SPAZIO NERO-AVORIO
C’è un universo nascosto nei contrari e negli opposti: esso si svela nel moto dell’accorgersi e diventa tutto d’un tratto meraviglia. Ci siamo spesso persi nel semplicistico e nelle parole usate a caso, ci siamo immersi in programmi assurdi che non ci attrezzavano al nuovo e al miracolo... ci siamo confusi e dispersi nelle trame delle parole...
Se è vero il vero lo è anche il suo contrario: Monia nel meraviglioso mondo delle contraddizioni.
Monia Zanon
Qualcuno afferma che questo sia il tempo della donna. Sembra essere il momento in cui le energie di comprensione, accoglienza e sensitività tipiche della donna - considerata in periodi oscuri l’anello menomato, il prodotto difettoso e debole della creazione dell’universo - saranno quelle che salveranno la Terra da una potenziale autodistruzione.
Attenzione, però. Serve una donna “sana” e allineata con le sue energie profonde, quindi col divino.
Attrezzarsi presto a diventare le donne che dovremmo essere è un dovere estremo e urgente.
Ecco quindi che "l’anello fragile" potrebbe essere proprio l'anello mancante che farà fare all’umanità quel salto di consapevolezza di cui tanto si parla.
Ma non è scontato né semplice. La possibilità di incontrare una donna di questo tipo in metropolitana è di circa 1%...
C’è poi l’altro tipo di donna: quella che abita coi genitori, rassicurata e coccolata, appena in grado di scegliersi i vestiti, poco consapevole di come funziona la vera libertà, assolutamente non in grado di sopravvivere da sola e poco adatta alle faccende domestiche: estinguibile in quattro-cinque giorni, poiché completamente incapace di cucinare qualcosa di commestibile da sola.
Esiste poi la donna indipendente, che invita fuori l’uomo solo quando per tv non c’è nulla di potabile, autonoma, single, capace, rapida, sportiva, dinamica, senza cani, gatti, bambini, che è diventata velocemente la caricatura delle parti peggiori dell’uomo. Possibilità di contribuire a salvare la specie: 0%.
C’è inoltre la donna tigre: stanca e delusa dall’uomo-padrone e/o fannullone, con larghe sfumature di egoismo, finisce per vivere di sé, allevando i propri figli, proprio
come fa l’animale femmina della tigre, sola, amareggiata e sospettosa quando un essere umano di sesso maschile le si avvicina con un atto di umana cortesia. Possibilità di vivere senza covare vari tipi di nevrosi: poche!
C’è infine la donna in ricerca di sé, che sente che le manca ancora qualcosa per essere il meglio di ciò che deve essere. Pur anelando a far parte delle donne sane, percepisce che le mancano ancora diversi tasselli per concludere il quadro.
Possibilità di incontrare un uomo tossico: ancora troppo alte, purtroppo.
Poi c’è l’uomo.
La maggior parte degli uomini è diventata debole, e si sente confusa quando incontra una donna con "attributi" che non le si confanno, se si vuole definirla una femmina :)
Allevato da una madre onnipresente, l’uomo è finito per sedersi su quella calda e confortevole poltrona che l’ha sedato a vita. Soprattutto, l’ha reso immune a quelle scelte del mondo degli adulti, che l’avrebbero reso libero. Incapace di sopravvivere o rendersi minimamente utile nel menage famigliare, dona il suo triste contributo. Possibilità che questo modello di uomo possa diventare un giorno un anziano adulto: minime (ma possiamo sperare nel salto evolutivo di massa).
Esiste inoltre, ed è sempre esistito, l’uomo affascinate, brillante, estroverso, geniale, indipendente, che fa innamorare universi interi di esseri umani di sesso femminile. È quell’uomo che fa finire migliaia di donne nel reparto dell’umido, dopo l’uso. Questo naturalmente accade perché la donna in questione, colta da estrema gentilezza, poco, davvero poco consapevole della sua magnificenza e ben tenuta lontana da uno specchio rivelativo, si lascia "gestire".
L’accorgersi allora diventa dolore, e la donna che fino a quel momento si era data completamente in pasto a certi tipi di uomini, perde ogni desiderio di sperimentarne altri.
Questo genere di squalo, di cui il mondo ne ha sempre vantato numerosi esemplari, è da tutti considerato apparentemente come "di successo". In realtà accade che questo genere di uomini, poco utili persino per loro stessi, finisce gli ultimi anni che gli restano da vivere in compagnia di rifiuti tossici quali lui è.
Un uomo così sarà certo considerato una persona "affermata", ma morirà avendo una parte del corpo davvero poco usata e, guarda caso, si tratta proprio di quella che più conta per il mondo che verrà: il cuore! Possibilità che questi esseri contribuiscano al salto evolutivo: insufficienti. Il ragazzo c’è ma non si applica :)
C’è, grazie a Dio, anche l’uomo sano, equilibrato, che protegge, nutre, comprende, si offre. Egli è l’altra parte che serve alla donna allineata, per fare nuovi futuri. Possibilità di incontrare un uomo così: inferiori di gran lunga rispetto alla possibilità di finire sotto a un treno! (Ma io ce l’ho fatta e allora... coraggio!)
C’è anche l’uomo snaturato (cioè lontano dalla sua natura), che incapace di trovare nella sua compagna una donna, una complice e una madre, finisce per allevare i suoi figli da solo, aspettando la donna perfetta, che proprio perché cercata come tale, non arriverà mai.
Ed eccoci arrivati all’uomo in viaggio: egli ha capito cosa non vuole più e pratica l’arte di accorgersi di ciò che sta attraendo. Costui è un potenziale vincente, poiché il futuro ha cominciato a obbedirgli, avendo ben ammaestrato il presente.
Sente che arriverà il giorno giusto, e ne gode oggi come se già fosse.
Possibilità ancora discrete nel trovare una donna modello “mazzancolla”... ma siccome se ne accorge subito, no poblem!
Considerazioni: c’è un mondo da sistemate là fuori! Facciamo presto, per favore! Ne va di noi!
Tempi di riflessioni: brevi - o quando saremmo pronti per cambiare, il mondo potrebbe essere diventato una sputacchiera!
P.S. In questo periodo sto visitando diverse città per la presentazione del mio libro: Progetto Anima , di Anima Edizioni. Per sapere dove sono, visita www.moniazanon.com
[ commenta ] ( 162 letture ) | permalink |




( 3.1 / 173 )Caro viandante, spesso abbiamo più paura della paura, che non della paura stessa.
Quando arriviamo sulla terra, la paura è la prima delle infezioni umane ad essere contratta. Questo è dovuto al fatto che quando nasciamo percepiamo l’ignoto e la separazione dal tutto, ed è allora che, non sapendo cosa accadrà da quel momento in poi, la paura entra in scena: è lei a scegliere e ad essere al posto nostro.
Con il tempo e la consapevolezza, siamo in grado di trasformare la paura in fiducia. La gioia ne è amica. La gioia è il motore che in assoluto fa integrare più dati, poiché ci rende disponibili alla scoperta, alla continua azione, in apertura
costante, il che è ben altra cosa rispetto al meccanico reagire a ciò che ci cade addosso. Essere in apertura significa crescere, essere in chiusura è necrotico.
È facile però ingannarsi. Esistono paure che, essendo sfumature di altre, non potranno mai essere vinte: lavoriamo tanti anni su noi stessi per liberarcene una volta per tutte, ma senza risultato!
È come confrontarsi con un drago a più teste: possiamo tagliarne una ma il drago rimane in vita, e decisamente mooolto più irritato di prima.
Cosa fare allora?
Il problema non è la paura, quindi, ma comprendere la sua vera essenza e scoprire come approcciarla. In questo modo possono cadere le maschere delle false paure, che ne nascondono altre.
Un po’ come la danza dei sette veli: alla fine, se sappiamo suonare la musica giusta, le false credenze cadono una dopo l’altra. Alla fine restano solo le "vere paure", quelle che possiamo affrontare e trasformare in un'esperienza che non può esercitare più alcuna influenza su di noi... ad esempio, rendendola irrisoria, meglio se buffa... ed il gioco è fatto!
Solo così avremo il coraggio di partire per il viaggio. In fondo, si sa, non c’è scoperta per il marinaio che non va per mare, e spesso il mare è proprio quello dei nostri sentimenti...
[ 1 commento ] ( 357 letture ) | permalink |




( 3 / 186 )
Caro viandante, le sincronicità (le coincidenze) aumentano focalizzando la nostra intenzione. Più siamo nella loro accoglienza, più esse sono intense e abbondanti; attivando il nostro accorgerci, inoltre, riusciamo via via a comprenderne il significato. Ecco che, allora, gli eventi sincronici diventano una sorta di tracce che rivelano non soltanto la volontà del divino sistema, ma anche che quello è il giusto momento per "fare destino"...Dovremmo a questo punto fermarci e fare chiarezza, per poi creare la forma pensiero di ciò che desideriamo accada, e far sì che il miracolo si compia. Spesso è una questione di esercizio, ma anche di metodo. Nel tempo si è visto che ognuno trova il suo, o meglio, è il sistema che trova noi.
Viandante, quello che stai cercando sta cercando anche te: fatti trovare!
Come fare?
Per imparare a fare futuro, leggendo tra le trame e gli orditi del sincro-destino, è necessario prima di tutto diventare sensibili al proprio ambiente.
Essere attenti a ciò che ci circonda, non essere vissuti, ascoltare davvero e guardare sul serio. Soprattutto diventare pienamente consapevoli delle finestre che dentro di noi escono nel mondo di fuori, quello della creazione, finestre sofisticate e meravigliose chiamate "sensi". Siamo talmente abituati alla loro presenza da non notarli più! La percezione, allora, in questo modo si offusca... ma proprio per questo questo motivo c'è un miracolo che attende di rivelarsi.
Un ulteriore blocco alla capacità di fare futuro è senz’altro l’aspettativa. L’universo è mobile, ha molti modi per comunicare, non possiamo certo aspettarci che comunichi sempre nella stessa maniera, vero?!
Non sottovalutiamo così nulla, nemmeno il tanto offuscato linguaggio onirico. La meccanica del sogno è sempre perfetta nella sua manifestazione, il limite di comprensione rimane il nostro. Iniziamo col ricordare ciò che sogniamo. Questo passo può essere agevolato parlando con qualcuno del contenuto dei propri sogni.
Imparare a contattare i propri sogni è solo l’inizio, ma facciamo in modo che sia un buon inizio!
Spesso mi sono accorta che, col passare del tempo, durante la giornata, i sogni finiscono deposti nel dimenticatoio. Consiglio, perciò, di andare a letto con un foglio e una penna, così da poter disegnare o annotare qualcosa, anche frettolosamente, quando ci svegliamo. Ci servirà da collegamento per prelevare gran parte del sogno stesso.
Che buon pro ti faccia viandante!
Ti ricordo la presentazione del mio libro Progetto Anima, di Anima Edizioni, prevista per il 23 ottobre, ore 15.30, presso la Libreria Esoterica in Galleria unione 1, piazza Missori, Milano.
[ commenta ] ( 173 letture ) | permalink |




( 3.1 / 186 )
Sabato 30 settembre 2011, a Bellaria, Rimini, incontro colui che è stato lo scopritore dell’epigenetica: Bruce Lipton, ma il viaggio proviene da molto più lontano…Dieci anni fa, con le mie compagne di viaggio, arrivammo per la prima volta allo stesso centro congressi in cui qualche giorno fa conobbi questo scienziato. Era stato un viaggio all’insegna della magia, ma quanto questa meraviglia avrebbe mosso, lo scoprii solo nel tempo dell’adesso.
Durante il percorso in treno, io e le mie tre amiche distribuimmo foglietti con messaggi evolutivi. Eravamo tutte in fermento nell’immaginare cosa quel gesto avrebbe mosso nel passante che si sarebbe avvicinato alla lettura di queste pillole di saggezza, disseminate in bar, strade, divanetti del treno…
Stavamo andando a sentire un congresso sulla spiritualità, solamente come testimoni di un esistere, senza alcuna aspettativa o pretesa.
Oggi, a distanza di 10 anni sono tornata nello stesso posto e al mondo voglio offrire un altro modo di far accorgere.
Il video che vedi qui sotto, viandante, può illuminarti su questioni di massima importanza, spiegate magistralmente da un uomo illuminato, un Buddha! Bruce Lipton, con parole semplici come chi ha una completa padronanza della materia, spiega tematiche esistenziali fruibili dal mondo della scienza a quello della famiglia. Il risultato ha del magnifico.
Stupiamoci insieme, viandante e, come semi di luce, mi auguro che sia anche tu parte attiva nel divulgare questo video e questi messaggi di sostanziale importanza.
Infinite grazie a Bruce Lipton e al suo genio creativo e a tutti quelli che direttamente o indirettamente hanno fatto parte della mia vita per arrivare alla realizzazione di questo sogno, in particolare Erik Comin (che ci ha creduto fino in fondo), Lara Gatto & Matteo Passigato (FILM-PRO che hanno montato il video e reso agibili le traduzioni). Grazie di cuore anche alla completa disponibilità di Macro Edizioni (nella persona di Alvise Fedrigo) e la sempre viva ed attenta collaborazione con Anima Edizioni.
*
Recensione di Bruce Lipton al mio libro Progetto Anima - Come raggiungere il successo oltre l’epigenetica, Anima Edizioni
"La crisi e le sfide che il mondo di oggi sta fronteggiando, sono segni inconfutabili di un incredibile sconvolgimento evolutivo. Progetto Anima di Monia Zanon, offre ai lettori una valido e pratico strumento per gestire abilmente le mal percepite limitazioni, in modo da poter scrivere nuove storie di crescita e miglioramento per loro stessi, i loro figli ed il Mondo".
(Bruce H. Lipton, Ph.D., biologo cellulare e autore del bestseller La biologia delle credenze, e coautore di Evoluzione spontanea).
Commento in lingua originale:
"The challenges and crises facing the world today are signs that the planet is in the midst of an incredible evolutionary upheaval. Monia Zanon's Progetto Anima offers readers a valuable and practical plan to move beyond misperceived limitations in order to write new empowering stories for themselves, their children, and the world".
(Bruce H. Lipton, Ph.D., Cell biologist and bestselling author of The Biology of Belief: Unleashing the Power of Consciousness, Matter and Miracles and coauthor of Spontaneous Evolution: Our Positive Future (And A Way To Get There From Here).
*
Chi è Bruce Lipton
Bruce H. Lipton è una autorità mondiale per quanto riguarda scienza e comportamento. Insegnante di Biologia Cellulare presso la facoltà di Medicina dell'Università del Wisconsin, si è dedicato in seguito a ricerche pionieristiche alla School of Medicine della Stanford University. Ospite in programmi radiotelevisivi e conferenziere di primo piano. Le sue rivoluzionarie ricerche sulla membrana cellulare hanno precorso la nuova scienza dell'epigenetica e hanno fatto di Lipton una delle voci più note della nuova biologia.
Finora abbiamo creduto di essere vittime dei nostri geni: eravamo convinti che il nostro patrimonio genetico determinasse la nostra vita.
Lipton in maniera chiara e semplice e, al tempo stesso scientifica e autorevole, ci spiega come le scoperte inoppugnabili dell'ultimo secolo dimostrino invece che i geni stessi sono controllati dalle nostre percezioni dell'ambiente che ci circonda! Questa scoperta restituisce all'umanità un grande potere, tra cui la capacità di guarire se stessi, e ci libera dal destino beffardo di doverci ammalare delle malattie dei nostri avi. Nel Dvd "La mente è più forte dei geni" viene dimostrato come ognuno di noi ha quindi le potenzialità per creare una vita piena di salute, felicità e amore. Non più vittime ma creatori!
Durante il periodo in cui Bruce Lipton, Ph.D, lavorava come ricercatore e professore alla scuola di medicina, fece una sorprendente scoperta sui meccanismi biologici attraverso i quali le cellule ricevono ed elaborano le informazioni: infatti, piuttosto che controllarci, i nostri geni sono controllati, sono sotto il controllo di influenze ambientali al di fuori delle cellule, inclusi i pensieri e le nostre credenze.
Questo prova che non siamo degli "automi genetici" vittimizzati dalle eredità biologiche dei nostri antenati. Siamo, invece, i co-creatori della nostra vita e della nostra biologia. Lipton descrive questa nuova scienza, chiamata epigenetica, nel suo libro La biologia delle Credenze. Pieno di citazioni e riferimenti di altri scienziati che conducono, in tale campo, ricerche all'avanguardia, questo libro potrebbe, letteralmente, cambiare la vostra vita al suo livello più fondamentale.
Lipton ci mostra anche come Darwin avesse torto. La competizione non è la base dell'evoluzione; non è la sopravvivenza del più forte che ci permette di sopravvivere e prosperare. Al contrario, dice, dovremmo leggere l'opera di Jean-Baptiste de Lamarck, che venne prima di Darwin e dimostrò che la cooperazione e la comunità sono la base della sopravvivenza. Immaginate se ciascuna dei vostri trilioni di cellule decidesse di farcela da sé, di combattere per essere la regina della collina piuttosto che cooperare con le cellule compagne. Per quanto sopravvivreste?
Trovate il calendario con le conferenze di presentazione del libro Progetto Anima (Anima Edizioni) sul mio sito www.moniazanon.com
[ commenta ] ( 152 letture ) | permalink |




( 2.9 / 189 )Sabato 1 Ottobre ho avuto l’onore di assistere alla conferenza stampa del Dr. Bruce Lipton. Ciò che ne è emerso è stato oltre ogni mia aspettativa! Tra qualche settimana renderò pubblico il contenuto dell’incontro, in modo da condividere gli incredibili
contenuti che mi sono stati dati di scoprire.Questa settimana invece, anticipo alcuni vitali suggerimenti, come al solito sottovoce, ma non meno funzionali, tratti dal mio ultimo libro Progetto Anima - L’attenzione consapevole attraverso l’accorgersi - Strumento pratico per sedurre il tuo Ego e condurti al successo oltre l’epigenetica, Anima edizioni.
Ho cominciato a luglio il tour di presentazione, per chi volesse notizie a riguardo ci sono aggiornamenti sul sito www.moniazanon.com
*
Caro viandante, come anche il Dr. Bruce Lipton afferma, lo stress è la fonte di ogni male, ma per il nostro ben-essere non basta l’assenza di stress; ci devono essere l’amore e la gioia!
Attrezzati per portare gioia nella tua vita!
Nel Libro dei Morti egizio (che meriterebbe di essere intitolato Il Libro dei Vivi), viene descritto il momento della «pesatura dell’anima» e vi è rappresentata una enorme bilancia. Su un piatto si trova il cuore del faraone, in attesa di essere pesato per ciò che ha fatto durante la vita. Nell’altro, per fare il confronto, si trova una piuma.
Per pesare come la piuma, il cuore del regnante doveva essere stato ben leggero e agile nella sua vita terrena, e d’altra parte solo a questa condizione avrebbe meritato la vita eterna!
Al faraone, inoltre, venivano poste due domande dai giudici celesti, e la risposta a questi due sostanziali quesiti avrebbe fatto vivere o perire per l’eternità il monarca.La prima domanda era: «Hai vissuto la gioia nella tua vita?»
La seconda chiudeva ogni dubbio: «Hai vissuto portando gioia agli altri nella tua vita?».
Gioia! Chi vive con gioia sperimenta il senso del vivere come un innamorato. Le persone innamorate tendono a invecchiare meno, a vedere il mondo colorato di rosa. I cabalisti dicono che il vero colore della vita è proprio questo, il rosa... e se non la vediamo così colorata è perché siamo in astinenza d’amore.
Quando ci troviamo in un ambiente ostile anche noi tendiamo a diventare guardinghi e andiamo, come le cellule, in chiusura, poiché ciò che ci circonda non ci risulta nutriente. Inoltre l’informazione «paura» è viscida, verrà registrata e, ogni volta che ci si ritroverà in una situazione simile, ci sarà riproposto dall’inconscio lo stesso atteggiamento di chiusura da assumere.
La paura è la prima delle infezioni umane a essere contratta quando raggiungiamo il livello fisico poiché, quando veniamo al mondo, percepiamo l’ignoto, ed è allora, quando non sappiamo che cosa può accadere, che la paura entra in scena. In quel momento è lei a scegliere e ad essere al posto nostro.
La fiducia è un accessorio dell’amore. Quando c’è amore ci si apre al nuovo senza temere, senza reagire. Bruce Lipton chiama questo stato “effetto luna di miele”, un momento nel quale l’innamorato difficilmente si ammala poiché il suo sentire gli crea ben-essere in tutto il corpo. Quando siamo innamorati, infatti, non ci importa di essere più ricchi, più belli, più simpatici, non ci preoccupiamo che il mondo possa avere qualche tragedia in atto, poiché ci sembra che tutto sia come deve essere.
La gioia, l’amore che ci fa vivere ogni cosa con lo spirito innamorato, è il motore che in assoluto fa integrare più dati poiché ci rende disponibili alla scoperta, alla continua azione, in apertura costante, che è ben altra cosa rispetto al meccanico reagire a ciò che ci cade addosso.
Con l’azione noi ci connettiamo alla fonte dell’accorgersi, e altra gioia è in arrivo ogni qualvolta ci accorgiamo dell’esistenza. L’esistenza ci ricorda che esistiamo, e viceversa. In un certo senso, l’esistenza gioisce accorgendosi di se stessa attraverso di noi. Noi ci accorgiamo di essa che si accorge di noi… Che meraviglia, viandante, ci sono milioni di cellule che integrano questo dato!
Quando siamo tristi, questo accorgersi non accade, poiché con la tristezza si congela ogni impeto all’azione. Come brina su campi d’inverno, essa nasconde la reale realtà a vantaggio del «grigio» che ci costringerà a diventare. È così che noi inizieremo a vedere quel colore spalmato ovunque, fuori, mentre i danni dentro di noi saranno ben maggiori, perché non visibili. Entreremo così in disaffezione da noi.
Niente riuscirà più a stupirci o ad attivare l’accorgersi, poiché la tristezza è davvero potente. Produce poi uno strano stato di «piacere necrotico» che ci porterà a rincarare la dose. Si scivolerà in uno spazio semi-ipnotico in cui il dolore sarà compagno di viaggio e di scelte. E tutto questo in assenza di «noi», cara anima!
Tutti questi stati d’animo sono solo frutto di percezioni, non realtà assolute ed esclusive, ed oggi è davvero un bel momento per accorgerci!
[ commenta ] ( 184 letture ) | permalink |




( 3 / 190 )
Archivio



