Mercuriale, si troverà quindi rinchiuso in una serie di Uova infinite, dato che presto ci si accorge, non senza dispiacere, che ogni Uovo ha la durata di una Vita, una sorta di scadenza! Di Uovo in Uovo, la nostra coscienza porta con sé, il talento, il sogno, il ricordo di quel felice – se pur ad un certo livello claustrofobico – Nuotare, iniziando a nuotare di volta in volta* sempre più precocemente, sì da accumulare più tempo, strategia, pratica e calore… per accorgersi che queste tre distinzioni sono l’Atanor di qualcosa di più grande…formare il Pulcino! Corpo di Gloria o Pietra Filosofale che sia.<br /><br /><br /><br />Come? Covando come fa la gallina, una quarantina di giorni simbolici di continua e amorevole dedizione.<br /><br /><br /><br />Spiritosamente, smettere di mangiare le Uova e liberare il Pulcino, così come, smettere di mangiare le Foglie per liberare la Farfalla. Potremo così dire come allusione dell’aver Inteso, non solo: <i>“Ha mangiato la Foglia”</i>, ovvero ha capito e quindi nasce una Farfalla, ma anche, ha fatto la Frittata, <i>“ha mangiato la frittata”</i>, digerita, ha liberato il Pulcino.<br /><br /><br /><br />Gli Egizi, alchimisti fino all’Osso, lo sapevano, e il geroglifico dell’<i>INDIVIDUAZIONE</i>, ovvero dell’Identità raggiunta, la propria completa Formazione, era il Pulcino!<br /><br /><br /><br /><br /><br /><i>*si osservi come l’espressione “di Volta in Volta”, si riconduca alla sezione dell’Uovo che è appunto una Volta.</i><br /><br /><br /><br />continua<br /><br />]]></description>
			<category></category>
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			<author>Gruppo Anima</author>
			<pubDate>Sat, 30 Aug 2008 12:58:06 GMT</pubDate>
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			<title>29.LO ZOLFO</title>
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			<description><![CDATA[È rappresentato da una croce sormontata da un triangolo che guarda verso l’alto, il triangolo che rappresenta il Fuoco. Fuoco o volitività vincolata alla materia. Il simbolo dello Zolfo ci spiega che il Fuoco è prigioniero della Materia? Oppure che il Fuoco ha scopo solo quando sia congiunto a quest’ultima? La risposta è Sì ad entrambe le domande! <br /><br /><br /><br />Vi è uno Zolfo Volgare del quale abbiamo già detto e uno Zolfo Filosofale o Nobile; lo Zolfo dei Filosofi è lo spirito dell’Uomo che si <b>desta</b> nella Materia, ed è tutta qui la differenza: se lo Zolfo o nostro Spirito rimane sopito, è prigioniero della materia, prigioniero di Saturno, se invece si <b>desta</b> significa che lo Zolfo o nostro Spirito trova il suo scopo; incarnarsi nella materia.<br /><br /><br /><br /><img src="images/zolfosaleok.jpg" width="328" height="261" border="0" alt="" id="img_float_left" />Ma lo Spirito (indisgiungibile dalla coscienza) dato che siamo in un Corpo, non è già incarnato? Si e no… se è sopito, prigioniero, sarà latente, incarnato sì, ma in un certo senso fuori dal gioco della diretta, lontano dalle decisioni della Coscienza, disattivato, spettatore impotente delle vicende scenografiche di una vita. L’Io ordinario, lo Zolfo volgare, inumidito dalle passioni, rilascerà il suo tipico odore di marcio, e non è un caso se il classico odore di zolfo è percepibile solo quando quest’ultimo si congiunge all’acqua, infatti, quando secco, è inodore e insapore. L’acqua con le sue passioni non è sbagliata in se stessa, a condizione che risponda alla gravità, che cada verso il basso, come da suo glifo, un triangolo che guarda verso la terra, quindi l’alchimista lascia che tutte le sue emozioni scendano e si raccolgano nel ventre, nell’oceano ombelicale delle forze vitali per far ascendere naturalmente verso l’alto le forze Sulfuree.<br /><br /><br /><br />Lo Zolfo è ascensione, è glifo direzionale per le regioni Alte, è il senso stesso dell’esistere: IO SONO!<br /><br /><br /><br />A patto che questo Essere sia affermato nella Materia e non fuori da essa, che avvenga nel cuore stesso della nostra corporeità Salina, poiché fuori dall’incarnazione, almeno fino ad un certo livello di evoluzione, è molto difficile evolvere e progredire, quindi tocca al nostro Io Ordinario o Zolfo volgare riconoscersi in quanto tale e ricordarsi di se stesso. <br /><br /><br /><br /><b>Il Mio Io non deve morire, deve mutare, che è una morte migliore!</b> <br /><br /><br /><br />La mia volgarità deve cessare di essere tale non perché è appunto volgare, ma perché la sua natura è quella di trasformare, perché la Volgarità è Naturale, e muta naturalmente; la volgarità, dello Zolfo, è una tappa, alle nostre latitudini e circostanze, Necessaria!<br /><br /><br /><br />Lo Zolfo dei Filosofi, è una Traccia, un’indicazione solerte e potente, il magnete celeste che attira il nostro Mercurio verso l’alto; rimanendo con i piedi per terra.<br /><br /><br /><br />continua<br /><br /><br /><br /><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/F-OVlPNxoGM&hl=en&fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/F-OVlPNxoGM&hl=en&fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object>]]></description>
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			<author>Gruppo Anima</author>
			<pubDate>Wed, 27 Aug 2008 08:30:56 GMT</pubDate>
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			<title>28.I FIGLI DI HERMES - Suggerimento operativo n°10</title>
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			<description><![CDATA[<img src="images/28_Hermes.jpg" width="274" height="378" border="0" alt="" id="img_float_right" />Tra tutti quelli proposti, questo sul Mercurio, è il suggerimento più insolito… essere Mercurio non si può né suggerire né insegnare. Però si può descrivere.<br /><br /><br /><br />Un aiuto può venire dalla figura di Odino, Dio poliedrico e multiforme che oltre alla sua ovvietà Solare, era rappresentato come un Mercurio Filosofale, poteva essere “chiunque”, “ovunque”; era <b>ladro e sciamano</b>, saggio e guerriero, Dio e Uomo, viandante o mendicante, giusto ma all’occorrenza, se il contesto lo richiedeva, provocatore, ironico o bugiardo (non nel senso della menzogna).<br /><br /><br /><br />Un altro Mercurio Filosofale era il Cristo. Lavava i piedi e se li faceva lavare, parlava e argomentava nel Tempio, ma lo faceva anche fuori; aveva contatti con tutti, saggi, puttane, sbandati, maghi, ladroni, re, soldati, umili. Poteva rendere il suo corpo tutta Luce ma anche russava, si faceva male, amava i lavori di muratura e in barba a tutti mal sopportava il lavoro del legno (*).<br /><br /><br /><br />Essere Mercurio significa riuscire a <strong>salire e scendere </strong>con grande facilità, dall’Estasi a momenti di poca pressione, dal sesso alla preghiera, dalla festa al silenzio, dalla costrizione alla libertà. Essere Figli di Hermes vuol dire non abbracciare nessuna morale, non aderire a nulla che non sia funzione, flusso, Via. Un buon segnale di Mercurialità è la capacità “Digestiva”. <b>Digerire il Mondo</b>. Mercurio non è infatti solo simbolo di comunicazione ma anche di digestioni, frammentazioni, scissioni; in Astrologia è signore della Vergine, Intestino Tenue, organo di scomposizione, riduzione, essenzializzazione. Anche, in Alchimia, è esaltato in Acquario, segno che descrive in sé le funzioni della Milza e del Pancreas, sia esocrino sia endocrino.<br /><br /><br /><br />L’Alchimista Digerisce! Solo dai traumi contratti in età infantile l’Operatore è indifeso, ma quelli sono appunto “contratti”, situazioni che dovranno essere risolte attraverso l’analisi di quelle traiettorie, il <i>Karma </i>... ma il resto è tutto appetibile, digeribile. Non esiste più l’essere traditi, offesi, insultati, tutto diventa chiaro, si ha in mano il copione, la sceneggiatura. Rimane solo il dolore fisico, le torture e il mal di denti, il fardello di sapere troppo e potere poco; ma è il dazio di un’epoca.<br /><br /><br /><br />Guarda veramente che cosa ti urta, ti tocca, ti duole... <b>realmente te ne importa</b>? I Figli di Hermes frequentano i boschi e i paesaggi sereni della loro interiorità, luoghi questi ben lungi dall’essere isole di fuga, ma bensì terreni costanti dentro i loro occhi. I Mercuri possono anche irritare, apparire freddi, presuntuosi, ma in realtà hanno solo compreso che siamo eterni, che a nulla vale il dolore e la fatica e che, come vada, sarà Luce, sempre e comunque.<br /><br /><br /><br />L’Alchimista, sulla Via del Mercurio(**), sente forte e ineluttabile<strong> il richiamo al servizio</strong>, anzi, non lo sente come tale, non lo chiama servire, risponde ad una logica profonda, lontana da morali, catechismi o buonismi... l’Hermete “non aiuta gli altri”, agisce! ...si orienta, scruta le direzioni, pulisce gli argini, drena i fondali, a che il Fiume Scorra. <br /><br /><br /><br />(*) “l’altro volto di Gesù” – “i primi insegnamenti del Cristo” – Daniel Meurois-Givaudan – Ed. Amrita. <br /><br />(**) in Sanscrito la parola che indica l’Alchimia è letteralmente “la Via del Mercurio”<br /><br /><br /><br />Continua<br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/yA6M3ziL_ks&hl=en&fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/yA6M3ziL_ks&hl=en&fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object>
<br /><br />]]></description>
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			<author>Gruppo Anima</author>
			<pubDate>Tue, 19 Aug 2008 10:46:45 GMT</pubDate>
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			<title>27.IL MERCURIO: QUALE MERCURIO?</title>
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			<description><![CDATA[Hg: Metallo Nobile, di transizione, numero atomico 80… l’Oro è 79, il piombo 82. Numeri vicini che indicano somiglianze, relazioni e parentele al di là delle “apparenze”: l’Oro è lucido e incorruttibile; il Piombo è plumbeo, grigio, brutto e isolante; il Mercurio è liquido, bello, argenteo, multisferico. Il Mercurio è Argentovivo oppure “acqua di Argento” Hydrargirium. Rarissimo allo stato naturale, viene estratto per la maggiore dal Cinabro (HgS) per arrostimento, procedimento che separa lo zolfo dal Mercurio – HgS + O2 = Hg - SO2. <img src="images/MercurionOk.jpg" width="334" height="328" border="0" alt="" id="img_float_right" /><br /><br /><br /><br />Nell’Alchimia Cinese il “Campo del Cinabro” era rappresentativo della zona sottombelicale, nota come DAN TIEN. Quindi se respiro, se apporto Ossigeno (O2) intenzionalmente in quella zona, zona del Cinabro, il mio respirare essendo una combustione, separerà lo Zolfo (S) dal Mercurio (Hg). <br /><br /><br /><br />Il Mercurio quando puro si raccoglie, si sfericizza, è come una rotondità, un qualcosa “che non si stende”, che non cede totalmente alla gravità, la gravità delle cose, certo ne risponde, ma mantiene ben salda anche la sua di gravità, facendosi sfera. <br /><br /><br /><br />Citando Rudolf Steiner*, potremmo dire che la sfericità del Mercurio è dialettica alla sfericità della nostra Idrosfera, il nostro Pianeta. Infatti, quella che a noi sembra Acqua, una goccia d’acqua nello spazio, in quella che è la scala cosmica delle diluizioni è Mercurio. La nostra Idrosfera è Mercurio. Il Mercurio è simile all’Acqua e all’Aria. Quando mi alzo dal Mare, evaporando verso il Cosmo, non trovo mai la netta distinzione tra Acqua e Aria; l’Aria è una rarefazione dell’acqua, l’Aria, meglio ancora, è il momento delle massime distanze tra una molecola d’acqua e l’altra. In queste distanze prende l’avvento e lo spazio l’elemento dell’Azoto, anch’esso Mercuriano. La Terra, Salina, più in basso con le sue asperità è appunto il Sale, le concrezioni continentali che assurgono a scheletro del pianeta. In  alto, dal Cosmo, l’elettromagnetismo incidente dei raggi solari è la Sulfureità apportatrice di calore. <br /><br /><br /><br />L’Alchimismo Medioevale si sentì quindi in dovere di distinguere un Mercurio dell’Acqua, emotivo, e uno dell’Aria, mentale; tuttavia il concetto di Mercurio è infinitamente più largo, <b>rappresenta il gioco dell’intermediazione</b>, del sottostare ma comunque essere, l’interdipendenza insomma. L’Hg, Mercurio Metallico, è solo la precipitazione del suo stato archetipale, <b>la Corpificazione di ogni concetto Sferico</b>, come l’Oro lo è della Luce, del Sole e dell’incorruttibilità.<br /><br /><br /><br />Mitograficamente è alato, veloce, scorrevole come quando si divide in migliaia di sfere, sfere che per definizione mantengono un centro, una loro gravità. Il Mercurio, 80, viaggia dagli Dei, l’Oro, 79, il Sole, al mondo delle forme plumbee, il piombo, 82 – dall’Energia del Sole alla Materia di Saturno. <br /><br /><br /><br /><b>Sole – Oro – Energia – 79 – Fuoco - Sulfureità</b><br /><br /><br /><br /><b>Mercurio – intermediazione – 80 – Aria – Acqua - Mercurialità</b><br /><br /><br /><br /><b>Saturno – Piombo – Materia – 82 – Terra - Salinità</b><br /><br /><br /><br /><br /><br /><img src="images/mercurOkII.jpg" width="283" height="215" border="0" alt="" id="img_float_left" />È per la legge dell’Unità e per le sue bizzarre duttilità che molti, nella sua veste più completa, Universale, vi hanno visto lo Spirito nella sua forma più alta. Un’immagine chiarificatrice è quella dell’albero dei nostri Chakra dove il settimo si contrappone al primo; il settimo rappresentativo dell’alto e del celeste, come l’energia e le forze Sulfuree, e il Primo rappresentativo del basso, del ritmico, del terrestre ovvero della Materia e delle forze Saline… tuttavia il Chakra di mezzo, il Cuore, quando attivo e completo, diventa il centro del sistema e il vero obbiettivo di Alchimie ed Evoluzioni. Si spiega così come mai tutte le culture affibbiano al Cuore ora la mente, ora il corpo Mentale, ora la Psiche, tutti valori di Mercurio. Quindi, durante i lavori il Mercurio intermedia, ed è Anima, a lavori “conclusi” (se mai possano veramente concludersi) il Mercurio assurge, trasmuta in Spirito, in Cuore, diviene la materia duttile e “totipotente” del Corpo di Gloria, della Pietra dei Filosofi, un vero e proprio corpo di Luce, splendente come l’Argento Vivo, il Mercurio Universale dei Filosofi.<br /><br /><br /><br />Quindi, quale Mercurio? …è un gioco di gioghi, di parole, di contesti, un concetto variabile, un principio mutevole, il tentativo forse a volte maldestro, di grandi uomini che cercavano di dare Nome o prendere appunto sull’incessante e stupefacente MOVIMENTO del Divino, la Sua normale tendenza a Mutare, Trasmutare, Trasformare, Trasfigurare…<br /><br /><br /><br /><br /><br /><i>*libro citato: Rudolf Steiner L’esperienza del corso dell’anno in quattro immagini cosmiche, Ed antroposofica, Milano</i>]]></description>
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			<author>Gruppo Anima</author>
			<pubDate>Tue, 05 Aug 2008 13:42:27 GMT</pubDate>
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			<title>26. IL SALE TRA IDENTICO E IDENTITA&#039; - Suggerimento operativo n°9</title>
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			<description><![CDATA[Il <b>Sale</b> è principio di <b>Identità</b>, sia nel senso <i>“dell’individuo”</i> che nel senso <i>“dell’Identico”</i>. Se con l’ausilio del fuoco brucio un qualsiasi vegetale riducendolo in cenere, otterrò un composto che avrà in sé una caratteristica Volatile e una Fissa. Quella Volatile è solitamente solubile, quella Fissa è insolubile. <br /><br />Il sale fisso, insolubile, se continuo a calcinarlo in vari modi e tempi si ridurrà, nel caso del mondo vegetale in <i>carbonato di potassio</i>; tutte le piante vengono cosi ricondotte “all’Identico”. (Non ricordo ora, nel mondo Umanimale, quale sia l’elemento “identico”, credo <i>fosfato di calcio</i>, tuttavia non è importante, sempre “identico” è.) I Sali solubili invece, volatili, sempre diversi e vari riconducono invece le piante “all’identità” nel senso della particolarità. <br /><br /><br /><br />Il Sale ci riconduce all’Unità, siamo tutti uno e tutti dal Sale siamo generati. È infatti un principio Salino quello che crea le cose; gli Alchimisti ci facevano notare, come scaldando appena dei semi in acqua, questi non erano più in grado di generare, infatti, è un <b>Sale intimo</b>, <b>centrale</b>, <b>volatile</b> e quindi solubile o evaporabile quello che permette il fenomeno della vita. Dicevano anche che questo Sale intimo è il primo abito del quale si riveste lo Spirito Universale, quando entra in manifestazione.<br /><br /><br /><br />Ogni cosa è comunque a sua volta suddivisa in tre principi o livelli. <img src="images/calcinareok.jpg" width="304" height="327" border="0" alt="" id="img_float_left" />Così, in definitiva, abbiamo questo <b>Sale Intimo</b> che è come dire di natura spirituale, sottilissimo e delicato e potremmo accostarlo ad un principio Sulfureo, luce, energia. <b>Un Sale di oligoelementi</b>, anch’essi solubili, con caratteristiche di ricchezza e varietà, qualità che fanno di questo Sale la causa dell’Identità e per esteso a causa dell’irripetibilità dei suoi dosaggi l’unicità di ogni ente naturale. Nella nostra scala di principi e valori è come un Sale Mercuriale, mediano, Animico. Infine, ogni cosa ha anche un Sale Fisso, insolubile, forte, mnemonico che a seconda del regno si riconduce ad unico elemento, generando il concetto di Identico, e si colloca nella nostra scala decisamente al Sale.<br /><br /><br /><br />Per esercitarsi a comprendere queste realtà in se stesso, l’Alchimista si dava un gran da fare con le pratiche di laboratorio - operando su piante, minerali e metalli - sì da poter riconoscere in se stesso quello che i suoi sensi percepivano nelle operazioni pratiche.<br /><br /><br /><br />Un corso di Spagiria – Alchimia vegetale – è consigliato a tutti.<br /><br /><br /><br />I Principi della Terna Alchemica, infatti, non sono molto argomentabili, hanno una natura empirica, vanno toccati, visti, ascoltati, assaggiati, annusati. <br /><br /><br /><br />Metto qui in guardia il lettore anche su alcuni “spostamenti” dell’ordine consueto che si dà alla terna, infatti, se io ho qui lasciato intendere che lo Zolfo è il principio più vicino allo Spirito, tuttavia è anche vero che nel mondo vegetale il primo elemento che “Vola” è l’Alcool, e l’alcool è Spirito, e questi sono associati al Mercurio e non più allo Zolfo che quindi nelle operazioni vegetali è “declassato” come mediano…<br /><br /><br /><br />Abbiamo così almeno due sequenze a seconda del regno o del contesto.<br /><br /><br /><br />Alchimia dell’Uomo: ZOLFO/SPIRITO – MERCURIO/ANIMA – SALE/CORPO.<br /><br />Alchimia del vegetale: MERCURIO/SPIRITO – ZOLFO/ANIMA – SALE/CORPO.<br /><br /><br /><br />…ma non c’è molto accordo, ognuno classifica, pontifica o sentenzia… l’Alchimista in risposta si chiude in laboratorio e osserva, certo pensando, ma gli odori, i rumori, i colori e l’atmosfera del suo antro lo distolgono in fretta dalle trappole della mente…<br /><br /><br /><br />continua<br /><br />]]></description>
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			<author>Gruppo Anima</author>
			<pubDate>Thu, 31 Jul 2008 11:04:09 GMT</pubDate>
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			<title>25.LA TERNA ALCHEMICA</title>
			<link>http://www.nonsoloanima.tv/patruno/index.php?entry=entry080728-130336</link>
			<description><![CDATA[<b>IL SALE </b><br /><br /><br /><br />In Chimica, quando un Acido e una Base si incontrano, precipitano in un Sale. Come dire che dall’unione di un maschile e di un femminile si produce un frutto, un nuovo essere.<br /><br /><br /><br />Il Sale è fisicità? Dipende! Sicuramente, in un ordine di cose date, il Salino, è l’elemento che più si avvicina alla densità. In un esempio metaforico potremmo dire che se penso tre pensieri, il più greve o contingente è quello Salino... ma questo esempio è relativo ad un contesto qualitativo, cambiando invece contesto potrei dire che un mio pensiero – il maschile – unito ad un emozione – il femminile – produce un atto, un fatto, una manifestazione. Il Sale!<br /><br /><br /><br /><img src="images/sale.jpg" width="329" height="228" border="0" alt="" id="img_float_left" />L’Alchimia è espressione relativistica, come lo Yin e lo Yang della tradizione Taoista. Secondo la Cina Antica non ha senso assolutizzare, non esiste il femminile assoluto o il maschile assoluto. Dipendono uno dall’altro come è il caso del maschio e della femmina in senso genitale; sono maschio perché i miei genitali sono estroflessi, sono femmina perché introflessi, ma la donna diventa Yang quando esprime le emozioni, piange, grida, crea... il maschio fa tacere le emozioni, diventa Yin, piange dentro, si obnubila... imbarazzo e vergogna. Nel Mentale il maschio torna Yang, pensa, ingegna, argomenta; la donna si inverte e ritorna Yin, fatica a razionalizzare, non si orienta, non trova le soluzioni. Questo in generale, poi le variabili, le eccezioni, altro relativismo...<br /><br /><br /><br />Questa digressione ci occorrerà ricordarla molto spesso per avvicinarci a quei concetti che la <b>Terna Alchemica</b> provoca e propone. Sarebbe troppo <i>“facile”</i> liquidare il problema con il dire che il <b>Sale è il fisico</b>, il <b>Mercurio l’Animico</b> e lo <b>Zolfo lo Spirito</b>. Dipende, è relativo, senza poi voler tener conto di tutte le differenze, anche solo sfumate che ogni autore o epoca ha voluto interpretare e argomentare.<br /><br /><br /><br />Il Sale è Cloruro di Sodio, NaCl, sodio e cloruro; il Sodio è Bilancino, retto da Venere, il Cloro è Scorpionico, retto da Marte. L’Unione di due opposti e complementari. Infatti il Sale è attivo, Yang, esaltatore di sapidità, moderatamente caustico – è un sale dell’<b>Acido cloridrico</b> – e rilascia energia. E’ anche Yin, infatti assorbe l’umido, non solo quello dell’acqua ma anche l’umido delle emozioni, è in terapia “estrae” il dolore e l’energia negativa.<br /><br /><br /><br />Famose ed efficaci sono le prese di Sale che venivano e ancora vengono poste agli angoli del letto o delle stanze, prese che assorbono i miasmi eterici che tendono per onda di forma ad accumularsi negli “angoli” delle cose, delle case e degli esseri Umani. Il Sale assorbe e trasmette. <br /><br /><br /><br />Questi ed altri sono i motivi per i quali l’Alchimista prese il Sale a simbolo. Non ultimo il fatto che era un simbolo popolare, comune, prezioso, <i>“il Salario”</i>. Comune come l’Uomo, grezzo, semplice, ma pur Vivo, mobile, il Sale è Vivo! Ha una sua dignità. Certo magari è un po’ pesante, difficile da dosare, ne basta un pizzico, ma se non c’è, pizzico che sia non vi è sapore... e così sono gli Umani nel loro insieme, come il Sale. <br /><br /><br /><br />continua<br /><br /><br /><br /><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/7QeDEPWDAWk&hl=en&fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/7QeDEPWDAWk&hl=en&fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object>]]></description>
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			<author>Gruppo Anima</author>
			<pubDate>Mon, 28 Jul 2008 11:03:36 GMT</pubDate>
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			<title>24.DIARIO DI ALCHIMIA N°8</title>
			<link>http://www.nonsoloanima.tv/patruno/index.php?entry=entry080721-133707</link>
			<description><![CDATA[Vivo il Fuoco come un flusso di energia continuo, è simile a un soffio senza pause, qualcosa che sale, che mi congiunge, una sorta di connessione. Qualche volta si rarefa, raramente vacilla, non è ancora Armonico, spesso è disturbato, tuttavia rimane sempre ben saldo. <br /><br /><br /><br />Come si è formato? La Pratica, di oggi e di <i>ieri</i> è sicuramente il centro della questione, quel Praticare che i molti si ostinano ad evitare passando da una ricetta all’altra che consenta iniziazioni che non comporti troppi specchi, difficoltà e tempo. Consumismo e turismo spirituale: “Ho i Chakra aperti”, “sono uno che ama”, “io do sempre molto agli altri, ma gli altri…”. La verità è che pochi Praticano! Un gran via vai di canalizzazioni, ascensioni, corpi di luce. Ricordo e riascolto spesso con piacere una vecchia canzone di Battiato: “una signora vende corpi astrali…i buddha vanno sui comodini... i mantra a mille lire”. <img src="images/210708.jpg" width="333" height="255" border="0" alt="" id="img_float_right" /> <br /><br /><br /><br />No, nessuna polemica, sono un sostenitore della new age, tendenza che pur con i suoi mille difetti mi ha permesso di ritrovare il filo di vecchi discorsi in tempi brevi. Del resto questo non è un tempo propriamente di Conoscenza ma, di elevazione. Uno degli obbiettivi più auspicato dalle alte sfere, dalla regia, è che gli Umani parlino e pensino in termini di energia. <br /><br /><br /><br />E il Fuoco? Nel tempo ho intuito come mai gli Alchimisti erano molto reticenti nel parlarne; il Fuoco è uno stato che si vive dentro, un essere segnato, qualcosa di incomunicabile, che, però è di tutti, proprio tutti, nessuno escluso. Il problema della sua accensione è tutto nell’Attenzione, il Fuoco è Informazione, distinzione, orientamento, senso, presenza e ovviamente focalizzazione. È come un senso di coerenza, essere coesi.<br /><br /><br /><br />Nella civiltà Egizia, quella del Tempio, il Fuoco era collegato al <b>Nome</b>. Nella <i>Per Neser</i> – la camera del Fuoco – il neofita cercava il suo Nome, il suo vero Nome. Un Nome fatto di lettere? Forse le lettere che formano un Nome erano sicuramente implicate, ma non era quello il punto. Tutta la questione orbitava intorno al <b>Senso di avere un Nome</b>, un Nome è come una firma, un Senso di Identità; parafrasando una famosa asserzione del Divino possiamo dire: <i>“Chi sei veramente?”.</i> Mi colpì non poco quando anni fa mi accorsi che il termine Presentare, Presentarsi era legato alla parola Presente, ora… il Fuoco gira in questi pressi, fuoco, fuochino…<br /><br /><br /><br /><b>Non c’è Fuoco senza Libertà, Libertà interiore.</b> Quella esteriore dipende da troppi fattori, relativi e funzionali, ma quella interiore no, quella interiore <i>è quella che decreta se il Fuoco è acceso</i>. Il Fuoco ha comunque molti livelli, tanti quanto quelli della Libertà. Posso essere Libero su molte cose e non su alcune, sono come gradazioni del Fuoco, <b>più Libertà più Fuoco</b>.<br /><br /><br /><br />Il Fuoco scaturisce dalla Pratica e dalla Libertà, poi, segretamente, giunge l’Amore, l’essenza stessa del Fuoco, ma l’Amore non è esibizione, il Fuoco che va a caratterizzare è intimo e riservato. Tutte le volte che diciamo <b>io</b> al modo solito, tutte le volte che ci descriviamo come Cuore, tutte le volte che spiattelliamo la nostra Spiritualità nelle nostre raffinate vetrine sociali, il Fuoco, l’Amore, si spengono, si inumidiscono dell’emotività o si bruciano per la troppa aria del nostro mentalismo.<br /><br /><br /><br />L’estremo Oriente ha descritto mirabilmente la questione con il Koan:<br /><br /><br /><br /><b>Se vedi un Buddha per la strada uccidilo</b> <br /><br /><br /><br />Poiché vedendolo si è fatto vedere, palesandosi si è distinto, distinguendosi si è separato... dall’Unità.<br /><br /><br /><br />continua<br /><br /><br /><br /><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/k8DLdj9ihqE&hl=en&fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/k8DLdj9ihqE&hl=en&fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object>]]></description>
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			<author>Gruppo Anima</author>
			<pubDate>Mon, 21 Jul 2008 11:37:07 GMT</pubDate>
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			<title>23.ACCENDERE IL FUOCO - Suggerimento operativo n°8</title>
			<link>http://www.nonsoloanima.tv/patruno/index.php?entry=entry080717-134223</link>
			<description><![CDATA[Se tralasciamo il mettere a “Fuoco” delle Astrologie, il Fuoco da accendere ha tre fasi:<br /><br /><br /><br />                              <b>Calorifico – Eterico – Morale</b> <br /><br /><br /><br />Il Fuoco Calorifico è semplice, richiede solo costanza, dedizione, la stessa attenzione necessaria nell’atto di produrre una fiamma da due legnetti o da una pietra focaia. Forse dovremmo anche aggiungere <b>“l’Urgenza”</b>... infatti, credo che solo la necessità e quindi l’urgenza guidino la volontà delle mani di quegli Uomini che oggi o “ieri” cercano e cercavano il conforto e l’uso del Fuoco.<br /><br /><br /><br />Il Calore è la prima ed essenziale negazione dell’entropia, ovvero del Caos. In termodinamica, credo il secondo principio, <b>il calore è la Forza Lavoro</b>, quella Forza che decreta il movimento, la funzione, il senso. Quando il calore cessa, inizia la Morte, l’entropere delle cose, tutto caotizza; non è facile parlare delle questioni del Fuoco, specie in un mondo dove chi conosce il concetto di Entropia ne comprende solo l’aspetto astratto e matematico o alla peggio, ricordo quella professoressa di Lettere del Liceo che all’esame di maturità non ne conosceva il significato: &lt;&lt;Entropia?&gt;&gt;…<br /><br /><br /><br /><img src="images/OGGIOK.jpg" width="280" height="325" border="0" alt="" id="img_float_left" /> L’Operatore siederà in vari modi e momenti cercando di percepirsi “caldo”, questo sentimento ingenererà in poco tempo, giorni o mesi, la natura Energetica del proprio calore, la sua origine Sanguigna e circolatoria, apprenderà così, alla stregua della Cina Antica che <b>“lo Spirito alloggia nel Sangue”.</b> <br /><br /><br /><br />Il <b>Fuoco Eterico</b> cambia solo nel livello dell’attenzione, che dovrà essere spostata sulla percezione di densità che si può percepire avvicinando le mani tra loro, mantenendole ad una distanza variabile di 10, 20 cm. Si sentirà dapprima una piccola pressione caratterizzata da una serie di soggettive sensazioni: brezza, corrente, calore, spessore, battito ecc. Tutto il resto verrà da sé come nel caso della percezione del Calore.<br /><br /><br /><br />Il Fuoco Morale… con questo un po’ ci si nasce, è infatti la tendenza a non crollare, stare in piedi e, se si cade, a rialzarsi lestamente senza troppo attendere. Il Fuoco Morale è anche un Fuoco Digestivo, Digerire il Mondo, avere Fiamma a sufficienza ed un buon camino, che tiri molto, come una colonna vertebrale ben dritta, nel rispetto delle sue curve naturali, una sorta di <b>Verticalismo curvilineo</b> che ci apra verso il Cielo. Il Fuoco Morale è un paradosso! È Morale solo se sei Amorale...  <i>se sai distinguere la Morale Naturale da quella Umana, sancita, decretata, accettata!</i>  <br /><br /><br /><br />Il Fuoco Morale, eredità di retaggio a parte, si forma solo vivendo, facendo esperienza del Mondo, sviluppando il coraggio di aprire gli occhi, fondando la propria vita sull’audacia. I Vangeli fanno dire al <b>Cristo</b> la controversa frase “il Cielo è dei Violenti”; ammesso che l’abbia detto, cosa intendeva? Il Fuoco di cui parla l’Alchimismo abbiamo già avuto modo di dire che è più un Fuoco concentrato, un mettere a Fuoco, una specie di Laser, concetti questi di concentrazione che ci riportano all’Archetipo di Saturno, centripeto, costringente, secco, preciso, definito; il passo è breve in quanto il colore di Saturno è il Viola…Violet, Violence, Violare. E Saturno è la Luce che si fa Materia, quindi Uno con il Sole, suo contrario. Sentiamo cosa diceva uno dei più famosi Alchimisti di ogni tempo: <br /><br /><br /><br /><b><i>“Saturno è un Sole che non si muove, il Sole è un Saturno che si muove”<br /><br />Arnaldo da Villanova</i></b> <br /><br /><br /><br />Ecco perché dei Violenti! Significava dei <i>“Saturnini”</i>, quelli che sono precisi, concentrati, definiti, essenziali, che portano il Fuoco… che sono Viola, Violet, Violence, che Violano l’Entropia, la consuetudine, il formalismo, che sono quindi Audaci e di etimo in etimo, Violenti. Carattere che spesso diamo al Fuoco.<br /><br /><br /><br />continua<br /><br /><br /><br />]]></description>
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			<author>Gruppo Anima</author>
			<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 11:42:23 GMT</pubDate>
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			<title>22.IL FUOCO ALCHEMICO</title>
			<link>http://www.nonsoloanima.tv/patruno/index.php?entry=entry080711-141244</link>
			<description><![CDATA[La nostra cultura non ha ancora dato una definizione esaustiva, essenziale, del concetto di <b>Fuoco</b>; si arriva al massimo a dirne che è il prodotto di una combustione tra l’<i>Ossigeno</i> e il <i>Carbonio</i>, combustione che genera dei gas, in genere l’<b>Azoto</b> e dei liquidi, generalmente riferendosi all’<b>Idrogeno</b>. Poi si parla del Fuoco delle stelle, il <b>Fuoco Nucleare</b>, quello della fusione a freddo delle stelle e quello della fissione dell’atomo così maldestramente praticata nelle nostre centrali Nucleari. Si accenna anche ad un terzo Fuoco che è rappresentato dal nucleo lavico del nostro pianeta, un Fuoco questo molto più complesso poiché ricco di svariati elementi in combustione e conduzione.<br /><br /><br /><br />Il punto è che non c’è una formula del Fuoco, non ne capiamo la Natura, ci soffermiamo solo sulle considerazioni che lo producono e lo alimentano, alla meglio ne studiamo il  <img src="images/fuocoaclhemico.jpg" width="232" height="329" border="0" alt="" id="img_float_right" /> comportamento ed infine, lo usiamo... ma il mistero della Fiamma rimane intatto! La stessa sorte tocca a quella corrente di elettroni che chiamiamo Elettricità: abbiamo imparato a condurla, usarla, ma nulla più.<br /><br /><br /><br />E che dire di quell’altro <b>Fuoco Biologico</b> che è la vita? Stessa sorte, nessuno ne sa nulla. Sintomatiche sono quelle affermazioni dei medici che ad embrione impiantato, laconici, esclamano: “ signora, fin qui possiamo agire, abbiamo agito… da qui in poi, non sappiamo, nulla spiega perché a volte la <i>“vita attecchisca”</i> e  <i>“a volte no”</i> ... gran bel mistero!<br /><br /><br /><br />Il <b>Divino</b>, di cui il Fuoco è la metafora più vicina, non si lascia <i>“improvettare”,</i> lo permette nei regni più in basso, meno veloci, quelli della Terra, dell’Acqua e dell’Aria, ma quando si giunge al Fuoco è un secco rifiuto; si potrebbe addirittura affermare che questo <i>“comportamento”</i> del Divino è la sua unica reticenza.<br /><br /><br /><br />Abbiamo quindi un Fuoco Fiamma, un Fuoco Luce, un Fuoco Nucleare, un Fuoco Elettrico, un Fuoco Lavico, e un Fuoco vitale, Biologico.<br /><br /><br /><br />Se togliamo il <b>Fuoco Elettrico</b> e quello <b>Nucleare</b> che erano sconosciuti all’Alchimista (se non altro nei termini e nelle vesti moderne) ci rimane il Fuoco della Fiamma, quello della Luce, quello della Vita.<br /><br /><br /><br />Quello della <b>Fiamma</b> è correlato al concetto di Calore.<br /><br />Quello della <b>Luce</b> al concetto di focalizzazione, vedere, mettere a Fuoco.<br /><br />Quello della <b>Vita</b>, al mistero dell’esistenza, percepire di esistere, rendersene conto.<br /><br /><br /><br />Si palesano già le attività dell’Alchimista, che giocava con il suo calore corporeo, per trovare la Fiamma, si esercitava nell’analisi di Sé attraverso lo strumento dell’Astrologia, Scienza dei Fuochi, ovvero del mettere a Fuoco, e più in fondo, nel suo intimo, cercava il Fuoco Eterico, il suo essere corpo di Energia prima che di carne, percepirsi dietro e dentro quella statua di sale fissa e fessa che è la nostra corporeità, storica, anagrafica, attuale.<br /><br /><br /><br />Il Fuoco era strappare il velo all’illusione del tempo, dell’entropia, della morte e dell’ignorare, ritrovare insomma, direbbe <b>Sir Śākyamuni Siddhārtha Gautama</b>, il <b>Buddha</b>: <b>&lt;&lt;...la propria Natura Originale&gt;&gt;.</b>  <br /><br /><br /><br />continua<br /><br />]]></description>
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			<author>Gruppo Anima</author>
			<pubDate>Fri, 11 Jul 2008 12:12:44 GMT</pubDate>
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			<title>21.DIARIO DI ALCHIMIA N°7</title>
			<link>http://www.nonsoloanima.tv/patruno/index.php?entry=entry080707-135302</link>
			<description><![CDATA[Nella mia esperienza personale, quindi soggettiva e relativa, il mio rapporto con il Perdonare o il Perdonarmi è sempre stato essenzialmente legato al fenomeno della  <b>Comprensione</b> , profonda, dei motivi, contesti e condizioni, che mi hanno ora spinto a subire, ora ad errare. Quando ho subito, svelto, ho intuito il disegno, il suggerimento educativo, la necessità Karmica, nonostante la prima reazione è sempre foriera di disagio, rabbia e qualche volta distruttività. Subitaneamente, ho sempre avuto talento nell’individuare la traiettoria, comprendere la dinamica, giustificare l’evento. Sì, vedere chiaramente la mia posizione di vittima, come anche percepire distintamente il Limite dell’Offensore. <br /><br /><br /><br />Fin da ragazzo mi è parso subito chiaro che un Topo non può ruggire o una Iena volare. <br /><br /><br /><br /><img src="images/070708.jpg" width="331" height="254" border="0" alt="" id="img_float_left" /> Perdonarmi è simile, quasi identico a quanto detto sopra, solo aggiungo che quando accade, come a tutti del resto, significa che mi sono visto, guardato, ascoltato…e al nostro livello non è mai un bel momento; percepire le proprie tendenze, abitudini, temperamenti, mancanze, specie quando con il loro esistere e sussistere finiscono per ledere il prossimo o la propria persona è un’esperienza pesante e sconvolgente. Ti vedi come sei. Quando il fatto è compiuto non posso più tornare indietro, mi è solo possibile guardare attentamente l’azione che lo ha prodotto, analizzarla, scovarne il meccanismo per modificarlo e affrettarmi a sublimare il senso di Colpa. Il senso di colpa non serve quasi mai, raramente quest’ultimo può assurgere a modello ispiratore, catartico.<br /><br /><br /><br />Tuttavia gioco di rendita, in quanto una precoce tendenza alla filosofia, alla metafisica e all’esoterismo mi hanno preparato la strada, come anche una maggiore visione dell’insieme dei fatti basato sull’assenza di Morale; quel tentativo di Amoralità tipica del Cosmo che il Neofita spontaneamente imita e sperimenta, se pur pericolosamente, rischiando di perdere senso e bussola. Ma chi non rischia non rosica. Il Cosmo è infatti Amorale, il suo sguardo è scevro da giudizio e pregiudizio. Il Cosmo funziona su ciò che è  <b>Funzionale</b> , sulla Risonanza e quindi sull’Attrazione dei Simili.<br /><br /><br /><br />Certo rimango ferito, dalle mie azioni o da quelle di altri, ma la ferità presto rimargina, senza cicatrici, anche se alcune sono lente a scomparire. Ricordo l’incomprensione con un amico che ingenerò una profonda ferita, ci vollero quasi 7 anni per vederla sparire, anzi, di tanto in tanto mi duole ancora, ma il “fatto”, il senso, il perchè, la dinamica li compresi a suo tempo, veloce, svelto.<br /><br />Anche, mi sembra di sentire ancora il rumore di una pentola da me sbattuta gratuitamente nei pressi di una mia Ex, o di certe parole gridate in altre circostanze, presso altri compagni o compagne di viaggio…mi fanno ancora male, non posso recuperarle, non posso riparare, sono come piume, rapite dal vento del tempo… ma non sento colpa, ho compreso le circostanze, le attenuanti genetiche, la condizionale epocale, il “mestruo” di quel momento. Io mi Perdono e Perdono tutto e tutti, per quello che siamo e anche per quello che potremmo continuare ad essere, posso farlo perché che ci piaccia o no, il nostro destino, qualsiasi cosa succeda, sarà Luce.<br /><br /><br /><br />Intorno a me vedo poco Perdono e troppo spesso la mancanza della nozione del Perdonarsi; denti stretti, mandibole rigide, pugni chiusi, sempre e solamente questioni, aspettative e pretese, sentenze e condanne, e se non c’è niente di meglio da masticare ottimo è il pettegolezzo, e gli affari – interpretati – degli altri. Non puoi fare nessuna Alchimia se non passi dal Perdono, da una delle leggi fondamentali del Divino, l’Unione, <i><b>l’Accettazione dell’Aura dell’Altro</b></i>, con la sua libertà e necessità di essere Educato – Educere: tirar fuori ciò che è innato, Amore e Luce.<br /><br /><br /><br />continua<br /><br /><br /><br /><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/NFi3dSkH7P4&hl=en&fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/NFi3dSkH7P4&hl=en&fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object> ]]></description>
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			<author>Gruppo Anima</author>
			<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 11:53:02 GMT</pubDate>
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			<title>20.GEBO, LA RUNA DEL DONO E DEL PER-DONO - Suggerimento operativo n° 7</title>
			<link>http://www.nonsoloanima.tv/patruno/index.php?entry=entry080702-112504</link>
			<description><![CDATA[Gebo è una Runa, le Rune sono le lettere sacre dell’Alfabeto Nordico. Le Rune, più che lettere sono delle vere e proprie Onde di Forma, Vive, potenti, descrizioni grafiche delle forze principali che sottostanno alla Creazione. <br /><br /><br /><br />Gebo è raffigurata da una X, una croce obliqua, aspetto della croce che mette in evidenza l’unione di ciò che sta “dentro”, dentro specialmente alla materia. Il Simbolo della Materia è il Quadrato, figura principe di ciò che è opposto o parallelo, ma tuttavia, nelle sue diagonali, X, unente e convergente. Potremmo parlare ed appassionarci per ore in metafore, glifologie, semantiche e metafisiche del Dono, ma una più semplice e diretta non l’ho trovata: Gebo, X, il Dono e per estensione il Per-Dono. Questa Runa ci indica che nel “crocevia” della Vita, l’incontrarsi, nel bene e nel male, è espressione simmetrica (non casuale), traiettoria interna (diagonali del Quadrato-Materia), interiorità stessa della Materia attraverso la quale procediamo.  <img src="images/020708.jpg" width="324" height="213" border="0" alt="" id="img_float_right" /> <br /><br /><br /><br />Il Bene e il Male sono quindi un’espressione Regolare, simmetrica nel senso di Ordinata; ogni Vita, ogni Evento, sono come dei Quadrati, all’interno dei quali, naturalmente, geometricamente, sono contenute due diagonali che intersecandosi manifestano dei Valori:  <i>“Buoni”</i> o <i>“Cattivi”.</i> <br /><br /><br /><br /> <b>L’Alchimista impara in fretta che ogni fatto, incontro od evento – Quadrato - nascondono un contenuto - il prodotto delle due Diagonali. <br /><br /><br /><br />Ciò che si produce da questo intersecarsi è Dono! Quindi il prodotto dei fatti che accadono è sempre Dono. Il punto è comprendere, quando questo Dono sia Attivo o Passivo, in altre parole è qualcosa che ci è Donato, attivo, che ingenera gratitudine o qualcosa che dobbiamo Donare noi, passivo, che richiede il nostro perdono?</b> <br /><br /><br /><br />Al centro di Gebo, la Tradizione Nordica, Odinica, ci trasmette uno dei suoi frutti più belli: la Metafisica del Dono e del perdono, il significato del Crocevia sul quale nell’Altro o nell’Evento incontriamo noi stessi, il Divino che si svolve dal suo blocco, elevandoSi, elevandoCi! <br /><br />Gebo, la Croce obliqua, è il segno dei molti, il segno di tutti, la X con la quale ad esempio si firmavano gli analfabeti.<br /><br /><br /><br />Sentiamo un Alchimista del passato cosa ci racconta alla voce Perdono nel suo “Trattato della transustanziazione della Materia”  <br /><br /> <i><br /><br />•L’operatore deve aver ben chiaro quanto sopra esposto e smettere di cedere all’istinto, terribile e genetico, di incolpare il Mondo, quindi deve imparare a chiedersi perché si trova sulla Traiettoria di “Uomini o fatti non Galanti”. Risolvere deve questo problema di Geometria.<br /><br />•L’Alchimista riconoscerà che il non aver Perdonato il Mondo nelle sue mille metafore aggressive, ostacola e obnubila irrimediabilmente il suo Atanor. In quanto non avrà intuito le dinamiche e le scelte di Vita (Karmiche – n.d.r.) intraprese, mancanza permessa all’Uomo Ordinario ma non a chi si appresta all’Arte. Dovrà quindi sedere, e Perdonare gli insegnanti, la famiglia, lo stato, i nemici, il coniuge, l’amico. Perdonare è comprendere la Dinamica.<br /><br />•L’Apprendista prenderà consapevolezza della necessità di Perdonarsi in quanto l’omissione di questa azione manterrà la pressione e l’energia nel Vaso assolutamente inconsistente, oscurata dal senso di colpa, senso che può protrarsi per interi secoli. Il Nostro si siederà in rievocazione cercando i volti e gli eventi presso i quali è stato despota ed offensivo, carnefice e ombra; lo farà separando attentamente i termini di quelle azioni, ora giustificando la contingente reazione quindi il male come effetto, dal male puro, che guarderà con semplicità, come si guardano i gesti di un bambino inconsapevole: se stesso.<br /><br />•In ultimo, il Neofita, sempre indagando, cercherà come si cerca una volpe nel bosco, tutte le volte che è stato “Vittima”. Con coraggio guarderà attentamente, come ora una tendenza d’animo pessimista, ora una scelta di Vita errata (Karmica n.d.r.), hanno gravitato mezzi, tempi e personaggi, stimolando nuovi carnefici, nuovo dolore (Karma n.d.r.), altro tempo. Se il neofita trova la Volpe, di questo vada fiero ed in silenzio, rialzi la testa e cammini sicuro nel buio verso l’Alba... che non di tanti artifizi è fatta l’opera nostra, ma di cose piccole, luminescenti e sicure.</i> <br /><br /><br /><br /><i>Quintinio, figlio di un Pittore di Milano, anno domini 19 Giugno, 1210</i> <br /><br />Tratto dal <b>“Trattato sulla transustanziazione della Materia”</b> <br /><br /><br /><br />Perdonare è far esplodere una Luce Sulfurea tanto semplice e potente da cancellare ogni cosa, poiché tutto è sceneggiatura, teatro, giostra di ruoli.<br /><br /><br /><br />Ecco l’<b>Alkaest</b>: se respiri su te stesso divenendo Acido Solforico, se respirando dialoghi con il Divino in luminosa preghiera che ti traspone su di un etere più sottile, se insieme a ciò fai esplodere il potere del Dono, cancellando da te ogni colpa o risentimento, <b>sarai Solvente</b>.<br /><br /><br /><br />continua<br /><br /><br /><br />]]></description>
			<category></category>
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			<author>Gruppo Anima</author>
			<pubDate>Wed, 02 Jul 2008 09:25:04 GMT</pubDate>
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			<title>19.L&#039;ALKAEST - III PARTE</title>
			<link>http://www.nonsoloanima.tv/patruno/index.php?entry=entry080627-123357</link>
			<description><![CDATA[<b>Il Perdono</b> <br /><br /><br /><br /><br /><br />Il terzo aspetto… è Perdonare!<br /><br /><br /><br />Perdonare è come l’esplosione di una Supernova, corrisponde alla fine di un grande ciclo della vita di ogni Uomo. Infatti, non si perdona facilmente - nel senso reale intendo - spesso confondiamo il Perdonare con il <b>non occuparcene più</b>, alla meglio con l’andare Oltre. Tuttavia resta nel profondo la <i>cicatrice</i> prodotta dai “fatti” che ci hanno colpito, destabilizzati, affondati. Perdoniamo anche perché non possiamo fare diversamente, essendo le azioni del riscatto e alla peggio della vendetta, lontane dalle nostre comuni azioni, dalla nostra morale e dalle nostre possibilità. Se avessimo potere mentale sulle Cose, ci estingueremmo in un quarto d’ora! Qualche volta, rara, si assiste ad un Perdono sincero, magari poco o per nulla argomentato, ma autentico, scaturente da un Cuore grande, vero; ma sono eccezioni.<br /><br /><br /><br />L’Alchimista si deve invece confrontare con i fatti che l’hanno destabilizzato e ferito, in coscienza, nella piena del dolore prodottosi tra Coscienza Cosciente ed Evento Traumatico. L’Alchimista, Anima Antica, scopre che il Perdono ha due facce: <br /><br /><br /><br /><b>Perdonare</b>, la più nota, e <b>Perdonarsi</b>, la meno nota… <br /><br /><br /><br /><img src="images/270608.jpg" width="294" height="293" border="0" alt="" id="img_float_left" /> Perdonare, nella maggior parte delle principali lingue Europee è letteralmente quello che vuole dire: per – dono, donare insomma.<br /><br />Ma donare cosa? È ancora la solita ramanzina sulla morale del Dono? Ci hanno completamente rovinato il Senso di molti Sensi. <br /><br /><br /><br />Il Dono non è una morale dottrinale, civica o umanistica. Il Dono è una delle Leggi più pericolose e fondamentali che il Divino abbia manifestato nella sua Idea. Il Dono è il punto di appoggio, la Leva di Archimede, “datemi un punto di appoggio e vi solleverò il Mondo”<br /><br /><br /><br />…prova a seguirmi: quando il Divino si Immerse nella sua Idea Creativa del Mondo, per assicurarsi che tutto fosse Buono e Giusto, fondò l’equilibrio stesso delle Cose sul meccanismo del Dono…a che non si rompesse il primo assunto di ogni concezione dell’Esistere rappresentato dall’UNO, l’Unità. Donare è Comunione! <b>Nell’Errore</b>, infatti (oggetto del Perdono), vi è una forza che divide; da un lato il carnefice dall’altro la vittima: il primo collassa verso il basso, la seconda, ferita, si arena. Senza il Mistero del Dono, non vi è soluzione, ma solo la Colpa del primo e la Rabbia della seconda, l’Unità sarebbe minata e il Cosmo Tutto, sovraccaricato di Karma; <br /><br />Karma che per compensarsi deve, perversamente, ingenerare altro Karma. In un esempio classico, forse troppo generale ma chiaro, se il portatore di Errore non si perdona e/o non viene perdonato, esso si intesserà nell’esistenza successiva un’esperienza simile, ma negativa, questa volta passiva, vuoi per punirsi, vuoi per capire cosa si prova…che indurrà un’anima, diciamo instabile, suscettibile e nervosa a porsi vibratoriamente su quella traiettoria, generando un nuovo carnefice.<br /><br /><br /><br />Nella Filosofia dell’Unità, dove tutto è UNO, l’Altro, in questo caso  <i>il carnefice con il suo errare</i>  (oggetti del Perdono), è il Divino stesso, quel Divino che si immerge nel Suo Creare. Lo abbiamo già detto, ma è un concetto fondamentale da ripetere:<br /><br /><br /><br />Il Divino Creandoci ci dà un Senso…noi vivendo diamo un Senso al Divino.<br /><br /><br /><br />Però questo Senso glielo dobbiamo dare, non solo, come istintivamente verrebbe chiaro e spontaneo comprendere, vivendo una vita degna di essere vissuta, costellata di creazioni, superamenti ed amplificazioni... ma anche, <b>aiutando il Divino a sollevarsi</b>, quando Egli – saremo capaci di intenderlo? – si vestirà necessariamente della maschera del Carnefice, dovuta non solo alla traiettoria che il carnefice ha con noi vittime (tutta da scoprire ed analizzare a meno di non voler credere ad un Cosmo fondato sulla sfiga e sul caso), ma anche dall’Amnesia che il Divino sperimentando Se Stesso va vivendo nel ruolo del Carnefice. Ruolo suggerito dal Libero Arbitrio, che rende ognuno di <i>Noi</i>, ovvero ogni parte di <i>Lui</i>, Libera, Libera veramente, di agire, essere, sperimentare.<br /><br /><br /><br />Il Carnefice è Yang, ipertrofico, si dilata, conquista e razzia il territorio dell’altro, in mille modi, con mille metafore, e così facendo perde i suoi confini e annega.<br /><br /><br /><br />La Vittima è Yin, ipotrofica, si contrae, sperimenta la negazione del suo “campo”, negandolo così incidentalmente agli altri attraverso l’attenzione che il suo dramma polarizza.<br /><br /><br /><br />A poco serve che il carnefice impari dalla sua caduta o che la vittima evolva nell’esperienza, il Karma si rigenera, le vibrazioni restano basse, il Perdono latita. E a poco vale se il realismo del male scoraggia qualche potenziale testa calda perchè in altri suggerirà imitazione, così come a poco vale il sensibilizzarsi di chi aiuta la vittima, in quanto altrettanti cadranno nella logica della diffidenza e dello scudo…  <i>e chi alza lo scudo, chiama la Spada!</i> <br /><br />Un’Educazione al Perdono modificherebbe drasticamente il Karma del Pianeta.<br /><br /><br /><br />Il Vuoto si riempie, il Pieno si svuota.<br /><br /><br /><br />Perdonare il Carnefice è permettere al Divino di rialzarsi e riedificare.<br /><br />Perdonarsi se si è Carnefici è permettere al Divino di riaffiorare da se stessi e riedificare.<br /><br /><br /><br />Invece,  <i>Perdonarsi se Vittima</i> … è far rialzare un bel pezzo di Mondo!<br /><br />Ma forse quest’ultima non è più per Neofiti, ma per gli Adepti.<br /><br /><br /><br />continua<br /><br />]]></description>
			<category></category>
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			<author>Gruppo Anima</author>
			<pubDate>Fri, 27 Jun 2008 10:33:57 GMT</pubDate>
			<comments>http://www.nonsoloanima.tv/patruno/comments.php?y=08&amp;m=06&amp;entry=entry080627-123357</comments>
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			<title>18.DIARIO DI ALCHIMIA N°6</title>
			<link>http://www.nonsoloanima.tv/patruno/index.php?entry=entry080625-193053</link>
			<description><![CDATA[Seguendo la Tradizione dell’Anonimato, espongo una pagina di Diario di un mio “compagno” di percorso:<br /><br /><br /><br /> <i>&lt;&lt;Avevo 18 anni, ero attratto dal Nord, dai vikinghi, dalle Rune e dagli Elfi; dalla Scandinavia. Viaggiavo tra treno e autostop per raggiungere Capo Nord e guardare il Mare illuminato da un sole che non tramonta. Sentire l’asse terrestre, il suo Magnetismo. Per sentire e trovare il Mio Asse.  <img src="images/25giugno.jpg" width="327" height="258" border="0" alt="" id="img_float_right" /> <br /><br />Tanta era l’intenzione che quell’Asse lo trovai molto prima, a Malmo, in Svezia, nel suo Parco, il Pildammsparken. Mi sedetti su una roccia, quieto, piacevolmente corroso dall’atto di viaggiare da solo, la mente sgombra e potente per il silenzio verbale indotto dalla lingua straniera. Dietro e accanto alla mia roccia scorreva un torrentello. Accucciato cominciai a scandire una versione personale, semplificata, del Padre Nostro, sottolineando i passaggi che Lo vedono sia in cielo che in Terra nel riempire tutte le cose, Onnipervadente. Nel fare ciò, istintivamente, come guidato, iniziai a voler distinguere tutte le voci del torrentello che mi passava accanto e dopo pochi istanti…le voci dell’acqua presero “voce”, ripetevano come un coro di voci bianche quello che nella mente andavo Pregando; non era una proiezione come se ne vivono tante, ma un esperienza tremendamente reale che si concluse con una sorta di lacerazione, un rumore esplosivo nella testa e a seguire un OM, possente, grave e acuto al contempo. Luce, Gioia, Amore.<br /><br />L’indomani fu una delle giornate più tristi della mia vita, buia, greve, per la differenza vibratoria tra i due stati, il mio naturale nel quale ero ripiombato e quello sperimentato. Solo la maturità e la conoscenza, nel tempo, mi insegnarono a gestire queste “differenze di potenziale”<br /><br /><br /><br />Dieci anni dopo, alle 12.25 mi sedetti in Preghiera, immaginai il Cosmo, pronunciavo la Parola Cosmo, me ne riempivo la bocca, come fosse Luce, infinitamente Grato, solo Gratitudine. Durò poco, 5 minuti, alle 12.40 ero al buffet dell’albergo sul mare dove lavoravo, e sedutomi al tavolo con il mio piatto…mi son dovuto alzare, lasciare li tutto, preso dai singulti di un pianto potente e dolce, un pianto di Gioia senza oggetto, senza motivo. Son  corso tra le piante,in mezzo ai fiori, sotto il sole di un Giugno pieno di sole, il cielo blu come Giove, il Mare che muoveva salmastro iodio e testosterone, il vento caldo. Mi fermai in mezzo ad un cerchio di piante e fiori e mentre piangevo di una gioia incontenibile senza motivo, non sapevo più se ero io che guardavo o se fossero le cose a guardarmi…o se mi guardavo dalle cose. Quel Cosmo che ho “osato” ringraziare aveva risposto!&gt;&gt;</i> IR<br /><br /><br /><br />Ringrazio <b>IR</b> che con il suo intervento, con il suo Diario, ha sottolineato le caratteristiche del pregare secondo l’Alchimismo. <br /><br /><br /><br />continua<br /><br /><br /><br />]]></description>
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			<author>Gruppo Anima</author>
			<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 17:30:53 GMT</pubDate>
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			<title>17.&quot;EDUCERE&quot; ALLA PREGHIERA - Suggerimento operativo n° 6</title>
			<link>http://www.nonsoloanima.tv/patruno/index.php?entry=entry080623-153918</link>
			<description><![CDATA[Educazione viene da  <b> <i>“Educere”</i> </b>   – tirar fuori ciò che nell’Uomo, Uno con il Cosmo, è Innato. <br /><br /><br /><br />La Preghiera, la sua Indicazione, è uno stato innato verso il quale l’Uomo deve essere, con proposta, ricongiunto. Pena, la  <i>somatizzazione violenta</i> , nel senso dell’incarnazione come isolamento dalle forze luminose. <br /><br /><br /><br />La Preghiera è tutto Ciò che è necessario. Da sola, insieme alle altre due parti dell’Alkaest, è in grado di compiere l’Opera. Ma la Preghiera non dovrà essere meccanica, impostata, liturgica, o l’ipnotico e modificante potere di un Mantra. La Preghiera non assomiglia a nessuna di queste manifestazioni, anche se sicuramente possiamo trovare qualche eccezione in ogni cultura, come è il caso del Padre Nostro, incredibile costruzione ispirata, che nonostante le errate traduzioni ed intendimenti,  <img src="images/ok-17.jpg" width="238" height="322" border="0" alt="" id="img_float_left" /> rimane potente ed utile... a patto che venga “inteso” <b>nell’azione Orante</b> e non recitato.<br /><br /><br /><br />La Preghiera non si recita!<br /><br /><br /><br />L’Operatore dovrà <b>Orientarsi</b> nel gesto, nella postura, nel luogo, nel momento. <br /><br />Ognuna di queste condizioni dovranno essere al contempo soggettive e funzionali.<br /><br />•<b>Gesto</b> – la preghiera si palesa anche con lenti ed ispirati movimenti, specie delle mani o del viso. Movimenti di piccoli millimetri, come nei pressi di una cosa amata. Lasciateli emergere, non ve li inventate, non sono indispensabili.<br /><br />•<b>Postura</b> – non può essere pomposa o scomoda o svaccata. La postura ideale è comoda ed eretta, e se l’ispirazione ci coglie raccolti o piegati, la postura deve poi poter diventare erettile alla colonna, quando la Preghiera Giungerà.<br /><br />•<b>Il Luogo</b> – tutti i luoghi vanno bene...tuttavia è meglio se il Luogo è un “laboratorio”, un proprio Posto insomma. Un tappeto, un angolo, una stanza, un albero...<br /><br />•Il <b>Momento</b> – saper cogliere il Momento è la cosa più difficile, infatti, quando ti siedi per Pregare può non venire, non ci riesci. Un&#039;ora dopo, invece, assorto nel mondo quotidiano, la Preghiera ti può investire. Che fai? Non perderla. Potrebbe passare moltissimo tempo prima che ti colga ancora. Lavora sul momento, occupatene, sfrutta ogni occasione.<br /><br /><br /><br />In definitiva Pregare è incontrare il Divino, incontrarLo davvero, senza intermediazioni; accedere ad uno stato di  <b>Potenza</b>  e non di potere, infatti, il potere che ne viene è secondario e spesso non sai che fartene tanto è ridicolo rispetto a quello Stato. La preghiera così intesa è per tutti, non per gli iniziati, che essendo già Preghiera hanno altro da fare.<br /><br /><br /><br />L’Operatore, dentro di sé, sarà facilitato se prima si concentrerà dolcemente alla radice del naso e verso la sua punta, e se dopo congiungerà questo senso verso il Cuore.<br /><br /><br /><br />L’Operatore avrà risultato, se  <b>fermo sul Cuore</b>, avrà l’atteggiamento e la perseveranza di un innamorato/a che con un mazzo di fiori sia nell’attesa dell’Amato/a. Ovviamente quest’ultimo è il Divino che ci intesse.<br /><br /><br /><br />E’ molto utile all’Alchimista ricordarsi che in quel punto alla radice del petto vi è il senso della Prima Persona della più speciale Trinità Egizia: <i>TUM – AMON - RA</i>.<br /><br />TUM era rappresentato con il geroglifico della slitta vuota, la slitta sulla quale venivano trasportati gli Dei in processione; bene, nel caso del Divino nella sua forma più alta ed inconoscibile, TUM, la slitta era vuota! Troppo grande, privato, cardiaco, per essere raffigurato... che l’Operatore rifletta sulla sonorità onomatopeica di TUM: tum…tum…tum, il Cuore!<br /><br /><br /><br />Metafore di raffinato Ermetismo Egizio a parte, non è ovviamente sull’aspetto del battito in sé che ci dovremo soffermare, pertinente ad altri lavori, ma sull’ <i>essenza</i>  che questa Zona richiama ed ispira.<br /><br /><br /><br />Che questa porta sul petto possa aprirsi un giorno per tutti, che i <b>tuoi</b> fiori possano giungere a quel <b>Cuore</b>.  <br /><br /><br /><br />continua<br /><br /><br /><br />]]></description>
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			<author>Gruppo Anima</author>
			<pubDate>Mon, 23 Jun 2008 13:39:18 GMT</pubDate>
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			<title>16.L&#039;ALKAEST - II PARTE</title>
			<link>http://www.nonsoloanima.tv/patruno/index.php?entry=entry080619-152510</link>
			<description><![CDATA[<img src="images/16_egitto.jpg" width="291" height="300" border="0" alt="" id="img_float_right" /><b><em>La Preghiera</em></b><br /><br /><br /><br />La <em>Precarietà </em>dell’Uomo, induce l’Uomo alla <i>Preghiera</i>.<br /><br /><br /><br />L’Alchimista era un Maestro di Preghiera. Pregare rappresentava una delle chiavi dell’Opera e in lungo in largo, nella letteratura Alchemica, troviamo spesso suggerimenti ed esortazioni a coloro che si vogliono avvicinare all’Arte, pregne di Preghiera:<br /><br /><br /><br /><i>“Se vuoi introdurti nei misteri del nostro Magistero, devi Pregare il Signore Dio tuo a che ti apra la strada, ti doni comprensione, ti riveli la Via” <br /><br />Anonimo</i><br /><br /><br /><br />Pregare per l’Alchimista non voleva dire ripetere liturgie, preghiere meccaniche e precostituite, queste erano e sono per quelli che nella Preghiera riflettevano ancora la tendenza all’Avere. La Natura della Preghiera, quella Colta, Alchemica, si fondava sull’Essere. <br /><br /><br /><br />L’Alchimista nella Preghiera non chiede!<br /><br /><br /><br />Chiedere è dunque un errore? No, ma chiedere è un Arte e soprattutto richiede un contesto; <br /><br />quando chiedo, chiedo! – Quando Prego, Prego!<br /><br /><br /><br />Chiedere è attrarre a se, un atto magico, che si fonda sulla legge di risonanza e quindi di attrazione. Chiedere è un atto personale, suscettibile di errore, infatti chi è che chiede in noi? Il Sé o la volgarità sulfurea?<br /><br /><br /><br /><b>Il Cosmo</b>, per riprendere un insegnamento del Divino canalizzato da Neale Donald Walsh, autore di una splendida Trilogia di “Conversazioni con Dio” (ed. S&amp;K), <strong>funziona come una fotocopiatrice</strong>, ti rende esattamente la cosa richiesta. Se tu dici, banalmente, tanto per estremizzare, “Io Voglio i Soldi”, il Cosmo ti renderà esattamente quell’esperienza, cioè di <em>volerli</em> e quindi non li avrai. A meno di non applicare una Forza Forte e Fortissima passibile di errore e ingeneratrice di nuovo Karma. La soluzione sta nell’Essere, Essere la Prosperità! Se tu sei la Prosperità i Soldi o qualsiasi altra cosa vengono a te, attratti, inesorabilmente. Ma devi Essere quella cosa, sederti ed esserla, senza dubbi, prove, tentativi, lo sei e basta; il resto è solo un fatto di tempo, distanze da percorrere, il tempo di un postino.<br /><br /><br /><br />Ma non siamo ancora nella Preghiera, pregare non è chiedere, Pregare è bussare alla Porta di Casa, alla Porta del Cuore per entrare in sintonia, simbiosi, osmosi, con la Forza Divina, Onnipregnante ed Onnipervadente che ci costituisce; Immanente!<br /><br /><br /><br />Vedremo…<br /><br /><br /><br /><br /><br /><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/y1PM2JahKdo&hl=en&rel=0"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/y1PM2JahKdo&hl=en&rel=0" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344"></embed></object><br /><br /><br /><br />Continua]]></description>
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			<author>Gruppo Anima</author>
			<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 13:25:10 GMT</pubDate>
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			<title>15.DIARIO DI ALCHIMIA N.5</title>
			<link>http://www.nonsoloanima.tv/patruno/index.php?entry=entry080617-094436</link>
			<description><![CDATA[Respirare. <br /><br /><br /><br /><em>Era durante una lezione di Yoga e Meditazione, pian piano perdevo contatto con la voce della mia Maestra, Evelyne, sempre più lontana, adombrato come da un velo di sonno, immerso in una zona di obnubilamento… poi, coscienza! Sono riemerso, mi sentivo lucido, presente, per nulla turbato, senza più sapere chi io fossi, ma tremendamente sveglio e attento, in pace. Non sapevo più dove mi trovavo e non mi importava. Mi era bastato respirare, respirare su me stesso. Più tardi, anni dopo, compresi che durante quell’esperienza ero semplicemente entrato in una zona franca, l’Io Ordinario aveva valicato il confine Mentale, mi trovavo nel corpo Causale, fuori dell’Atanor, tuttavia incosciente per scelta del mio Guardiano della Soglia, che valutò prematura quell’Incursione generando protettivamente l’esperienza paradosso di Coscienza e amnesia.</em><br /><br /><br /><br /><img src="images/15_specchio.jpg" width="223" height="309" border="0" alt="" id="img_float_right" />Non conoscevo ancora in dettaglio i meccanismi che qui descrivo, a riprova che non è il tipo di strada che scegli o percorri a far la differenza per ottenere un risultato; semmai, la differenza –retaggio a parte - la fa il riuscire a collocare, gestire, ripetere e amplificare certe esperienze, che altrimenti, come allora, si addormentano in chissà quali cassetti della nostra memoria.<br /><br /><br /><br />Individuare il mio Zolfo Vogare è stato difficile e lo è ancora; tuttavia, un buon lavoro sulle Acque Corrosive mi ha permesso di accorgermi piuttosto in fretta dei miei limiti e quindi dei contorni del mio essere Zolfo. Certo è un lavoro lungo, di osservazione continua, di attenzione intensa. Più respiravo e respiro – sia nel senso dell’atto pneumatico in sé che in quello simbolico del vivere, respiro esisto – e più mi sentivo e mi sento emergere, <strong>nudo</strong>, senza scuse, senza paratie. Sei quello!<br /><br /><br /><br />La scoperta della propria “volgarità” sulfurea azzera la tendenza al giudizio, non ci riesci più, distingui al massimo tra difetto o eccesso, tra luogo o fuori luogo, semplicemente, come farebbe la tua mano nei pressi del Fuoco. Finisce la boria, la sufficienza, l’ipocrisia. Ma è un gioco infinito, di tanto in tanto, come un Drago, la volgarità del proprio Zolfo ti colpisce con la coda, e devi tornare a respirare, unire Ossigeno allo Zolfo, mantenere costante la corrosione, aggredire le superfici dello Zolfo con l’Acido Solforico prima che il sulfureo volgare si ricostituisca. <br /><br /><br /><br />Tempo fa feci un sogno incredibile, lucidissimo, nel quale cercavo di salire i gradini di una Scala Mobile che procedeva in moto contrario… da bambini si faceva, stupiti da quel senso contrario, salire, mentre le scale scendono, il senso dell’energia doppia necessaria. Nel sogno le scale erano di Zolfo. La Scala era altissima, non ne vedevo la fine e non potevo fermarmi, altrimenti sarei ridisceso al ritmo contrario della Scala e il mondo con il suo sonno mi avrebbe nuovamente divorato, consumando i miei giorni, gestendo a piacere la mia memoria, cancellando ogni mattino i propositi della notte.<br /><br /><br /><br />Ho scoperto che non ha senso e non produce risultato dedicarsi saltuariamente a questo <i>lavoro</i>, ogni giorno che passa, <em>nel lavoro</em>, è vinta un po’ di inerzia…basta saltare un giorno o periodo (il tempo è simbolico e soggettivo) che sia, e si riparte da zero, in fondo alla Scala Mobile, con il rischio per giunta di cadere. E’ allora che “mangi un’altra foglia”, che comprendi che da solo, solo respirando o vivendo, non ce la puoi fare e devi scoprire le altre parti dell’Alkaest.<br /><br /><br /><br />Ti accorgi che sei Precario, che devi Pregare. Ma cosa è la Preghiera?<br /><br /><br /><br /><br /><br />Continua<br /><br /><br /><br />]]></description>
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			<author>Gruppo Anima</author>
			<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 07:44:36 GMT</pubDate>
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