SPAZIO NERO-AVORIO
C’è un universo nascosto nei contrari e negli opposti: esso si svela nel moto dell’accorgersi e diventa tutto d’un tratto meraviglia. Ci siamo spesso persi nel semplicistico e nelle parole usate a caso, ci siamo immersi in programmi assurdi che non ci attrezzavano al nuovo e al miracolo... ci siamo confusi e dispersi nelle trame delle parole...
Se è vero il vero lo è anche il suo contrario: Monia nel meraviglioso mondo delle contraddizioni.
Monia Zanon
Caro viandante che ti accorgi, oggi vorrei parlarti di forme pensiero e degli agglomerati che si creano, nutriti da queste energie prodotte dall’uomo, così tossiche e disfunzionali.
Ogni volta che accade qualcosa, un certo fatto o una tragedia, le forme pensiero per un certo periodo sembrano moltiplicarsi, a effetto domino, con procedure del tutto simili, a volte provocando casi di eguaglianza che hanno davvero dell’incredibile.
Viandante, ricorda per esempio il caso delle bimbe sequestrate e poi assassinate: queste avevano circa la stessa età, con dinamiche simili di sparizione. Lo stesso accade per i ritrovamenti di cadaveri in serie, come se gli orrori fossero seguiti dallo stesso clan o serial killer. Bimbi uccisi dalle madri o dai padri, compagne uccise dai mariti, fidanzate dai fidanzati... e tutti questi eventi sbucano sempre sugli articoli dei giornali srotolandosi negli stessi mesi, a volte nella stessa settimana. Hanno davvero dell’incredibile! Si pensa così, più facilmente, a una emulazione di massa, come nel caso dei sassi nel cavalcavia... ma c’è dell’altro da scoprire e, temo, molto più terribile e interessante allo stesso tempo.
Il paradosso della settimana sul quale voglio alzare il velo è l’Egregora della Crisi. Essa è densa e lorda tutto ciò con cui entra in contatto. Proprio come quando ci accade un fatto sgradevole e arrivano quantità di amici a raccontarci che stanno vivendo la stessa procedura tossica e gli stessi disagi, allo stesso modo ogni pensiero disfunzionale attrae altro lordume dello stesso tipo che va ad alimentare un grosso ammasso di pattume: le egregore sono questo.
Noi umani possiamo imparare, con una certa ecologia di pensiero, a controllare ciò che creiamo con la mente, ma non possiamo avere alcun effetto sulle potentissime egregore.
Un esempio del loro potere ce l’abbiamo sotto gli occhi proprio ora, viandante, accorgiamoci! Sto palando di tutta una serie di suicidi in persone che prima non avevano dato segni di particolare squilibrio, nemmeno quando avevano subito lutti importanti. La gente si sta ammazzando, come ipnotizzata, come sotto a un ordine, a una forza più grande di loro: l’Egeregora della Crisi, appunto. La paura della paura.
Osserva, accorgiti, viandante!
Ora, prima di pensare che i demoni si trovano fuori di noi, pensiamoci!
Cerchiamo di sconnetterci da certe forme pensiero tossiche e terribili; quando accadono dinamiche di tale portata siamo tutti colpevoli... sì, colpevoli dei nostri cattivi pensieri!
L’umanità ha già affronato dinamiche di questo tipo, ricordiamoci! È stato unendo le forze che ce l’abbiamo fatta, e non isolandoci, non ammazzandoci! Se ognuno di noi si metterà al servizio per sostenere e aiutare, monitorare e ascoltare, sarà meno facile che il male di vivere abbia il sopravvento.
Creiamo un pensiero di speranza, che alimenti una egregora di vita, di forza vitale!
Noi possiamo!
Mio nonno, che è stato un deportato durante la guerra, è rimasto per anni nell’ultimo campo di concentramento, vedendo morire i suoi amici-fratelli-compagni. Quando è arrivata la forma pensiero della speranza tutto ha cominciato a cambiare: le persone si sono unite anche se deboli e deperite per la fame e le malattie, e molti di loro sono tornati a casa grazie all’egregora che avevano loro stessi alimentato: l’Egregora della Speranza!
Mio nonno è morto da pochi anni e non sono stati i tedeschi a ucciderlo, ma il cancro, la tristezza e l’incapacità di gestire taluni sentimenti. C’è da riflettere!
Ogni volta che sostituiamo un cattivo pensiero con uno nutriente, iniziamo a togliere cibo all’ammasso energetico chiamato egregora che, poco a poco, se non più alimentata, finirà per morire di fame.
Oggi c’è una buona notizia, viandante: possiamo far morire di fame la crisi!
Grazie a te, grazie a me, grazie a noi...
p.s. Ringrazio il mio compagno e le dinamiche interessanti del prima e post-cena, che sempre riescono a nutrire con enorme interesse la mia mente fertile :)
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( 2.9 / 11 )Amici, questa volta vi porto con me in Bosnia, dove sono stata i primi di gennaio 2012. L’esperienza che ho potuto fare con un gruppo di amici e ricercatori ha del magnifico: si tratta di piramidi, più grandi di quella di Cheope e più antiche, con un segreto che va ben oltre la comprensione dei geroglifici.
Queste strutture sono collegate da cunicoli, tenuti nascosti lasciando cadere dentro del materiale naturale. Ben camuffate da montagne, queste piramidi hanno capacità terapeutiche straordinarie. Non sono ancora state visitate per attesa dei permessi, ma già nei cunicoli che collegano le strutture si può notare l’assoluta mancanza di animali, dovuta a delle interferenze di ultrasuoni emanati da dei monoliti. Si tratta di ceramiche create dall’uomo, da una civiltà che viveva allora. Queste ceramiche sono ora sottoposte a studi per la straordinarietà dovuta non alle forme o ai decori, ma alla capacità terapeutica che emanano.
Nell’intento che questo video risvegli la voglia di saperne di più, vi lascio al racconto delle nostre guide Damir Sturman, ricercatore, Ines Damianjc, Traduttrice e Haris, membro dello staff di ricercatori che attualmente si occupano di studiare il fenomeno.
Buon viaggio!
p.s. Ringraziamo Erik alla camera da presa, che con tanta pazienza, nei ritagli di tempo, ha reso agibile questo video, tratto in condizioni di scarsissima luce e in cunicoli a volte poco fluidi. Grazie Erik!
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Hai scelto di arrivare in un dato spazio-tempo per poter meglio adempiere a delle particolari missioni, nella possibilità di proseguire i rapporti con altre anime e di sistemare gli irrisolti. Anima, avverti i tuoi ego, le tue personalità e le tue etichette, o soffriranno! Anima, informali! Quando siamo allineati con ciò che vuole l’anima, il coraggio non viene a mancare. L’anima vuole aiutarci ma in genere il veicolo è così sordo! L’anima ha delle scadenze da rispettare, delle scelte ben precise da onorare. È sempre lei a scegliere d’incontrarsi con le anime affini, a optare per la loro riunione. Questo avviene con le anime compagne, le anime complementari e quelle gemelle.
Quando noi desideriamo un compagno – un’anima complementare alla nostra – ma non è il tempo giusto, questo incontro, per quanto ci si sforzi, non avverrà. Può darsi che, al momento, l’anima che deve arrivare a noi sia temporaneamente impegnata nell’apprendimento di altre lezioni. Perché l’incontro abbia luogo è necessario che si verifichi un allineamento speciale. Il destino prestabilito nel non-luogo inizia allora a far scendere la sua sabbia, come in una magica clessidra del fato. Diversamente, per quanto chiediamo di innamorarci o di far arrivare l’amore, ciò non accadrà.
Può anche darsi che entrambe le anime debbano ancora chiudere qualche vecchio conto rimasto in sospeso. Perché il cuore si faccia coraggio e sia di nuovo pronto ad amare serve una certa agilità, e se le stanze sono ancora piene, o è ancora in corso il trasloco dei ricordi, anche solo dei rimasugli provenienti dalle cantine, allora non accadrà niente di fatto! Ci sarà da attendere ancora. L’anima vorrà imparare prima a essere autonoma e a sentirsi bene anche da sola.
Se la lezione non è stata assimilata, l’amore tarderà a bussare alla nostra porta e l’allineamento auspicato sarà mantenuto in sospeso fino a nuovo ordine.
L’anima ha i suoi progetti e li vuole portare a termine.
Tratto da Progetto Anima - Come raggiungere il successo oltre l'epigenetica di Monia Zanon (Anima Edizioni)
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Stamattina, ritirando la posta in cassetta, ho trovato una lettera di propaganda elettorale. Tutti i visi dei candidati sfilavano fieri. Accanto alla loro immagine, oltre alla professione, sostava puntualmente la parola “coniugato”, come fosse una questione di prestigio esserlo. Questo mi ha fatto molto, davvero molto pensare, caro viandante, così ora, in questo spazio dedicato ai paradossi, agli opposti e ai contrari, sento forte l’esigenza di parlare di matrimonio, relazioni da manuale, regole di società e aspettative varie.Riguardo alle relazioni, più volte mi sono trovata a scrivere di "proposte alternative", ma questa volta desidero affondare un po’ più il pugnale nel cuore confuso, che crede di essere sbagliato.
C’è da accorgersi della frontiera che l’anima ci pone innanzi; tale blocco ci mostra, a volte con dolore, cosa non sia più conforme alla crescita animica. L’anima richiede una trasformazione, invita le personalità che convivono in lei a farlo, e punta il dito sulle relazioni, e su importanti eccezioni a queste, che alcuni di noi hanno già cominciato a vivere.
L’anima è paziente perché sa che è da pochi anni che la personalità sta cercando di emanciparsi dalle etichette imposte dalla società, dai costumi e dalle credenze religiose, per cui è sì tollerante, ma anche esigente! L’anima ci sta facendo avventurare in situazioni difficili da gestire, delicate, che ci sconvolgono dal profondo.
Le creature che prenderanno, in modo consapevole, questa scelta esperienziale, saranno chiamati "i diversi tra noi". Lei, l’anima, li chiamerà invece "pionieri di un nuovo modo di amare e considerare le relazioni".
Alcuni di questi “Don Chisciotte” faranno tutto ciò inconsapevolmente, arrendendosi dopo l’ennesima relazione perversa, pensando che quello sia un vento troppo forte da sostenere... Ma quest’ultimi non sanno che è proprio lasciando andare, affidandosi all’evento-dolore, che porteranno a casa la loro scoperta: il personale applauso della propria anima! Quale gioia più vera!
L’anima ci spinge ad amare in modi insoliti, con atteggiamenti diversi, e la cosa davvero interessante è che saranno proprio le persone a creare volontariamente queste nuove forme. Ed ecco che, piano, piano, saranno accettate dalle masse, nel tempo.
Le relazioni di questi pochi risvegliati sono esemplari, anche se per ora poco capite, o viste con sospetto, eppure saranno proprio loro a segnare il passo del “come”, mostrando coi fatti i limiti dei vecchi modi d’amare.
Succede che si cada in tradimenti e confusione, ma allora cerchiamo di capirne il motivo in modo diverso, non più dando la "colpa" al partner, ma assumendoci ognuno le nostre responsabilità... A volte riprendendo in mano la coppia, ricucendola, trasformandola in un abito su misura per i nuovi esseri in cambiamento.
Le persone evolvono, crescono, cambiano. Anche il matrimonio avrà bisogno di adeguati lifting per mantenersi in auge, poiché così com’è appartiene a un sistema che scricchiola da tutte le parti, e che di fatto ci mostra una coppia tutta convessa in convenzioni, più che tenuta insieme da intenzioni autentiche.
Ecco che si dovrà rivedere anche la famosa parola "coniugato”, che sembrava essere modello di serietà e lustro in un sistema allo scatafascio. I matrimoni falliscono, questo accade sotto gli occhi di tutti, tutti i giorni. Si finisce nella migliore delle ipotesi a essere uniti da un mutuo, o dal mutuo soccorso, che è anche peggio.
Ci sono poi le relazioni che durano solamente per patologia, tenute insieme da sistemi di dipendenza, di giudizio, di religione, di società, di tradizione...
L’anima ci chiede di essere nella condizione di volerci rimodellare a livello spirituale; cosa vuoi che se ne faccia, caro viandante, dei nostri sacrifici inutili e dei posticipi dì abbandono? Finiamo ammalati riducendo il cuore a una tartare condita bene!
Accade che si inizino relazioni extraconiugali, da noi stessi fortemente criticate, per noia, per bisogno, per disperazione, per confusione, per debolezza, per dispetto... ma non per amore!
Quando è per amore, tuttavia, accade l’incredibile che svela un nuovo modo d’amare, che rompe ogni confine messo anche dalla nostra logica, oltre le convenzioni, al di là delle tradizioni.
È sempre l’anima che ce lo chiede. L’anima è interessata al contenuto, non alla forma, così ci aiuta a rompere le regole facendoci innamorare di uomini molto più grandi di noi, donne più giovani, donne già sposate, uomini già impegnati, donne con figli a carico ed ex mariti confusi, donne che si innamorano di altre donne, uomini di altri uomini e via così, viandante, in una torre che sembra sempre più attendere i cherubini per l’ennesima distruzione di ciò che ai più appare perverso.
Tutto questo accade per un ben più grande e più alto scopo: rompere gli schemi e comprendere l’amore.
L’anima ci mostrerà come il cofanetto imbiancato e infiorato che prima chiamavamo "matrimonio" sia un sistema superato per la persona in trasformazione, se non sta al passo con l’evoluzione dell’individuo stesso. Accadeva infatti che ci fossero matrimoni e non uomini e donne, che ci fossero etichette e non dialogo, che ci fosse abitudine e non scoperta. Pigri, ci si sedeva sopra un "trofeo di guerra", pensando che a un certo punto sarebbe stato pure normale che questo accadesse!
Noi siamo anime umane in evoluzione, siamo chiamati al cambiamento ogni istante. Tutto ciò che non cambia, non si rinnova, è destinato a soccombere: l’anima chiama! Comprenderlo sarà fonte di gioia, non comprenderlo sarò serbatoio di tutte quelle “r”: rabbia, rancore, rimorso, rimpianto, risentimento... che tanto cibo buono sono per le ferite emozionali.
Presto l’anima prenderà il sopravvento a livello di gruppi di persone, e per allora non sarà più così strano avere tre bimbi fratelli di tre mamme diverse, coppie che vivono ognuno nella propria casa, figli che fraternizzano con fratellastri, mamme di bimbi mai da loro partoriti...
L’anima non ama conservare le forme, poiché lei vive di sostanza. Sarà bene in fretta diventare consapevoli di tale cambiamento e smettere di nascondersi dietro a un dogma, o un matrimonio fallito da tempo, ma troppo scomodo da far uscire allo scoperto.
Il matrimonio continua ad avere un senso solo se è nell’amore e cambia faccia, taglia, colore, al passo con le persone che lo vivono.
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( 3.1 / 52 )“Avremo cieli e terra nuovi non attraverso l’annientamento ma attraverso la trasformazione”.
(Sant’Agostino)
Questo fine settimana ho avuto l’onore di partecipare a un Convegno straordinario a Riva del Garda, sacro cofanetto di roccia, in seno al quale si trova il lago e le emozioni che esso suscita. Il palinsesto era davvero ricco di nutrimento: abbiamo aperto le danze con meditazioni sugli angeli che la presidentessa de “La corda d’argento” (associazione che organizzava l’evento), Donatella Marchioro, ha saputo donare, proseguendo con la più coreografica e modulata performance di suoni della quale io abbia mai potuto far parte, con Marcello Calasso e i suoi “suoni di Seba” (ma di quest’anima antica vorrei parlarti dopo, caro viandante che mi leggi). Il mio intervento ha voluto muovere ciò che mi stava a cuore per il mio caro figliolo “Progetto Anima. Come raggiungere il successo oltre l’epigenetica" (Anima Edizioni). Andrea Masiero, il mio compagno, invece ha saputo commuovere le persone nel profondo con “L’Alchimia Angelica”, un magico percorso sull’Albero della Vita, sacro glifo che racchiude il cielo, la terra, il mondo vegetale, animale, minerale, nonché il cosmo intero fino a Dio.
Si è parlato di costellazioni famigliari con Katia Gangemini, che ha costellato con amore fino alle due di notte!
Abbiamo sentito cantare un angelo in terra: Monica Verrini, e la sua voce quale strumento naturale divino.
Si è raccontata Marzia Padeletti, con la sua versione di Yoga-Nidra parlandoci dell’importanza della parola nel quotidiano e come indispensabile sia l’attenzione al modo e alla forma, per la programmazione del DNA.
Abbiamo avuto l’onore di sentire la canalizzazione dal vivo dell’Arcangelo Gabriele, per mezzo di Renata Ughini, che si è fatta strumento.
Ci hanno accompagnato le frequenze mistiche di Claudio Fontanelli, le sue campane di cristallo, i suoi tamburi, la sua saggezza nelle parole che ci ha donato…
Per finire, Claudia Rainville ci ha risvegliato mettendo in luce quali siano le equazioni che dirigono la nostra vita, svelando interessanti paradossi nel mondo della comunicazione.
Siamo stati letteralmente viziati dall’ospitalità dell'Astoria Park Hotel, nella meravigliosa persona del proprietario Christian Miorelli, amico caro e anima meravigliosa, grazie anche alla complicità e professionalità dello staff... Tutto! È davvero uno spettacolo vedere cosa succede in un albergo, quando entra il cambiamento che porta l’innalzo dell’orecchio del cuore! Dalla direttrice, anima bella, figura materna e accogliente, alla sua vice, alle tentazioni dello Chef - che si chiamo Cupido, come l’angelo! E il quale cucina pure come un angelo!
Al termine dei tre giorni la commozione, durante il rito di benedizione delle pietre e dei cristalli donati a ogni partecipante, è stata incontenibile, come la marea! Grazie! È stato meraviglioso vedere come ogni relatore, per nulla antagonista, ma perla preziosa di una collana speciale, abbia prodotto il suo apporto in modo sinergico e naturale,
amorevole e complice, senza nessuna frattura o distacco, fluidamente, come i fianchi di una mamma! E che dire della dolcezza di Roberto Giovanetti, scrittore dell’anima? Insomma... tutto perfetto! L’esperienza che più mi ha colpito è stata in assoluto Marcello. Marcello Calasso si prende cura della persona con l’aiuto dei suoni, per la maggiore dei “Tam”, Gong antichi e antichissimi che hanno parlato, aiutato, supportato ogni persona che in sala ha voluto fare questa esperienza sonora.
Marcello presenta le sue creature, "i suoi bambini" come li chiama lui. Ce li nomina come si fa coi figli, per nome; ognuno ha il suo e muove molteplici possibilità nelle persone. Ogni strumento suona in modo diverso, ci dice il musicista-terapeuta, e questo grazie alla risonanza di chi sta in sala, poiché siamo prima di tutto vibrazioni armoniche. A un certo punto, il terapeuta chiede il permesso per suonare una ringhiera! Ma solo dopo aver suonato anche la chiave a tubo per fissare la struttura dei gong che ci avvolgeva per la terapia dei suoni. Io sorrido e penso che questa creatura potrebbe riuscire a suonare anche con la mia scarpa col tacco!
I suoni ci invadono, allineando le nostre emozioni a livelli più funzionali, come sabbia su di un piattello, percossa da frequenze. E io che pensavo che i Tam fossero un richiamo, uno "strumento da rumore"... Che cane!
Entriamo nella musica fluidamente, come quando si entra nell’acqua, per poi venir respinti dall’onda, che mette in risonanza qualunque cosa nella stanza, pure le lampade! Tutto
risponde a un richiamo. Inesorabilmente. I visi di tutta la gente rispondono, qualcuno si tende, altri cadono in beatitudine, qualcuno cerca di aggrapparsi alle ultime maniglie della mente prima di cedere. Non so se si stanno portando in essere antiche memorie o futuri universi possibili... forse entrambi! Tutti sono coi palmi rivolti al cielo a raccogliere le armoniche, come preziosissima linfa, che non va dispersa, neppure un pochino.A un tratto il gong urla e mi parte una extra-sistole! Chissà cosa quel suono ha saputo trovare in me...
Nella sessione individuale, Marcello sapientemente mi sistema a pochi centimetri da un Gon d’oro di 2000 anni fa. Il musicista se n’è preso cura: uno strumento che può aver suonato per Gesù, sul quale ci cucinavano le castagne per incuria! Mi si accende la kundalini al primo tocco e sono imbarazzata; per un po’ trattengo le scariche che mi percuotono la colonna vertebrale poi, esanime, infine crollo, sottoposta a un senso del possesso vibrazionale più grande del mio controllo.
Consiglio questa esperienza a chiunque voglia vivere i suoni del cosmo nel sangue e nella carne... vivere la memoria degli antichi avi nelle ossa e nei capelli... e sganciare ogni “Lo so già” per arrivare completamente nudi, come quando si ama o si muore.
Grazie Marcello Calasso, grazie a tutti coloro che hanno voluto e saputo darsi in questa esperienza in modo completamente gratuito.
Grazie!
Opera cullinaria dello chef Cupido (Astoria Park Hotel): zuppa di verdure in crosta di pane con chìucchiaio di formaggio:

Da sinistra: Andrea Masiero, Monia Zanon, Marcello Calasso “Seba” e i suoi Gong:

La mia esperienza sonora:

Contributo dal web:
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