DIVENTA UN GENIO
Alberta Cuoghi
Cari amici e care amiche,
eccoci arrivati alla fine di questo spazio speciale dedicato a come DIVENTARE UN GENIO, attraverso tecniche di memoria, lettura veloce, mappe mentali e strategie di studio.
Spero in queste settimane di essere riuscita a trasmettervi la passione che provo per questi argomenti e per le potenzialità della nostra mente, che aspettano solo di essere risvegliate! Credo che troppe volte ci dimentichiamo chi siamo e cosa siamo in grado di fare, e se questa consapevolezza del nostro Potere deve passare attraverso una nuova idea di come sia possibile studiare in modo efficace e divertendosi … beh … così sia!
Vi ringrazio di cuore per ciò che avete scritto, per la simpatia, l’arguzia delle domande fatte via mail, l’energia che mi avete regalato: questo blog è stato un’esperienza importante anche per me!Se vi va, potete trovarmi sempre sul mio sito www.enjoyitalia.org, in cui continuerò, con passione e piacere, a rispondere alle vostre domande.
Ricordate, i grandi cambiamenti sono fatti di piccoli passi quotidiani, non di stravolgimenti. Piccole e giuste scelte giornaliere, fatte con costanza e autodisciplina, ricordandoci sempre del Potere che abbiamo e di cosa siamo in grado di fare, vi porteranno molto più lontano di quanto immaginate e un giorno, voltandovi indietro, vi stupirete di quanto sia stato semplice e di quanta strada avrete fatto.
Con affetto,
Alberta Cuoghi
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( 2.9 / 85 )
P sta per PREVIEW: cioè fai un’anteprima del materiale; serve a creare un “reticolato” su cui si depositeranno le informazioni, via via a livelli progressivi di comprensione. Ognuno di noi non impara le cose subito al 100%. Ha bisogno di rivedere il materiale più volte perché il cervello incamera informazioni via via più approfondite,appoggiandole appunto su questo reticolato.
Per fare un’anteprima fatta bene, recupera tutto ciò che può darti un’idea di cosa è importante (es: domande d’esame, punti su cui persone che hanno già raggiunto ciò vuoi tu hanno investito tempo per l’approfondimento, ecc.).Q sta per QUESTION: cioè poniti delle domande. Chiediti cosa sai già dell’argomento, leggi la prefazione, le notizie sull’autore, il sommario, ecc. (storicamente lasciati da parte da OGNI studente). Stimola il tuo cervello nel ricercare informazioni che, per il principio che la nostra mente è perfetta in fase di deposito, sono GIA’ depositate!
La fase P e Q sono fondamentali per il tuo cervello per iniziare a crearsi una mappa, un reticolato delle informazioni. Sono fasi che devono durare qualche minuto … e fanno risparmiare tantissimo tempo dopo.
R sta per READ: cioè leggi. Consiglio di fare sempre due letture (per il principio del reticolato):
1- Lettura per recuperare l’idea in generale, per capire di cosa tratta, come è strutturato il testo, ecc. Qui non sottolineare … aspetta.

2- Lettura approfondita, per cercare i punti chiave. Qui puoi sottolineare!
Queste due fasi sono potenziate se possiedi tecniche di lettura veloce (che ti permettono di incamerare informazioni più velocemente e con una comprensione più alta (perché sei più concentrato/a) e tecniche efficaci per selezionare i punti chiave (che sono diversi dai punti importanti di un testo … è una delle difficoltà maggiori di ogni studente di ogni età, perché alla base c’è una forte insicurezza nella nostra memoria e vorremmo ricordarci tutto! Invece dobbiamo ricordare ciò che NON sappiamo e fidarci che il resto – cioè ciò a cui possiamo arrivare ad esempio con il ragionamento – ci verrà in mente).
S sta per STUDY: cioè devi memorizzare i punti chiave che hai selezionato.
Utilissime le mappe, ma anche qualsiasi altra tecnica di memoria tu conosca. Tutte tranne la ripetizione pedissequa … troppo noiosa per la mente, e ha un’efficacia pari al 10% entro 24 ore, che passa all’1% dopo solo due giorni dalla memorizzazione.
T sta per TEST: cioè devi provare a esporre. Puoi farlo davanti ad uno specchio, a voce alta, mentalmente, in gruppo, ecc. Questa fase è importantissima, perché:
- Permette di verificare se hai memorizzato bene! Meglio farlo a casa che in sede d’esame o durante una presentazione importante in ufficio!
- Permette di rendere più forti i punti chiave, perché li ripassi.
- Permette di lavorare sul cosiddetto “linguaggio tecnico”. È la bestia nera di tutti gli studenti (e non), perché è parte della valutazione della nostra preparazione. Preparandoci mentalmente prima le frasi dette “nel modo giusto”, non ci faremo più cogliere impreparati!
- Permette di creare delle sinapsi fortissime all’interno del nostro cervello tra l’immagine creata con le tecniche e la parola “vera, in italiano” che poi dovremo dire. Fondamentale!

Queste fasi, OPQRST, sembrano tante, ma in realtà durano meno di quanto si pensi, e se fatte bene aiutano il cervello a lavorare meglio e con maggiore efficienza, perché è continuamente stimolato a recuperare informazioni che ha in deposito, è costretto a ragionare, a collegare, a estrapolare e ricollegare di nuovo … quindi a fare un APPRENDIMENTO ATTIVO, e non più passivo, lento, noioso, e assolutamente inefficace, ma divertente, efficace, veloce e che dura nel tempo.
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( 3.1 / 74 )Ho lasciato volutamente questo argomento per ultimo, anche se forse avrei dovuto affrontarlo all’inizio, perché a tutti gli effetti il metodo di studio è il “cappello” sotto cui si svolge tutto il processo di apprendimento. E’ cosa si fa da quando si prende in mano il testo (anzi, anche prima!), fino al momento dell’esposizione vera e propria. Ho deciso di tenerlo alla fine perché ho pensato fosse interessante fare un riepilogo di tutto quanto visto, e rimetterlo in sequenza, dando una priorità temporale alle varie tecniche e atteggiamento mentale da avere.
La sequenza che vi propongo deriva da anni di applicazioni, non solo mie personali, ma anche da quelle di migliaia di allievi che ho avuto il privilegio di incontrare. Benché non ci sia lo spazio, purtroppo, per approfondire, consiglio comunque di sperimentare le diverse fasi.
All’inizio ho spiegato come l’apprendimento abbia 4 fasi (vedi primo articolo):
- Acquisizione dei dati (attraverso l’ascolto, la lettura, ecc.);
- Comprensione delle informazioni;
- Organizzazione del materiale che riteniamo importante;
- Ricordo dei dati;

Il metodo di studio deve seguire questo iter, perché è così che avviene il deposito delle informazioni migliore... lo so, tutti vorremmo fare acquisizione-ricordo... ma non è possibile... quindi mettiamoci il cuore in pace e procediamo per ordine. Considerate che se svolte bene, le fasi che vi suggerisco diminuiranno notevolmente il tempo che dedicherete all’apprendimento e migliorerete parallelamente la capacità di ricordo.
IL METODO OPQRST
Il metodo OPQRST (è un acronimo facilissimo da ricordare) spiega le diverse fasi da seguire:
O sta per ORGANIZZAZIONE: bisogna organizzarsi bene prima a livello di:
- MATERIALE, recuperando tutti gli appunti, le note, i libri, i video, dispense, ricerche sull’autore, materiale trovato su internet, ecc. che si deve studiare. E recuperando anche tutti i fogli, colori per le mappe mentali, matite, penne, ecc. che useremo.- AMBIENTALE, cioè creare l’ambiente piacevole, utile e necessario all’apprendimento. State attenti a:
- luce giusta (possibilmente non un neon, sì alla luce naturale o a quelle alogene);
- temperatura (né troppo caldo, né troppo freddo) ;
- una giusta ventilazione;
- musica (se lo desiderate); suggerisco musica classica o Mozart (aiuta ad entrare nella fase Alfa molto rapidamente);
- TEMPORALE: ossia organizza il tuo tempo, tenendo conto che NON è vero che hai 7 giorni a disposizione, ma molto meno. Devi tenere conto di eventuali imprevisti (nel senso che devi considerare ogni giorno del tempo che POTRESTI dedicare agli imprevisti... se non ne hai, avrai guadagnato tempo!!!), di quei giorni in cui sai di avere degli appuntamenti, o che sai che non potrai dedicare tempo (tipo il sabato pomeriggio, storicamente dedicato a fare “le vasche” in centro...), ecc...- MENTALE: cioè preparati prima facendo:

o Un rilassamento, così da lavorare direttamente in fase alfa (cioè quella di massima concentrazione);
o Mangia bene, e sano, perché noi siamo ciò che mangiamo. In America si dice: “garbage in, garbage out”, cioè se ingerisci spazzatura, esce da te spazzatura. Consiglio di leggere attentamente il VIDEO BLOG “Alimentazione Energetica” del Dr. Golia Vincenzo Pezzulla … ricca di tantissimi spunti!
o Poniti un obiettivo. Fissa sull’agenda la scadenza entro cui vuoi essere preparato/a sull’argomento e punta a quello, cercando di non distrarti. Un consiglio? Poiché molti di noi lavorano meglio sotto stress, ti consiglio di mettere la tua scadenza qualche tempo prima. Avere un esame fra 4 mesi non ci motiva così tanto quando averne uno fra 3 settimane... Ci impedisce di rimandare e procrastinare!
o Cerca di migliorare, di un passo, ogni giorno con autodisciplina. Se oggi sei riuscito/a a lavorare bene per 20 minuti, ok; domani cerca di farlo per 21 minuti. Sembra una tattica molto semplice, ma chi è arrivato veramente lontano non è colui che si è lanciato a fare una maratona in un giorno, ma colui che ogni giorno ha fatto un passo in più. Inoltre c’è molto meno stress e punti la tua attenzione su cosa hai fatto bene, predisponendoti sempre con l’atteggiamento mentale giusto.
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( 3 / 85 )COME LEGGONO VERAMENTE I TUOI OCCHI?
La risposta è che gli occhi compiono piccoli "salti" piuttosto regolari. Questi salti portano gli occhi da un punto fisso a un altro, di solito un po' più di una parola per volta. Quindi l'occhio non si muove affatto in modo fluido sulla pagina. Al contrario, si sposta con piccoli saltelli da sinistra a destra, fermandosi un attimo per assorbire una
parola o due prima di andare oltre e ripetere il processo da capo. Quindi in sostanza l’occhio, per poter leggere, deve essere FERMO. Queste pause occupano la maggior parte del tempo e, dato che ogni pausa può durare da un quarto di secondo a un secondo e mezzo, è possibile apportare un immediato miglioramento alla velocità con cui leggi sprecando meno tempo su ogni pausa.
Altro errore che spesso si fa è quello di rileggere le parole, a volte tornando indietro addirittura di tre parole per assicurarsi di aver assorbito il corretto significato.
Queste pratiche di fare salti all'indietro (ritornare, quasi per abitudine, sulle parole appena lette) e di regressione (tornare consapevolmente a rileggere parole che il lettore sente di aver tralasciato o di non aver compreso) causano l'eccessiva lentezza di un lettore.Un lettore veloce si abbandona raramente a queste ripetizioni non necessarie, che provocano una notevole riduzione di velocità nei lettori scarsi. Se ogni salto all'indietro o regressione impiega all'incirca un secondo, e ne vengono fatti circa due per ogni riga, allora in una pagina standard di 40 righe si perdono un minuto e venti secondi. Su un normale libro di 300 pagine, 1 minuto e 20 secondi x 300 pagine = 400 minuti, cioè 6 ore e mezza in più di tempo perso a leggere (oltretutto, senza comprendere)!
COMPRENSIONE
Aspetta un attimo!" potresti dire, "mi hanno sempre detto che per capire correttamente dovevo leggere 'lentamente e con attenzione'. Aumentare la velocità a cui leggo diminuirà sicuramente la mia comprensione, vero?". Questa convinzione sembra logica, tuttavia una piccola indagine può mostrare la sua infondatezza. Leggi l'affermazione seguente esattamente così come la trovi scritta, assorbendo "lentamente e con attenzione" e mirando a una comprensione perfetta.
Difficile? Certo! Perché il tuo cervello non è progettato per leggere a un ritmo così lento. Leggere lentamente e con attenzione incoraggia il cervello a leggere sempre più lentamente, con sempre meno comprensione.
Ora guarda la prossima frase, questa volta leggendo le parole così come sono state raggruppate:

Il tuo cervello lavora con molto più agio a velocità di 400 PAM e oltre. Dunque, un aumento di velocità conduce automaticamente ad un aumento di comprensione perché le informazioni sono organizzate in gruppi di significato ai quali il tuo cervello associa subito un senso.

Questa accresciuta capacità di capire ti aiuta a sua volta a comprendere meglio, poiché la memoria è essa stessa basata sulla capacità del tuo cervello di organizzare le informazioni in insiemi dotati di significato. Il tuo primo compito, allora, è metterti al lavoro per eliminare le cattive abitudini di fare salti all'indietro, regredire e assorbire un numero di parole eccessivamente ridotto.
Inoltre se il tuo tempo normale di fissazione è di un secondo, e riesci a velocizzarti fino ad arrivare a impiegare solo mezzo secondo per fissazione (cosa che dovrebbe risultare facile, ricordando che il tuo occhio può assumere informazioni a un cinquecentesimo di secondo), allora avrai raddoppiato la velocità a cui leggi. Insomma, con gli opportuni esercizi e un po’ di costanza, è possibile raggiungere in pochissimo tempo una velocità almeno 3 volte superiore o, con tecniche avanzate come la fotolettura, arrivare a gestire un libro di 250 pagine nell’intero processo di apprendimento (quindi dalla lettura all’esposizione) in 3 ore.
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LA LETTURA VELOCE
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( 3 / 73 )Negli ultimi anni il volume di riviste e libri pubblicati dalla stampa internazionale ha raggiunto proporzioni quasi inimmaginabili. Inoltre, l'invenzione del computer e del fax ha aggiunto, per la maggior parte delle persone, letteralmente chilometri di ulteriore materiale da leggere.
Qualche decennio fa, la persona media era in grado di navigare comodamente lungo i fiumi delle informazioni: quei fiumi, ora, si sono tramutati in torrenti in piena che minacciano di sommergerci.
Diamo un’occhiata al modo in cui ti è stato insegnato a leggere e, in seguito, al tuo potenziale che ti permetterà di "affrontare le rapide" con facilità.
COME TI È STATO INSEGNATO A LEGGERE?
Il metodo fonico consiste nell’imparare prima l’alfabeto dalla A alla Z e nell’associare ad ogni lettera il corrispondente suono (così R si legge "r", anziché "erre"). In seguito, al bambino vengono presentate le lettere e i suoni nel contesto di una parola. Quindi, di fronte alle parole "la casa", si insegna dapprima a leggere "lll-aaa- ccc-aaa-sss-aaa" (non "elle-a-ci-a-esse-a"), finché il bambino acquisisce la necessaria fluidità. Quando il bambino ha imparato a produrre i suoni corretti (cioè vocalizza nel modo giusto), gli viene insegnato a leggere silenziosamente. Quest’ultimo passaggio spesso richiede molto tempo, e molti bambini, anche da adulti, non riescono mai a superare la fase della lettura in cui muovono le labbra. Quelli che invece riescono a superare questa fase, potrebbero, tuttavia, continuare a vocalizzare tra sé e sé. In altre parole, sono consapevoli a livello conscio, mentre leggono, del suono che ha ogni parola.
Il metodo "guarda e pronuncia” consiste invece nel mostrare al bambino un'immagine (per esempio, una mucca) con una didascalia che riporta la parola che rappresenta il soggetto, cioè "mucca”.
Una volta che il bambino si è dimostrato in grado di riconoscere le parole e di leggere in silenzio, di solito si dà per scontato che abbia imparato a leggere e che, quindi, sia alfabetizzato. Dall'età di sette anni in avanti gli vengono fornite pochissime istruzioni supplementari, poiché si crede che, una volta assimilata la capacità di leggere, il bambino abbia semplicemente bisogno di metterla in pratica. Ciò non potrebbe essere più lontano dalla verità, poiché ciò che in realtà è stato insegnato al bambino è solo la primissima fase della lettura. Lasciare il bambino in questo stato, in cui rimane fino all’età adulta, è un po' come assumere che, una volta che un bambino ha iniziato a gattonare, il processo di locomozione sia già completo!
E’ il momento di evolvere e di imparare a usare al meglio le nostre capacità!
IL TUO POTENZIALE DI LETTURA VELOCE
E’ assolutamente possibile migliorare la velocità di lettura fino a raggiungerne una almeno doppia di quella attuale, e di arrivare in seguito alla velocità di 1000 parole al minuto o più (con la lettura fotografica si arriva a 250.000 parole al minuto), con dei semplici esercizi. Inoltre considera che:
- le dimensioni delle pupille cambiano anche con le emozioni; più sei interessato, più la tua pupilla si dilata, più dati assorbi.
- le immagini vengono inviate lungo il nervo ottico e trasmesse all'area visiva del cervello (il lobo occipitale) che è, in realtà, quello che svolge il compito di lettura, dirigendo gli occhi su tutta la pagina alla ricerca di informazioni di particolare interesse per il tuo cervello.
Ognuno dei tuoi occhi è lo strumento ottico più straordinario noto agli esseri umani, al cui confronto anche i più avanzati telescopi e microscopi usati per analizzare il macrocosmo o il microcosmo impallidiscono.
Se desideri testare la velocità con cui leggi un testo, ho preparato un TEST DI LETTURA VELOCE. Lo trovi nel mio sito: WWW.ENJOYITALIA.ORG, nella categoria “RISORSE” sotto “ARTICOLI”, e il nome è: “TEST LETTURA VELOCE”.
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